La maratona

di
genere
gay

LA MARATONA
Erano in tre
-Solo soletto?
-Eh sì.
-Ce la facciamo un po' di compagnia?
-Siete in troppi.
-Dai che ti piace.
-Mi spanate.
-Può anche darsi ma a turno ci godi anche un casino.
Mi convinsero, un po' con le buone e un po' con le cattive. Fui trascinato a casa loro. I loro cazzoni erano a pronta ricarica. Mi montarono due volte a testa. Due per tre fa sei. Sei inculate sono una bella ammucchiata.
-Domani ci arrivano i cugini dalla Svizzera.
-Quanti sono?
-Tre. Molto più tosti di noi. Quasi insaziabili. Adorano i culetti italiani.
Detta così mi fece voglia di affrontarla una sfida così ambiziosa. Mi sistemarono su una sella rotante e si disposero a cerchio. Sei cazzi che inalberavano li ho macinati tutti, uno alla volta prima a succhio poi tanto nel sedere. Mi facevano girare come una trottola e ne avevo sempre uno in bocca e uno dietro. Il primo round era terminato che subito cominciò il secondo, solo di culo niente pompe. Quante sborrate a raffica.
All'una mi hanno fatto rivestire e mi hanno cacciato in tasca del contante. Neanche dieci euro a botta. Che spilorci. Ho reclamato.
-Consideralo un forfait. Di più non te ne diamo.
-Perché? non li merito?
-Li meriteresti eccome ma è stato anche un dare e avere.
-Comunque sono pochi.
Hanno fatto colletta e sono arrivati al doppio.
-Ora smamma se no ti tocca fare gli straordinari a gratis.
I loro uccelli si stavano risvegliando. In minoranza che ero ho girato i tacchi e mi sono messo in salvo. Il giorno dopo stavo a tu per tu con un solitario e mi è venuta un po' di nostalgia. Mi sembrava di stare alla mensa dei poveri: piatto unico a menu fisso. Niente di che al confronto della strage della sera avanti. Dicono che chi si contenta gode (ed è pur vero). Dicono anche che il troppo stroppia (ed è ancora più vero). Una via di mezzo forse? Se non sono almeno in due, ora come ora, non mi diverto abbastanza. Fuori uno dentro l'altro. Che pacchia!
scritto il
2026-08-12
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