A Firenze per lavoro . . . il meeting, il bel collega di Milano e finalmente la Gang!
di
La Ragazza con i Louboutin
genere
orge
Fortunatamente l’inizio del meeting era stato posticipato di mezz’ora, altrimenti la sosta erotica con il ragazzo della stazione di servizio mi avrebbe fatto arrivare in ritardo!
La presentazione di lavoro era noiosa, come ogni anno. Accanto a me si era seduto Enrico, il nuovo collega di Milano, molto simpatico e anche un bell’uomo.
Da quando, poco prima, la titolare ci aveva presentato non si era più staccato da me. Era gentile e cordiale. Sembrava particolarmente attratto da me. Mi guardava in continuazione sorridendo estasiato. Ci eravamo seduti in una zona laterale della sala, un po’ in disparte.
Il mio ego, gratificato dalle sue attenzioni e la mia voglia erotica già alle stelle al pensiero della serata molto ‘calda’ che mi attendeva, mi spingevano a essere provocante e audace. Accavallai con sensualità le gambe. La gonna corta salì mostrando buona parte delle cosce, compresa la fascia di pizzo delle calze autoreggenti che incorniciava sensualmente l’estremità superiore dei lunghi gambali dei miei stivali. Indossavo quelli eleganti, neri, di pelle scamosciata, aderenti, alti fino a metà coscia, tacco 12 sottile. Naturalmente la gamba sollevata era dal suo lato e ‘involontariamente’ il tacco dello stivale spesso lo sfiorava. Lo appoggiai con più decisione, in modo che fosse chiaro che il contatto non fosse casuale. . . lui non disse nulla e rimase lì, senza scostare la sua gamba. Dunque gradiva!
L’azienda è molto bacchettona e la titolare non incentiva rapporti tra colleghi che non siano strettamente lavorativi. Tuttavia, la situazione era molto stuzzicante. . .
La voglia di provarci e magari scoparmelo crebbe ancor di più quando notai che il collega era sposato, come dimostrava la fede al dito . . . gli uomini sposati sono quelli che scopano meglio!
Purtroppo, non ci sarebbe stato tempo per verificarlo. . . almeno quella sera!!
Fui chiamata sul piccolo palco allestito nella sala per fare la mia breve presentazione sui risultati e sulle previsioni della filiale, compito che di solito spettava a Mara, la collega anziana antipatica, che fortunatamente non era venuta. Decisi di osare, complici anche le luci soffuse della sala.
Il collega si alzò per farmi passare, essendo lo spazio tra le file delle sedie abbastanza stretto. Io mi incamminai girata verso di lui, con il tablet in mano. Strusciai con nonchalance il mio seno su di lui e feci finta che il tablet mi stesse scivolando. Con la scusa di afferrarlo al volo, gli misi la mano sul pacco e strinsi, come se avessi sbagliato la presa. “oh. . . scusami!” dissi sorridendo con malizia. Era come avevo notato. . . il suo cazzo era in erezione. . . e sembrava anche di ragguardevoli misure!! Enrico non disse nulla. Mi guardò stupito.
Durante la mia presentazione notai il suo sguardo fisso su di me, come rapito. Aveva un’espressione di stupore. Sicuramente era per quel mio audace gesto, così palese e al tempo stesso inatteso ma sicuramente gradito.
Quando tornai al mio posto ci scambiammo sorrisi maliziosi ed ammiccanti. Questa volta passai rivolta di schiena, soffermandomi qualche istante, come se fossi bloccata da qualche ostacolo. Strofinai il mio fondoschiena sul suo pacco, sembrava più grosso . . . Con mia piacevole sorpresa sentii la sua mano infilarsi rapidamente sotto la gonna e salire tra le mie cosce, fino alla fica. Ero bagnata e senza mutandine. Il collega se ne accorse e mi guardò ancor più sorpreso ed estasiato mentre mi sedevo. Non disse nulla.
Terminata la presentazione le luci si accesero e ci alzammo per trasferirci nella sala adiacente dove era stato allestito il rinfresco. Quella sera non ci furono altre occasioni di approfondire la conoscenza con il bel collega milanese. . . ma la strada era ormai spianata!
Del resto, la nostra, tecnicamente, non sarebbe stata una ‘relazione’, come dicevo l’azienda non le incentiva. . . Enrico era sposato e io avevo ‘solamente’ voglia di godere del suo cazzo. . . e delle sue attenzioni erotiche per soddisfare i miei desideri sessuali! . . . cosa che avvenne alcuni mesi dopo, con grande piacere di entrambi . . . ma quanto accadde lo descriverò in un prossimo racconto! . . .
Il cocktail finale era stato gradevole, avevo spilluzzicato prendendo qua e là le cose che mi attiravano di più bevendo solo un calice di prosecco. Volevo arrivare alla Gang sobria e con il pieno controllo dei miei sensi!
Girando nella sala avevo notato molti sguardi su di me, soprattutto da parte dei colleghi maschi, che si affrettavano a venirmi vicino per salutarmi e scambiare due chiacchiere.
Mentre parlavamo gli uomini sbirciavano il mio seno o gli stivali, le colleghe sorridevano incuriosite, sembrava si stessero domandando cosa combinassi!
Pensai fosse merito del look, in effetti la gonna corta con gli stivali alti fanno sempre un certo effetto. Poi mi accorsi che dal maglione si intravedevano i miei capezzoli, eccitati dal fugace approccio con il collega, ma anche al ricordo della scopata con Roberto in autostrada e al pensiero della prossima Gang. . . In effetti mi ero dimenticata di rimettere il reggiseno!
Non ne fui affatto imbarazzata, tutt’altro, la cosa mi divertiva ed eccitava ancora di più.
Era ora di andare, dovevo prepararmi per la serata, la gang con Daniele e i suoi amici mi attendeva! Rientrai in camera dove mi aspettava G.
“Com’è andato il meeting? e il cocktail?!” mi chiese G. L’ho baciato velocemente sorridendo “ora ho bisogno di una bella doccia, poi ti dico!” mi sono spogliata e mi sono goduta una lunga e piacevole doccia ristoratrice. Mi sono asciugata e ho iniziato a vestirmi per la serata raccontando a G delle attenzioni ricevute al cocktail e dell’approccio fugace con il collega milanese, sapendo quanto queste cose lo eccitassero.
G sorrideva compiaciuto “non avevo dubbi che avresti fatto colpo, mia cara porcellina!” disse mentre ammirava la mia ‘vestizione’, non senza piacevoli effetti collaterali! Avevo la fica già bagnata al pensiero della nuova eccitante esperienza che mi attendeva.
Mentre mi preparavo facevo domande su come mi sarei dovuta comportare con Daniele e i suoi amici, quanto potevo essere porca con loro e altre piccole fantasie erotiche . . . questi intriganti discorsi sfociarono inevitabilmente in un “antipasto” a base di succhiata di cazzo, quello di G, e leccata di fica, la mia, da parte sua, piacevolmente accompagnata da un mio potente orgasmo. Non proseguimmo oltre per non ‘compromettere’ i piaceri della serata!
Terminammo di vestirci e ci avviammo all’appuntamento.
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Era la mia prima gang bang, con quattro stalloni, oltre G. Avevo mille aspettative e infiniti desideri.
Sotto il lungo giaccone indossavo solo una corta sottoveste nera bordata di pizzo, molto sexy e il collant color carne aperto davanti e dietro, da sesso. Né mutandine né reggiseno. Un filo elegante di perle al collo con un braccialetto in parure e ovviamente i miei immancabili stivali Louboutin, di morbidissima pelle nera, aderenti e sensuali come una calza, alti fino a metà coscia, tacco 14 a stiletto con un elegante plateau nascosto nella tomaia. . .
Mi sentivo audace, porca e lussuriosa! La voglia di godermi tanti maschi e i loro cazzi tutti per me cresceva ad ogni istante, mentre andavamo da loro.
L’appuntamento era sul lungarno Cellini, un appartamento con ingresso indipendente su strada. Citofonammo. Aprirono. Volli entrare con gli occhi bendati da una mascherina, un po’ per timidezza ma anche per concentrare i miei sensi ed apprezzare al massimo tutte le sensazioni che mi aspettavo e che speravo ardentemente di provare grazie a questa nuova elettrizzante esperienza.
Varcata la soglia mi avvolse un piacevole profumo floreale con delle note di vaniglia. Segno che Daniele ci teneva a creare un’ambiente gradevole per questi incontri erotici. I ragazzi si presentarono, con garbo, con quel loro accento fiorentino che mi intrigava, eccitandomi ogni volta che lo sentivo, se pronunciato da un uomo.
Tolsi il giaccone, lo porsi a G, pur non vedendolo sapevo che era al mio fianco. “A però! Come sei bella e sensuale, Eli!” esclamò uno dei ragazzi sorpreso dalla mia mise che ben poco lasciava all’immaginazione. “Grazie!. . . tengo la mascherina ancora per qualche istante. . . voglio lasciare un po’ di spazio alla fantasia per gustarmi meglio la realtà. . . ma potete avvicinarvi! …” dissi sorridendo e facendo capire chiaramente che avrei gradito il primo contatto con loro così, bendata.
Nonostante ostentassi sicurezza, ero emozionatissima. Il cuore batteva velocissimo. Si avvicinarono. Sentii le loro mani possenti, ma al tempo stesso delicate e sensuali, accarezzare tutto il mio corpo. Mi rilassai. Una sensazione di piacevole ed al tempo stesso eccitante serenità mi pervase. La timidezza e i timori che mi avevano accompagnato svanirono rapidamente, sostituiti dalla curiosità e dal desiderio erotico che quelle mani avevano risvegliato in me.
Correvo già con la fantasia, mentre i primi fremiti di piacere scorrevano sulla mia pelle, deliziosamente e sensualmente accarezzata da tutti quei maschi. . . ero già eccitata!
“Ma che bellissimi stivali che tu t’hai! . . .” esclamò Daniele. Era dietro di me. Li accarezzò partendo dai polpacci, salendo su fino alle cosce. Sentivo le sue mani scorrere attraverso la pelle dei miei Louboutin. . . mi trasmettevano una magnifica sensazione di piacere, amplificata da quel suo accento fiorentino. Salì ancora, fino alle natiche che palpò e accarezzò “che bel culetto sodo che tu c’ahi!”. Fece scivolare una mano tra le mie cosce e la portò davanti. . . “Maremma bona! Te tu sei già così bagnata?! . . . che femmina!” esclamò apprezzando quanto la mia fica fosse già così intrisa di piacere.
Ho sorriso lusingata. . . ancora bendata ho cercato e palpato le patte dei suoi amici constatando con eccitazione e lussuria le loro notevoli erezioni.
Molte sensazioni e pensieri lascivi si alternavano nella mia mente e rendevano il mio corpo desideroso e pronto a godere con quei maschi di tutti i più deliziosi piaceri dell’eros.
Ho slacciato loro i pantaloni, uno alla volta con movimenti lenti e sensuali, prendendo finalmente in mano i loro cazzi già grossi e duri.
Mi sono abbassata ed ho iniziato a succhiarli e smanettarli a turno mentre Daniele da dietro mi masturbava con le sue fantastiche dita, saggiando delicatamente anche la morbidezza del mio lato B.
Non stavo più nella pelle!! Il primo orgasmo della serata è arrivato dopo pochi secondi. “Hai capito la signorina!!!” Esclamò piacevolmente stupito Daniele.
Ero soddisfatta e pronta! Mi sono tolta la mascherina e l’ho porta a G con un’espressione maliziosa e lasciva.
Vidi dove mi trovavo. Lo ‘scannatoio’, come lo chiamava scherzosamente Daniele, è un piccolo appartamento, ma molto curato e accogliente. Candele profumate, arredamento sobrio e funzionale. Accessori e suppellettili a tema erotico, ma non volgari. E li vidi, in tutta la loro splendida ed invogliante virilità.
Daniele e i suoi amici erano uomini dall’aspetto molto gradevole, sorridenti, un’aria scanzonata e simpatica, intorno ai quaranta-quarantacinque. I loro attributi erano notevoli, come mi era effettivamente sembrato al tatto e in bocca! Mi morsi il labbro guardando maliziosamente G che sorrise facendomi un cenno di approvazione. Potevo finalmente realizzare il mio sogno di scoparmi tanti cazzi insieme, scatenando le mie più irrefrenabili voglie sessuali.
Dall’ingresso ci siamo spostati in un salottino adiacente. Mi hanno fatto accomodare su un divanetto. Si sono spogliati mentre li osservavo vogliosa accarezzandomi la fica a gambe aperte con movimenti lascivi e provocanti.
Dire che ero di nuovo bagnatissima è dir poco! . . . il desiderio di godere era tornato prorompente come non mai. Ammiravo quegli splendidi cazzi svettare come pali, duri e pulsanti, nelle loro magnifiche erezioni. . . sembrava volessero omaggiarmi, come in un saluto militare. . . ed erano tutti per me!
Daniele si è posizionato davanti a me in ginocchio, mettendo la sua testa tra le mie cosce aperte. Ha iniziato a leccarmi divinamente la fica.
Con la sua meravigliosa lingua lunga, potente e sinuosa è riuscito a stimolare punti erogeni della mia vagina che non immaginavo nemmeno di avere!
Alternava profonde ed eccitanti penetrazioni a deliziose coccole e baci esterni, clitoride incluso. Era fantastico! Mentre mi godevo l’esaltante trattamento orale di Daniele, succhiavo avidamente e masturbavo i cazzi grossi e duri degli altri magnifici stalloni che si erano posizionati intorno a me.
Alzai le gambe e le appoggiai sulla schiena di Daniele tirandolo con gli stivali verso di me per sentire meglio la sua lingua e la sua bocca. Daniele è veramente superlativo con il cunnilingus! Posso affermare che sia uno dei più bravi ed eccitanti leccatori che abbia incontrato nelle mie numerose avventure erotiche!
Il desiderio cresceva, ancor di più vedendo G che mi riprendeva, visibilmente eccitato, con il suo bel cazzo duro in mano, pronto ad intervenire anche lui, ma non prima di aver immortalato i miei orgasmi mentre mi godevo quelle magnifiche verghe.
Le dita in fica e in culo, manovrate sapientemente da Daniele che continuava a leccarmi divinamente anche il clitoride, mi stavano facendo nuovamente impazzire di piacere. . . mi sembrava di vivere un incredibile sogno erotico, con la differenza che il piacere era meravigliosamente reale!
I miei sensi erano al settimo cielo. . . fremiti di piacere attraversavano irrefrenabili tutto il mio corpo. . . ansimavo e godevo sempre di più. . . ed ecco l’orgasmo. . . potente, intenso, lunghissimo accompagnato da un urlo liberatorio per scaricare tutta la tensione erotica che si era accumulata dentro di me…
Mi ci volle qualche secondo per riprendere fiato. Sentii Daniele che si godeva gli umori dolciastri del mio squirt. “Maremma come sei porca. . . squirti a meraviglia e l’è pure bono!” esclamò sorpreso e deliziato.
Guardai G. Nonostante fosse impegnato nel riprendermi era più eccitato che mai. Mi piace molto stuzzicarlo quando è così arrapato. . . l’ho guardato con un sorriso ammiccante e malizioso e gli ho chiesto: “sono abbastanza porca? Ti piace come succhio tutti questi fantastici cazzi? Daniele è stato bravissimo, hai visto, mi ha fatto venire già due volte!!”.
L’ho fissato negli occhi e mi sono mordicchiata un labbro, come faccio quando mi sento particolarmente porca e maliziosa, sapendo quanto questo piccolo gesto lo ecciti.
Gli ho fatto cenno di venire da me.
Ero ancora sdraiata di schiena sul divanetto. G si è avvicinato. Ho preso il suo pene tra i miei stivali portandolo verso di me. Ho iniziato a masturbarlo con movimenti lenti e sensuali tenendo il suo cazzo tra il tacco e la suola di un piede mentre con l’altro tacco gli stuzzicavo le palle. . . avevo già voglia di un altro orgasmo. . . “sei una porca meravigliosa” mi ha sussurrato ed ha aggiunto “ho una voglia pazza di scoparti”. Non aspettavo altro!
L’ho cinto sui fianchi con decisione stringendolo tra i miei stivali e l’ho guidato verso di me fino a portare il suo cazzo all’altezza della mia fica fradicia di desiderio. Si è inginocchiato, mi ha afferrato per i fianchi e mi ha penetrata con un movimento forte e deciso. . . sentivo il suo membro durissimo tutto dentro, avevo la sensazione che fosse più grosso del solito. . . sicuramente lo era, non l’avevo mai visto così eccitato!!
G affondava con decisione i suoi colpi mentre con una mano mi stuzzicava il clitoride facendomi godere come non mai. Ero presa in un vortice di piacere indescrivibile. Tenevo ancora in mano e in bocca i cazzi grossi e duri degli altri stalloni posizionati ai miei lati. Ho ripreso a succhiarli avidamente, con gusto e bramosia. . . ansimavo dal piacere.
G era fantastico, sapeva come farmi godere e lo stava facendo divinamente.
Ed è arrivato, il mio terzo orgasmo della serata, intenso, lunghissimo. Ho squirtato urlando di piacere, rimanendo di nuovo senza respiro per qualche secondo.
G ha rallentato ma senza fermarsi del tutto, rimanendo dentro, come piace a me. Non è venuto, lui dura tantissimo come fortunatamente anche Daniele e i suoi amici. Il tempo di riprendere fiato, ricevere i complimenti dei ragazzi per i miei orgasmi, fanno sempre piacere, e ci siamo trasferiti in un’altra camera.
Daniele fece strada lungo il corridoio. Io lo seguivo tenendo in mano i grossi cazzi di due dei suoi amici. L’altro mi seguiva da dietro tenendo appoggiato il suo grosso palo sul mio culo. Sculettai con civetteria per sentirlo meglio. . . Ero intrigata dalla divertente sensazione che mi dava portare a spasso quei bei maschi in quel modo. . . entrammo in una camera, ampia, c’era un bel letto matrimoniale con baldacchino…
Daniele e i suoi amici mi circondarono. Continuavo a masturbare i loro fantastici cazzi, enormi e duri, mentre mi baciavano, accarezzavano e palpavano tutta. Che meravigliosa e stimolante situazione, ero eccitatissima. Quattro poderosi stalloni, cinque con G, tutti per me. . . con le loro verghe pronte a farmi godere!
Avevo un desiderio irrefrenabile di scoparmeli e sentire i loro cazzi dentro di me. Sul comodino c’erano alcuni profilattici. Con gesti ammiccanti e provocanti, da vera porca, li presi. Li scartai e li infilai a Daniele e ai suoi amici, usando la bocca e la lingua per eccitarli ancor di più.
Dissi ad uno dei ragazzi, quello con il cazzo più grosso, era veramente notevole, di sdraiarsi supino. Salii sul letto, in piedi. Gli feci allargare le gambe ed iniziai a stuzzicarlo con il piede, lavorando i suoi genitali e il suo magnifico cazzo, con la punta, la suola e il tacco dei miei stivali. Non era una posizione molto stabile, mi aiutai sorreggendomi con la mano al montante del baldacchino.
Il ragazzo gradiva molto il mio trattamento. . . prese il mio piede all’altezza della caviglia e lo guidò mettendo il suo pene tra tacco e suola dello stivale, iniziando a masturbarsi. . . adoro vedere e sentire il cazzo dei maschi in balia dei miei stivali, strumento di delizia e piacere per loro e per me.
Quando scopo un bel maschio, o più di uno, indossando i miei stivali alti e sensuali, giocando con i loro testicoli e stuzzicando il loro cazzi duri per eccitarli ancor di più, provo una indescrivibile e stimolante sensazione di potere. In quei momenti di lussuria e libidine, la consapevolezza di avere il controllo su di loro mi pervade, rendendomi ancor più audace, disinibita ed estremamente porca.
La sua erezione era strepitosa. Mi abbassai sopra di lui e appoggiai la mia fica su quella poderosa verga. Strofinai la sua grossa cappella sulle mie grandi labbra. Ero bagnatissima. Me la infilai dentro. Iniziai ad abbassarmi, lentamente, per sentire meglio quel grande randello che mi riempiva tutta mentre scendevo sopra di lui.
Entrò tutto dentro di me. Lo sentivo, imponente, riempirmi tutta la fica. Stavo per partire al galoppo quando Daniele si avvicinò da dietro appoggiando la sua cappella sul mio sfintere. “Gradiresti una doppia o è troppo per te?!” mi sussurrò ad un orecchio mentre mi accarezzava i capezzoli. “che domande! Certo che gradisco!” replicai sorridendo, sempre più eccitata.
Avevo apprezzato molto che me l’avesse chiesto, prima di farlo. Daniele, come i suoi amici, sono uomini e persone molto educate e rispettose. . . qualità fondamentali che devono essere sempre presenti, anche durante amplessi focosi e passionali. . .
Non se lo fece ripetere. Spinse con forza il suo glande sul mio ano ed entrò di getto. . . infilò la sua bella verga tutta dentro.
Una inebriante sensazione di pienezza si irradiò dal mio ventre propagandosi in tutto il resto del corpo.
Iniziai a galoppare, andando su è giù sul cazzo enorme che avevo in fica mentre Daniele mi stantuffava nel culo con veemenza, tenendomi per i fianchi. I suoi colpi erano in perfetta sincronia con il mio galoppo e questo amplificava ulteriormente il mio godimento. Quei due deliziosi cazzi mi stavano facendo impazzire di piacere. Mi chinai in avanti per baciare lo splendido stallone che stavo cavalcando. Le nostre labbra si unirono per poi schiudersi lasciando che le nostre lingue bramose si avviluppassero in un turbinio di intrecci sensuali ed eccitanti.
In quella posizione, reclinata in avanti, il mio culo era ancor meglio posizionato per essere penetrato fino in fondo, con decisione e veemenza dal cazzo di Daniele. Sentivo i loro pali riempirmi tutta, sembravano arrivare fin quasi alla bocca dello stomaco. Era una sensazione fantastica.
Feci cenno agli altri due amici, rimasti ai lati del letto con i loro cazzi in mano, di unirsi a noi. Salirono e si piazzarono davanti a me, in modo che potessi masturbarli e spompinarli adeguatamente. Notai G che riprendeva tutto col cellulare e si masturbava a sua volta. Si, volevo proprio immortalare questa mia prima e strepitosa esperienza erotica con tanti maschi che mi facevano godere come una porca!
Finalmente mi stavo godendo la gang che avevo sempre desiderato e sognato. . . la realtà spesso supera la fantasia! Era un’esperienza erotica molto più eccitante e coinvolgente di quanto immaginassi. . . tutti i miei orifizi erano colmi dei loro cazzi, grossi e duri. . . quegli stalloni erano bravissimi ed eccitanti. . . mi sentivo porca e disinibita. . . e in più stavo eccitando anche il mio dolce G che godeva nel vedermi così incredibilmente infoiata. . .
Lo stallone che cavalcavo mi mordicchiava i capezzoli che erano diventati duri e sporgenti come chiodi. Con una mano mi palpeggiava le tette e con l’altra mi stimolava il clitoride. . . era semplicemente divino! Sentivo le palle di Daniele sbattere sulle mie natiche ad ogni colpo, mentre affondava tutto il suo grosso cazzo nel mio culo voglioso. . . la mia bocca era scopata dalle enormi verghe dei due ragazzi che in piedi davanti a me la riempivano a turno. . . li afferrai entrambi e spalancandola al massimo me li misi in bocca insieme, con una certa difficoltà considerate le loro ragguardevoli larghezze. . . non potevano arrivare fino in gola contemporaneamente, insieme erano troppo larghi, ma entrarono quel tanto che bastava per gustarmi le loro enormi cappelle succhiandole e leccandole con voluttà mentre con le mani li masturbavo…
Il mio corpo e la mia mente erano totalmente rapiti dal piacere immenso che provavo. Tutti i miei sensi erano stimolati ed esaltati fino al parossismo . . . fremiti e contrazioni si susseguivano sempre più impetuosi. . . “così, così. . . bravi, scopatemi, sbattetemi e fatemi godere. . . voglio godere. . . si, così. . . così…” riuscivo ad articolare solo poche parole, travolta dal pathos e dal piacere…
Ero completamente in balia del potere dell’eros che mi stava trasportando nell’empireo del piacere, sublime incarnazione dell’estasi. . . sentivo un’energia potente e inarrestabile crescere dentro di me. Un fuoco impetuoso mi stava travolgendo. . . ansimavo, godevo, mentre cavalcavo e succhiavo quei meravigliosi cazzi. . . ed eccolo. . . il vulcano che era in me stava per eruttare . . . un ultimo spasmo, una fortissima contrazione ed esplose. . . potente e irrefrenabile, dalla vagina e dal culo. . . urlai il mio orgasmo con tutta la forza che avevo . . . rimasi senza fiato, accasciandomi stremata sul petto del ragazzo che cavalcavo. . .
“Tutto bene Eli? . . . ” mi chiesero praticamente all’unisono i ragazzi. Ripresi fiato, sollevai la testa e sorrisi. . . “non bene. . . meravigliosamente bene!! . . . ” sorrisero tranquillizzati e compiaciuti…
I loro grossi cazzi, dentro di me ancora in piena erezione, erano irresistibilmente invitanti. . . il loro parlare fiorentino mi eccitava. . . il desiderio di godermeli tornò rapidamente. . .
“Ragazzi adesso vorrei due cazzi in culo! . . . si può fare?!” dissi con grande sorpresa di tutti mordendomi il labbro maliziosamente. . . “Maremma quanto sei maiala! Certo che si può fare!” esclamò Daniele.
“Spostiamoci, qui viene meglio!” disse Daniele indicando una panca reclinabile, simile a quelle che si usano in palestra. Alzò lo schienale fino a circa 60°, si sedette. Il suo bel cazzo svettava dritto e duro come un palo. . . “Vieni bella maiala, girati di spalle e impalati il culo sul mio cazzo!” non me lo feci ripetere. . . ero di nuovo bagnata, colma di lussuria. . . mi voltai, mi misi a cavalcioni su di lui, presi il suo cazzo, appoggiai la sua larga cappella sul mio ano ancora morbido e accogliente e scesi lentamente su di lui godendomi la sua verga che mi riempiva il culo. In quella posizione lo sentivo ancora meglio . . . entrò tutto dentro . . . che delizia!
“Adesso poggia la schiena su di me e solleva le gambe” mi disse Daniele. Mi sdraiai su di lui con il suo cazzo ben piantato nel culo. Alzai le gambe aiutata dalle braccia di Daniele che le sorreggevano, mentre spingeva la sua verga dentro il mio culo. In quella posizione il piacere della penetrazione anale era ancora più intenso. . . “Lo senti maiala?!” mi chiese Daniele “eccome se lo sento! . . . è grosso e duro come piace a me!” risposi estasiata.
Daniele fece un cenno ai suoi amici che nel frattempo si masturbavano godendosi la vista del mio culo farcito e della mia fica all’aria. Daniele unì le gambe per permettere ad uno dei suoi amici di avanzare verso di me. Si avvicinò tenendo le gambe allargate. Mi afferrò i polpacci e infilò il suo grosso cazzo nella mia fica, bagnata e vogliosa, piegandosi leggermente in avanti.
In questo modo lasciò lo spazio per il terzo ragazzo, quello con il cazzo più grosso e lungo, che si posizionò dietro all’amico che esclamò scherzosamente “Oh, ’un ti sbaglià’, il culo da riempì’ ’un è mica il mio, ma quello della Eli!” “Sta’ bono, ’un ti cruccià… ’un mi sbaglio mica, quello di Eli l’è di gran lunga più bello del tuo, via!” rispose scanzonato l’amico facendoci ridere tutti . . .
Sentii la sua enorme verga appoggiarsi sul mio ano, già riempito dal cazzo di Daniele.
“Li vòi ancora du’ cazzi nel culo?” mi chiese. “Ma che domande tu fai?!” risposi sorridendo in fiorentino. “Hai un buco bello morbido, ci dai alla grande coi cazzi in culo, eh?! Ma rilassati più possibile. . . ora siamo in du’ e parecchio grossi!” mi suggerì sorridendo.
Mi allargò le natiche e iniziò a spingere. Nonostante il dolore cercai di rilassarmi il più possibile. Spinse con forza. . . un dolore lancinante. . . poi un suono sordo, come se qualcosa si fosse sbloccato scivolando sulla pelle umida. . . sentii la sua verga sfondarmi l’ano ed entrare prepotentemente, affiancando il cazzo di Daniele. . . il dolore si trasformò in piacere, una deliziosa sensazione di pienezza proveniva dal mio retto. . . colmo di quei due grossi cazzi! “Maremma maiala, s’è fatto a infilalli tutt’e due. . . fino in fondo!…” esclamò Daniele.
Iniziarono a stantuffarmi con veemenza. Daniele da sotto mi baciava sul collo mentre mi palpava le tette stuzzicando deliziosamente i miei capezzoli turgidi. L’amico che mi scopava in fica mi accarezzava e masturbava anche il clitoride.
Tesoro sei fantastica! Non ti avevo mai visto con due cazzi in culo. . . e che cazzi!” esclamò G visibilmente eccitato alla vista di quanto fossi porca e libidinosa. . .
Feci cenno a lui e al quarto amico di avvicinarsi. Afferrai i loro cazzi. . . li masturbai con foga. . . alternai i loro cazzi in bocca succhiandoli e leccandoli con avidità.
Eravamo in una posizione da contorsionisti… ma il piacere era immenso!
Con quei due cazzi nel culo, il terzo in fica e altri due in bocca godevo come una maiala.
Il mio corpo fremeva e si contraeva nuovamente negli spasmi del piacere. . . “fatemi godere, così, così.. sfondatemi il culo, la fica, la bocca. . . così porci, così. . . bravi…” urlai in preda all’estasi. . . quei maschi, G compreso, erano bravissimi. . .
Fino a quel momento non avevo mai provato un piacere erotico così intenso e appagante. . . era un’esperienza molto più eccitante e coinvolgente di quanto immaginassi. . . non solo fisicamente, ma anche e soprattutto mentalmente. . . era totalizzante, un vortice di passione e piacere assoluto che coinvolgeva tutti i sensi e la mente in un unicum indescrivibile di sensazioni, percezioni fisiche, profumi, suoni. . . pensieri e fantasie che si realizzavano come in un sogno che diventava realtà…
Mi lasciai andare. . . trasportata dal furore della sublime tempesta che mi stava travolgendo. . . le ondate di piacere arrivavano impetuose e mi strapazzavano come una piccola imbarcazione in balia dei flutti di un fortunale. . . godevo immensamente. Era come se anziché esserne travolta rovinosamente, riuscissi a cavalcare e ‘domare’ quelle enormi onde di piacere, al pari di un bravo surfista che trae piacere dalle potenti scariche di adrenalina che lo pervadono mentre scivola sinuoso tra i cavalloni che lo avvolgono e si rompono dietro di lui. . . uscendone indenne e pienamente appagato!
Un lungo e potente urlo accompagnò gli spasmi del mio orgasmo, divampato prepotentemente in fica, nel culo e in tutto il mio corpo. Mentre venivo, contrassi la fica e il culo sentendo ancor di più quei tre magnifici cazzi dentro di me. . . mi abbandonai esausta su Daniele. . .
“Maremma che spettacolo! Sei strepitosa. . . ‘na ragazza che scopa come te ’un s’era mai incontrata finora!” esclamò Daniele. Ripresi fiato. Sorrisi. “il merito è tutto di voi splendidi maschi. . . e dei vostri meravigliosi cazzi!” replicai. “. . . e quanto durate! . . . non venite mai! . . . dobbiamo provvedere! . . . ” aggiunsi con uno sguardo libidinoso. . .
Daniele e i suoi amici stalloni si sfilarono dalla mia fica e dal mio culo con delicatezza, mi alzai. G mi guardava estasiato, come se avesse appena assistito ad un evento miracoloso! . . . l’avevo lasciato senza parole! Gli sorrisi e lo baciai…
Sfilai a Daniele e ai suoi amici i preservativi. G non lo usava con me. Mi sedetti sulla panca e li feci schierare davanti a me. . . con i loro randelli ancora in perfetta erezione. . . li masturbai e li spompinai con cura e immenso piacere. . . li feci venire tutti, uno alla volta, guardandoli negli occhi con un’espressione da porca libidinosa, una vera ninfomane, affamata di cazzi!
Svuotarono i loro grossi coglioni pieni di sperma nella mia bocca accogliente e vogliosa . . . gustai il loro caldo nettare e lo deglutii . . . “Maremma bona. . . pure coll’ingoio! . . . Eli, sei proprio una gran maiala e c’hai proprio il gusto bono!” esclamò Daniele quando si accorse che non lo sputavo. . .
Ripulii uno per uno i loro cazzi con la lingua e le labbra per non lasciarne nemmeno una goccia. . . per ultimo feci sborrare e ingoiai quella di G. . . “grazie tesoro per avermi fatto vivere questa esperienza meravigliosa!” gli dissi dopo aver ripulito il suo bel cazzo. . . G sorrise e mi baciò. . .
Ci rivestimmo. Ci salutammo calorosamente. Li baciai e palpai i cazzi a tutti quei fantastici ragazzi con la promessa di rivederci di nuovo, presto. Cosa che avvenne. . . ma di queste altre avventure erotiche con Daniele & Co. vi racconterò in seguito!
La presentazione di lavoro era noiosa, come ogni anno. Accanto a me si era seduto Enrico, il nuovo collega di Milano, molto simpatico e anche un bell’uomo.
Da quando, poco prima, la titolare ci aveva presentato non si era più staccato da me. Era gentile e cordiale. Sembrava particolarmente attratto da me. Mi guardava in continuazione sorridendo estasiato. Ci eravamo seduti in una zona laterale della sala, un po’ in disparte.
Il mio ego, gratificato dalle sue attenzioni e la mia voglia erotica già alle stelle al pensiero della serata molto ‘calda’ che mi attendeva, mi spingevano a essere provocante e audace. Accavallai con sensualità le gambe. La gonna corta salì mostrando buona parte delle cosce, compresa la fascia di pizzo delle calze autoreggenti che incorniciava sensualmente l’estremità superiore dei lunghi gambali dei miei stivali. Indossavo quelli eleganti, neri, di pelle scamosciata, aderenti, alti fino a metà coscia, tacco 12 sottile. Naturalmente la gamba sollevata era dal suo lato e ‘involontariamente’ il tacco dello stivale spesso lo sfiorava. Lo appoggiai con più decisione, in modo che fosse chiaro che il contatto non fosse casuale. . . lui non disse nulla e rimase lì, senza scostare la sua gamba. Dunque gradiva!
L’azienda è molto bacchettona e la titolare non incentiva rapporti tra colleghi che non siano strettamente lavorativi. Tuttavia, la situazione era molto stuzzicante. . .
La voglia di provarci e magari scoparmelo crebbe ancor di più quando notai che il collega era sposato, come dimostrava la fede al dito . . . gli uomini sposati sono quelli che scopano meglio!
Purtroppo, non ci sarebbe stato tempo per verificarlo. . . almeno quella sera!!
Fui chiamata sul piccolo palco allestito nella sala per fare la mia breve presentazione sui risultati e sulle previsioni della filiale, compito che di solito spettava a Mara, la collega anziana antipatica, che fortunatamente non era venuta. Decisi di osare, complici anche le luci soffuse della sala.
Il collega si alzò per farmi passare, essendo lo spazio tra le file delle sedie abbastanza stretto. Io mi incamminai girata verso di lui, con il tablet in mano. Strusciai con nonchalance il mio seno su di lui e feci finta che il tablet mi stesse scivolando. Con la scusa di afferrarlo al volo, gli misi la mano sul pacco e strinsi, come se avessi sbagliato la presa. “oh. . . scusami!” dissi sorridendo con malizia. Era come avevo notato. . . il suo cazzo era in erezione. . . e sembrava anche di ragguardevoli misure!! Enrico non disse nulla. Mi guardò stupito.
Durante la mia presentazione notai il suo sguardo fisso su di me, come rapito. Aveva un’espressione di stupore. Sicuramente era per quel mio audace gesto, così palese e al tempo stesso inatteso ma sicuramente gradito.
Quando tornai al mio posto ci scambiammo sorrisi maliziosi ed ammiccanti. Questa volta passai rivolta di schiena, soffermandomi qualche istante, come se fossi bloccata da qualche ostacolo. Strofinai il mio fondoschiena sul suo pacco, sembrava più grosso . . . Con mia piacevole sorpresa sentii la sua mano infilarsi rapidamente sotto la gonna e salire tra le mie cosce, fino alla fica. Ero bagnata e senza mutandine. Il collega se ne accorse e mi guardò ancor più sorpreso ed estasiato mentre mi sedevo. Non disse nulla.
Terminata la presentazione le luci si accesero e ci alzammo per trasferirci nella sala adiacente dove era stato allestito il rinfresco. Quella sera non ci furono altre occasioni di approfondire la conoscenza con il bel collega milanese. . . ma la strada era ormai spianata!
Del resto, la nostra, tecnicamente, non sarebbe stata una ‘relazione’, come dicevo l’azienda non le incentiva. . . Enrico era sposato e io avevo ‘solamente’ voglia di godere del suo cazzo. . . e delle sue attenzioni erotiche per soddisfare i miei desideri sessuali! . . . cosa che avvenne alcuni mesi dopo, con grande piacere di entrambi . . . ma quanto accadde lo descriverò in un prossimo racconto! . . .
Il cocktail finale era stato gradevole, avevo spilluzzicato prendendo qua e là le cose che mi attiravano di più bevendo solo un calice di prosecco. Volevo arrivare alla Gang sobria e con il pieno controllo dei miei sensi!
Girando nella sala avevo notato molti sguardi su di me, soprattutto da parte dei colleghi maschi, che si affrettavano a venirmi vicino per salutarmi e scambiare due chiacchiere.
Mentre parlavamo gli uomini sbirciavano il mio seno o gli stivali, le colleghe sorridevano incuriosite, sembrava si stessero domandando cosa combinassi!
Pensai fosse merito del look, in effetti la gonna corta con gli stivali alti fanno sempre un certo effetto. Poi mi accorsi che dal maglione si intravedevano i miei capezzoli, eccitati dal fugace approccio con il collega, ma anche al ricordo della scopata con Roberto in autostrada e al pensiero della prossima Gang. . . In effetti mi ero dimenticata di rimettere il reggiseno!
Non ne fui affatto imbarazzata, tutt’altro, la cosa mi divertiva ed eccitava ancora di più.
Era ora di andare, dovevo prepararmi per la serata, la gang con Daniele e i suoi amici mi attendeva! Rientrai in camera dove mi aspettava G.
“Com’è andato il meeting? e il cocktail?!” mi chiese G. L’ho baciato velocemente sorridendo “ora ho bisogno di una bella doccia, poi ti dico!” mi sono spogliata e mi sono goduta una lunga e piacevole doccia ristoratrice. Mi sono asciugata e ho iniziato a vestirmi per la serata raccontando a G delle attenzioni ricevute al cocktail e dell’approccio fugace con il collega milanese, sapendo quanto queste cose lo eccitassero.
G sorrideva compiaciuto “non avevo dubbi che avresti fatto colpo, mia cara porcellina!” disse mentre ammirava la mia ‘vestizione’, non senza piacevoli effetti collaterali! Avevo la fica già bagnata al pensiero della nuova eccitante esperienza che mi attendeva.
Mentre mi preparavo facevo domande su come mi sarei dovuta comportare con Daniele e i suoi amici, quanto potevo essere porca con loro e altre piccole fantasie erotiche . . . questi intriganti discorsi sfociarono inevitabilmente in un “antipasto” a base di succhiata di cazzo, quello di G, e leccata di fica, la mia, da parte sua, piacevolmente accompagnata da un mio potente orgasmo. Non proseguimmo oltre per non ‘compromettere’ i piaceri della serata!
Terminammo di vestirci e ci avviammo all’appuntamento.
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Era la mia prima gang bang, con quattro stalloni, oltre G. Avevo mille aspettative e infiniti desideri.
Sotto il lungo giaccone indossavo solo una corta sottoveste nera bordata di pizzo, molto sexy e il collant color carne aperto davanti e dietro, da sesso. Né mutandine né reggiseno. Un filo elegante di perle al collo con un braccialetto in parure e ovviamente i miei immancabili stivali Louboutin, di morbidissima pelle nera, aderenti e sensuali come una calza, alti fino a metà coscia, tacco 14 a stiletto con un elegante plateau nascosto nella tomaia. . .
Mi sentivo audace, porca e lussuriosa! La voglia di godermi tanti maschi e i loro cazzi tutti per me cresceva ad ogni istante, mentre andavamo da loro.
L’appuntamento era sul lungarno Cellini, un appartamento con ingresso indipendente su strada. Citofonammo. Aprirono. Volli entrare con gli occhi bendati da una mascherina, un po’ per timidezza ma anche per concentrare i miei sensi ed apprezzare al massimo tutte le sensazioni che mi aspettavo e che speravo ardentemente di provare grazie a questa nuova elettrizzante esperienza.
Varcata la soglia mi avvolse un piacevole profumo floreale con delle note di vaniglia. Segno che Daniele ci teneva a creare un’ambiente gradevole per questi incontri erotici. I ragazzi si presentarono, con garbo, con quel loro accento fiorentino che mi intrigava, eccitandomi ogni volta che lo sentivo, se pronunciato da un uomo.
Tolsi il giaccone, lo porsi a G, pur non vedendolo sapevo che era al mio fianco. “A però! Come sei bella e sensuale, Eli!” esclamò uno dei ragazzi sorpreso dalla mia mise che ben poco lasciava all’immaginazione. “Grazie!. . . tengo la mascherina ancora per qualche istante. . . voglio lasciare un po’ di spazio alla fantasia per gustarmi meglio la realtà. . . ma potete avvicinarvi! …” dissi sorridendo e facendo capire chiaramente che avrei gradito il primo contatto con loro così, bendata.
Nonostante ostentassi sicurezza, ero emozionatissima. Il cuore batteva velocissimo. Si avvicinarono. Sentii le loro mani possenti, ma al tempo stesso delicate e sensuali, accarezzare tutto il mio corpo. Mi rilassai. Una sensazione di piacevole ed al tempo stesso eccitante serenità mi pervase. La timidezza e i timori che mi avevano accompagnato svanirono rapidamente, sostituiti dalla curiosità e dal desiderio erotico che quelle mani avevano risvegliato in me.
Correvo già con la fantasia, mentre i primi fremiti di piacere scorrevano sulla mia pelle, deliziosamente e sensualmente accarezzata da tutti quei maschi. . . ero già eccitata!
“Ma che bellissimi stivali che tu t’hai! . . .” esclamò Daniele. Era dietro di me. Li accarezzò partendo dai polpacci, salendo su fino alle cosce. Sentivo le sue mani scorrere attraverso la pelle dei miei Louboutin. . . mi trasmettevano una magnifica sensazione di piacere, amplificata da quel suo accento fiorentino. Salì ancora, fino alle natiche che palpò e accarezzò “che bel culetto sodo che tu c’ahi!”. Fece scivolare una mano tra le mie cosce e la portò davanti. . . “Maremma bona! Te tu sei già così bagnata?! . . . che femmina!” esclamò apprezzando quanto la mia fica fosse già così intrisa di piacere.
Ho sorriso lusingata. . . ancora bendata ho cercato e palpato le patte dei suoi amici constatando con eccitazione e lussuria le loro notevoli erezioni.
Molte sensazioni e pensieri lascivi si alternavano nella mia mente e rendevano il mio corpo desideroso e pronto a godere con quei maschi di tutti i più deliziosi piaceri dell’eros.
Ho slacciato loro i pantaloni, uno alla volta con movimenti lenti e sensuali, prendendo finalmente in mano i loro cazzi già grossi e duri.
Mi sono abbassata ed ho iniziato a succhiarli e smanettarli a turno mentre Daniele da dietro mi masturbava con le sue fantastiche dita, saggiando delicatamente anche la morbidezza del mio lato B.
Non stavo più nella pelle!! Il primo orgasmo della serata è arrivato dopo pochi secondi. “Hai capito la signorina!!!” Esclamò piacevolmente stupito Daniele.
Ero soddisfatta e pronta! Mi sono tolta la mascherina e l’ho porta a G con un’espressione maliziosa e lasciva.
Vidi dove mi trovavo. Lo ‘scannatoio’, come lo chiamava scherzosamente Daniele, è un piccolo appartamento, ma molto curato e accogliente. Candele profumate, arredamento sobrio e funzionale. Accessori e suppellettili a tema erotico, ma non volgari. E li vidi, in tutta la loro splendida ed invogliante virilità.
Daniele e i suoi amici erano uomini dall’aspetto molto gradevole, sorridenti, un’aria scanzonata e simpatica, intorno ai quaranta-quarantacinque. I loro attributi erano notevoli, come mi era effettivamente sembrato al tatto e in bocca! Mi morsi il labbro guardando maliziosamente G che sorrise facendomi un cenno di approvazione. Potevo finalmente realizzare il mio sogno di scoparmi tanti cazzi insieme, scatenando le mie più irrefrenabili voglie sessuali.
Dall’ingresso ci siamo spostati in un salottino adiacente. Mi hanno fatto accomodare su un divanetto. Si sono spogliati mentre li osservavo vogliosa accarezzandomi la fica a gambe aperte con movimenti lascivi e provocanti.
Dire che ero di nuovo bagnatissima è dir poco! . . . il desiderio di godere era tornato prorompente come non mai. Ammiravo quegli splendidi cazzi svettare come pali, duri e pulsanti, nelle loro magnifiche erezioni. . . sembrava volessero omaggiarmi, come in un saluto militare. . . ed erano tutti per me!
Daniele si è posizionato davanti a me in ginocchio, mettendo la sua testa tra le mie cosce aperte. Ha iniziato a leccarmi divinamente la fica.
Con la sua meravigliosa lingua lunga, potente e sinuosa è riuscito a stimolare punti erogeni della mia vagina che non immaginavo nemmeno di avere!
Alternava profonde ed eccitanti penetrazioni a deliziose coccole e baci esterni, clitoride incluso. Era fantastico! Mentre mi godevo l’esaltante trattamento orale di Daniele, succhiavo avidamente e masturbavo i cazzi grossi e duri degli altri magnifici stalloni che si erano posizionati intorno a me.
Alzai le gambe e le appoggiai sulla schiena di Daniele tirandolo con gli stivali verso di me per sentire meglio la sua lingua e la sua bocca. Daniele è veramente superlativo con il cunnilingus! Posso affermare che sia uno dei più bravi ed eccitanti leccatori che abbia incontrato nelle mie numerose avventure erotiche!
Il desiderio cresceva, ancor di più vedendo G che mi riprendeva, visibilmente eccitato, con il suo bel cazzo duro in mano, pronto ad intervenire anche lui, ma non prima di aver immortalato i miei orgasmi mentre mi godevo quelle magnifiche verghe.
Le dita in fica e in culo, manovrate sapientemente da Daniele che continuava a leccarmi divinamente anche il clitoride, mi stavano facendo nuovamente impazzire di piacere. . . mi sembrava di vivere un incredibile sogno erotico, con la differenza che il piacere era meravigliosamente reale!
I miei sensi erano al settimo cielo. . . fremiti di piacere attraversavano irrefrenabili tutto il mio corpo. . . ansimavo e godevo sempre di più. . . ed ecco l’orgasmo. . . potente, intenso, lunghissimo accompagnato da un urlo liberatorio per scaricare tutta la tensione erotica che si era accumulata dentro di me…
Mi ci volle qualche secondo per riprendere fiato. Sentii Daniele che si godeva gli umori dolciastri del mio squirt. “Maremma come sei porca. . . squirti a meraviglia e l’è pure bono!” esclamò sorpreso e deliziato.
Guardai G. Nonostante fosse impegnato nel riprendermi era più eccitato che mai. Mi piace molto stuzzicarlo quando è così arrapato. . . l’ho guardato con un sorriso ammiccante e malizioso e gli ho chiesto: “sono abbastanza porca? Ti piace come succhio tutti questi fantastici cazzi? Daniele è stato bravissimo, hai visto, mi ha fatto venire già due volte!!”.
L’ho fissato negli occhi e mi sono mordicchiata un labbro, come faccio quando mi sento particolarmente porca e maliziosa, sapendo quanto questo piccolo gesto lo ecciti.
Gli ho fatto cenno di venire da me.
Ero ancora sdraiata di schiena sul divanetto. G si è avvicinato. Ho preso il suo pene tra i miei stivali portandolo verso di me. Ho iniziato a masturbarlo con movimenti lenti e sensuali tenendo il suo cazzo tra il tacco e la suola di un piede mentre con l’altro tacco gli stuzzicavo le palle. . . avevo già voglia di un altro orgasmo. . . “sei una porca meravigliosa” mi ha sussurrato ed ha aggiunto “ho una voglia pazza di scoparti”. Non aspettavo altro!
L’ho cinto sui fianchi con decisione stringendolo tra i miei stivali e l’ho guidato verso di me fino a portare il suo cazzo all’altezza della mia fica fradicia di desiderio. Si è inginocchiato, mi ha afferrato per i fianchi e mi ha penetrata con un movimento forte e deciso. . . sentivo il suo membro durissimo tutto dentro, avevo la sensazione che fosse più grosso del solito. . . sicuramente lo era, non l’avevo mai visto così eccitato!!
G affondava con decisione i suoi colpi mentre con una mano mi stuzzicava il clitoride facendomi godere come non mai. Ero presa in un vortice di piacere indescrivibile. Tenevo ancora in mano e in bocca i cazzi grossi e duri degli altri stalloni posizionati ai miei lati. Ho ripreso a succhiarli avidamente, con gusto e bramosia. . . ansimavo dal piacere.
G era fantastico, sapeva come farmi godere e lo stava facendo divinamente.
Ed è arrivato, il mio terzo orgasmo della serata, intenso, lunghissimo. Ho squirtato urlando di piacere, rimanendo di nuovo senza respiro per qualche secondo.
G ha rallentato ma senza fermarsi del tutto, rimanendo dentro, come piace a me. Non è venuto, lui dura tantissimo come fortunatamente anche Daniele e i suoi amici. Il tempo di riprendere fiato, ricevere i complimenti dei ragazzi per i miei orgasmi, fanno sempre piacere, e ci siamo trasferiti in un’altra camera.
Daniele fece strada lungo il corridoio. Io lo seguivo tenendo in mano i grossi cazzi di due dei suoi amici. L’altro mi seguiva da dietro tenendo appoggiato il suo grosso palo sul mio culo. Sculettai con civetteria per sentirlo meglio. . . Ero intrigata dalla divertente sensazione che mi dava portare a spasso quei bei maschi in quel modo. . . entrammo in una camera, ampia, c’era un bel letto matrimoniale con baldacchino…
Daniele e i suoi amici mi circondarono. Continuavo a masturbare i loro fantastici cazzi, enormi e duri, mentre mi baciavano, accarezzavano e palpavano tutta. Che meravigliosa e stimolante situazione, ero eccitatissima. Quattro poderosi stalloni, cinque con G, tutti per me. . . con le loro verghe pronte a farmi godere!
Avevo un desiderio irrefrenabile di scoparmeli e sentire i loro cazzi dentro di me. Sul comodino c’erano alcuni profilattici. Con gesti ammiccanti e provocanti, da vera porca, li presi. Li scartai e li infilai a Daniele e ai suoi amici, usando la bocca e la lingua per eccitarli ancor di più.
Dissi ad uno dei ragazzi, quello con il cazzo più grosso, era veramente notevole, di sdraiarsi supino. Salii sul letto, in piedi. Gli feci allargare le gambe ed iniziai a stuzzicarlo con il piede, lavorando i suoi genitali e il suo magnifico cazzo, con la punta, la suola e il tacco dei miei stivali. Non era una posizione molto stabile, mi aiutai sorreggendomi con la mano al montante del baldacchino.
Il ragazzo gradiva molto il mio trattamento. . . prese il mio piede all’altezza della caviglia e lo guidò mettendo il suo pene tra tacco e suola dello stivale, iniziando a masturbarsi. . . adoro vedere e sentire il cazzo dei maschi in balia dei miei stivali, strumento di delizia e piacere per loro e per me.
Quando scopo un bel maschio, o più di uno, indossando i miei stivali alti e sensuali, giocando con i loro testicoli e stuzzicando il loro cazzi duri per eccitarli ancor di più, provo una indescrivibile e stimolante sensazione di potere. In quei momenti di lussuria e libidine, la consapevolezza di avere il controllo su di loro mi pervade, rendendomi ancor più audace, disinibita ed estremamente porca.
La sua erezione era strepitosa. Mi abbassai sopra di lui e appoggiai la mia fica su quella poderosa verga. Strofinai la sua grossa cappella sulle mie grandi labbra. Ero bagnatissima. Me la infilai dentro. Iniziai ad abbassarmi, lentamente, per sentire meglio quel grande randello che mi riempiva tutta mentre scendevo sopra di lui.
Entrò tutto dentro di me. Lo sentivo, imponente, riempirmi tutta la fica. Stavo per partire al galoppo quando Daniele si avvicinò da dietro appoggiando la sua cappella sul mio sfintere. “Gradiresti una doppia o è troppo per te?!” mi sussurrò ad un orecchio mentre mi accarezzava i capezzoli. “che domande! Certo che gradisco!” replicai sorridendo, sempre più eccitata.
Avevo apprezzato molto che me l’avesse chiesto, prima di farlo. Daniele, come i suoi amici, sono uomini e persone molto educate e rispettose. . . qualità fondamentali che devono essere sempre presenti, anche durante amplessi focosi e passionali. . .
Non se lo fece ripetere. Spinse con forza il suo glande sul mio ano ed entrò di getto. . . infilò la sua bella verga tutta dentro.
Una inebriante sensazione di pienezza si irradiò dal mio ventre propagandosi in tutto il resto del corpo.
Iniziai a galoppare, andando su è giù sul cazzo enorme che avevo in fica mentre Daniele mi stantuffava nel culo con veemenza, tenendomi per i fianchi. I suoi colpi erano in perfetta sincronia con il mio galoppo e questo amplificava ulteriormente il mio godimento. Quei due deliziosi cazzi mi stavano facendo impazzire di piacere. Mi chinai in avanti per baciare lo splendido stallone che stavo cavalcando. Le nostre labbra si unirono per poi schiudersi lasciando che le nostre lingue bramose si avviluppassero in un turbinio di intrecci sensuali ed eccitanti.
In quella posizione, reclinata in avanti, il mio culo era ancor meglio posizionato per essere penetrato fino in fondo, con decisione e veemenza dal cazzo di Daniele. Sentivo i loro pali riempirmi tutta, sembravano arrivare fin quasi alla bocca dello stomaco. Era una sensazione fantastica.
Feci cenno agli altri due amici, rimasti ai lati del letto con i loro cazzi in mano, di unirsi a noi. Salirono e si piazzarono davanti a me, in modo che potessi masturbarli e spompinarli adeguatamente. Notai G che riprendeva tutto col cellulare e si masturbava a sua volta. Si, volevo proprio immortalare questa mia prima e strepitosa esperienza erotica con tanti maschi che mi facevano godere come una porca!
Finalmente mi stavo godendo la gang che avevo sempre desiderato e sognato. . . la realtà spesso supera la fantasia! Era un’esperienza erotica molto più eccitante e coinvolgente di quanto immaginassi. . . tutti i miei orifizi erano colmi dei loro cazzi, grossi e duri. . . quegli stalloni erano bravissimi ed eccitanti. . . mi sentivo porca e disinibita. . . e in più stavo eccitando anche il mio dolce G che godeva nel vedermi così incredibilmente infoiata. . .
Lo stallone che cavalcavo mi mordicchiava i capezzoli che erano diventati duri e sporgenti come chiodi. Con una mano mi palpeggiava le tette e con l’altra mi stimolava il clitoride. . . era semplicemente divino! Sentivo le palle di Daniele sbattere sulle mie natiche ad ogni colpo, mentre affondava tutto il suo grosso cazzo nel mio culo voglioso. . . la mia bocca era scopata dalle enormi verghe dei due ragazzi che in piedi davanti a me la riempivano a turno. . . li afferrai entrambi e spalancandola al massimo me li misi in bocca insieme, con una certa difficoltà considerate le loro ragguardevoli larghezze. . . non potevano arrivare fino in gola contemporaneamente, insieme erano troppo larghi, ma entrarono quel tanto che bastava per gustarmi le loro enormi cappelle succhiandole e leccandole con voluttà mentre con le mani li masturbavo…
Il mio corpo e la mia mente erano totalmente rapiti dal piacere immenso che provavo. Tutti i miei sensi erano stimolati ed esaltati fino al parossismo . . . fremiti e contrazioni si susseguivano sempre più impetuosi. . . “così, così. . . bravi, scopatemi, sbattetemi e fatemi godere. . . voglio godere. . . si, così. . . così…” riuscivo ad articolare solo poche parole, travolta dal pathos e dal piacere…
Ero completamente in balia del potere dell’eros che mi stava trasportando nell’empireo del piacere, sublime incarnazione dell’estasi. . . sentivo un’energia potente e inarrestabile crescere dentro di me. Un fuoco impetuoso mi stava travolgendo. . . ansimavo, godevo, mentre cavalcavo e succhiavo quei meravigliosi cazzi. . . ed eccolo. . . il vulcano che era in me stava per eruttare . . . un ultimo spasmo, una fortissima contrazione ed esplose. . . potente e irrefrenabile, dalla vagina e dal culo. . . urlai il mio orgasmo con tutta la forza che avevo . . . rimasi senza fiato, accasciandomi stremata sul petto del ragazzo che cavalcavo. . .
“Tutto bene Eli? . . . ” mi chiesero praticamente all’unisono i ragazzi. Ripresi fiato, sollevai la testa e sorrisi. . . “non bene. . . meravigliosamente bene!! . . . ” sorrisero tranquillizzati e compiaciuti…
I loro grossi cazzi, dentro di me ancora in piena erezione, erano irresistibilmente invitanti. . . il loro parlare fiorentino mi eccitava. . . il desiderio di godermeli tornò rapidamente. . .
“Ragazzi adesso vorrei due cazzi in culo! . . . si può fare?!” dissi con grande sorpresa di tutti mordendomi il labbro maliziosamente. . . “Maremma quanto sei maiala! Certo che si può fare!” esclamò Daniele.
“Spostiamoci, qui viene meglio!” disse Daniele indicando una panca reclinabile, simile a quelle che si usano in palestra. Alzò lo schienale fino a circa 60°, si sedette. Il suo bel cazzo svettava dritto e duro come un palo. . . “Vieni bella maiala, girati di spalle e impalati il culo sul mio cazzo!” non me lo feci ripetere. . . ero di nuovo bagnata, colma di lussuria. . . mi voltai, mi misi a cavalcioni su di lui, presi il suo cazzo, appoggiai la sua larga cappella sul mio ano ancora morbido e accogliente e scesi lentamente su di lui godendomi la sua verga che mi riempiva il culo. In quella posizione lo sentivo ancora meglio . . . entrò tutto dentro . . . che delizia!
“Adesso poggia la schiena su di me e solleva le gambe” mi disse Daniele. Mi sdraiai su di lui con il suo cazzo ben piantato nel culo. Alzai le gambe aiutata dalle braccia di Daniele che le sorreggevano, mentre spingeva la sua verga dentro il mio culo. In quella posizione il piacere della penetrazione anale era ancora più intenso. . . “Lo senti maiala?!” mi chiese Daniele “eccome se lo sento! . . . è grosso e duro come piace a me!” risposi estasiata.
Daniele fece un cenno ai suoi amici che nel frattempo si masturbavano godendosi la vista del mio culo farcito e della mia fica all’aria. Daniele unì le gambe per permettere ad uno dei suoi amici di avanzare verso di me. Si avvicinò tenendo le gambe allargate. Mi afferrò i polpacci e infilò il suo grosso cazzo nella mia fica, bagnata e vogliosa, piegandosi leggermente in avanti.
In questo modo lasciò lo spazio per il terzo ragazzo, quello con il cazzo più grosso e lungo, che si posizionò dietro all’amico che esclamò scherzosamente “Oh, ’un ti sbaglià’, il culo da riempì’ ’un è mica il mio, ma quello della Eli!” “Sta’ bono, ’un ti cruccià… ’un mi sbaglio mica, quello di Eli l’è di gran lunga più bello del tuo, via!” rispose scanzonato l’amico facendoci ridere tutti . . .
Sentii la sua enorme verga appoggiarsi sul mio ano, già riempito dal cazzo di Daniele.
“Li vòi ancora du’ cazzi nel culo?” mi chiese. “Ma che domande tu fai?!” risposi sorridendo in fiorentino. “Hai un buco bello morbido, ci dai alla grande coi cazzi in culo, eh?! Ma rilassati più possibile. . . ora siamo in du’ e parecchio grossi!” mi suggerì sorridendo.
Mi allargò le natiche e iniziò a spingere. Nonostante il dolore cercai di rilassarmi il più possibile. Spinse con forza. . . un dolore lancinante. . . poi un suono sordo, come se qualcosa si fosse sbloccato scivolando sulla pelle umida. . . sentii la sua verga sfondarmi l’ano ed entrare prepotentemente, affiancando il cazzo di Daniele. . . il dolore si trasformò in piacere, una deliziosa sensazione di pienezza proveniva dal mio retto. . . colmo di quei due grossi cazzi! “Maremma maiala, s’è fatto a infilalli tutt’e due. . . fino in fondo!…” esclamò Daniele.
Iniziarono a stantuffarmi con veemenza. Daniele da sotto mi baciava sul collo mentre mi palpava le tette stuzzicando deliziosamente i miei capezzoli turgidi. L’amico che mi scopava in fica mi accarezzava e masturbava anche il clitoride.
Tesoro sei fantastica! Non ti avevo mai visto con due cazzi in culo. . . e che cazzi!” esclamò G visibilmente eccitato alla vista di quanto fossi porca e libidinosa. . .
Feci cenno a lui e al quarto amico di avvicinarsi. Afferrai i loro cazzi. . . li masturbai con foga. . . alternai i loro cazzi in bocca succhiandoli e leccandoli con avidità.
Eravamo in una posizione da contorsionisti… ma il piacere era immenso!
Con quei due cazzi nel culo, il terzo in fica e altri due in bocca godevo come una maiala.
Il mio corpo fremeva e si contraeva nuovamente negli spasmi del piacere. . . “fatemi godere, così, così.. sfondatemi il culo, la fica, la bocca. . . così porci, così. . . bravi…” urlai in preda all’estasi. . . quei maschi, G compreso, erano bravissimi. . .
Fino a quel momento non avevo mai provato un piacere erotico così intenso e appagante. . . era un’esperienza molto più eccitante e coinvolgente di quanto immaginassi. . . non solo fisicamente, ma anche e soprattutto mentalmente. . . era totalizzante, un vortice di passione e piacere assoluto che coinvolgeva tutti i sensi e la mente in un unicum indescrivibile di sensazioni, percezioni fisiche, profumi, suoni. . . pensieri e fantasie che si realizzavano come in un sogno che diventava realtà…
Mi lasciai andare. . . trasportata dal furore della sublime tempesta che mi stava travolgendo. . . le ondate di piacere arrivavano impetuose e mi strapazzavano come una piccola imbarcazione in balia dei flutti di un fortunale. . . godevo immensamente. Era come se anziché esserne travolta rovinosamente, riuscissi a cavalcare e ‘domare’ quelle enormi onde di piacere, al pari di un bravo surfista che trae piacere dalle potenti scariche di adrenalina che lo pervadono mentre scivola sinuoso tra i cavalloni che lo avvolgono e si rompono dietro di lui. . . uscendone indenne e pienamente appagato!
Un lungo e potente urlo accompagnò gli spasmi del mio orgasmo, divampato prepotentemente in fica, nel culo e in tutto il mio corpo. Mentre venivo, contrassi la fica e il culo sentendo ancor di più quei tre magnifici cazzi dentro di me. . . mi abbandonai esausta su Daniele. . .
“Maremma che spettacolo! Sei strepitosa. . . ‘na ragazza che scopa come te ’un s’era mai incontrata finora!” esclamò Daniele. Ripresi fiato. Sorrisi. “il merito è tutto di voi splendidi maschi. . . e dei vostri meravigliosi cazzi!” replicai. “. . . e quanto durate! . . . non venite mai! . . . dobbiamo provvedere! . . . ” aggiunsi con uno sguardo libidinoso. . .
Daniele e i suoi amici stalloni si sfilarono dalla mia fica e dal mio culo con delicatezza, mi alzai. G mi guardava estasiato, come se avesse appena assistito ad un evento miracoloso! . . . l’avevo lasciato senza parole! Gli sorrisi e lo baciai…
Sfilai a Daniele e ai suoi amici i preservativi. G non lo usava con me. Mi sedetti sulla panca e li feci schierare davanti a me. . . con i loro randelli ancora in perfetta erezione. . . li masturbai e li spompinai con cura e immenso piacere. . . li feci venire tutti, uno alla volta, guardandoli negli occhi con un’espressione da porca libidinosa, una vera ninfomane, affamata di cazzi!
Svuotarono i loro grossi coglioni pieni di sperma nella mia bocca accogliente e vogliosa . . . gustai il loro caldo nettare e lo deglutii . . . “Maremma bona. . . pure coll’ingoio! . . . Eli, sei proprio una gran maiala e c’hai proprio il gusto bono!” esclamò Daniele quando si accorse che non lo sputavo. . .
Ripulii uno per uno i loro cazzi con la lingua e le labbra per non lasciarne nemmeno una goccia. . . per ultimo feci sborrare e ingoiai quella di G. . . “grazie tesoro per avermi fatto vivere questa esperienza meravigliosa!” gli dissi dopo aver ripulito il suo bel cazzo. . . G sorrise e mi baciò. . .
Ci rivestimmo. Ci salutammo calorosamente. Li baciai e palpai i cazzi a tutti quei fantastici ragazzi con la promessa di rivederci di nuovo, presto. Cosa che avvenne. . . ma di queste altre avventure erotiche con Daniele & Co. vi racconterò in seguito!
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