Le telline
di
Messalina
genere
confessioni
I giorni passavano ed il caldo incalzava, è agosto, inizio,siamo in pieno sol leone. Io con la bimba piccola boccheggiavo in casa. Abitavo a o pochi metri dalla spiaggia, non più di cinquanta, casa avuta in eredità da suo nonno. Non era grande , un trilocale , ed aveva un bel giardino avanti. Enzo amante della piscina prese una fuoriterra di 20 metri ma non gli piaceva , allora chiamò un suo amico ingegnere e gli affidò i lavori, voleva una piscina non grande ma che raggiungesse almeno i 20 metri .
Sono d'accordo con voi espressione di megalomania,era questo lunico difetto di Enzo . Ormai non c'era più quel transfert, pareva più protezione fraterna. Mi amava ma per non disturbare la quiete della bimba aspettava che si adformentasse poi una sveltina e via
Io nn ero soddisfatta ma capivo perchè si comportava così. Per la bimba andavo a mare al mattino presto ,e me ne risalivo verso le dieci. Ogni mattino incontravo un ragazzo con un rastrello per fare le telline, man mano cominciammo a salutarci,poi ci scambiamo qualche parola ed in giorno mi regalo delle telline. Mi disse che non dovevo cucinare subito e mi filtrò dell'acqua di mare , mi disse di lasciarle la dentro perché per una notte intera im modo che avrebbero cacciato tutta la sabbia . Nel porgere il contenitore gli cadde da mano e mi fini sul grembo bagnandomi il costume . Istintivamente lui cerco di acchiaplarlo ma l'unica cosa vhe acchiappo fu la mia fessa. Erano le sette del mattino ,eravamo soli in spiaggia, la piccola sulla sdraio dormiva , io gia mezza eccitata sognavo quel corpo, quel cazzo che si intravedeva nel costume. Poi mi tocco cazzo, cominciai a sbrodolare,e quando lui timidamente abbasso la testa chiedendo scusa , lo tirai per i capelli e gli portai la bocca sulla mia fessa. Fu l'imput il clik che forse aspettavo piu io che lui. Usava la lingua e le dita da dio , sapeva cosa fare, dove toccare, dove leccare. Mi monto un orgasmo esagerato , mentre un brivido caldo saliva dai piedi ed arrivava al basso ventre , un'altro brivido parti dalla testa spingendosi verso il ventre . L'incontro dei due due brividi diede luogo allo scoppio di uno squirt lungo e appassionato. Vedendomi squirtare si senti autorizzato a mettermi il cazzo dentro. E che cazzo, e come mi riempi, e le sue mani come mi sfriccicavano zizze ,capezzoli culetto e clitoride. Godetti ancora e poi ancora ed infine godette anche lui,tra mugolii e rantoli mi venne dentro. Restammo cosi.prer un po di tempo, mi.piaceva sentire qual cazzo che ancora non aveva voglia di afflosciarsi. Ben piantato dentro di me mi accarezzava poi mi giro, mi apri le chiappe e mi sfondo il culo senza preavviso. Mentre mi contorcevo tra il dolore ed il piacere mi accorsi che qualcuno di nascosto ci guardava e si masturbava,la mia libidine sali alle stelle. Fra i giocattoli della bimba c'erano anche dei birilli ne presi uno me me lo infilai nella fessa, lo spingevo avanti è indietro come fosse un cazzo. Quindi fu una doppia penetrazione il birillo mi chiavava la fessa ed il cazzo mi sfondava il culo. Mi sentivo una troia , una porca, facevo in modo che il guardone vedesse bene ciò che facessi. Quando poi squirtai col birillo dentro lo tirai fuori e cominciai a leccare tutti i miei umori provovado il guardone che si mastutbo con più veemenza. Intanto il ragazzone mi giro, due colpetti e mi sborro in bocca. Bevvi tutto e dopo gli pulii il cazzo conle labbra e con la lingua. Si butto in acqua, la bimba dormiva lo seguii
L'acqua ci arrivava alle ginocchia mi fece inginocchiare ,« apri la bocca» eseguii cominciò a pisciare un po ne bevvi altra me la spalmai sul viso sul collo e sul seno poi mi baciò lasciandomi lercia del suo piscio, mi sentivo soggiocata con.l'ultimo atto volle dichiarare la sua supremazia su di me. Il mattino seguente andai in spiaggia senza la piccola, la lasciai al padre. Non aspettai che uscisse dall'acqua me lo feci li . Non gli detti modo dipotersi imporre ,guidai io tutta la chiavata. Io scelsi le posizioni io scelsi come penetrarmi io gli guidavo finanche le mani e dettavo i miei ordinifu una bella chiavata. Il guardone a riva si segava, e quando mii feci inculare gli feci segno di avvicinarsi« Perché lo fai avvicinare?» « zitto e continua ad incularmi». Non appena il guardone mi fu vicino glielo presi in bocca,ci diedi dentro con la lingua e le labbra
Guardavo le espressioni che faceva con la faccia ed immagginavo le mie espressioni col cazzo in culo e unaltro in bocca , con mani che giocavano con le tette ,pizzicando i capezzoli ormai diventati due proiettili. Sborrarono contemporaneamente il guardone in bocca il ragazzone nel culo poi il guardone torno nell'ombra mentre io pisciai addosso al ragazzone. Ero soddisfatta gli avevo reso ciò che mi aveva dato, ed in più gli feci capire chi comandava chi. Chiavammo ogni mattina per una settimana, poi lui ritorno al tran tran lavorativo e non ci siamo più rivisti,peccato aveva proprio un bel cazzo. Ogni volta che ripenso a lui mi sparo un ditale proprio come sto facendo ora
Sono d'accordo con voi espressione di megalomania,era questo lunico difetto di Enzo . Ormai non c'era più quel transfert, pareva più protezione fraterna. Mi amava ma per non disturbare la quiete della bimba aspettava che si adformentasse poi una sveltina e via
Io nn ero soddisfatta ma capivo perchè si comportava così. Per la bimba andavo a mare al mattino presto ,e me ne risalivo verso le dieci. Ogni mattino incontravo un ragazzo con un rastrello per fare le telline, man mano cominciammo a salutarci,poi ci scambiamo qualche parola ed in giorno mi regalo delle telline. Mi disse che non dovevo cucinare subito e mi filtrò dell'acqua di mare , mi disse di lasciarle la dentro perché per una notte intera im modo che avrebbero cacciato tutta la sabbia . Nel porgere il contenitore gli cadde da mano e mi fini sul grembo bagnandomi il costume . Istintivamente lui cerco di acchiaplarlo ma l'unica cosa vhe acchiappo fu la mia fessa. Erano le sette del mattino ,eravamo soli in spiaggia, la piccola sulla sdraio dormiva , io gia mezza eccitata sognavo quel corpo, quel cazzo che si intravedeva nel costume. Poi mi tocco cazzo, cominciai a sbrodolare,e quando lui timidamente abbasso la testa chiedendo scusa , lo tirai per i capelli e gli portai la bocca sulla mia fessa. Fu l'imput il clik che forse aspettavo piu io che lui. Usava la lingua e le dita da dio , sapeva cosa fare, dove toccare, dove leccare. Mi monto un orgasmo esagerato , mentre un brivido caldo saliva dai piedi ed arrivava al basso ventre , un'altro brivido parti dalla testa spingendosi verso il ventre . L'incontro dei due due brividi diede luogo allo scoppio di uno squirt lungo e appassionato. Vedendomi squirtare si senti autorizzato a mettermi il cazzo dentro. E che cazzo, e come mi riempi, e le sue mani come mi sfriccicavano zizze ,capezzoli culetto e clitoride. Godetti ancora e poi ancora ed infine godette anche lui,tra mugolii e rantoli mi venne dentro. Restammo cosi.prer un po di tempo, mi.piaceva sentire qual cazzo che ancora non aveva voglia di afflosciarsi. Ben piantato dentro di me mi accarezzava poi mi giro, mi apri le chiappe e mi sfondo il culo senza preavviso. Mentre mi contorcevo tra il dolore ed il piacere mi accorsi che qualcuno di nascosto ci guardava e si masturbava,la mia libidine sali alle stelle. Fra i giocattoli della bimba c'erano anche dei birilli ne presi uno me me lo infilai nella fessa, lo spingevo avanti è indietro come fosse un cazzo. Quindi fu una doppia penetrazione il birillo mi chiavava la fessa ed il cazzo mi sfondava il culo. Mi sentivo una troia , una porca, facevo in modo che il guardone vedesse bene ciò che facessi. Quando poi squirtai col birillo dentro lo tirai fuori e cominciai a leccare tutti i miei umori provovado il guardone che si mastutbo con più veemenza. Intanto il ragazzone mi giro, due colpetti e mi sborro in bocca. Bevvi tutto e dopo gli pulii il cazzo conle labbra e con la lingua. Si butto in acqua, la bimba dormiva lo seguii
L'acqua ci arrivava alle ginocchia mi fece inginocchiare ,« apri la bocca» eseguii cominciò a pisciare un po ne bevvi altra me la spalmai sul viso sul collo e sul seno poi mi baciò lasciandomi lercia del suo piscio, mi sentivo soggiocata con.l'ultimo atto volle dichiarare la sua supremazia su di me. Il mattino seguente andai in spiaggia senza la piccola, la lasciai al padre. Non aspettai che uscisse dall'acqua me lo feci li . Non gli detti modo dipotersi imporre ,guidai io tutta la chiavata. Io scelsi le posizioni io scelsi come penetrarmi io gli guidavo finanche le mani e dettavo i miei ordinifu una bella chiavata. Il guardone a riva si segava, e quando mii feci inculare gli feci segno di avvicinarsi« Perché lo fai avvicinare?» « zitto e continua ad incularmi». Non appena il guardone mi fu vicino glielo presi in bocca,ci diedi dentro con la lingua e le labbra
Guardavo le espressioni che faceva con la faccia ed immagginavo le mie espressioni col cazzo in culo e unaltro in bocca , con mani che giocavano con le tette ,pizzicando i capezzoli ormai diventati due proiettili. Sborrarono contemporaneamente il guardone in bocca il ragazzone nel culo poi il guardone torno nell'ombra mentre io pisciai addosso al ragazzone. Ero soddisfatta gli avevo reso ciò che mi aveva dato, ed in più gli feci capire chi comandava chi. Chiavammo ogni mattina per una settimana, poi lui ritorno al tran tran lavorativo e non ci siamo più rivisti,peccato aveva proprio un bel cazzo. Ogni volta che ripenso a lui mi sparo un ditale proprio come sto facendo ora
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