Ritorno ai ricordi dei miei trent'anni!
di
Battocchiolo.
genere
etero
Avevo trent'anni e lavoravo in una clinica privata come infermiere, quindi ero sempre in contatto con pazienti di sesso femminile; donne anche mature e inoltre ragazze, ragazzine e, vuoi che dovevo praticare iniezioni e clistere tutti i giorni, mi trovavo difronte a culi cadenti, sì, ma mi capitavano anche quelli giovani, sodi, paffutelli, magrolini o gran culoni...ragazzi che goduria per i miei occhi! Ero così condizionato dal potere toccare, palpare bei culi, che anche quando non ero in servizio in clinica ma a riposarmi a casa mia, avevo ormai l'ossessione di pensare sempre e culi tondi arrapanti...finendo poi, alla sera, a rivolgermi a prostitute sui marciapiedi, offrendo a loro che per una scopata chiedevano trentamila lire...assai anni fà, offrivo appunto cinquantamila lire per aggiungere anche una puntura sul culo senza farmaco da iniettare e spesso, tra le tante che rifiutavano la mia proposta, alcune accettavano e si facevano bucare i culetti anche più di una volta sola in cambio di qualche banconota in più ed io poi, mentre la prostituta mi stava praticando un bocchino, io le bucavo il culo non con la delicatezza e professionalità con la quale eseguivo iniezioni senza provocare dolore...anzi, alla puttana le davo certi colpi di aghi da me anche appositamente spuntati, rendendo così le punture assai dolorose che mi facevano ascoltare gridolini o anche urla strazianti da farmi eccitare bestialmente dopo quindi me le scopavo e poi inculavo selvaggiamente. Ormai era una mia abitudine, anzi, diciamo meglio: un vizio, come il fumo, inestiunguibile!Un giorno però il destino mi fece profondamente cambiare vita, sentitemi come: Una paziente, giovane vedova che viveva quindi sola, dovendo alla sua dimissione dalla clinica, seguire una terapia per rimettersi in forma con punture anche assai dolorose, ricordando come gliele praticavo io, mi chiese se potevo raggiungerla in casa sua ogni giorno, proponendomi addirittura non diecimila lire come chiedevamo io ed i miei colleghi a domicilio ma trenta. Molto allettanti le trenta e la bellezza fisica della quarantenne bionda alta quasi due metri, insomma accettai subito la proposta. Il giorno dopo, alle ore nove ero a casa sua: Dopo convenevoli e saluti di tiro, ci siamo trasferiti nella camera da letto e la bella biondona, Sgnora Annabella, senza alcuno scrupolo si denudò scoprendo il meraviglioso culo, alto, sodo ed elasitco. Io procedei nel preparare la siringa e, dopo averle disinfettato la natica da lei scelta, la sinistra, le infilai l'ago con fermezza insieme a dolcezza e non la sentii lamentrsi per il presunto bruciore che le avrebbe dato il farmaco iniettatole. Dopo che le massaggiai nuovamente il bel culo, lei mi feci i complimenti per non averle causato alcun dolore ed io ne rimasi assai felice e soddisfatto: un bel culo merita di essere trattato con gentilezza e delicatezza!. Annabella si rivestì ed andammo in cucina a prendere un buon caffè. Il tempo passò parlando a vicenda della propria vita con i rituali dolori e gioie, poi io andai via. La stessa cosa avvenne per alcuni giorni ma un giorno mi chiese di farle provare cosa si prova nell'infilare l'ago con lentezza, se la cosa sarebbe stata dolorosa e, dato che perquella sua richiesta non mi offriva trenta ma cinquantamila lire, gliela praticai senza indugi e lì la sentii lamentarsi ma di certo non mi sfuggì il notare una grossa macchia di umori vaginali che imbrattarono il copriletto. Lei dopo prese con fermezza il mio braccio, chiedendomi di provare in seguito altro sistema, dato che mi confessò poi di essere una masochista che appunto godeva anche soffrendo dolore. La cosa mi eccitò bestialmente e non potei trattenermi dal proporle di farsi dare una bella, sonora, decisa sculacciata per più volte, seguita poi da un nuovo buco di ago piantatole con più lentezza ed in ambo le natiche. Lei accettò subito la mia proposta ma vi racconterò il seguito un altro giorno.
2
voti
voti
valutazione
4.5
4.5
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Mi ricordo di... .
Commenti dei lettori al racconto erotico