Sogno di una settimana di mezza estate 3

di
genere
voyeur

Il resto della giornata lo passammo come se non fosse successo niente. Giocammo a carte, prendemmo un gelato, come tre amici normali.
Scoprimmo qualcosa in piu su Paolo e lui su di noi.
Era torinese, scapolo e assicuratore. Non eravamo andati lontani con le nostre ipotesi. Faceva una bella vita e ci tenne a farci sapere che non era un don Giovanni. Scoprimmo che era pazzo per la cucina romana e per la cucina in generale.
Pensai che fosse una buona idea invitarlo per il giorno dopo a cena.
La cucina era la mia passione ed ero piuttosto bravo. Marta accettò senza un particolare entusiasmo sapendo che avrei messo a soqquadro la cucina.
Io, dissolte le nebbie, sapevo quello che volevo.
Il mattino seguente andammo a fare la spesa. Avevo optato per una cena completamente romana.
Trippa, insalata, gricia e involtini al sugo e, per finire, zuppa inglese.
Prendevo molto sul serio la cucina, cosi, tornando a casa, nel tardo pomeriggio, ci dividemmo i ruoli. Marta avrebbe rassettato la cucina ed io mi sarei occupato della spesa.
Avevo alcune preparazioni da fare quella stessa sera, il resto delle pietanze le avrei potute preparare il pomeriggio della cena.
A cena Marta mi guardò e chiese: - che intenzioni hai? - nessuna in particolare- risposi mentendo- ho pensato fosse carino averlo a cena. Stamattina ci ha fatto divertire, no? - si, non lo nego- rispose rossa in viso- ma se volesse farlo ancora? - vabbè - risposi falsamente imbarazzato - dipenderà da noi, se non ci va, finiremo la cena e amen- vedremo- chiuse Marta.
Preparai la zuppa inglese in piccole ciotoline e composi gli involtini alla romana che avrei cotto l' indomani.
Andammo a letto ma stentammo a prendere tempo. :- come è stato? - chiesi a bruciapelo - cosa- rispose mia moglie. - quel cazzo- dissi diretto. - vuoi saperlo? - chiese tirandosi a sedere sul letto. - si- ho ancora la fica indolenzita ma ho avuto un orgasmo diverso, non dal clitoride, sconvolgente. Mi sono sentita piena. Ma ho un po paura di Paolo perche mi sembra autoritario. - tu invece? Cosa ti è preso? - non lo so-, risposi sincero- quel cazzo mi ha stregato e ho scoperto che impazzivo alla sola idea che tu lo prendessi dentro- l'ho visto- sorrise lei- ma io ti amo e questa cosa potrebbe allontanarci- concluse- io- replicai- solo nel vedere i tuoi occhi quando godi sento di amarti sempre di piu.-
Ci addormentammo senza un piano, ma abbastanza sereni.
Il mattino seguente ci recammo sulla spiaggia molto presto e ci godemmo il fresco. Paolo arrivò quasi a mezzogiorno e ci invitò per un aperitivo al bar.
Nel primo pomeriggio andammo via lasciando Paolo a prendere il sole e dandogli appuntamento a casa nostra per la cena.
Si presentò alle 20 precise, andò ad aprire Marta. Si era presentato con dei fiori e del vino rosso. Indossava un completo di lino bianco e sandali eleganti.
Porto' in casa un odore di sandalo e tabacco, che in breve avvolse il salone.
Lo andai a salutare con il mio grembiule da massaia e mi scusai per il poco tempo che potevo dedicargli.
Si premuro' di stappare il vino e brindammo alla nostra amicizia.
Marta aveva indossato un vestito molto leggero con motivi floreali con predominanze verdi. Non aveva il reggiseno e aveva la schiena scoperta.
Li sentivo chiacchierare mentre riempivo il tavolo con salumi e formaggi, una ciotola di trippa e dei fagioli in umido.
Lasciai in cucina, al caldo, gli involtini e presenziai con loro all'inizio della cena. Mangiammo gli antipasti con gusto, Paolo era affabile e magnetico.
Quando portai gli spaghetti alla gricia Paolo sgrano' gli occhi:- cavoli- disse ridendo- per smaltire queste bontà dovrò correre per ore-, ridemmo e lo rassicurammo. A fine cena, in attesa del dessert ci spostammo sul divano.
Ci facemmo delle belle risate, aiutati dal vino rosso e dai liquori che avevo sistemato sul tavolinetto davanti al divano.
Marta era su di giri, lei di solito non beveva, e, quando lo faceva, diventava di buon umore.
:- che ne pensate di stamattina? - esordì, improvvisamente Paolo. Restammo per un attimo in silenzio e avvampammo. Sono convinto di aver visto i capezzoli di Marta spingere sul vestito. - io-riprese Paolo- mi sono proprio divertito- tu, Marta hai una fica fantastica e tu invece- riferito a me- sei molto docile e.... Porco.
Si toccò la patta che sembrava esplodere- domani è il mio ultimo giorno- aggiunse intristito- mi dispiace - continuo' - e a lui di piu- disse massaggiandosi il cazzo.
Lo interruppi:- vado a preparare il dolce- mi alzai lasciandoli seduti.
Presi le coppette dal frigorifero e le guarnii con del cacao amaro. Le misi sul vassoio e mi avviai in sala. Rimasi sulla porta paralizzato.
Si avverava quello che avevo sperato, credevo.
Marta aveva i seni scoperti, bellissimi e guardava Paolo intento a liberare il cazzo gia duro.
Mi avvicinai a loro con gli occhi sbarrati. Marta non mi guardava, fissava quel cazzo e si pizzicava i capezzoli. Posai il vassoio in silenzio per non rompere quell'atmosfera di cristallo.
Restarono cosi, seni al vento e cazzo sull'attenti. Gli porsi le coppette e i cucchiaini. Paolo ne assaggio' un bel boccone strabuzzando gli occhi, poi ne prese un altro cucchiaino e lo spalmo' sulla cappella. Marta, senza parlare si chinò e mangio'. Mi misi seduto in poltrona, davanti a loro, guardandoli. Erano bellissimi, Marta leccava quel cazzo imbrattato di creme spargendosele su tutta la faccia. Poi lui la prese per la testa e la lecco' tutta. La faccia di lei era lucida, piena di saliva. Avevo il cazzo in mano gia pronto per sborrare.
Paolo prese il sopravvento. Sollevò mia moglie come un fruscello e la spoglio', poi la sdraio' e le tiro' su le gambe aprendogliele. Deposito' sulla fica un bel cucchiaio di dolce e poi con le dita lo spalmo', inserendolo anche nella vagina.
Quando prese a mangiarle la fica, Marta sembrò svenire. Si contorceva mentre Paolo affondava le dita e se le leccava. Si spoglio' completamente e si mise a cavallo di mia moglie offrendogli in bocca le sue appendici.
I coglioni coprivano quasi il viso di Marta che intanto leccava la base di quel cazzone. Lui aveva la faccia fra le cosce di lei e leccava come un ossesso.
Comandava il gioco, sollevò mia moglie e la dispose a pecorina. Le allargò le gambe e strofino' la fica che luccicava.
Glielo pianto' senza pietà. La fotteva come io non avrei potuto mai fare. Quel cazzo stava slargando mia moglie che intanto collezionava orgasmi. Io ero gia venuto due volte e il mio uccello ne voleva ancora.
Paolo si girò all'improvviso, mi guardò e mi disse: - renditi utile, cornuto, vieni a leccare la fica.- sfilo' il cazzo e girò intorno al divano. Lo pianto' in gola a Marta e gliela scopo' facendola tossire. :- è buona la fica condita? - mi chiese arrogante- si - risposi sottovoce- è pulita? - chiese ridendo- credo di si- risposi- allora spostati adesso- tornò dietro a Marta e ricominciò a Martellarla. Io ero rimasto in piedi vicino a lui e mi godevo la scena. Paolo era un maestro, il suo cazzo sembrava sempre uscire per poi affondare del tutto. Marta era squassata e con gli occhi chiusi.
Era sua, la teneva per i fiachi e la sbatteva a piacimento. Marta non cercava il mio sguardo, ansimava ad occhi chiusi e rispondeva solo a Paolo. :- ti piace questo cazzo? Chiedeva - e lei- da morire- quanto ne vuoi? Continuò lui- tanto - rispose e intanto incassava bordate micidiali. Io ero invisibile, potevo solo guardare e... Godevo.
Le sborro' improvvisamente dentro, senza preavviso, sbattendola ancora piu forte. Tirò cuori il cazzo lucido, ancora gonfio e disse:- adesso le pulizie, tu-, riferendosi a Marta- lucidalo come si deve e tu- indicandomi- pulisci quella fica, guarda in che condizioni è, rendila nuova con quella tua lingua da cornuto- mi poggio' una mano sulla spalla e mi mise in ginocchio.
Mi feci coraggio, non avevo mai assaggiato lo sperma, tranne il mio, una volta.
La fica era impressionante, era ancora aperta e colava troppa sborra per me. Paolo sembrava avermi letto nella testa e disse prontamente :- lecca tutto senza sprecare, cornuto.
Assaggiai, sapeva o comunque aveva odore di cloro. Mi feci coraggio e ingoiai tutto, leccai la fica assaporando i loro sapori.:- bravo cornuto, - disse- hai fatto un bel lavoro. Se farai il bravo, dopo ti farò pulire anche il mio cazzo e potrai ciucciarlo un po.
Si mise seduto vicino a Marta ancora a pecorina e le poggio' il braccio sinistro sulle chiappe come fossero un mobile. Il suo cazzo non aveva perso turgore. Ordinò a Marta di cavalcarlo. Lei si spostò lentamente e si mise su di lui. :- cornuto- mi disse- fai strada al mio cazzo- lo guardai serio ma lui non si scompose - prendi il mio cazzo e mettilo nella fica di tua moglie- abbassai la testa e mi inginocchiai. Avevo davanti agli occhi la fica di Marta, dischiusa, il suo buco del culo chiuso e il cazzo di Paolo che ballava sinistramente. Lo presi in mano, era enorme e caldo lo segai quasi senza volerlo e poi lo puntai all'ingresso della fica che lo stava aspettando. Lei si calò di botto con un sospiro profondo. Si muoveva da sola, se lo stava proprio godendo. :- datti da fare- mi redargui' Paolo- vai giu e insaliva il cazzo.-
Obbedii e mi frapposi fra le palle ed il culo di Marta. Iniziai a leccare mentre il mio cazzo sembrava dover scoppiare. Leccai tutto, coglioni asta ed il buco del culo di marta, inavvicinabile sino a qualche ora prima.
Poco dopo lo vidi irrigidirsi, poi sollevò il bacino con l' intento, avevo immaginato, di entrare in Marta anche coi coglioni.
Lo sfilo' dalla fica e mi prese per i capelli :- succhia, frocio- mi sentivo offeso ma quel cazzo mi stregava e lo avviluppai con le labbra. Sentii la sborra invadere la mia bocca ad ondate e cominciò a colare. :-Dai una mano a questo cornuto che altrimenti la spreca tutta- Marta mi affianco' e cominciammo a pulirlo in due, guardandoci negli occhi. Lo ripulimmo per bene. Paolo era tornato in se :- siete stati grandi, ragazzi- disse battendoci il cinque. - vorrei un caffè, si può avere? - chiese gentilmente- certo - risposi - anche tu, amore mio? , - chiesi a Marta che assenti'
Ci prendemmo il caffè, ancora nudi e continuammo a parlare di noi :- domani è il mio ultimo giorno- disse triste, Paolo- già - disse Marta con la testa bassa.
:- vorrei giocare ancora con voi, domani, magari di nuovo sul pedalò, che ne dite? - per me, si, - dissi convinto. Marta sembrava titubante- anche si, ma la mia fica brucia- Non c'è mica solo quella - rise Paolo- non ci provare- aggiunse Marta. -
Non fasciamoci la testa, magari domani....- dissi con calma.
La notte dormimmo come sassi ma il mattino seguente aprii gli occhi con l' immagine impressa nella testa de buco del culo di Marta... Cosi chiuso..... Continua.

scritto il
2026-09-03
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