La gara

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gay

LA GARA
Un gruppo di sadici buontemponi organizzarono una esercitazione abbastanza estrosa e molto conforme al loro temperamento, nella quale coinvolsero ed obbligarono in qualità di gareggianti tutti i loro sottomessi e i masochisti che conoscevano, allettati con la prospettiva di ricevere numerosi premi e soprattutto numerose punizioni.
Si trattava di una curiosa corsa ad ostacoli e cioè a tappe, una specie di circuito di impura e sconcia sopravvivenza, lungo il quale si ingegnarono di non risparmiare nulla ai concorrenti delle risorse che di solito mettevano in campo.
Tanto per darvi un'idea sommaria di come li trattarono e di cosa spettò a quei poveretti, spinti allo sbaraglio per chilometri e chilometri, che dovevano percorrere di corsa col fiatone, pena la squalifica, vi descriverò alcune delle prove che dovettero superare, quasi mai indenni.
Primo Step: Sputi.
Secondo Step: Secchiate di acqua gelida.
Terzo Step: Secchiate di acqua bollente.
Quarto Step: Le forche caudine, Una strettoia tutta a suon di fruste, che i più bravi scansavano, se gli andava più che bene, al 50%.
Quinto Step: L'orinatoio. Pisciate a fiumi.
Sesto Step: Pedate nel culo.
Settimo: La Pompa.
Ottavo: Lo Stupro (anale).
Venne redatta una classifica. I tre più performanti guadagnarono l'inserimento full time del prestigioso plug dorato, di quello d'argento, di quello di bronzo. Agli altri solo derisione e tormenti di vario tipo, via via sempre più degradanti. Agli ultimi in graduatoria solo una certificazione chiara e netta che li esonerava per sempre da qualsiasi utilizzo. L'ultimo tapino fu avviato per pietà ai corsi di recupero, tenuti da un master molto esigente, che si assunse il gravoso compito di maltrattarlo ad oltranza e di incularlo almeno tre volte al giorno per due settimane consecutive. Superate le quali col culo in fiamme, venne di grazia reintegrato, cioè riammesso, anche se ancora a rischio di espulsione definitiva, a disposizione di chiunque di quegli insaziabili che ne facesse richiesta per loro uso e consumo. Quel tale era quasi in coma ma anche in estasi e gli sembrava di aver vinto il primo premio. A forza di spinte il suo culo da tondo si fece piatto e bluastro, e il suo orrendo buco ormai troppo dilatato, venne considerato indegno e per forza di cose destinato a un lento interminabile ripristino, una specie di convalescenza, dopo la quale fu esaminato e se a maggioranza giudicato guarito, riutilizzato, di bocca e di sedere, per continuare nella sua misera carriera di cagna a disposizione di tutti. Senza poter rifiutare niente a nessuno. Ostaggio definitivo di cosi tanti cazzi. Forti, duri, uno dopo l'altro spietati e consapevoli di dargli la lezione che meritava. Sua sola opportunità per venire ripescato e di nuovo incluso fra gli avidi che non si possono mandare al macero lì per lì, nella monnezza a perdere e senza appello dei disperati, ad ingrandire la schiera degli sfatti da riciclare rifiutati nel buio del secco non riciclabile.
scritto il
2026-08-22
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