Cercasi puttanello verace
di
IL MICROBO
genere
gay
CERCASI PUTTANELLO VERACE
L'ultimo valletto che era stato al castello si era dimostrato del tutto insoddisfacente. Troppo pudico. Non sopportava l'idea di assistere alla svestizione serale del padrone a nudo e di aiutarlo a indossare il pigiama. Meno che meno si era mostrato adeguato a svolgere i suoi doveri al momento del risveglio, quando il padrone era molestato da una fastidiosa erezione. La fatidica erezione del mattino che svettava sui suoi inguini mentre si liberava del pigiama in attesa di inforcare le mutande, le braghe e tutti i vestimenti del giorno, che il valletto gli doveva porgere, con sussiego.
-Trovatemene uno meno schizzinoso.
-Non sarà facile. Al villaggio sono tutti timorati.
-Fatelo venire da fuori. Dalla città.
Gliene arrivò uno che era stato abituato a vedere e a stravedere per gli uomini e anche a servirli.
Il castellano si fece subito baldanzoso.
-Cosa ne dici di come mi vedi di mattina così tanto ritto?
-Provo rispetto.
-Accomodemalo all'insù.
-Mio Signor se non si smorza non ci sta dentro.
-Insisti.
-Esce dal bordo.
-L'ultimo che ho avuto era un deficiente. Tu mi sembri meglio.
-Vuole sfogarsi? Vuole che glielo succhio?
-Ecco sì.
Spluch. Sggrump. Sgrabbbllll.
-Ma che bravo.
Il maggiordomo più tardi si informò: Le va bene Signore il rimpiazzo?
-Molto bene.
-Lo confermiamo?
-Non l'ho ancora provato come si conviene ma vedo che si sta comportando più che bene.
-Lo dobbiamo pulire dietro?
-Credo che sia indispensabile.
-Trascorrerà la notte con Sua Grazia?
-Ha un culetto che mi fa molta voglia.
-Se posso permettermi fa molta voglia anche a me.
-Dopo che ho fatto io te lo cedo.
-Non crede Sir che abbiamo trovato il tipo giusto?
-Tanto per me quanto per te.
-Lo posso usare dopo di Lei?
-Abitualo per bene al servizio.
-Sarà fatto.
Fu assunto. In balia di due cazzi, che egli bramava e soddisfaceva a ruota. Prima uno e poi l'altro. Nottetempo nei loro letti a sforzo.
L'ultimo valletto che era stato al castello si era dimostrato del tutto insoddisfacente. Troppo pudico. Non sopportava l'idea di assistere alla svestizione serale del padrone a nudo e di aiutarlo a indossare il pigiama. Meno che meno si era mostrato adeguato a svolgere i suoi doveri al momento del risveglio, quando il padrone era molestato da una fastidiosa erezione. La fatidica erezione del mattino che svettava sui suoi inguini mentre si liberava del pigiama in attesa di inforcare le mutande, le braghe e tutti i vestimenti del giorno, che il valletto gli doveva porgere, con sussiego.
-Trovatemene uno meno schizzinoso.
-Non sarà facile. Al villaggio sono tutti timorati.
-Fatelo venire da fuori. Dalla città.
Gliene arrivò uno che era stato abituato a vedere e a stravedere per gli uomini e anche a servirli.
Il castellano si fece subito baldanzoso.
-Cosa ne dici di come mi vedi di mattina così tanto ritto?
-Provo rispetto.
-Accomodemalo all'insù.
-Mio Signor se non si smorza non ci sta dentro.
-Insisti.
-Esce dal bordo.
-L'ultimo che ho avuto era un deficiente. Tu mi sembri meglio.
-Vuole sfogarsi? Vuole che glielo succhio?
-Ecco sì.
Spluch. Sggrump. Sgrabbbllll.
-Ma che bravo.
Il maggiordomo più tardi si informò: Le va bene Signore il rimpiazzo?
-Molto bene.
-Lo confermiamo?
-Non l'ho ancora provato come si conviene ma vedo che si sta comportando più che bene.
-Lo dobbiamo pulire dietro?
-Credo che sia indispensabile.
-Trascorrerà la notte con Sua Grazia?
-Ha un culetto che mi fa molta voglia.
-Se posso permettermi fa molta voglia anche a me.
-Dopo che ho fatto io te lo cedo.
-Non crede Sir che abbiamo trovato il tipo giusto?
-Tanto per me quanto per te.
-Lo posso usare dopo di Lei?
-Abitualo per bene al servizio.
-Sarà fatto.
Fu assunto. In balia di due cazzi, che egli bramava e soddisfaceva a ruota. Prima uno e poi l'altro. Nottetempo nei loro letti a sforzo.
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