Quello che cercavo
di
IL MICROBO
genere
dominazione
QUELLO CHE CERCAVO
-Vede Rinaldi lei è nuovo. Non può sapere come funzionano le cose qui. Sono il dirigente dell'ufficio personale. Alcuni li promuovo altri li retrocedo. Lei di sicuro ha tutti i numeri per fare una bella carriera in Azienda ma deve dimostrarsi disponibile, con i suoi colleghi certo ma soprattutto nei miei confronti.
Chissà dove mi va a parare.
-Ci sono mansioni che si possono svolgere solo dopo l'orario. In gruppi ristretti, o a tu per tu.
Mi sta menando il can per l'aia.
-Ci si fa un bicchierino in compagnia, anche due. Allenta le tensioni. Poi (spero che lei capisca cosa intendo) può succedere che faccia molto caldo e che sia il caso di alleggerirsi un po'.
Dimmela tutta, non sono nato ieri.
-Lei ce l'ha la ragazza? No? Quasi meglio. Sono scelte molto personali, possono significare un bel niente ma anche essere assai propizie. Qual è il suo attore preferito? Tom Cruise? Piace molto anche a me. È un bel divo. Ha un fisico da urlo.
Ecco ci siamo.
-Anche lei ha un bel fisico. È una buona carta da giocare nella vita.
Me la voglio giocare tutta.
-Siamo in estate il clima è quello che è. In giacca e cravatta si suda. Non si faccia problemi a spogliarsi. Siamo in privato. Nessuno ci disturberà.
-Cosa vuole che mi levo?
-Via la giacca.
-Si slacci la cravatta.
-Apra la camicia. Così. Bene bene. Se la levi.
-Si tolga anche la canotta già che c'è.
-Ma che bel torace. Chissà quanta palestra. Che delizia i suoi capezzoli.
-Signore, vuole di più?
-Giù i pantaloni. Ecco sì. Li faccia cadere a pavimento.
Gli resto in slip.
-Huauu. Ora si giri.
Mi giro.
-Si pieghi un po'.
-Così?
-Un po' di più. Benissimo. Scenda gli slip, svelto, non perdiamo tempo..
Li porto a metà coscia.
-Se ne liberi.
Resto tutto a nudo.
Guardi Rinaldi mi sembra che siamo abbastanza in sintonia. Ancora un piccolo sforzo e guadagnerà tutta la mia stima.
-Sono pronto Signore. Faccia pure i suoi comodi.
In un lampo si denudò e mi salto addosso a cazzo indiavolato.
-Diamo una spianata al suo 'cursus honorum'.
Mi puntò, Me lo ficco dentro.
-Lei ha tante qualità nascoste Rinaldi, tutte da scoprire.
Cominciò a remare. Lo lasciai fare. Mi governò a spinta. Una inculata in piena regola.
-Per oggi abbiamo finito Rinaldi. Si tenga a disposizione. E per la miseria si rivesta. Non siamo mica in un postribolo.
Ci manca davvero poco.
-Lei mi piace. La porterò in alto, molto in alto.
-Grazie Direttore.
-Qui la gente mormora e ci sono solo un sacco invidie. La prossima volta molto meglio che ci incontriamo a casa mia. Che ne dice?
-Quando, Capo?
-Anche oggi, se fosse libero.
-A che ora Capo?
-Dalle 22 in poi.
-Devo portare un ricambio?
-Non serve. Ho un dungeon molto attrezzato, con un bel guardaroba (molto striminzito) che non vedo l'ora di farti indossare.
-Non sarà troppo tutto di un colpo?, Sono digiuno di tutto.
-Sono pratico di tipi come te, novizio allo sbaraglio. Basta che tu mi assecondi e mi ubbidisci. Andremo per gradi.
-Posso confidarle una cosa Capo?
-Dimmi pure.
-Di queste situazioni ho sentito molto parlare, mi hanno sempre intrigato e non vedo l'ora di sottomettermi alla sua autorità.
-È un ottima partenza. Diventerai un bravo schiavo.
-Soffrirò fin da subito.
-Un pochino è d'obbligo.
-A stasera Padrone.
-A più tardi.
-Non chiedo favoritismi sul lavoro.
-Sei genuino e anche rispettoso. Avrai le tue giuste ricompense, qualche avanzamento non ti guasterà e lo dovrai accettare. Dispongo io in base ai tuoi meriti.
Tu non decidi una mazza.
-Musica per le mie orecchie Padrone.
-Cosa cazzo intendi?
-Che è esattamente ciò che desideravo sentirmi dire.
-Lavati bene il deretano che al lavaggio del cervello ci penso io.
-Mi annullo in lei Padrone.
-Fai più che bene lurido verme viscido che userò solo da tirapiedi (in pubblico) e da zerbino (in privato).
Avevo proferito anche troppo e mi pensai che fosse meglio starmi zitto.
-Ti leggo nel pensiero: è più che consono limitarti in quanto a inutile e fastidoso linguaggio verbale, non parlo della tua lingua bavosa che ti insegnerò a usare presto.
Si girò di scatto e gli baciai di slancio il buco del culo.
-Ho fatto male Mio Signore?
-È un buon segno di sottomissione, non l'unico, fra i tanti che mi tributerai.
-Di buon grado.
-Non sai a cosa vai incontro.
Non lo sapevo ma sotto la sua egida lo imparai presto.
-Dileguati e non infastidirmi più oltre.
Diventò il mio mentore al quale dedicai solo abnegazione. La sua diletta cagna da sforzo.
-Vede Rinaldi lei è nuovo. Non può sapere come funzionano le cose qui. Sono il dirigente dell'ufficio personale. Alcuni li promuovo altri li retrocedo. Lei di sicuro ha tutti i numeri per fare una bella carriera in Azienda ma deve dimostrarsi disponibile, con i suoi colleghi certo ma soprattutto nei miei confronti.
Chissà dove mi va a parare.
-Ci sono mansioni che si possono svolgere solo dopo l'orario. In gruppi ristretti, o a tu per tu.
Mi sta menando il can per l'aia.
-Ci si fa un bicchierino in compagnia, anche due. Allenta le tensioni. Poi (spero che lei capisca cosa intendo) può succedere che faccia molto caldo e che sia il caso di alleggerirsi un po'.
Dimmela tutta, non sono nato ieri.
-Lei ce l'ha la ragazza? No? Quasi meglio. Sono scelte molto personali, possono significare un bel niente ma anche essere assai propizie. Qual è il suo attore preferito? Tom Cruise? Piace molto anche a me. È un bel divo. Ha un fisico da urlo.
Ecco ci siamo.
-Anche lei ha un bel fisico. È una buona carta da giocare nella vita.
Me la voglio giocare tutta.
-Siamo in estate il clima è quello che è. In giacca e cravatta si suda. Non si faccia problemi a spogliarsi. Siamo in privato. Nessuno ci disturberà.
-Cosa vuole che mi levo?
-Via la giacca.
-Si slacci la cravatta.
-Apra la camicia. Così. Bene bene. Se la levi.
-Si tolga anche la canotta già che c'è.
-Ma che bel torace. Chissà quanta palestra. Che delizia i suoi capezzoli.
-Signore, vuole di più?
-Giù i pantaloni. Ecco sì. Li faccia cadere a pavimento.
Gli resto in slip.
-Huauu. Ora si giri.
Mi giro.
-Si pieghi un po'.
-Così?
-Un po' di più. Benissimo. Scenda gli slip, svelto, non perdiamo tempo..
Li porto a metà coscia.
-Se ne liberi.
Resto tutto a nudo.
Guardi Rinaldi mi sembra che siamo abbastanza in sintonia. Ancora un piccolo sforzo e guadagnerà tutta la mia stima.
-Sono pronto Signore. Faccia pure i suoi comodi.
In un lampo si denudò e mi salto addosso a cazzo indiavolato.
-Diamo una spianata al suo 'cursus honorum'.
Mi puntò, Me lo ficco dentro.
-Lei ha tante qualità nascoste Rinaldi, tutte da scoprire.
Cominciò a remare. Lo lasciai fare. Mi governò a spinta. Una inculata in piena regola.
-Per oggi abbiamo finito Rinaldi. Si tenga a disposizione. E per la miseria si rivesta. Non siamo mica in un postribolo.
Ci manca davvero poco.
-Lei mi piace. La porterò in alto, molto in alto.
-Grazie Direttore.
-Qui la gente mormora e ci sono solo un sacco invidie. La prossima volta molto meglio che ci incontriamo a casa mia. Che ne dice?
-Quando, Capo?
-Anche oggi, se fosse libero.
-A che ora Capo?
-Dalle 22 in poi.
-Devo portare un ricambio?
-Non serve. Ho un dungeon molto attrezzato, con un bel guardaroba (molto striminzito) che non vedo l'ora di farti indossare.
-Non sarà troppo tutto di un colpo?, Sono digiuno di tutto.
-Sono pratico di tipi come te, novizio allo sbaraglio. Basta che tu mi assecondi e mi ubbidisci. Andremo per gradi.
-Posso confidarle una cosa Capo?
-Dimmi pure.
-Di queste situazioni ho sentito molto parlare, mi hanno sempre intrigato e non vedo l'ora di sottomettermi alla sua autorità.
-È un ottima partenza. Diventerai un bravo schiavo.
-Soffrirò fin da subito.
-Un pochino è d'obbligo.
-A stasera Padrone.
-A più tardi.
-Non chiedo favoritismi sul lavoro.
-Sei genuino e anche rispettoso. Avrai le tue giuste ricompense, qualche avanzamento non ti guasterà e lo dovrai accettare. Dispongo io in base ai tuoi meriti.
Tu non decidi una mazza.
-Musica per le mie orecchie Padrone.
-Cosa cazzo intendi?
-Che è esattamente ciò che desideravo sentirmi dire.
-Lavati bene il deretano che al lavaggio del cervello ci penso io.
-Mi annullo in lei Padrone.
-Fai più che bene lurido verme viscido che userò solo da tirapiedi (in pubblico) e da zerbino (in privato).
Avevo proferito anche troppo e mi pensai che fosse meglio starmi zitto.
-Ti leggo nel pensiero: è più che consono limitarti in quanto a inutile e fastidoso linguaggio verbale, non parlo della tua lingua bavosa che ti insegnerò a usare presto.
Si girò di scatto e gli baciai di slancio il buco del culo.
-Ho fatto male Mio Signore?
-È un buon segno di sottomissione, non l'unico, fra i tanti che mi tributerai.
-Di buon grado.
-Non sai a cosa vai incontro.
Non lo sapevo ma sotto la sua egida lo imparai presto.
-Dileguati e non infastidirmi più oltre.
Diventò il mio mentore al quale dedicai solo abnegazione. La sua diletta cagna da sforzo.
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