Sogno di una settimana di mezza estate 2

di
genere
voyeur

A casa, la sera, ci trovammo tutti e due in difficoltà. Io mi ero pentito di quella scelta e lei sembrava triste per essersi abbandonata.
Non parlammo molto e.... Non scopammo. Il giorno dopo, arrivati al nostro ombrellone vedemmo Paolo, cosi si chiamava il bancario, che sembrava attenderci.
Al suo saluto smagliante rispondemmo freddamente lasciandolo a disagio.
Purtroppo per noi, non era un tipo che si faceva mettere da parte, così, si alzo' dal suo lettino e mi invitò a prendere un caffè al bar. Non accettare mi sembrava troppo, cosi lasciai Marta a prendere il sole ed andai.
:- cosa vi succede? - chiese Paolo, diretto- niente, anzi scusa, colpa nostra, quella cosa di ieri forse è stato troppo per noi-risposi a bassa voce- ma io non ne ho colpa- replico'piccato Paolo- voi volevate vederlo, o forse solo tu? - chiese indagando.
Hai ragione - dovetti ammettere - piu io- vabbè - sorrise Paolo- ma a tua moglie non è proprio dispiaciuto- perche dici cosi? - replicai stizzito - perché ho sentito come mi ha stretto il cazzo-
Bevemmo il caffè, poi tornando verso l'ombrellone improvvisamente si fermò e mi guardò negli occhi :-, ti dico come vedo questa cosa. Tu vorresti vedere tua moglie scopata e riempita, tua moglie vorrebbe provare un cazzo così, ma tutti e due avete paura, paura che questo possa minare la vostra coppia. Beh, io sto qui altri tre giorni, poi torno a casa e amen. Se volete, possiamo provare, senza impegno
Fai in modo di affittare un pedalò, una volta a largo vedremo il da farsi. - rimasi in silenzio e ricominciai a camminare: - fammi sapere- disse a bassa voce.
Arrivai all' ombrellone e dovevo avere una faccia strana. Marta mi scruto' e chiese :- che è successo? - niente ma Paolo non capiva la nostra freddezza, stamani, e gli ho dovuto chiedere scusa- ok- disse lei laconica.
Nel pomeriggio giocammo a carte in tre e ristabilimmo un clima disteso.
:- domattina, se vi va, andiamo in pedalò a farci un bagno vero- dissi allegro. - io sono daccordo, - disse pronto Paolo, - dai, perché no? Chiuse Marta.
La serata a casa passò tranquilla, non parlammo di Paolo, cucinammo in due e mangiammo con gusto.
La notte non fu tranquilla per me, non sapevo cosa aspettarmi e, di certo, io non avrei mosso nemmeno un passo.
Facemmo colazione al solito bar e poi ci incamminammo verso la spiaggia. Mi fermai in cassa e prenotai un pedalò per le undici.
Puntuali, ci facemmo spingere dal bagnino ed iniziammo la nostra pedalata.
Ai pedali eravamo noi maschi mentre Marta, ci dava la schiena sdraiata davanti.
Pedalammo come pazzi e mi resi conto che Paolo aveva una resistenza che io mi sognavo, nonostante avesse di quindici anni più di me.
Il mare era petrolio, liscio, profondo, impressionante. Paolo lasciò i pedali e balzo' davanti, dove riposava Marta.
Poi fece una cosa che non mi aspettavo, si tolse il costume e lo gettò al suo posto di pedalata. : - tanto mi avete gia visto- disse ridendo- e si butto' in mare. - è bellissima - disse rivolto verso di noi in un mezzo morto a galla che mostrava il suo cazzo semisommerso.
- qui possiamo spogliarci- continuo' - chi può vederci?, dai, fatevi coraggio-, e mentre lo diceva si girò mostrando un culo sodo e peloso che spariva nel blu.
Mia moglie mi guardò, poi si alzò e disse:- ma si, chissenefrega- e si spoglio' completamente. I suoi seni sembravano contenti di essere liberi, si girò e si tuffo'. Rimanevo solo io, avevo il cazzo dritto, e questo mi impediva di spogliarmi. Paolo mi guardò e mi disse:- non puoi deluderci, dai- e fece un cenno con la mano. Feci calare i calzoncini e svelai il mio problema. - wow- esclamò Paolo ridendo. Mi gettai in mare sperando nell'acqua fredda.
Scherzammo tutti e tre, facendo mini nuotate e mostrando i nostri culi andando sotto l'acqua.
Uscì per prima Marta che nell'atto di arrampicarsi dischiuse le gambe mettendo alla luce una fregna rossa e quasi priva di peli. Poi salimmo noi.
Quella visione mi aveva turbato. Marta sapeva quello che stava facendo, ed io ero stato complice.
Ci asciugammo ma il telo di Paolo non poteva coprire la sua erezione.
:- Marta Marta- disse sorridendo- guarda cosa hai combinato- e mentre lo diceva lo impugnava da sopra il telo. Anche io ero in tiro ma rimasi in silenzio. - siete due maiali- rise nervosa, lei.
-Senti,- disse serio Paolo, - io fra due giorni parto e non ci vedremo più, mi piaci tanto e, vorrei farti provare il mio uccello. Tuo marito accetterà e ti guarderà godere mentre magari si sega anche lui, che ne pensi? - Marta divenne paonazza e senza parlare mi guardò interrogativa. Io mi sentivo paralizzato, la guardai poi abbassai lo sguardo, annuendo.
Paoli non perse tempo, si chinò su mia moglie che si era seduta e le afferrò i seni bagnati. Ci si avvento' sopra e cominciò a succhiarli, sembrava invasato, io, seduto su uno dei posti di guida guardavo in silenzio quell'uomo coprire di mille attenzioni mia moglie. Lei aveva dischiuso le gambe e si lasciava esplorare la fica.
Senza vergogna ero partito a segarmi.
Poi Paolo si alzò e fece cadere il telo. Sembrava una statua di un satiro greco. Contro luce il contorno di quel cazzone era eccitante.
Si avvicinò a mia moglie e, piegando il cazzo verso il basso glielo offri' da leccare.
Un giorno prima, una scena cosi, sarebbe rimasta chiusa nelle gabbie del mio cervello distorto, adesso la registravo con i miei occhi e non l'avrei piu cancellata.
Marta pompava un cazzone non mio e si strizzava le tette. Lui si massaggiava i coglioni e glieli offriva da leccare. In meno di dieci minuti avevo sborrato due volte, il cuore mi sembrava poter cedere.
Poi lo aveva preso in fregna e... Non era morta, anzi. Ballava su quel cazzo come fosse il suo fodero preciso. Dopo quattro minuti, lui di tiro' in piedi e sborro' sui capezzoli di Marta, poi, non pago, chiese di essere pulito con la lingua. Ottenuto ciò, si gettò di nuovo in mare lasciandoci in pasto ad un sentimento folle di goduria e pentimento. Pentimento che a me durò troppo poco. Rimasi eccitato da morire con le retine ingombrate da immagini che mi facevano sborrare senza toccarmi.
Tornammo verso la riva in silenzio. Ma Paolo aveva reso limpido quello che, almeno a me, appariva torbido.... Continua
scritto il
2026-09-02
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