Giulia, alle terme: 7. Patrizio

di
genere
trio

Patrizio non perse tempo. Con una presa ferma e possessiva sul fianco di Giulia, iniziò a guidarla verso una delle stanze private delle terme, un ambiente intimo e ovattato, lontano dagli sguardi indiscreti ma immerso nel calore umido del complesso. Giulia camminava quasi in trance, il micro bikini bianco che lasciava pochissimo all'immaginazione, sentendo ogni passo far sussultare le sue enormi tette. Mauro li seguiva a pochi passi, il respiro pesante, gli occhi fissi sul sedere della propria donna che oscillava provocante sotto quel filo di stoffa. Era eccitato a morte, un voyeur nel proprio stesso amore, spinto da una curiosità perversa che gli faceva pulsare il cazzo contro il costume.

Appena varcata la soglia della stanza, Patrizio chiuse la porta con un colpo secco e, in un movimento fulmineo, schiacciò Giulia contro il muro. Il contrasto fisico era brutale: lei, piccola e vulnerabile, veniva sovrastata dal corpo possente e sudato dell'uomo. Patrizio premette tutto il suo peso contro di lei, comprimendo le abbondanti curve di Giulia; le sue grandi tette furono schiacciate violentemente contro gli addominali duri di Patrizio, deformandosi sotto la pressione. Giulia emise un gemito soffocato, sentendo il calore della pelle di lui e, soprattutto, il possente cazzo duro di Patrizio che premeva con forza contro il suo perizoma, un rilievo massiccio che non lasciava dubbi sulla sua eccitazione.

Mauro rimase a guardare, paralizzato dal desiderio, mentre Patrizio chinava la testa sul viso di Giulia. L'uomo iniziò a sussurrarle parole oscene, promesse di piacere e sottomissione che le facevano tremare le gambe. Alternava baci voraci a leccate bagnate e profonde sulle orecchie, sulle guance e lungo tutto il collo. Mauro osservava ipnotizzato la saliva di Patrizio che scivolava lucida sulla pelle chiara di Giulia, segnandola come un territorio conquistato. Giulia gemeva, schiacciata tra il muro e quel corpo maschile che la dominava completamente, sentendosi piccola, esposta e terribilmente arrapata.

Poi, Patrizio la invase. Le schiacciò le labbra in un bacio rapace, un attacco di passione che non lasciava spazio a esitazioni. Giulia sentì il fiato caldo e l'odore di maschio arrapato di Patrizio riempire la sua bocca; la lingua di lui entrò con prepotenza, attorcigliandosi alla sua in un intreccio frenetico e bagnato. Senza rendersene conto, spinta da un istinto primordiale, Giulia avvinghiò le braccia al collo di Patrizio, stringendolo a sé, rispondendo a quel bacio con una fame che non aveva mai provato. Quando si rese conto di cosa stesse facendo davanti a Mauro, un'ondata di vergogna la travolse, ma quella stessa vergogna si trasformò istantaneamente in spasmi di piacere puro, facendola mugolare oscenamente nella bocca dell'estraneo.

"Non resisto più... voglio possederti, voglio riempirti tutta con il mio cazzo," grugnì Patrizio, staccandosi a fatica.

Con un gesto deciso, la spinse sul letto e la mise a quattro zampe. Giulia era completamente fradicia, il micro bikini ormai inzuppato di succhi vaginali. Patrizio si posizionò alle sue spalle, insultandola con termini volgari, chiamandola "puttana" e "vacca", mentre sfilava il costume per liberare il suo membro imponente. Senza preavviso, gli infilò il cazzone in fica con un unico, potente affondo.

Giulia urlò, un grido che era un misto di shock e piacere devastante. Patrizio iniziò a stantuffarla possentemente, spingendo il suo cazzo sino alla cervice, facendo sbattere le palle gonfie di sborra contro il clitoride di Giulia a ogni colpo brutale. Per aumentare la profondità della penetrazione, Patrizio le afferrò le spalle, tirandola verso di sé per spingere il membro ancora più a fondo, quasi a volerla spaccare in due. Giulia godeva, muggiva, si contorceva con gli occhi chiusi, mentre davanti a lei Mauro, ormai fuori di sé, si stava masturbando freneticamente, guardando la propria donna venire squassata da un altro uomo.

"Apri gli occhi, troia tettona! Guarda tuo marito mentre godi!" ordinò Patrizio con voce rauca.

Con una mano le afferrò i capelli, tirandole la testa all'indietro con forza, mentre con l'altra le afferrò una delle tettone sballonzolanti, stringendola e palpandola con foga mentre continuava a fotterla con una furia bestiale. Giulia spalancò gli occhi e vide Mauro: il suo cazzo era enorme tra le mani, più eccitato di quanto l'avesse mai visto in dodici anni. Sentirsi sfondata da Patrizio mentre guardava il desiderio di Mauro la travolse in un nuovo, violento orgasmo.

"Bacia la tua puttana, Mauro! Senti come respira questa vacca sfondata dal mio cazzo!" urlò Patrizio.

Mauro si precipitò su di lei, incollandosi alla sua bocca, intrecciando la lingua con la sua. Giulia urlò l'orgasmo direttamente nella bocca di Mauro, facendogli respirare il proprio piacere. La vergogna era totale, ma era proprio quella sensazione di essere degradata e posseduta a spingere l'orgasmo a livelli insostenibili.

Continuò a godere, sospesa tra i baci di Mauro e le sberle di Patrizio, finché non sentì l'uomo dietro di lei irrigidirsi. Gli affondi divennero scomposti, violenti, quasi disperati. Poi, sentì fiotti caldi, bollenti, esplodere profondamente nella sua pancia. Schizzi di sperma che sembravano non finire mai inondarono la sua vagina, accompagnati dai grugniti di Patrizio che urlava: "Ti sto sborrando dentro, troia tettona!"

Giulia non riuscì a trattenere un ultimo, squassante orgasmo, urlando ancora una volta nella bocca di Mauro. Si accasciò distrutta sul letto, sentendo la sborra calda di Patrizio mischiarsi ai suoi liquidi, colando lentamente lungo le cosce. Mauro non la lasciò, continuando a baciarla con una passione nuova, sporca e assoluta.

[P.S.: per commenti federicoesabina@hotmail.it oppure https://federicoesabina.wixsite.com/sabina]
scritto il
2026-07-24
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