Giulia, alle terme: 4. Sesso

di
genere
trio

Mentre si allontanavano dal ristorante per tornare verso la camera, l'aria tra di loro era elettrica, quasi densa. Mauro avvolse il braccio attorno alle spalle di Giulia, stringendola a sé con una forza possessiva, quasi a voler reclamare ciò che Patrizio aveva appena preteso con lo sguardo. La mano di lui scivolò verso il basso, accarezzando con decisione la curva del sedere di lei attraverso il tessuto leggero dell'abito bianco.

"Dio, Giulia... non hai idea di quanto fossi provocante stasera," sussurrò Mauro, la voce roca di desiderio. "Vedere come quel vestito quasi esplodeva sotto le tue tettone, sentire l'odore del tuo eccitamento... sei una visione sensuale, un vero concentrato di sesso."

Giulia sussultò, cercando di liberarsi leggermente, anche se il suo corpo premeva istintivamente contro quello di lui. "Mauro, smettila... mi sento... mi sento quasi violentata," mormorò con un filo di voce, le guance ancora accese. "Il modo in cui mi guardava Patrizio, quelle parole... mi sono sentita trattata come una troia, come se fossi solo un pezzo di carne da divorare."

Mauro si fermò un istante, guardandola negli occhi con un sorriso malizioso che non lasciava spazio a dubbi. "Ma è proprio questo il punto, tesoro. Hai detto che ti sentivi una troia, ma guarda come tremi. Ti piaceva, vero? Ti piaceva sentirti desiderata in modo così crudo, così animale. Patrizio non ha fatto altro che dire la verità: sei una donna esplosiva e quel corpo è fatto per essere posseduto."

Giulia non rispose, ma il suo silenzio fu la conferma più eloquente. Un brivido di piacere proibito le percorse la schiena, e sentì la sua fica pulsare violentemente, secernendo un liquido caldo che inzuppava completamente il perizoma dorato.

Non appena varcarono la soglia della camera d'albergo, la tensione accumulata esplose. Non ci furono preliminari delicati; si addossarono alla porta in un groviglio di baci affamati e mani urgenti. Quando Mauro le sollevò l'abito e infilò le dita tra le gambe di lei, rimase sbalordito. "Sei bagnatissima, Giulia... non ti ho mai vista così," ansimò, sentendo le dita scivolare in una scia di lubrificazione naturale quasi eccessiva.

Mauro si gettò sul letto, spogliandosi in fretta, mentre il suo cazzo, gonfio e pulsante, svettava verso l'alto. Giulia, con un'iniziativa che non le apparteneva solitamente, si spogliò rapidamente, lasciando che le sue enormi tettone rimbalzassero libere, i capezzoli duri come pietre. Si posizionò sopra di lui, guidando il membro di Mauro all'ingresso della sua vagina e calandosi lentamente, con un gemito di puro sollievo.

"Ahhh... Mauro... non l'avevi mai avuto così gonfio e duro come stanotte," ansimò lei, iniziando a cavalcarlo con un ritmo costante, sentendo ogni centimetro di lui che la riempiva. "Mi fai sentire proprio... piena... Dio, che piacere!"

Mauro la guardava dal basso, ipnotizzato dal movimento dei suoi seni che oscillavano violentemente a ogni spinta. L'immagine di Patrizio che la desiderava tornò a galla, accendendo in lui un fuoco nuovo. "Immagina che io sia Patrizio adesso, Giulia," ringhiò lui, la voce improvvisamente dura, quasi dominante. "Immagina che sia lui a scoparti così forte... io sono Patrizio adesso, troia!"

Giulia impallidì all'istante. Il corpo si irrigidì, bloccandosi con il cazzo di Mauro infilato fino all'estremità, quasi a toccare la cervice. Per un secondo, il terrore e l'eccitazione lottarono nel suo petto. Lentamente, portò un dito alle labbra di Mauro, un gesto di richiesta di silenzio che era in realtà un invito a continuare quel gioco pericoloso.

Poi, improvvisamente, Giulia esplose. Iniziò a impalarsi su di lui con una furia forsennata, muovendo e roteando il bacino in ogni direzione, cercando di succhiare ogni goccia di piacere da quel membro. Non era più la ragazza timida; era una donna posseduta dal desiderio, che ansimava e gemeva con un'intensità che non aveva mai provato in dodici anni di relazione.

Mauro, travolto da quella metamorfosi, allungò le braccia e afferrò le sue tettone, stringendole con forza, quasi a volerle stritolare, mentre iniziava a insultarla oscenamente, chiamandola "puttana" e "vacca", parole che in qualsiasi altro contesto l'avrebbero offesa, ma che ora agivano come un acceleratore per il suo orgasmo.

Il culmine arrivò come un'onda d'urto. Entrambi raggiunsero l'orgasmo più violento e devastante della loro vita. Mauro urlò mentre sborrava con una forza brutale all'interno di lei, sentendo lo sperma scaturire in ondate calde e abbondanti, così tante che arrivò a sentire un leggero dolore alle palle per lo sforzo.

Rimanse dentro di lei, il cazzo ancora durissimo nonostante l'eiaculazione, mentre il respiro di entrambi era un rantolo spezzato. "Vacca tettona... hai visto quanto sei eccitante quando fai la troia?" sussurrò Mauro, la voce carica di un amore nuovo e distorto. "Ti amo così."

Giulia non riuscì a rispondere. Si accasciò su di lui, esausta, con i seni schiacciati contro il petto sudato di Mauro. Lo cercò con le labbra, imprimendogli un bacio lungo, profondo e sensuale, un bacio che sapeva di sottomissione, scoperta e di un desiderio che aveva appena iniziato a consumarli.

[P.S.: per commenti federicoesabina@hotmail.it oppure https://federicoesabina.wixsite.com/sabina]
scritto il
2026-07-23
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