Andando a Firenze per lavoro e . . . per la mia prima gang bang! – Il ragazzo della stazione di servizio
di
La Ragazza con i Louboutin
genere
corna
Che meraviglia! Stavo andando a Firenze. Erano trascorsi quasi tre anni dall’ultima volta che ero stata nella mia città prediletta. Andavo per lavoro. . . e non solo . . .
G era riuscito ad accompagnarmi e mi aveva fatto anche una graditissima ed intrigante sorpresa: aveva contattato Daniele, suo amico nonché fantastico ‘regista’ di un gruppo di superbi stalloni e aveva organizzato la mia prima gang bang, una delle mie fantasie sessuali, tra le più desiderate, che sognavo e bramavo da tanto tempo. Ci attendeva dopocena nel suo confortevole boudoir in città, in compagnia dei suoi amici. Le foto e i video di quegli splendidi maschi in azione e le recensioni pubblicate sui siti di incontri dalle fortunate donne che li avevano ‘provati’ mi avevano fatto venire una gran voglia di ‘gustarmeli’ tutti! E poi erano tutti di Firenze e dintorni! . . .
Adoro gli uomini fiorentini e il loro accento, ad eccezione di Marco, un mio ex, unico maschio deficiente di quella splendida città!!
Non stavo più nella pelle quando G me l’ha detto, durante il viaggio in auto. La sorpresa e l’eccitazione sono state così forti che ho iniziato a toccarmi . . . la voglia di cazzo è esplosa irrefrenabile in me. Non ho resistito. . . ho aperto i pantaloni a G e ho iniziato a fargli un pompino mentre guidava, pur sapendo quanto fosse pericoloso. . . fortunatamente lì vicino c’era una stazione di servizio.
Eravamo quasi arrivati a Firenze. Ci siamo fermati sostando vicino agli erogatori di carburante, tutt’altro che in disparte! Mi sono goduta il suo bel cazzo. Glielo succhiavo con avidità e gran gusto mentre lui mi penetrava e masturbava la fica con le sue dita esperte, accarezzando e stimolando contemporaneamente il mio clitoride e il mio ano. . . ero fradicia, il piacere cresceva mentre già fantasticavo su tutti quei superbi maschi che mi sarei scopata la sera a Firenze.
“Quel ragazzo ci sta osservando!” mi disse G con tono compiaciuto. Sollevai la testa e guardai fuori dal finestrino continuando a masturbarlo lentamente. Vidi un bel ragazzo addetto alla pompa, alto, moro, bel fisico che guardava nella nostra direzione. Fissai G negli occhi con un sorriso malizioso e voglioso, ero ancora eccitata. . . mi mordicchiai il labbro.
G capì immediatamente. . . del resto era stato proprio lui a farmelo notare. Sapevo perfettamente che l’idea dell’eventuale sosta erotica lo eccitava. L’espressione furbetta del suo viso e il suo cazzo pulsante lo confermavano ampiamente.
Di solito quando viaggio vesto sportiva e non mi sentirei a mio agio nel sedurre un uomo.
Fortunatamente in quell’occasione, sapendo che non avrei avuto tempo di cambiarmi all’arrivo per andare al meeting di lavoro seguito dal cocktail, avevo scelto un look adatto all’occasione lavorativa con un pizzico di sensualità.
Indossavo un maglione aderente a collo alto, gonna nera corta che arrivava a filo degli stivali, quelli neri scamosciati a metà coscia, aderenti, eleganti, tacco 12 sottile, il primo indimenticabile regalo di G.
Mi sfilai il reggiseno, tanto era già fuori posto, per far risaltare meglio i capezzoli eccitati.
Le mutandine ovviamente non le indossavo! Sistemai le calze autoreggenti, ravviai i capelli, un po’ di rossetto ed eccomi pronta. . .
“Chissà se sono il suo tipo, magari non gli piaccio” dissi a G con tono civettuolo. “Non essere sciocca, sei molto sensuale ed intrigante e da come ci guardava credo che abbia una gran voglia di scoparti anche lui!”. “Allora vado. . . male che va prendo qualcosa in autogrill e ripartiamo!” gli risposi ironicamente mandandogli un bacio mentre scendevo dall’auto. “Guarda che se ci sta me lo scopo in tutti i modi. . . sai quanto sono porca quando sono eccitata. . . e tu che fai?” aggiunsi girandomi con un sorriso malizioso. . . “ci sta, ci sta. . . chiamami e lascia la chiamata attiva, così ascolto quanto sei porca e mi masturbo ascoltando te che godi!!”.
Con la telefonata dal vivo non l’avevamo mai fatto. Di solito quando incontravo altri uomini da sola, prima di iniziare a fare la porca, ci messaggiavamo eccitandoci a distanza, come quella volta in treno mentre andavo in Calabria (la storia la trovate nei miei racconti).
Solo successivamente, di persona o al telefono, mi dilettavo nel descrivergli tutti i particolari più eccitanti e coinvolgenti, talvolta anticipati da qualche scatto inviato durante i miei amplessi. Quando riuscivo a riprendermi, le foto e i video più eccitanti ci piaceva vederli insieme, anche subito dopo l’incontro, come feci quando incontrai Roby da sola (il mio bull di fiducia, descritto nei miei racconti).
Mi diverte tenerlo sulle spine, lasciando che la sua fantasia immagini i miei incontri erotici con gli altri uomini. . . so quanto sia eccitante per lui rimanere in attesa di ricevere un mio messaggio o una foto, magari in azione con il bull di turno. . . più è lunga l’attesa e più è elevato il suo piacere! . . . Ma anche l’idea della telefonata in tempo reale mi intrigava parecchio.
Mi sentivo molto spavalda e sicura di me. Mi avvicinai al ragazzo. Mi aveva seguito con lo sguardo da quando ero scesa dall’auto. “Ciao, sono Eli”. “Piacere Eli, io sono Roberto” rispose con una bella voce dall’accento fiorentino che già mi stava facendo bagnare. Era proprio un bel ragazzo, più o meno della mia età.
“Io e il mio amico abbiamo notato che ci guardavi” gli dissi e aggiunsi con disinvoltura: “Abbiamo fatto una scommessa: dice che non sono il tuo tipo, io invece penso di sì” dissi capovolgendo volutamente il discorso appena fatto con G. Non gli lasciai il tempo di riflettere né di rispondere. Afferrai con decisione il suo pacco e lo palpai. Era già eccitato. “A giudicare da quello che sento direi che ho ragione io!” gli dissi sorridendo maliziosamente.
Non sembrava particolarmente stupito né imbarazzato. “Sei proprio un bel bocconcino, hai vinto la scommessa! E il premio quale sarebbe?” “sono io, se ti va” “maremma! . . . ma dove? Quando? Il tuo ganzo è d’accordo?” rispose il ragazzo un po’ spiazzato ma piacevolmente sorpreso. “Qui. Adesso. Certo che è d’accordo, adora quando mi scopo altri uomini!” dissi sempre più spavalda e aggiunsi: “sicuramente qui avete un locale per cambiarvi e riposare nei turni di notte. Puoi chiedere al tuo collega se ti copre, in questo momento non mi sembra ci sia molto traffico alle pompe” lo fissavo dritto negli occhi sfoderando uno sguardo lussurioso ed eccitato. Continuavo a palpare il suo pacco che sembrava sempre più gonfio.
Il ragazzo si girò con lo sguardo per cercare il collega che nel frattempo dall’altro lato degli erogatori ci stava osservando con una certa curiosità. “Dammi un attimo” disse Roberto e si avviò verso il collega.
Approfittai per guardare G che era rimasto in auto a pochi metri da noi. Mi fece un cenno di approvazione con la mano accompagnato da una strizzatina d’occhio e da un sorriso compiaciuto ed eccitato. Sollevò il cellulare ricordandomi di fare la chiamata…
“Ok, il collega mi copre, vieni con me” mi disse il ragazzo che nel frattempo era tornato. Lo seguii dietro il piccolo edificio che fungeva da ufficio e mini-shop adiacente le pompe. C’era una porta, prese una chiave, aprì ed entrammo. Era un ambiente piccolo, molto frugale ma pulito. Un divano letto, un tavolino, due sedie, un mobiletto con un televisore e un monitor per la video sorveglianza. C’era anche un piccolo bagno che si intravedeva attraverso una porta semi aperta.
“Ti dispiace se chiamo il mio uomo e gli faccio ascoltare mentre noi…?!” “no, figurati. . . se va bene a voi!”. Il mobiletto con il televisore offriva un ottimo punto di appoggio ed anche una buona visuale. Dopo una breve prova feci una video chiamata a G “Che ne dici? col video è anche meglio!” “ottima idea! e brava la mia deliziosa porcella!” Appoggiai lo smartphone dopo aver selezionato la modalità grandangolo “come si vede?” “molto bene…” “allora goditi lo spettacolo tesoro!” gli dissi strizzando l’occhio e mandandogli un bacio.
Non feci in tempo a finire la frase che Roberto mi aveva abbracciato da dietro palpandomi il seno e baciandomi il collo vicino all’orecchio provocandomi piacevolissimi ed eccitanti brividi, “ha ragione il tuo uomo, sei proprio una gran porcella e non porti nemmeno il reggiseno!” il gesto e la sorpresa mi stavano eccitando. . . “il mio uomo si chiama G, non porto il reggiseno e nemmeno qualcos’altro. . . e per la cronaca, si, sono una gran porcella e mi piace scopare con uomini che ci sanno fare!” risposi divertita ed eccitata mentre con la mano dietro la schiena palpavo il suo pacco sempre più grosso “…e tu cominci bene, caro Roberto!”
Sentii le sue mani scivolare sinuosamente dal seno lungo i fianchi. Mi accarezzavano sensualmente scendendo fino alle cosce, giù fino agli stivali, per poi risalire sotto la gonna. . . tra le mie gambe. . . Ero già bagnata. Iniziò a sfiorarmi la fica accorgendosene immediatamente “Madonna bona! Stai già così?!!” “sì, e se vuoi puoi migliorare la situazione! …” dissi con la voce rotta dal piacere. Iniziò a masturbarmi penetrandomi con le sue dita lunghe e sensuali mentre con il pollice mi stuzzicava il clitoride. Riprese a baciarmi delicatamente il collo e a mordicchiarmi l’orecchio. . . brividi di piacere sempre più intensi scorrevano in tutto il mio corpo.
Sentivo il suo pene gonfio e duro, ancora nei pantaloni, che premeva sul mio fondoschiena. Il ragazzo ci sapeva proprio fare. . . l’eccitazione saliva rapidamente. Il mio corpo fremeva sempre di più. . . Roberto continuava magnificamente a farmi godere. . . ancora e ancora. . . ansimavo. . . sempre più rapidamente ed intensamente. Un fremito, un altro. La mia fica e tutto il mio corpo si contraevano nel piacere. . . ed ecco l’orgasmo. . . improvviso, potente, appagante, accompagnato da uno squirt e dal mio solito urlo. . . ebbi qualche secondo di blackout, come mi capita quando godo molto intensamente.
“Maremma. . . hai squirtato!” disse sorpreso. . . il tempo di recuperare il fiato e mi girai verso di lui. “Sei stato bravo, ottima entrée, per cominciare! Ora vediamo cosa abbiamo qui…” gli slacciai i pantaloni mentre lui mi sfilava il maglione che portavo a pelle lasciandomi a seno nudo.
Ero di nuovo eccitata e pronta a godere. Finimmo di spogliarci a vicenda tra baci, carezze e sensuali palpate.
Il ragazzo aveva un bel fisico tonico, da sportivo. Il suo cazzo era sontuoso, molto grande, largo e già in tiro. Rimasi completamente nuda, solo con gli stivali dai quali spuntavano le autoreggenti. Lo feci girare in modo che fossimo ben inquadrati dallo smartphone. Intravidi sullo schermo il cazzo grosso e duro di G. Mi eccitava tremendamente questa nuova situazione, fare la porca con un altro uomo mentre G si arrapava ammirandomi in diretta senza essere lì con me.
Mi abbassai e iniziai a succhiarglielo. Lo sentivo pulsare in bocca. Leccavo la sua grossa cappella con gusto. Cercai di prenderlo tutto in bocca, fino in gola. Era così grosso che non entrava completamente. “Succhiamelo tutto maiala, così, dai, sei una grandissima porca!” mi diceva Roberto eccitato mentre spingeva ritmicamente la mia testa verso il suo cazzo. . . tra una pompata e l’altra riuscii a replicare incitandolo: “si, si . . . così, scopami la bocca. . . fammi sentire il tuo cazzo fino in gola . . . ”.
Gli strinsi i testicoli mentre leccavo quella sontuosa verga su e giù per tutta la lunghezza fino ad arrivare alla cappella. La succhiai e la leccai nuovamente con gusto e libidine.
La mia fica era nuovamente bagnata ed eccitata. Avevo una gran voglia di sentire dentro di me quel grosso randello. Mi alzai e lo feci sedere su una delle sedie. “Hai veramente un bel cazzo!” gli dissi prendendoglielo tra il tacco e la suola del mio stivale iniziando a masturbarlo.
Lo guardavo sorridendo maliziosamente “ti piace?” “Maremma, sei fantastica!” Mi accarezzò lentamente la gamba avvolta dalla pelle morbida e aderente degli stivali con entrambe le mani salendo sensualmente fino a metà coscia dove finiva lo stivale. Mi afferrò il polpaccio spingendo il tacco ancor di più sul suo pene e sui testicoli accompagnando il movimento ritmico della mia gamba. . . stava godendo, era eccitatissimo, sentivo il suo cazzo vibrare dal piacere, mentre con la punta del tacco gli stuzzicavo le palle. Era pronto! E io più di lui!!
Mi voltai e afferrai uno dei preservativi che aveva messo sul tavolino. Lo scartai, lo appoggiai sulla sua cappella e con la bocca lo srotolai giù, lungo il suo stupendo cazzo.
Mi misi di fronte a lui, la sedia era senza braccioli così cercai di montargli sopra scavalcando con una gamba le sue. Essendo piccolina, nonostante i tacchi alti degli stivali, a gambe larghe sopra di lui riuscivo a malapena a sfiorare le sue palle con la mia fica. Avrei voluto appoggiarla direttamente sulla cappella, in cima al suo splendido cazzo eretto, ma non arrivavo. Roberto capì al volo e con una rapida mossa azionò la leva di regolazione abbassando la seduta di quel tanto che bastava. Adesso sì! Mentre mi accarezzava i capezzoli, afferrai il suo enorme cazzo e lo appoggiai sulla mia vulva, strofinandolo un po’. Ero già bagnatissima e avevo una voglia pazza di cavalcare quel bel pezzo di carne.
Il pensiero che G mi stava guardando menandosi il cazzo mi eccitava ancor di più. Mi abbassai facendolo entrare, scesi lentamente per godermi la sua enorme cappella che stimolava deliziosamente le pareti della vagina. Quella lenta e intensa penetrazione mi procurava delle sensazioni incredibilmente stimolanti ed eccitanti. Provavo un piacere indescrivibile, sentire quel grosso cazzo che mi riempiva mi generava fremiti di piacere dappertutto. “Che porca. . . come sei brava, si dai così, così, prendilo tutto in fica!” era proprio arrapato! “si, si. . . me lo voglio godere tutto!” risposi a mezza bocca per non distrarmi dal piacere che provavo.
Quando fu tutto dentro iniziai a muovermi su e giù, cavalcandolo come un’amazzone al galoppo mentre lui mi stuzzicava i capezzoli con una mano e con l’altra mi eccitava sapientemente il clitoride. La lussuria e il desiderio ormai erano travolgenti. Ansimavo, il mio corpo fremeva e godeva in ogni parte, attraversato da un’onda di piacere irrefrenabile. Mise le sue mani sul mio sedere stringendolo saldamente accompagnando il mio movimento ritmico sul suo cazzo. . . godevo sempre di più. . . improvvisamente si alzò in piedi, sorreggendomi dal sedere.
Lo strinsi intorno al collo intimorita che potessimo cadere, ma lui era forte e la posizione era stabile. Sentivo il suo fantastico cazzo ancora di più, sempre più dentro. Cinsi le mie gambe intorno ai suoi fianchi facendo leva per continuare a cavalcarlo. La pelle scamosciata degli stivali non aiutava nella presa, ma ci pensava lui a farmi andare su e giù sorreggendomi tra cosce e sedere. Le ondate di piacere e i fremiti continuavano a susseguirsi sempre più impetuosi. Sentivo che anche Roberto stava godendo, ma fortunatamente non accennava a venire.
La posizione per lui non era comodissima, sono piccola ma non proprio leggera. . . saggiamente si avvicinò al tavolino, mi posò delicatamente sul piano, continuando a penetrarmi.
Qualche attimo per sistemarmi meglio e mi sollevò le gambe accarezzandole per tutta la lunghezza degli stivali. Afferrò le mie caviglie ed iniziò a stantuffarmi in fica con il suo enorme cazzo.
Ogni sua spinta, forte e decisa, era per me una fonte di godimento infinito. . . lo sentivo fino allo stomaco. . . godevo sempre di più, il mio corpo era completamente rapito dall’estasi del piacere. . . ansimavo affannosamente sotto i suoi colpi. Poi con una mano iniziò a masturbarmi il clitoride, continuando a sbattermi. . . chiusi gli occhi per concentrarmi sull’immenso piacere che provavo. . . ed arrivò. . . un altro orgasmo, lunghissimo, potente, intenso.
Non riuscii a trattenere un urlo di piacere che mi tolse il fiato. Ero stremata ma al settimo cielo. Roberto rallentò rimanendo dentro di me facendomi riprendere fiato. “wow, cazzo come scopi bene!!” riuscii a malapena a bisbigliare “e tu sei una vera bomba” replicò. “ma tu non sei venuto!” gli dissi guardandolo maliziosamente. . .
Scesi dal tavolo ancora un po’ frastornata dall’estasi del fortissimo orgasmo. Mi ripresi rapidamente e gli sfilai il preservativo. Tenendolo saldamente per il cazzo ancora in tiro, lo condussi verso il divano letto fermandomi davanti al cellulare “tesoro ci sei?” “certo. . . che magnifica porca che sei, guarda come mi hai fatto diventare grosso e duro il cazzo”. Vidi con grande piacere e soddisfazione il pene di G che riempiva lo schermo dello smartphone. . . era davvero grosso. . . “anche Roberto ha un bell’arnese, lo usa molto bene e non viene facilmente, proprio come te, tesoro. . . ma adesso ci penso io. . . goditi l’ultimo atto!” mandai un bacio a G strizzando l’occhio e sorridendo maliziosamente.
Mi sedetti sul bordo del divano letto, afferrai Roberto per le chiappe avvicinandolo a me. La posizione era perfetta per far ammirare lo spettacolo a G. Già godevo di nuovo al pensiero della sua eccitazione nel vedermi così porca con quel grosso cazzo in bocca. Lo afferrai e iniziai a succhiarlo e leccarlo.
Con una mano lo tenevo e con l’altra gli stuzzicavo le palle. Con la bocca e la lingua alternavo leccate e succhiate ai testicoli e a tutta la sua splendida verga mentre lo masturbavo. . . ero vogliosa e inarrestabile. Il ragazzo era palesemente eccitato, sentivo i suoi gemiti di piacere e il suo corpo contrarsi negli spasmi.
“Si, si. . . così maiala, continua porca . . . succhiamelo. . . fammi godere!” diceva mentre mi spingeva la testa per penetrarmi con tutto il suo cazzo fino in gola. . . quasi mi soffocava ma il gusto di sentire un pene così grosso, duro e pulsante in bocca mi dava una sensazione di incommensurabile piacere. . . “dai porco, scopami la bocca e sborrami dentro, voglio bere tutto il tuo caldo sperma!” gli dissi accelerando il ritmo. “Lo vuoi davvero? Lo ingoi?” “sì, tutto, fino all’ultima goccia!” replicai.
Roberto non se l’aspettava. L’eccitazione saliva sempre di più. Sentivo che stava per venire. Lo masturbavo seguendo il ritmo delle contrazioni che venivano dal suo corpo e delle pulsazioni del suo cazzo ormai completamente in balia della mia lussuria.
Presi in bocca la sua grossa cappella continuando a masturbarlo. Gli palpavo le palle, grosse e gonfie di sperma. . . era all’apice, sentivo le contrazioni del suo cazzo e dei testicoli sempre più intense e frequenti. . . stava per eiaculare. . . “ahhh. . . si, dai, così, così. . . sì, sì . . . ecco, ecco. . . siiii. . . vengooooo!” e venne con un getto potente e copioso, accompagnato da altri più brevi. Svuotò i suoi coglioni riempendomi di sborra tutta la bocca arrivando fino in gola. Che meravigliosa sensazione!
Ho assaporato e gustato quel nettare caldo e dolciastro trattenendolo qualche secondo prima di deglutire. Sentivo la sua verga ancora pulsare e contrarsi nella mia bocca. Nemmeno una goccia andò sprecata! Lo ripulii leccandogli tutto il cazzo con cura e dovizia. Questa volta fu lui a doversi riprendere, qualche secondo! . . .
“Maremma bona, sei proprio fantastica. . . scopi e spompini da dio, che nemmeno una pornostar! . . . ” e aggiunse un paio di bestemmie tipicamente toscane che non riporto!
“Esagerato! Mi piace scopare, adoro i bei cazzi. . . e quando trovo un bel maschio come te che ci sa fare me lo godo come piace a me. . . tutto qui!” dissi con tono di finta modestia!
Mentre mi rivestivo mi avvicinai allo smartphone “vedo che ci sei, piaciuto lo show della tua porcella?” “mi hai fatto impazzire, tesoro!! . . . e come vedi lui è ancora in tiro” disse inquadrandosi il cazzo sempre più grosso e duro. “allora devo assolutamente approfittare. . . ho ancora tanta voglia…”
“Cazzo!” fece Roberto che aveva ascoltato “ma sei proprio insaziabile, beato il tuo ganzo…!!” si mise a ridere e io con lui.
Uscimmo e ci salutammo calorosamente, io con una palpata al suo pacco e Roberto con una carezza alla mia fica. “Se ripassi di qua fa’ un fischio!” disse sorridendo, “non mancherò, con molto piacere” risposi sorridendo con malizia e mi avviai verso l’auto dove mi attendeva G arrapato come non mai . . .
G era riuscito ad accompagnarmi e mi aveva fatto anche una graditissima ed intrigante sorpresa: aveva contattato Daniele, suo amico nonché fantastico ‘regista’ di un gruppo di superbi stalloni e aveva organizzato la mia prima gang bang, una delle mie fantasie sessuali, tra le più desiderate, che sognavo e bramavo da tanto tempo. Ci attendeva dopocena nel suo confortevole boudoir in città, in compagnia dei suoi amici. Le foto e i video di quegli splendidi maschi in azione e le recensioni pubblicate sui siti di incontri dalle fortunate donne che li avevano ‘provati’ mi avevano fatto venire una gran voglia di ‘gustarmeli’ tutti! E poi erano tutti di Firenze e dintorni! . . .
Adoro gli uomini fiorentini e il loro accento, ad eccezione di Marco, un mio ex, unico maschio deficiente di quella splendida città!!
Non stavo più nella pelle quando G me l’ha detto, durante il viaggio in auto. La sorpresa e l’eccitazione sono state così forti che ho iniziato a toccarmi . . . la voglia di cazzo è esplosa irrefrenabile in me. Non ho resistito. . . ho aperto i pantaloni a G e ho iniziato a fargli un pompino mentre guidava, pur sapendo quanto fosse pericoloso. . . fortunatamente lì vicino c’era una stazione di servizio.
Eravamo quasi arrivati a Firenze. Ci siamo fermati sostando vicino agli erogatori di carburante, tutt’altro che in disparte! Mi sono goduta il suo bel cazzo. Glielo succhiavo con avidità e gran gusto mentre lui mi penetrava e masturbava la fica con le sue dita esperte, accarezzando e stimolando contemporaneamente il mio clitoride e il mio ano. . . ero fradicia, il piacere cresceva mentre già fantasticavo su tutti quei superbi maschi che mi sarei scopata la sera a Firenze.
“Quel ragazzo ci sta osservando!” mi disse G con tono compiaciuto. Sollevai la testa e guardai fuori dal finestrino continuando a masturbarlo lentamente. Vidi un bel ragazzo addetto alla pompa, alto, moro, bel fisico che guardava nella nostra direzione. Fissai G negli occhi con un sorriso malizioso e voglioso, ero ancora eccitata. . . mi mordicchiai il labbro.
G capì immediatamente. . . del resto era stato proprio lui a farmelo notare. Sapevo perfettamente che l’idea dell’eventuale sosta erotica lo eccitava. L’espressione furbetta del suo viso e il suo cazzo pulsante lo confermavano ampiamente.
Di solito quando viaggio vesto sportiva e non mi sentirei a mio agio nel sedurre un uomo.
Fortunatamente in quell’occasione, sapendo che non avrei avuto tempo di cambiarmi all’arrivo per andare al meeting di lavoro seguito dal cocktail, avevo scelto un look adatto all’occasione lavorativa con un pizzico di sensualità.
Indossavo un maglione aderente a collo alto, gonna nera corta che arrivava a filo degli stivali, quelli neri scamosciati a metà coscia, aderenti, eleganti, tacco 12 sottile, il primo indimenticabile regalo di G.
Mi sfilai il reggiseno, tanto era già fuori posto, per far risaltare meglio i capezzoli eccitati.
Le mutandine ovviamente non le indossavo! Sistemai le calze autoreggenti, ravviai i capelli, un po’ di rossetto ed eccomi pronta. . .
“Chissà se sono il suo tipo, magari non gli piaccio” dissi a G con tono civettuolo. “Non essere sciocca, sei molto sensuale ed intrigante e da come ci guardava credo che abbia una gran voglia di scoparti anche lui!”. “Allora vado. . . male che va prendo qualcosa in autogrill e ripartiamo!” gli risposi ironicamente mandandogli un bacio mentre scendevo dall’auto. “Guarda che se ci sta me lo scopo in tutti i modi. . . sai quanto sono porca quando sono eccitata. . . e tu che fai?” aggiunsi girandomi con un sorriso malizioso. . . “ci sta, ci sta. . . chiamami e lascia la chiamata attiva, così ascolto quanto sei porca e mi masturbo ascoltando te che godi!!”.
Con la telefonata dal vivo non l’avevamo mai fatto. Di solito quando incontravo altri uomini da sola, prima di iniziare a fare la porca, ci messaggiavamo eccitandoci a distanza, come quella volta in treno mentre andavo in Calabria (la storia la trovate nei miei racconti).
Solo successivamente, di persona o al telefono, mi dilettavo nel descrivergli tutti i particolari più eccitanti e coinvolgenti, talvolta anticipati da qualche scatto inviato durante i miei amplessi. Quando riuscivo a riprendermi, le foto e i video più eccitanti ci piaceva vederli insieme, anche subito dopo l’incontro, come feci quando incontrai Roby da sola (il mio bull di fiducia, descritto nei miei racconti).
Mi diverte tenerlo sulle spine, lasciando che la sua fantasia immagini i miei incontri erotici con gli altri uomini. . . so quanto sia eccitante per lui rimanere in attesa di ricevere un mio messaggio o una foto, magari in azione con il bull di turno. . . più è lunga l’attesa e più è elevato il suo piacere! . . . Ma anche l’idea della telefonata in tempo reale mi intrigava parecchio.
Mi sentivo molto spavalda e sicura di me. Mi avvicinai al ragazzo. Mi aveva seguito con lo sguardo da quando ero scesa dall’auto. “Ciao, sono Eli”. “Piacere Eli, io sono Roberto” rispose con una bella voce dall’accento fiorentino che già mi stava facendo bagnare. Era proprio un bel ragazzo, più o meno della mia età.
“Io e il mio amico abbiamo notato che ci guardavi” gli dissi e aggiunsi con disinvoltura: “Abbiamo fatto una scommessa: dice che non sono il tuo tipo, io invece penso di sì” dissi capovolgendo volutamente il discorso appena fatto con G. Non gli lasciai il tempo di riflettere né di rispondere. Afferrai con decisione il suo pacco e lo palpai. Era già eccitato. “A giudicare da quello che sento direi che ho ragione io!” gli dissi sorridendo maliziosamente.
Non sembrava particolarmente stupito né imbarazzato. “Sei proprio un bel bocconcino, hai vinto la scommessa! E il premio quale sarebbe?” “sono io, se ti va” “maremma! . . . ma dove? Quando? Il tuo ganzo è d’accordo?” rispose il ragazzo un po’ spiazzato ma piacevolmente sorpreso. “Qui. Adesso. Certo che è d’accordo, adora quando mi scopo altri uomini!” dissi sempre più spavalda e aggiunsi: “sicuramente qui avete un locale per cambiarvi e riposare nei turni di notte. Puoi chiedere al tuo collega se ti copre, in questo momento non mi sembra ci sia molto traffico alle pompe” lo fissavo dritto negli occhi sfoderando uno sguardo lussurioso ed eccitato. Continuavo a palpare il suo pacco che sembrava sempre più gonfio.
Il ragazzo si girò con lo sguardo per cercare il collega che nel frattempo dall’altro lato degli erogatori ci stava osservando con una certa curiosità. “Dammi un attimo” disse Roberto e si avviò verso il collega.
Approfittai per guardare G che era rimasto in auto a pochi metri da noi. Mi fece un cenno di approvazione con la mano accompagnato da una strizzatina d’occhio e da un sorriso compiaciuto ed eccitato. Sollevò il cellulare ricordandomi di fare la chiamata…
“Ok, il collega mi copre, vieni con me” mi disse il ragazzo che nel frattempo era tornato. Lo seguii dietro il piccolo edificio che fungeva da ufficio e mini-shop adiacente le pompe. C’era una porta, prese una chiave, aprì ed entrammo. Era un ambiente piccolo, molto frugale ma pulito. Un divano letto, un tavolino, due sedie, un mobiletto con un televisore e un monitor per la video sorveglianza. C’era anche un piccolo bagno che si intravedeva attraverso una porta semi aperta.
“Ti dispiace se chiamo il mio uomo e gli faccio ascoltare mentre noi…?!” “no, figurati. . . se va bene a voi!”. Il mobiletto con il televisore offriva un ottimo punto di appoggio ed anche una buona visuale. Dopo una breve prova feci una video chiamata a G “Che ne dici? col video è anche meglio!” “ottima idea! e brava la mia deliziosa porcella!” Appoggiai lo smartphone dopo aver selezionato la modalità grandangolo “come si vede?” “molto bene…” “allora goditi lo spettacolo tesoro!” gli dissi strizzando l’occhio e mandandogli un bacio.
Non feci in tempo a finire la frase che Roberto mi aveva abbracciato da dietro palpandomi il seno e baciandomi il collo vicino all’orecchio provocandomi piacevolissimi ed eccitanti brividi, “ha ragione il tuo uomo, sei proprio una gran porcella e non porti nemmeno il reggiseno!” il gesto e la sorpresa mi stavano eccitando. . . “il mio uomo si chiama G, non porto il reggiseno e nemmeno qualcos’altro. . . e per la cronaca, si, sono una gran porcella e mi piace scopare con uomini che ci sanno fare!” risposi divertita ed eccitata mentre con la mano dietro la schiena palpavo il suo pacco sempre più grosso “…e tu cominci bene, caro Roberto!”
Sentii le sue mani scivolare sinuosamente dal seno lungo i fianchi. Mi accarezzavano sensualmente scendendo fino alle cosce, giù fino agli stivali, per poi risalire sotto la gonna. . . tra le mie gambe. . . Ero già bagnata. Iniziò a sfiorarmi la fica accorgendosene immediatamente “Madonna bona! Stai già così?!!” “sì, e se vuoi puoi migliorare la situazione! …” dissi con la voce rotta dal piacere. Iniziò a masturbarmi penetrandomi con le sue dita lunghe e sensuali mentre con il pollice mi stuzzicava il clitoride. Riprese a baciarmi delicatamente il collo e a mordicchiarmi l’orecchio. . . brividi di piacere sempre più intensi scorrevano in tutto il mio corpo.
Sentivo il suo pene gonfio e duro, ancora nei pantaloni, che premeva sul mio fondoschiena. Il ragazzo ci sapeva proprio fare. . . l’eccitazione saliva rapidamente. Il mio corpo fremeva sempre di più. . . Roberto continuava magnificamente a farmi godere. . . ancora e ancora. . . ansimavo. . . sempre più rapidamente ed intensamente. Un fremito, un altro. La mia fica e tutto il mio corpo si contraevano nel piacere. . . ed ecco l’orgasmo. . . improvviso, potente, appagante, accompagnato da uno squirt e dal mio solito urlo. . . ebbi qualche secondo di blackout, come mi capita quando godo molto intensamente.
“Maremma. . . hai squirtato!” disse sorpreso. . . il tempo di recuperare il fiato e mi girai verso di lui. “Sei stato bravo, ottima entrée, per cominciare! Ora vediamo cosa abbiamo qui…” gli slacciai i pantaloni mentre lui mi sfilava il maglione che portavo a pelle lasciandomi a seno nudo.
Ero di nuovo eccitata e pronta a godere. Finimmo di spogliarci a vicenda tra baci, carezze e sensuali palpate.
Il ragazzo aveva un bel fisico tonico, da sportivo. Il suo cazzo era sontuoso, molto grande, largo e già in tiro. Rimasi completamente nuda, solo con gli stivali dai quali spuntavano le autoreggenti. Lo feci girare in modo che fossimo ben inquadrati dallo smartphone. Intravidi sullo schermo il cazzo grosso e duro di G. Mi eccitava tremendamente questa nuova situazione, fare la porca con un altro uomo mentre G si arrapava ammirandomi in diretta senza essere lì con me.
Mi abbassai e iniziai a succhiarglielo. Lo sentivo pulsare in bocca. Leccavo la sua grossa cappella con gusto. Cercai di prenderlo tutto in bocca, fino in gola. Era così grosso che non entrava completamente. “Succhiamelo tutto maiala, così, dai, sei una grandissima porca!” mi diceva Roberto eccitato mentre spingeva ritmicamente la mia testa verso il suo cazzo. . . tra una pompata e l’altra riuscii a replicare incitandolo: “si, si . . . così, scopami la bocca. . . fammi sentire il tuo cazzo fino in gola . . . ”.
Gli strinsi i testicoli mentre leccavo quella sontuosa verga su e giù per tutta la lunghezza fino ad arrivare alla cappella. La succhiai e la leccai nuovamente con gusto e libidine.
La mia fica era nuovamente bagnata ed eccitata. Avevo una gran voglia di sentire dentro di me quel grosso randello. Mi alzai e lo feci sedere su una delle sedie. “Hai veramente un bel cazzo!” gli dissi prendendoglielo tra il tacco e la suola del mio stivale iniziando a masturbarlo.
Lo guardavo sorridendo maliziosamente “ti piace?” “Maremma, sei fantastica!” Mi accarezzò lentamente la gamba avvolta dalla pelle morbida e aderente degli stivali con entrambe le mani salendo sensualmente fino a metà coscia dove finiva lo stivale. Mi afferrò il polpaccio spingendo il tacco ancor di più sul suo pene e sui testicoli accompagnando il movimento ritmico della mia gamba. . . stava godendo, era eccitatissimo, sentivo il suo cazzo vibrare dal piacere, mentre con la punta del tacco gli stuzzicavo le palle. Era pronto! E io più di lui!!
Mi voltai e afferrai uno dei preservativi che aveva messo sul tavolino. Lo scartai, lo appoggiai sulla sua cappella e con la bocca lo srotolai giù, lungo il suo stupendo cazzo.
Mi misi di fronte a lui, la sedia era senza braccioli così cercai di montargli sopra scavalcando con una gamba le sue. Essendo piccolina, nonostante i tacchi alti degli stivali, a gambe larghe sopra di lui riuscivo a malapena a sfiorare le sue palle con la mia fica. Avrei voluto appoggiarla direttamente sulla cappella, in cima al suo splendido cazzo eretto, ma non arrivavo. Roberto capì al volo e con una rapida mossa azionò la leva di regolazione abbassando la seduta di quel tanto che bastava. Adesso sì! Mentre mi accarezzava i capezzoli, afferrai il suo enorme cazzo e lo appoggiai sulla mia vulva, strofinandolo un po’. Ero già bagnatissima e avevo una voglia pazza di cavalcare quel bel pezzo di carne.
Il pensiero che G mi stava guardando menandosi il cazzo mi eccitava ancor di più. Mi abbassai facendolo entrare, scesi lentamente per godermi la sua enorme cappella che stimolava deliziosamente le pareti della vagina. Quella lenta e intensa penetrazione mi procurava delle sensazioni incredibilmente stimolanti ed eccitanti. Provavo un piacere indescrivibile, sentire quel grosso cazzo che mi riempiva mi generava fremiti di piacere dappertutto. “Che porca. . . come sei brava, si dai così, così, prendilo tutto in fica!” era proprio arrapato! “si, si. . . me lo voglio godere tutto!” risposi a mezza bocca per non distrarmi dal piacere che provavo.
Quando fu tutto dentro iniziai a muovermi su e giù, cavalcandolo come un’amazzone al galoppo mentre lui mi stuzzicava i capezzoli con una mano e con l’altra mi eccitava sapientemente il clitoride. La lussuria e il desiderio ormai erano travolgenti. Ansimavo, il mio corpo fremeva e godeva in ogni parte, attraversato da un’onda di piacere irrefrenabile. Mise le sue mani sul mio sedere stringendolo saldamente accompagnando il mio movimento ritmico sul suo cazzo. . . godevo sempre di più. . . improvvisamente si alzò in piedi, sorreggendomi dal sedere.
Lo strinsi intorno al collo intimorita che potessimo cadere, ma lui era forte e la posizione era stabile. Sentivo il suo fantastico cazzo ancora di più, sempre più dentro. Cinsi le mie gambe intorno ai suoi fianchi facendo leva per continuare a cavalcarlo. La pelle scamosciata degli stivali non aiutava nella presa, ma ci pensava lui a farmi andare su e giù sorreggendomi tra cosce e sedere. Le ondate di piacere e i fremiti continuavano a susseguirsi sempre più impetuosi. Sentivo che anche Roberto stava godendo, ma fortunatamente non accennava a venire.
La posizione per lui non era comodissima, sono piccola ma non proprio leggera. . . saggiamente si avvicinò al tavolino, mi posò delicatamente sul piano, continuando a penetrarmi.
Qualche attimo per sistemarmi meglio e mi sollevò le gambe accarezzandole per tutta la lunghezza degli stivali. Afferrò le mie caviglie ed iniziò a stantuffarmi in fica con il suo enorme cazzo.
Ogni sua spinta, forte e decisa, era per me una fonte di godimento infinito. . . lo sentivo fino allo stomaco. . . godevo sempre di più, il mio corpo era completamente rapito dall’estasi del piacere. . . ansimavo affannosamente sotto i suoi colpi. Poi con una mano iniziò a masturbarmi il clitoride, continuando a sbattermi. . . chiusi gli occhi per concentrarmi sull’immenso piacere che provavo. . . ed arrivò. . . un altro orgasmo, lunghissimo, potente, intenso.
Non riuscii a trattenere un urlo di piacere che mi tolse il fiato. Ero stremata ma al settimo cielo. Roberto rallentò rimanendo dentro di me facendomi riprendere fiato. “wow, cazzo come scopi bene!!” riuscii a malapena a bisbigliare “e tu sei una vera bomba” replicò. “ma tu non sei venuto!” gli dissi guardandolo maliziosamente. . .
Scesi dal tavolo ancora un po’ frastornata dall’estasi del fortissimo orgasmo. Mi ripresi rapidamente e gli sfilai il preservativo. Tenendolo saldamente per il cazzo ancora in tiro, lo condussi verso il divano letto fermandomi davanti al cellulare “tesoro ci sei?” “certo. . . che magnifica porca che sei, guarda come mi hai fatto diventare grosso e duro il cazzo”. Vidi con grande piacere e soddisfazione il pene di G che riempiva lo schermo dello smartphone. . . era davvero grosso. . . “anche Roberto ha un bell’arnese, lo usa molto bene e non viene facilmente, proprio come te, tesoro. . . ma adesso ci penso io. . . goditi l’ultimo atto!” mandai un bacio a G strizzando l’occhio e sorridendo maliziosamente.
Mi sedetti sul bordo del divano letto, afferrai Roberto per le chiappe avvicinandolo a me. La posizione era perfetta per far ammirare lo spettacolo a G. Già godevo di nuovo al pensiero della sua eccitazione nel vedermi così porca con quel grosso cazzo in bocca. Lo afferrai e iniziai a succhiarlo e leccarlo.
Con una mano lo tenevo e con l’altra gli stuzzicavo le palle. Con la bocca e la lingua alternavo leccate e succhiate ai testicoli e a tutta la sua splendida verga mentre lo masturbavo. . . ero vogliosa e inarrestabile. Il ragazzo era palesemente eccitato, sentivo i suoi gemiti di piacere e il suo corpo contrarsi negli spasmi.
“Si, si. . . così maiala, continua porca . . . succhiamelo. . . fammi godere!” diceva mentre mi spingeva la testa per penetrarmi con tutto il suo cazzo fino in gola. . . quasi mi soffocava ma il gusto di sentire un pene così grosso, duro e pulsante in bocca mi dava una sensazione di incommensurabile piacere. . . “dai porco, scopami la bocca e sborrami dentro, voglio bere tutto il tuo caldo sperma!” gli dissi accelerando il ritmo. “Lo vuoi davvero? Lo ingoi?” “sì, tutto, fino all’ultima goccia!” replicai.
Roberto non se l’aspettava. L’eccitazione saliva sempre di più. Sentivo che stava per venire. Lo masturbavo seguendo il ritmo delle contrazioni che venivano dal suo corpo e delle pulsazioni del suo cazzo ormai completamente in balia della mia lussuria.
Presi in bocca la sua grossa cappella continuando a masturbarlo. Gli palpavo le palle, grosse e gonfie di sperma. . . era all’apice, sentivo le contrazioni del suo cazzo e dei testicoli sempre più intense e frequenti. . . stava per eiaculare. . . “ahhh. . . si, dai, così, così. . . sì, sì . . . ecco, ecco. . . siiii. . . vengooooo!” e venne con un getto potente e copioso, accompagnato da altri più brevi. Svuotò i suoi coglioni riempendomi di sborra tutta la bocca arrivando fino in gola. Che meravigliosa sensazione!
Ho assaporato e gustato quel nettare caldo e dolciastro trattenendolo qualche secondo prima di deglutire. Sentivo la sua verga ancora pulsare e contrarsi nella mia bocca. Nemmeno una goccia andò sprecata! Lo ripulii leccandogli tutto il cazzo con cura e dovizia. Questa volta fu lui a doversi riprendere, qualche secondo! . . .
“Maremma bona, sei proprio fantastica. . . scopi e spompini da dio, che nemmeno una pornostar! . . . ” e aggiunse un paio di bestemmie tipicamente toscane che non riporto!
“Esagerato! Mi piace scopare, adoro i bei cazzi. . . e quando trovo un bel maschio come te che ci sa fare me lo godo come piace a me. . . tutto qui!” dissi con tono di finta modestia!
Mentre mi rivestivo mi avvicinai allo smartphone “vedo che ci sei, piaciuto lo show della tua porcella?” “mi hai fatto impazzire, tesoro!! . . . e come vedi lui è ancora in tiro” disse inquadrandosi il cazzo sempre più grosso e duro. “allora devo assolutamente approfittare. . . ho ancora tanta voglia…”
“Cazzo!” fece Roberto che aveva ascoltato “ma sei proprio insaziabile, beato il tuo ganzo…!!” si mise a ridere e io con lui.
Uscimmo e ci salutammo calorosamente, io con una palpata al suo pacco e Roberto con una carezza alla mia fica. “Se ripassi di qua fa’ un fischio!” disse sorridendo, “non mancherò, con molto piacere” risposi sorridendo con malizia e mi avviai verso l’auto dove mi attendeva G arrapato come non mai . . .
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