Giulia, alle terme: 3. Cena
di
Federico&Sabina
genere
trio
Patrizio non perse tempo. Non appena si sedettero, prese il controllo della serata con una naturalezza quasi spiazzante. La sua voce era calma, profonda, un baritono che sembrava vibrare nell'aria, e ogni parola era mirata a Giulia. Non era volgare, ma l'intensità del suo sguardo rendeva ogni complimento un'offesa esplicita alla sua timidezza.
"È raro incontrare una bellezza così... generosa, Giulia," esordì lui, mentre i suoi occhi scendevano lentamente lungo la curva dei suoi seni, soffermandosi dove la seta bianca si tendeva pericolosamente. "C'è qualcosa nel modo in cui porti questo abito che suggerisce una consapevolezza magnetica, anche se i tuoi occhi dicono che sei quasi spaventata dal potere che hai."
Giulia sentì il calore salirle violentemente al volto. Arrossì fino alla radice dei capelli, balbettando una risposta che non riuscì nemmeno a formulare completamente. "Io... grazie, è solo... Mauro ha voluto..." provò a dire, ma la voce le uscì sottile, tremante. Il cuore le batteva così forte che temeva potesse vedersi pulsare sotto il tessuto leggero. Iniziò a sudare; una sottile pellicola di umidità le imperlò la pelle del décolleté, rendendo le sue tettone lucide e ancora più provocanti sotto le luci soffuse del ristorante.
Mauro, seduto accanto a lei, era in uno stato di eccitazione quasi insostenibile. Osservava la scena come un regista che vede il suo capolavoro prendere vita. Vedere Giulia così vulnerabile, così esposta e così desiderata da un uomo che non aveva alcun timore di prenderla, gli faceva pulsare il cazzo durissimo contro il tessuto dei pantaloni. Ogni volta che Patrizio faceva un apprezzamento sul corpo di Giulia, Mauro sentiva una scarica di piacere proibito attraversargli la schiena.
"Non essere così modesta," continuò Patrizio, inclinando leggermente il capo. "La tua timidezza è l'estensione più erotica della tua bellezza. Rende ogni tuo gesto, ogni tuo respiro, un invito silenzioso."
Giulia era ormai travolta. Il sudore le scivolava tra i seni, e lei si sentiva quasi nuda, nonostante l'abito. Proprio mentre l'imbarazzo raggiungeva l'apice, Mauro fece un movimento rapido e deciso. Sotto il tavolo, la sua mano scivolò con precisione, afferrando la mano di Giulia. Non fu un tocco leggero; la strinse con fermezza e, mentre Giulia aveva gli occhi incatenati dagli occhi di Patrizio, la guidò verso il basso, premendo le dita di lei direttamente sulla sua patta.
Giulia sentì sotto il palmo la massa dura e calda del cazzo di Mauro, che premeva con forza contro il tessuto dei pantaloni. Lo shock fu tale che lei non riuscì a trattenere un gemito sommesso, un suono gutturale che tradiva l'eccitazione che stava esplodendo nel suo ventre. Mauro non ritrasse la mano; anzi, premette ancora di più, godendosi la reazione della sua donna. Poi, sollevò lo sguardo e sorrise a Patrizio. Era un sorriso diabolico, complice, come se stesse dicendo: *So esattamente cosa vuoi, e so che lei lo vuole altrettanto.*
Il resto della cena passò in un turbine di tensioni inespresse. Quando arrivò il momento di congedarsi, Patrizio si alzò e, con un movimento che sembrava casuale, si chinò verso di lei. Le sue dita sfiorarono appena la pelle nuda del collo di Giulia, un contatto elettrico che la fece sussultare. Le si avvicinò all'orecchio, sussurrando con una voce che era un comando travestito da carezza: "Sei assolutamente deliziosa, Giulia. Non hai idea di quanto sia difficile non strapparti quell'abito qui davanti a tutti."
Giulia rimase immobile, quasi avesse smesso di respirare. Patrizio le prese entrambe le mani, stringendole con forza, e la fissò negli occhi con uno sguardo magnetico che la immobilizzò completamente. "Ci vediamo domani, cara Giulia. Al bordo della piscina, come ieri," disse con fermezza. Poi, sollevò le sue mani e le baciò entrambe, lentamente, mentre i suoi occhi non abbandonavano quelli di lei.
Giulia tremava visibilmente, incapace di pronunciare una sola parola. Mentre Patrizio si allontanava per andare a pagare il conto, il rigonfiamento nella sua patta era evidente, una prova tangibile del desiderio che l'aveva consumato per tutta la sera.
Mauro, sentendo che la sua compagna era al limite, le si avvicinò all'orecchio, sussurrando con un tono carico di eccitazione: "Hai visto quanto lo hai eccitato, Giulia? Guarda come desidera il tuo corpo."
Giulia non rispose. Poteva solo emettere un sottile, tremante gemito, mentre sentiva il perizoma dorato bagnarsi di un desiderio che non sapeva più come controllare.
[P.S.: per commenti federicoesabina@hotmail.it oppure https://federicoesabina.wixsite.com/sabina]
"È raro incontrare una bellezza così... generosa, Giulia," esordì lui, mentre i suoi occhi scendevano lentamente lungo la curva dei suoi seni, soffermandosi dove la seta bianca si tendeva pericolosamente. "C'è qualcosa nel modo in cui porti questo abito che suggerisce una consapevolezza magnetica, anche se i tuoi occhi dicono che sei quasi spaventata dal potere che hai."
Giulia sentì il calore salirle violentemente al volto. Arrossì fino alla radice dei capelli, balbettando una risposta che non riuscì nemmeno a formulare completamente. "Io... grazie, è solo... Mauro ha voluto..." provò a dire, ma la voce le uscì sottile, tremante. Il cuore le batteva così forte che temeva potesse vedersi pulsare sotto il tessuto leggero. Iniziò a sudare; una sottile pellicola di umidità le imperlò la pelle del décolleté, rendendo le sue tettone lucide e ancora più provocanti sotto le luci soffuse del ristorante.
Mauro, seduto accanto a lei, era in uno stato di eccitazione quasi insostenibile. Osservava la scena come un regista che vede il suo capolavoro prendere vita. Vedere Giulia così vulnerabile, così esposta e così desiderata da un uomo che non aveva alcun timore di prenderla, gli faceva pulsare il cazzo durissimo contro il tessuto dei pantaloni. Ogni volta che Patrizio faceva un apprezzamento sul corpo di Giulia, Mauro sentiva una scarica di piacere proibito attraversargli la schiena.
"Non essere così modesta," continuò Patrizio, inclinando leggermente il capo. "La tua timidezza è l'estensione più erotica della tua bellezza. Rende ogni tuo gesto, ogni tuo respiro, un invito silenzioso."
Giulia era ormai travolta. Il sudore le scivolava tra i seni, e lei si sentiva quasi nuda, nonostante l'abito. Proprio mentre l'imbarazzo raggiungeva l'apice, Mauro fece un movimento rapido e deciso. Sotto il tavolo, la sua mano scivolò con precisione, afferrando la mano di Giulia. Non fu un tocco leggero; la strinse con fermezza e, mentre Giulia aveva gli occhi incatenati dagli occhi di Patrizio, la guidò verso il basso, premendo le dita di lei direttamente sulla sua patta.
Giulia sentì sotto il palmo la massa dura e calda del cazzo di Mauro, che premeva con forza contro il tessuto dei pantaloni. Lo shock fu tale che lei non riuscì a trattenere un gemito sommesso, un suono gutturale che tradiva l'eccitazione che stava esplodendo nel suo ventre. Mauro non ritrasse la mano; anzi, premette ancora di più, godendosi la reazione della sua donna. Poi, sollevò lo sguardo e sorrise a Patrizio. Era un sorriso diabolico, complice, come se stesse dicendo: *So esattamente cosa vuoi, e so che lei lo vuole altrettanto.*
Il resto della cena passò in un turbine di tensioni inespresse. Quando arrivò il momento di congedarsi, Patrizio si alzò e, con un movimento che sembrava casuale, si chinò verso di lei. Le sue dita sfiorarono appena la pelle nuda del collo di Giulia, un contatto elettrico che la fece sussultare. Le si avvicinò all'orecchio, sussurrando con una voce che era un comando travestito da carezza: "Sei assolutamente deliziosa, Giulia. Non hai idea di quanto sia difficile non strapparti quell'abito qui davanti a tutti."
Giulia rimase immobile, quasi avesse smesso di respirare. Patrizio le prese entrambe le mani, stringendole con forza, e la fissò negli occhi con uno sguardo magnetico che la immobilizzò completamente. "Ci vediamo domani, cara Giulia. Al bordo della piscina, come ieri," disse con fermezza. Poi, sollevò le sue mani e le baciò entrambe, lentamente, mentre i suoi occhi non abbandonavano quelli di lei.
Giulia tremava visibilmente, incapace di pronunciare una sola parola. Mentre Patrizio si allontanava per andare a pagare il conto, il rigonfiamento nella sua patta era evidente, una prova tangibile del desiderio che l'aveva consumato per tutta la sera.
Mauro, sentendo che la sua compagna era al limite, le si avvicinò all'orecchio, sussurrando con un tono carico di eccitazione: "Hai visto quanto lo hai eccitato, Giulia? Guarda come desidera il tuo corpo."
Giulia non rispose. Poteva solo emettere un sottile, tremante gemito, mentre sentiva il perizoma dorato bagnarsi di un desiderio che non sapeva più come controllare.
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