Scemo si' ma non tonto
di
IL MICROBO
genere
gay
SCEMO SI' MA NON TONTO
Messer Aloisio mi fece chiamare.
-Ho bisogno di un garzone. Se già di qualcuno?
-Di nessuno Messere?
-Considerati arruolato.
Di giorno gli pestavo i pigmenti, di notte mi pestava lui.
-Il tuo sederino non ha prezzo.
Infatti non mi pagava mai. Qualche mancia la racimolavo, quando andavo a consegnare i suoi capolavori, ma dovevo sudarmela.
-Oh Giacomino qual buon vento ti porta?
-Mi manda Aloisio.
-L'imbrattatele.
-Ma se ne ha appena comprata una.
-Non è la prima e non sarà nemmeno l'ultima. Ne ho piena la cantina.
I conti non mi tornavano.
-Siediti tesoro.
-Vado di fretta. Ho tante commissioni da sbrigare.
-Mica vorrai andartene senza darmi un po' di gioia.
Cosa vorrà mai da me questo qui.
-Aloisio ha sempre avuto buon gusto nel scegliersi gli aiutanti.
-Li cambia spesso?
-Tutte le volte che glieli soffiano via da sotto il naso.
-Non gli si affezionano?
-È un brav'uomo. Un tantino avido però e anche avaro.
-Me ne sono accorto.
-Cento scudi gli ho dato per quello schifo di Marina.
Stavo per levarmi di torno, quando mi disse.
-Ma lo sai che hai proprio un bel culetto?
-Ohh Messere non me lo dica.
-Lui ti avrà già messo all'opera infinite volte.
-Tutte le sere.
-Da quanto che sei al suo servizio?
-Tre mesi.
-Una eternità. Ti ha già sfruttato anche troppo.
-Lei dice?
-Dieci scudi a settimana da me ti andrebbe?
-Quali sarebbero le mie mansioni?
-Farmi compagnia a letto ad ogni tramonto.
-In che modo?
-A spinta.
-Messer Aloisio non se ne adonterà?
-Non te ne preoccupare. L'ho risarcirò.
-Da subito?
-In pronta. Levati i vestimenti che ho troppa voglia.
-Mica è già sera.
-Che importa.
-Cosa ci guadagno?
-Cinque scudi extra sull'unghia.
Cinque di qua, cinque di là, dieci da un suo amico carissimo capitatoci all'improvviso in pieno giorno, altri dieci per volta dai suoi tanti amici in visita da noi sera dopo sera, ci ho messo su un bel gruzzolo, che quasi quasi riesco a mettermi in proprio e non viaggio più solo a percentuale.
Messer Aloisio mi fece chiamare.
-Ho bisogno di un garzone. Se già di qualcuno?
-Di nessuno Messere?
-Considerati arruolato.
Di giorno gli pestavo i pigmenti, di notte mi pestava lui.
-Il tuo sederino non ha prezzo.
Infatti non mi pagava mai. Qualche mancia la racimolavo, quando andavo a consegnare i suoi capolavori, ma dovevo sudarmela.
-Oh Giacomino qual buon vento ti porta?
-Mi manda Aloisio.
-L'imbrattatele.
-Ma se ne ha appena comprata una.
-Non è la prima e non sarà nemmeno l'ultima. Ne ho piena la cantina.
I conti non mi tornavano.
-Siediti tesoro.
-Vado di fretta. Ho tante commissioni da sbrigare.
-Mica vorrai andartene senza darmi un po' di gioia.
Cosa vorrà mai da me questo qui.
-Aloisio ha sempre avuto buon gusto nel scegliersi gli aiutanti.
-Li cambia spesso?
-Tutte le volte che glieli soffiano via da sotto il naso.
-Non gli si affezionano?
-È un brav'uomo. Un tantino avido però e anche avaro.
-Me ne sono accorto.
-Cento scudi gli ho dato per quello schifo di Marina.
Stavo per levarmi di torno, quando mi disse.
-Ma lo sai che hai proprio un bel culetto?
-Ohh Messere non me lo dica.
-Lui ti avrà già messo all'opera infinite volte.
-Tutte le sere.
-Da quanto che sei al suo servizio?
-Tre mesi.
-Una eternità. Ti ha già sfruttato anche troppo.
-Lei dice?
-Dieci scudi a settimana da me ti andrebbe?
-Quali sarebbero le mie mansioni?
-Farmi compagnia a letto ad ogni tramonto.
-In che modo?
-A spinta.
-Messer Aloisio non se ne adonterà?
-Non te ne preoccupare. L'ho risarcirò.
-Da subito?
-In pronta. Levati i vestimenti che ho troppa voglia.
-Mica è già sera.
-Che importa.
-Cosa ci guadagno?
-Cinque scudi extra sull'unghia.
Cinque di qua, cinque di là, dieci da un suo amico carissimo capitatoci all'improvviso in pieno giorno, altri dieci per volta dai suoi tanti amici in visita da noi sera dopo sera, ci ho messo su un bel gruzzolo, che quasi quasi riesco a mettermi in proprio e non viaggio più solo a percentuale.
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