Il frutto proibito.
di
Battocchiolo.
genere
etero
Continuando la mia storia di vita da ex infermiere, ora pensionato, mi viene dai ricordi del passato, quando una signora mi chiamò periezioni alla sua nipotina. La nipotina era più nipotona che nipotina: dicannove anni, molto formosa, prosperosa, alta poco meno di due metri
ed infine, per me, la parte più importante: un culo da favola, sodo, tonico perciò gli aghi che lo avrebbero foracchiato, non le avrebbero di certo provocato dolori e poi la mia mano era di velluto e non si sentiva affatto! Gianna si chiamava la bambolona. Quando mi presentai a casa della signora che mi chiamò, lei passò subito a parlare delle condizioni di pagamento del mio servizio ed iniziò così: disse che la sua nipote era ancora vergine e, se a me andava bene, dopo ogni puntura avrei ricevuto da Gianna un bocchino con ingoio e palpèate dapertutto; dopo l'ultima puntura Gianna mi avrebbe concesso la sua fighina pura ed intatta: vergine! Non credevo a quanto avevo appena inteso ma la zia fu ancora più chiara: se ciò non mi bastava, anche perchè le iniezioni sarebbero state una trentina, allora aggiunse come compenso anche il forellino del culetto. Ripresomi dallo stupore, accettai subito l'offerta e lei prese per mano Gianna conducendola in camera da letto dove le sollevò la gonna, abbassò gli slippini scoprendo un culo e coscione da sogno, da infarto. Andò poi a prendere un sacchetto che conteneva siringhe, fiale, alcool, cotone e me lo passò in mano. Andò poi a prendere i polsi a Gianna, ordinandole di rimanere ferma, immobile, così non avrebbe certo sentito gran dolore ed infatti con me non avrebbe potuto certo urlare di dolore. Preparai il tutto poi iniziai a strofinare sulla natica scelta da Gianna, la destra, poi infilai l'ago ma non si sentì nessun lamento dalla sensuale boccuccia di Gianna, infatti lei rimase silenziosa ma ad un certo punto, quando le passai il cotone di nuovo sulla natica lei iniziò a dirmi che ne aveva una grande paura e quindi era contenta nel sentire che la massaggiavo ancora una volta prima di bucarla con l'ago ma io la tranquillizzai dicendole subito che le avevo già praticato la iniezione e lei si girò sul fianco, dicendo poi alla zia che ci lasciasse soli per fare con comodità ed intimità il bocchino promesso al signor Checco, che poi sono io. La zia uscì e Gianna venne a baciarmi sulle guance ma poi m'infilò la lingua in bocca muovendola in maniera tale da fare risorgere anche i defunti. Mi slacciò la patta dei calzoni e prese in mano il mio batacchione. Mentre mi stava spompinando, si sentì chiudersi la porta di casa: la zia era uscita e quindi, dopo che Gianna mi fece venire sbocchinandomi furiosamente, fui io a prendere l'iniziativa e le allargai le coscione per leccarle la figona pelosona, tutta bionda come i suoi capelli e le ascelle. dopo che lei se ne venì moltissimo, la rigirai e le slinguai pure l'ano e lei volle concludere i nostri giochi offrendomi il secondo bocchino. Che bello saper fare punture!?!. Ci rivestimmo, componemmo ed intanto tornò la zia che anche lei volle compensare il mio lavoro, dicendo a Gianna di farsi una passeggiata e la ragazzona se ne uscì di casa e noi due ci spogliammo rapidamente sdraiandosi sul lettone e scopammo, leccammo e dai e dai, fino a quando dovetti dire di arrendermi alla piacevolissima "lotta" Nei giorni seguenti le punture scrsero regolarmente ed insieme tutto il ...dopo-iniezione!
ed infine, per me, la parte più importante: un culo da favola, sodo, tonico perciò gli aghi che lo avrebbero foracchiato, non le avrebbero di certo provocato dolori e poi la mia mano era di velluto e non si sentiva affatto! Gianna si chiamava la bambolona. Quando mi presentai a casa della signora che mi chiamò, lei passò subito a parlare delle condizioni di pagamento del mio servizio ed iniziò così: disse che la sua nipote era ancora vergine e, se a me andava bene, dopo ogni puntura avrei ricevuto da Gianna un bocchino con ingoio e palpèate dapertutto; dopo l'ultima puntura Gianna mi avrebbe concesso la sua fighina pura ed intatta: vergine! Non credevo a quanto avevo appena inteso ma la zia fu ancora più chiara: se ciò non mi bastava, anche perchè le iniezioni sarebbero state una trentina, allora aggiunse come compenso anche il forellino del culetto. Ripresomi dallo stupore, accettai subito l'offerta e lei prese per mano Gianna conducendola in camera da letto dove le sollevò la gonna, abbassò gli slippini scoprendo un culo e coscione da sogno, da infarto. Andò poi a prendere un sacchetto che conteneva siringhe, fiale, alcool, cotone e me lo passò in mano. Andò poi a prendere i polsi a Gianna, ordinandole di rimanere ferma, immobile, così non avrebbe certo sentito gran dolore ed infatti con me non avrebbe potuto certo urlare di dolore. Preparai il tutto poi iniziai a strofinare sulla natica scelta da Gianna, la destra, poi infilai l'ago ma non si sentì nessun lamento dalla sensuale boccuccia di Gianna, infatti lei rimase silenziosa ma ad un certo punto, quando le passai il cotone di nuovo sulla natica lei iniziò a dirmi che ne aveva una grande paura e quindi era contenta nel sentire che la massaggiavo ancora una volta prima di bucarla con l'ago ma io la tranquillizzai dicendole subito che le avevo già praticato la iniezione e lei si girò sul fianco, dicendo poi alla zia che ci lasciasse soli per fare con comodità ed intimità il bocchino promesso al signor Checco, che poi sono io. La zia uscì e Gianna venne a baciarmi sulle guance ma poi m'infilò la lingua in bocca muovendola in maniera tale da fare risorgere anche i defunti. Mi slacciò la patta dei calzoni e prese in mano il mio batacchione. Mentre mi stava spompinando, si sentì chiudersi la porta di casa: la zia era uscita e quindi, dopo che Gianna mi fece venire sbocchinandomi furiosamente, fui io a prendere l'iniziativa e le allargai le coscione per leccarle la figona pelosona, tutta bionda come i suoi capelli e le ascelle. dopo che lei se ne venì moltissimo, la rigirai e le slinguai pure l'ano e lei volle concludere i nostri giochi offrendomi il secondo bocchino. Che bello saper fare punture!?!. Ci rivestimmo, componemmo ed intanto tornò la zia che anche lei volle compensare il mio lavoro, dicendo a Gianna di farsi una passeggiata e la ragazzona se ne uscì di casa e noi due ci spogliammo rapidamente sdraiandosi sul lettone e scopammo, leccammo e dai e dai, fino a quando dovetti dire di arrendermi alla piacevolissima "lotta" Nei giorni seguenti le punture scrsero regolarmente ed insieme tutto il ...dopo-iniezione!
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