Sogno di una settimana di mezza estate 1
di
Carcassone
genere
voyeur
Siamo nati al mare, io e mia moglie Marta,in una zona popolare vicino alla capitale.
Io ormai sessantacinquenne e lei prossima ai sessanta.
Abbiamo, fin da bambini, frequentato stabilimenti balneari, ed è li che ci conoscemmo.
Abbiamo visto cambiare i costumi e ne parliamo spesso. I frequentatori di quelle spiagge erano i nostri stimoli sessuali preferiti.
Durante il giorno ci piaceva e ci piace ancora, spiare i loro gesti, le loro occhiate, i loro corpi seminudi. La sera, quando siamo in vena ne parliamo e fantastichiamo, arrivando a scopare, sempre piu raramente, ma piu spesso a godere con mani, bocca e articoli che con il tempo si sono accumulati, nella parte segreta dell'armadio.
Potremmo riempire diari interi di storie che abbiamo visto scorrere e che, in qualche modo, ci hanno investito.
Nel corso degli anni, quasi quarant'anni tra fidanzamento e matrimonio, abbiamo avuto i nostri alti e bassi, sempre causati da cose vissute al mare.
Tempo fa Marta aveva preso di mira un signore, allora, piu grande di noi. Seguiva i suoi movimenti di scapolo sui cinquanta. Stava proprio sotto l' ombrellone davanti al nostro ed indossava un costume speedo celeste. Era solito leggere il giornale e guardarsi intorno. Aveva un fisico piu che decente ed era piuttosto alto. Ogni tanto buttava l'occhio verso di noi e guardava tra le cosce di Marta che, a gambe semiaperte, lasciava che il sole le scaldasse la fica. Erano sguardi fugaci ma che scatenavano una reazione.
L'uomo, improvvisamente si alzava e andava verso il mare a bagnarsi.
Quando ne usciva e veniva verso di noi palesava un cazzo barzotto ma probabilmente di ottima misura. Il costume faceva risaltare la corona della sua cappella che doveva essere imponente.
A casa durante la cena Marta apri' il discorso :- ma hai visto oggi il bancario?- cosa? - risposi facendo lo gnorri. - si dai- continuo' lei - aveva il cazzo in tiro- disse mentre si riempiva il bicchiere- non ci ho fatto caso- mentii volutamente.
Beh- riprese lei- o era dritto o è un cavallo- lo ha tirato fuori? Domandai sorridendo - ci mancherebbe- rispose indispettita- si vedeva anche così - beato lui- dissi strappando un pezzo di pane- si beato, come no, quello te la spacca la fica- non esagerare- commentai- con una buona lubrificazione, entra ovunque, ti vorrei proprio vedere- conclusi sorridendo.
Rimase in silenzio, poi dopo cena, sul divano capii che l'aveva scossa.
Si strusciava come una gatta, certo, aveva trentacinque anni, ma sembrava una adolescente vogliosa.
Le misi la mano tra le cosce e trovai le mutandine zuppe. Di li a poco la chiavai con gusto, dicendole all'orecchio le cose piu oscene. La invitavo a farsi sotto con quel signore per provare quel cazzo. Ad ogni frase la sentivo vibrare, rimaneva in silenzio ma la fregna urlava, altroché.
Le sborrai tutta la pancia immaginando con lei che quella fosse la sborra di quel minchione.
Aveva goduto abbondantemente ed io con lei. Era un gioco che facevamo spesso, godevamo delle nostre fantasie. Ma il giorno dopo, al mare, mi sembro' diversa.
Mi sembrava che le sue gambe si allargassero di più, i suoi occhi incrociavano spesso quelli di lui, la sera, quando andammo via, lei lo salutò, coinvolgendo anche me e lui rispose con un bel sorriso.
Nei giorni seguenti diventammo conoscenti e cominciammo ad invitarlo a giocare a scala quaranta.
Anche i bagni cominciammo a farli con lui. Marta gli era sempre vicino ed f e quando io facevo qualche bracciata avevo la netta impressione che lei gli toccasse il cazzo e lui la fica.
La sera aprii il discorso e chiesi se lui si stava comportando bene:- è un gentiluomo- rispose prontamente- ma non avevo sbagliato, mi è capitato di guardarlo mentre giochiamo a carte, il suo costume è pieno- lo disse guardandomi negli occhi- di la verità, lo proveresti, vero? - Chiesi diretto. - lo sai che non lo farei mai- si difese- ma vorrei vederlo nudo, sono curiosa.
Anche quel dialogo portò dritti ad una bella e soddisfacente scopata.
Due giorni dopo mi trovai, non casualmente, negli urinatoi dello stabilimento balneare, pisciavamo insieme e scherzavamo, portai gli occhi sul suo cazzo e restai in silenzio. Era un cazzo enorme con due coglioni glabri ed il doppio dei miei.
:- ammazza!- Esclamai ridendo, lui mentre lo sgrullava disse- non è per tutti, purtroppo, tante donne lo rifiutano, io so usarlo ma loro hanno paura- anche Marta avrebbe paura- dissi sicuro. - diciamo che eccitato fa impressione- disse l'uomo- ci credo, vorrei vederlo e farglielo vedere a mia moglie - risi nervoso. - se vuoi, quando faremo il bagno, ve lo farò vedere sotto l'acqua, cosi non se ne accorge nessuno.- vabbè, vedremo- dissi pentito di quello che avevo chiesto.
Due ore dopo eravamo a mollo, in acqua non c'era molta gente, noi, con l'acqua alla pancia, parlavamo di cose da spiaggia poi lui si allontanò con due bracciate e girato di schiena senbrava fissare il mare aperto. Quando ritornò si avvicinò a me e disse :- guarda! - nella trasparenza dell'acqua si vedeva benissimo quel cazzo. Almeno ventitré centimetri, scappellato e, all'apparenza, durissimo. Presi per mano Marta e indicai con il dito:- guarda- lo guardo' un attimo poi guardò negli occhi me e lui, poi tornò a guardarlo. - accidenti- esclamò rossa in viso.- Ma è duro? - domandò sotto voce. - toccalo - disse l'uomo. Lei guardò me che, inebedito, risposi - togliti la curiosità. -
Allungo' la mano e lo prese- madonna- disse rossa in viso- è di marmo- mentre lo diceva aveva fatto un paio di movimenti molto simili ad una sega. - può bastare no?! - chiesi ingelosito- va bene disse l' uomo allonranandosi a nuoto. Io e Marta tornammo a riva in silenzio. Pensai a quello che avrebbe comportato quella leggerezza, ma cercai di convincermi che tutto sarebbe finito li..... Continua
Io ormai sessantacinquenne e lei prossima ai sessanta.
Abbiamo, fin da bambini, frequentato stabilimenti balneari, ed è li che ci conoscemmo.
Abbiamo visto cambiare i costumi e ne parliamo spesso. I frequentatori di quelle spiagge erano i nostri stimoli sessuali preferiti.
Durante il giorno ci piaceva e ci piace ancora, spiare i loro gesti, le loro occhiate, i loro corpi seminudi. La sera, quando siamo in vena ne parliamo e fantastichiamo, arrivando a scopare, sempre piu raramente, ma piu spesso a godere con mani, bocca e articoli che con il tempo si sono accumulati, nella parte segreta dell'armadio.
Potremmo riempire diari interi di storie che abbiamo visto scorrere e che, in qualche modo, ci hanno investito.
Nel corso degli anni, quasi quarant'anni tra fidanzamento e matrimonio, abbiamo avuto i nostri alti e bassi, sempre causati da cose vissute al mare.
Tempo fa Marta aveva preso di mira un signore, allora, piu grande di noi. Seguiva i suoi movimenti di scapolo sui cinquanta. Stava proprio sotto l' ombrellone davanti al nostro ed indossava un costume speedo celeste. Era solito leggere il giornale e guardarsi intorno. Aveva un fisico piu che decente ed era piuttosto alto. Ogni tanto buttava l'occhio verso di noi e guardava tra le cosce di Marta che, a gambe semiaperte, lasciava che il sole le scaldasse la fica. Erano sguardi fugaci ma che scatenavano una reazione.
L'uomo, improvvisamente si alzava e andava verso il mare a bagnarsi.
Quando ne usciva e veniva verso di noi palesava un cazzo barzotto ma probabilmente di ottima misura. Il costume faceva risaltare la corona della sua cappella che doveva essere imponente.
A casa durante la cena Marta apri' il discorso :- ma hai visto oggi il bancario?- cosa? - risposi facendo lo gnorri. - si dai- continuo' lei - aveva il cazzo in tiro- disse mentre si riempiva il bicchiere- non ci ho fatto caso- mentii volutamente.
Beh- riprese lei- o era dritto o è un cavallo- lo ha tirato fuori? Domandai sorridendo - ci mancherebbe- rispose indispettita- si vedeva anche così - beato lui- dissi strappando un pezzo di pane- si beato, come no, quello te la spacca la fica- non esagerare- commentai- con una buona lubrificazione, entra ovunque, ti vorrei proprio vedere- conclusi sorridendo.
Rimase in silenzio, poi dopo cena, sul divano capii che l'aveva scossa.
Si strusciava come una gatta, certo, aveva trentacinque anni, ma sembrava una adolescente vogliosa.
Le misi la mano tra le cosce e trovai le mutandine zuppe. Di li a poco la chiavai con gusto, dicendole all'orecchio le cose piu oscene. La invitavo a farsi sotto con quel signore per provare quel cazzo. Ad ogni frase la sentivo vibrare, rimaneva in silenzio ma la fregna urlava, altroché.
Le sborrai tutta la pancia immaginando con lei che quella fosse la sborra di quel minchione.
Aveva goduto abbondantemente ed io con lei. Era un gioco che facevamo spesso, godevamo delle nostre fantasie. Ma il giorno dopo, al mare, mi sembro' diversa.
Mi sembrava che le sue gambe si allargassero di più, i suoi occhi incrociavano spesso quelli di lui, la sera, quando andammo via, lei lo salutò, coinvolgendo anche me e lui rispose con un bel sorriso.
Nei giorni seguenti diventammo conoscenti e cominciammo ad invitarlo a giocare a scala quaranta.
Anche i bagni cominciammo a farli con lui. Marta gli era sempre vicino ed f e quando io facevo qualche bracciata avevo la netta impressione che lei gli toccasse il cazzo e lui la fica.
La sera aprii il discorso e chiesi se lui si stava comportando bene:- è un gentiluomo- rispose prontamente- ma non avevo sbagliato, mi è capitato di guardarlo mentre giochiamo a carte, il suo costume è pieno- lo disse guardandomi negli occhi- di la verità, lo proveresti, vero? - Chiesi diretto. - lo sai che non lo farei mai- si difese- ma vorrei vederlo nudo, sono curiosa.
Anche quel dialogo portò dritti ad una bella e soddisfacente scopata.
Due giorni dopo mi trovai, non casualmente, negli urinatoi dello stabilimento balneare, pisciavamo insieme e scherzavamo, portai gli occhi sul suo cazzo e restai in silenzio. Era un cazzo enorme con due coglioni glabri ed il doppio dei miei.
:- ammazza!- Esclamai ridendo, lui mentre lo sgrullava disse- non è per tutti, purtroppo, tante donne lo rifiutano, io so usarlo ma loro hanno paura- anche Marta avrebbe paura- dissi sicuro. - diciamo che eccitato fa impressione- disse l'uomo- ci credo, vorrei vederlo e farglielo vedere a mia moglie - risi nervoso. - se vuoi, quando faremo il bagno, ve lo farò vedere sotto l'acqua, cosi non se ne accorge nessuno.- vabbè, vedremo- dissi pentito di quello che avevo chiesto.
Due ore dopo eravamo a mollo, in acqua non c'era molta gente, noi, con l'acqua alla pancia, parlavamo di cose da spiaggia poi lui si allontanò con due bracciate e girato di schiena senbrava fissare il mare aperto. Quando ritornò si avvicinò a me e disse :- guarda! - nella trasparenza dell'acqua si vedeva benissimo quel cazzo. Almeno ventitré centimetri, scappellato e, all'apparenza, durissimo. Presi per mano Marta e indicai con il dito:- guarda- lo guardo' un attimo poi guardò negli occhi me e lui, poi tornò a guardarlo. - accidenti- esclamò rossa in viso.- Ma è duro? - domandò sotto voce. - toccalo - disse l'uomo. Lei guardò me che, inebedito, risposi - togliti la curiosità. -
Allungo' la mano e lo prese- madonna- disse rossa in viso- è di marmo- mentre lo diceva aveva fatto un paio di movimenti molto simili ad una sega. - può bastare no?! - chiesi ingelosito- va bene disse l' uomo allonranandosi a nuoto. Io e Marta tornammo a riva in silenzio. Pensai a quello che avrebbe comportato quella leggerezza, ma cercai di convincermi che tutto sarebbe finito li..... Continua
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