Scacciapensieri
di
IL MICROBO
genere
gay
SCACCIAPENSIERI
Dietro il condominio c'è un bosco che è proprietà comune. Avevo già notato sul far della notte un certo viavai di condomini in entrata furtivi ed in uscita ancora furtivi ma anche piuttosto compiaciuti. Alcuni di loro si strofinavano le natiche, altri si accomodavano il pacco. Interrogai il portiere che mi svelò il mistero.
-Sai qui da noi, tra tanti mariti fedeli e padri affettuosi che siamo, ci si annoia a morte. È nato tutto per caso ma ha preso subito piede. Ora come ora ci vanno tutti, mancavi solo tu.
La mia curiosità era tanta.
-Il traffico lo dirigo io. Ogni giorno distribuisco i collarini di ordinanza. Rosso ai più baldanzosi (i cacciatori) e nero ai timidi (le prede). A te quale pensi che andrebbe bene?
-Di sicuro nero.
-Bene. Eccotelo.
-E che ci faccio?
-Entri, lo indossi. Ti svesti (giriamo tutti nudi lì dentro). Cammini fra i cespugli e quando incappi in un nero che ti chiama lo avvicini e lo lasci fare. Mostrati disponibile altrimenti vieni segnalato ed espulso. Ma non succede mai.
-Disponibile in che senso?
-Di bocca e di culo, a semplice richiesta.
-Ohhh.
-E se mi facesse un po' schifo?
-Le prime volte può essere, poi ci fai su la mano.
-Ci vado stasera.
-In bocca al lupo.
-Crepi.
Ci andai. Mi attenni alle consegne ricevute. Fui imboscato subito da Giacomo del terzo piano.
-Finalmente anche tu. Tua prima volta vero?
-Sì.
-Ti sgrezzo io. Vie' qua e succhiamelo.
Fu abbastanza clemente, in orale me lo impose solo fino a metà. Poi però nel culo l'ho ricevuto per intero a stantuffo. Un lavoretto molto ben fatto.
-Che mi dici? Tornerai.
-Credo di sì.
-Domani come ogni mercoledì ci trovi l'Antonio del settimo piano, che noi chiamiamo 'il Grosso'.
Ci tornai il giorno dopo, ero troppo intrigato. L'Antonio mi adocchio subito e mi sottomise con un cazzo davvero all'altezza della sua fama. Ci ho goduto da troia.
Uno alla volta fui collaudato da tutta la squadra dei rossi (erano una ventina), che all'unanimità mi elessero 'CiCi' (Chiappa Calda) modificato in seguito in 'CiBi' (Chiappa Bollente). Non facevo tempo ad inoltrarmi e prepararmi pronto, che già venivo intercettato dall'uno o dall'altro. Ci conoscevamo tutti molto bene. Buon giorno e Buona sera lungo il giro scale. Nel folto di quel boschetto vigeva solo la legge della jungla. Rossi e neri a tu per tu in solitaria.
Una volta la mese per rafforzare lo spirito di corpo, nella grande radura giù in fondo si svolgeva l'ammucchiata. Non me ne perdevo una.
Dietro il condominio c'è un bosco che è proprietà comune. Avevo già notato sul far della notte un certo viavai di condomini in entrata furtivi ed in uscita ancora furtivi ma anche piuttosto compiaciuti. Alcuni di loro si strofinavano le natiche, altri si accomodavano il pacco. Interrogai il portiere che mi svelò il mistero.
-Sai qui da noi, tra tanti mariti fedeli e padri affettuosi che siamo, ci si annoia a morte. È nato tutto per caso ma ha preso subito piede. Ora come ora ci vanno tutti, mancavi solo tu.
La mia curiosità era tanta.
-Il traffico lo dirigo io. Ogni giorno distribuisco i collarini di ordinanza. Rosso ai più baldanzosi (i cacciatori) e nero ai timidi (le prede). A te quale pensi che andrebbe bene?
-Di sicuro nero.
-Bene. Eccotelo.
-E che ci faccio?
-Entri, lo indossi. Ti svesti (giriamo tutti nudi lì dentro). Cammini fra i cespugli e quando incappi in un nero che ti chiama lo avvicini e lo lasci fare. Mostrati disponibile altrimenti vieni segnalato ed espulso. Ma non succede mai.
-Disponibile in che senso?
-Di bocca e di culo, a semplice richiesta.
-Ohhh.
-E se mi facesse un po' schifo?
-Le prime volte può essere, poi ci fai su la mano.
-Ci vado stasera.
-In bocca al lupo.
-Crepi.
Ci andai. Mi attenni alle consegne ricevute. Fui imboscato subito da Giacomo del terzo piano.
-Finalmente anche tu. Tua prima volta vero?
-Sì.
-Ti sgrezzo io. Vie' qua e succhiamelo.
Fu abbastanza clemente, in orale me lo impose solo fino a metà. Poi però nel culo l'ho ricevuto per intero a stantuffo. Un lavoretto molto ben fatto.
-Che mi dici? Tornerai.
-Credo di sì.
-Domani come ogni mercoledì ci trovi l'Antonio del settimo piano, che noi chiamiamo 'il Grosso'.
Ci tornai il giorno dopo, ero troppo intrigato. L'Antonio mi adocchio subito e mi sottomise con un cazzo davvero all'altezza della sua fama. Ci ho goduto da troia.
Uno alla volta fui collaudato da tutta la squadra dei rossi (erano una ventina), che all'unanimità mi elessero 'CiCi' (Chiappa Calda) modificato in seguito in 'CiBi' (Chiappa Bollente). Non facevo tempo ad inoltrarmi e prepararmi pronto, che già venivo intercettato dall'uno o dall'altro. Ci conoscevamo tutti molto bene. Buon giorno e Buona sera lungo il giro scale. Nel folto di quel boschetto vigeva solo la legge della jungla. Rossi e neri a tu per tu in solitaria.
Una volta la mese per rafforzare lo spirito di corpo, nella grande radura giù in fondo si svolgeva l'ammucchiata. Non me ne perdevo una.
1
voti
voti
valutazione
3
3
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
L'apprendistato
Commenti dei lettori al racconto erotico