Giulia, alle terme: 8. Un nuovo sconosciuto piacere
di
Federico&Sabina
genere
trio
L'odore nella stanza era diventato denso, quasi solido: un mix inebriante di sudore maschile, fluidi vaginali e l'odore pungente e dolciastro dello sperma di Patrizio che colava ancora dalle cosce di Giulia. Patrizio era completamente imperlato di sudore, il petto possente che ansimava, ma nonostante l'orgasmo appena avuto, il suo cazzo era ancora duro, una colonna di carne pulsante che non accennava a cedere, alimentato da un'eccitazione predatoria.
Giulia era stesa sul letto, distrutta, con il respiro corto e gli occhi persi nel vuoto, mentre Mauro la guardava con un'adorazione quasi religiosa, ancora tremante per l'intensità della scena.
"Riprenditi, troia," grugnì Patrizio con quel suo sorriso diabolico. "Ho fatto preparare della frutta per voi."
Indicò un vassoio d'argento appoggiato su un tavolino vicino, carico di fette di anguria e melone succose e rosso fuoco. Giulia cercò di muoversi, ma Patrizio la bloccò con un gesto imperioso.
"Non osare pulirti. Resta esattamente così, sporca di sesso, sporca di me. Voglio che senti ogni goccia del mio seme che scivola dentro e fuori da te mentre mangi. Tra poco ti farò impazzire di nuovo, e voglio che tu sia ancora bagnata della mia sborra."
Giulia obbedì, sottomessa e tremante. Mentre affondavano i denti nella frutta fresca, il succo dell'anguria colava lungo i loro menti, mescolandosi all'atmosfera erotica. Patrizio, guardando Giulia con uno sguardo che sembrava spogliarla ancora di più, iniziò a commentare con voce rauca e volgare.
"Cazzo, Mauro, non hai idea di cosa hai tra le mani. Questa fica è strettissima, una morsa infernale. Mentre ti guardavo, sentivo le pareti di questa puttana contrarsi sul mio cazzo come se volessero succhiarmelo via tutto. Mi ha fatto impazzire, mi ha quasi fatto svenire dal piacere per quanto stringeva."
Giulia arrossì violentemente, gemendo a bassa voce, mentre Mauro deglutiva a fatica, l'eccitazione che tornava a esplodere tra le gambe sentendo l'altro uomo lodare l'anatomia della sua donna in modo così crudo.
Improvvisamente, Patrizio scattò. Aggredì di nuovo Giulia, travolgendola sul letto in un abbraccio possessivo. La baciò con violenza in bocca, poi scese con la lingua sul collo, sul viso, leccandola ovunque come un animale che marca la preda. La stese di nuovo a terra e si concentrò su quelle tettone meravigliose. Le afferrò con entrambe le mani, palpandole con foga, mordendo i capezzoli turgidi che svettavano come due ciliegie indurite. Mauro osservava ipnotizzato: Giulia sobbalzava, i fianchi che si inarcavano involontariamente, emettendo gemiti che non aveva mai emesso in dodici anni di routine. Era in uno stato di eccitazione primordiale.
Senza interrompere il tormento, Patrizio iniziò a scendere. La sua lingua tracciò un sentiero di fuoco dalle tette alla pancia, indugiando sull'ombelico, finché non raggiunse la fica depilata e ancora lucida di sperma. Iniziò a leccarla tutta, con movimenti ampi e voraci, per poi concentrarsi con precisione chirurgica sul clitoride. Giulia mugolò forte, le dita che si intrecciavano nei capelli di Patrizio, spingendo la sua testa con forza contro l'intimità pulsante.
"Mauro, aiutami," ordinò Patrizio senza staccare la lingua dal clitoride. "Apri quel cassetto. Prendi le manette e la corda."
Mauro, come in trance, eseguì. Patrizio guidò le braccia di Giulia sopra la testa, facendo schioccare le manette ai suoi polsi e legandola saldamente alla spalliera del letto. Giulia era ora completamente esposta, le enormi tette che sussultavano a ogni respiro, vulnerabile e nuda. Mauro, seguendo le istruzioni, usò altre due corde per legare le caviglie di Giulia alle estremità del letto, aprendole a quasi 180 gradi. La sua fica era ora spalancata, un fiore di carne bagnata e rossa, completamente a disposizione di Patrizio.
L'uomo tornò a colpire il bersaglio. Mentre continuava a ciucciare il clitoride con una foga bestiale, infilò l'indice e il medio nella vagina di Giulia, muovendoli con un ritmo rapido, un gesto di "vieni qui" che stimolava violentemente il punto G.
Giulia iniziò a impazzire. Bloccata dalle corde, si contorceva come un pesce fuor d'acqua, i muscoli tesi, il respiro che diventava un urlo soffocato. Patrizio aumentò il ritmo, la lingua che martellava il clitoride e le dita che scavavano profondamente nella carne calda.
"Ti prego... smetti... non resisto più! Sto per pisciare! Dio, smetti!" urlava Giulia, mentre il corpo vibrava di una tensione insopportabile. Ma lui non smetteva, anzi!
All'improvviso, con un urlo lacerante, il corpo di Giulia ebbe un sussulto violento. Un getto potente e trasparente di liquido esplose dalla sua vagina, colpendo in pieno il viso di Patrizio. Era uno squirting selvaggio, l'intensità di un piacere mai provato prima, che inondò l'uomo e le lenzuola.
La vista di quella sottomissione totale e di quel piacere esplosivo fu il colpo di grazia per Mauro. Non riuscì a trattenersi: con un gemito di estasi, sborrò con una violenza inaudita, sparando getti di sperma denso sulle tettone di Giulia e sul suo viso.
Giulia piangeva, scossa da tremori incontrollabili, incapace di parlare, travolta dalla vergogna e da un'estasi che l'aveva spezzata in due. Patrizio, con un sorriso perverso e soddisfatto, raccolse con le dita una generosa quantità della sborra di Mauro dalle tette di lei e gliela infilò in bocca.
"Mangia, troia. Mangia il seme del tuo uomo mentre io ti possiedo."
[P.S.: per commenti federicoesabina@hotmail.it oppure https://federicoesabina.wixsite.com/sabina]
Giulia era stesa sul letto, distrutta, con il respiro corto e gli occhi persi nel vuoto, mentre Mauro la guardava con un'adorazione quasi religiosa, ancora tremante per l'intensità della scena.
"Riprenditi, troia," grugnì Patrizio con quel suo sorriso diabolico. "Ho fatto preparare della frutta per voi."
Indicò un vassoio d'argento appoggiato su un tavolino vicino, carico di fette di anguria e melone succose e rosso fuoco. Giulia cercò di muoversi, ma Patrizio la bloccò con un gesto imperioso.
"Non osare pulirti. Resta esattamente così, sporca di sesso, sporca di me. Voglio che senti ogni goccia del mio seme che scivola dentro e fuori da te mentre mangi. Tra poco ti farò impazzire di nuovo, e voglio che tu sia ancora bagnata della mia sborra."
Giulia obbedì, sottomessa e tremante. Mentre affondavano i denti nella frutta fresca, il succo dell'anguria colava lungo i loro menti, mescolandosi all'atmosfera erotica. Patrizio, guardando Giulia con uno sguardo che sembrava spogliarla ancora di più, iniziò a commentare con voce rauca e volgare.
"Cazzo, Mauro, non hai idea di cosa hai tra le mani. Questa fica è strettissima, una morsa infernale. Mentre ti guardavo, sentivo le pareti di questa puttana contrarsi sul mio cazzo come se volessero succhiarmelo via tutto. Mi ha fatto impazzire, mi ha quasi fatto svenire dal piacere per quanto stringeva."
Giulia arrossì violentemente, gemendo a bassa voce, mentre Mauro deglutiva a fatica, l'eccitazione che tornava a esplodere tra le gambe sentendo l'altro uomo lodare l'anatomia della sua donna in modo così crudo.
Improvvisamente, Patrizio scattò. Aggredì di nuovo Giulia, travolgendola sul letto in un abbraccio possessivo. La baciò con violenza in bocca, poi scese con la lingua sul collo, sul viso, leccandola ovunque come un animale che marca la preda. La stese di nuovo a terra e si concentrò su quelle tettone meravigliose. Le afferrò con entrambe le mani, palpandole con foga, mordendo i capezzoli turgidi che svettavano come due ciliegie indurite. Mauro osservava ipnotizzato: Giulia sobbalzava, i fianchi che si inarcavano involontariamente, emettendo gemiti che non aveva mai emesso in dodici anni di routine. Era in uno stato di eccitazione primordiale.
Senza interrompere il tormento, Patrizio iniziò a scendere. La sua lingua tracciò un sentiero di fuoco dalle tette alla pancia, indugiando sull'ombelico, finché non raggiunse la fica depilata e ancora lucida di sperma. Iniziò a leccarla tutta, con movimenti ampi e voraci, per poi concentrarsi con precisione chirurgica sul clitoride. Giulia mugolò forte, le dita che si intrecciavano nei capelli di Patrizio, spingendo la sua testa con forza contro l'intimità pulsante.
"Mauro, aiutami," ordinò Patrizio senza staccare la lingua dal clitoride. "Apri quel cassetto. Prendi le manette e la corda."
Mauro, come in trance, eseguì. Patrizio guidò le braccia di Giulia sopra la testa, facendo schioccare le manette ai suoi polsi e legandola saldamente alla spalliera del letto. Giulia era ora completamente esposta, le enormi tette che sussultavano a ogni respiro, vulnerabile e nuda. Mauro, seguendo le istruzioni, usò altre due corde per legare le caviglie di Giulia alle estremità del letto, aprendole a quasi 180 gradi. La sua fica era ora spalancata, un fiore di carne bagnata e rossa, completamente a disposizione di Patrizio.
L'uomo tornò a colpire il bersaglio. Mentre continuava a ciucciare il clitoride con una foga bestiale, infilò l'indice e il medio nella vagina di Giulia, muovendoli con un ritmo rapido, un gesto di "vieni qui" che stimolava violentemente il punto G.
Giulia iniziò a impazzire. Bloccata dalle corde, si contorceva come un pesce fuor d'acqua, i muscoli tesi, il respiro che diventava un urlo soffocato. Patrizio aumentò il ritmo, la lingua che martellava il clitoride e le dita che scavavano profondamente nella carne calda.
"Ti prego... smetti... non resisto più! Sto per pisciare! Dio, smetti!" urlava Giulia, mentre il corpo vibrava di una tensione insopportabile. Ma lui non smetteva, anzi!
All'improvviso, con un urlo lacerante, il corpo di Giulia ebbe un sussulto violento. Un getto potente e trasparente di liquido esplose dalla sua vagina, colpendo in pieno il viso di Patrizio. Era uno squirting selvaggio, l'intensità di un piacere mai provato prima, che inondò l'uomo e le lenzuola.
La vista di quella sottomissione totale e di quel piacere esplosivo fu il colpo di grazia per Mauro. Non riuscì a trattenersi: con un gemito di estasi, sborrò con una violenza inaudita, sparando getti di sperma denso sulle tettone di Giulia e sul suo viso.
Giulia piangeva, scossa da tremori incontrollabili, incapace di parlare, travolta dalla vergogna e da un'estasi che l'aveva spezzata in due. Patrizio, con un sorriso perverso e soddisfatto, raccolse con le dita una generosa quantità della sborra di Mauro dalle tette di lei e gliela infilò in bocca.
"Mangia, troia. Mangia il seme del tuo uomo mentre io ti possiedo."
[P.S.: per commenti federicoesabina@hotmail.it oppure https://federicoesabina.wixsite.com/sabina]
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