I giochi erotici di Francesca 4
di
Pienodiidee
genere
etero
La giornata procedette calma e tranquilla, Giada non ci lasciò più soli e non ci fu occasione di fare qualche altro gioco, anche se ogni tanto Francesca riusciva a farmi vedere le tette o la fica di nascosto, giusto per tenere l'interesse vivo e farmi indurire di tanto in tanto.
Arrivò la sera e già a cena Francesca aveva cercato di far bere più vino che poteva alla sorella. Loro due dormivano nella stessa stanza, quindi se voleva fare sesso doveva metterla fuori gioco. Dopocena continuammo a ridere a scherzare, facendo bere Giada fino al punto in cui disse «Io non ce la faccio più, vado a dormire» e si coricò nel suo letto.
Aspettammo una quindicina di minuti per assicurarci che Giada fosse addormentata, poi Francesca mi saltò addosso.
«Adesso possiamo giocare per bene»
Mi infilò la lingua in bocca e incominciammo a limonare forte. La sua lingua si strusciava sulla mia e di lì a poco si sarebbe strusciata sul mio cazzo. Andammo avanti parecchio tempo, poi Francesca mi sfilò i pantaloni e iniziò a leccarmi il cazzo e a bagnarlo per bene. Si alzo e si mise sopra di me, infilandoselo dentro. Lei era bollente, doveva essere eccitatissima e io non ero da meno, ma non si mosse, si avvicinò alle mie orecchie, le leccò e sussurrò «voglio che mi aiuti a realizzare una fantasia che ho da tanto»
«Qualsiasi cosa!» risposi eccitato.
«So che è strano, ma poi puoi scoparmi tutta la notte, anche il culo»
«Ok, basta che non ti vuoi scopare il mio, di culo»
«No no, voglio che mi scopi vicino a mia sorella mentre dorme»
Rimasi un attimo interdetto. Lei si spiegò meglio:
«Tranquillo, non devi scopare con lei, non le farai niente. Voglio solo che alla fine, quando stai per sborrare, lo tiri fuori e schizzi sulla sua faccia e sulle tette»
Non riuscivo a crederci:
«Perchè?»
«È una mia fantasia, voglio che si becchi la sborra che spetta a me. E poi ho un amica con cui faccio delle sfide come questa, e stavolta è il mio turno e devo fare questo»
«Francesca non devi farlo per forza»
«Ma io voglio farlo! Dai che poi mi puoi scopare come vuoi»
Tentennai. Mi stava provocando, sapeva che volevo scoparla,ero già dentro di lei e faticavo a resisterle, ma questo era troppo rischioso e non me la sentivo.
«Dai, fai il bravo e ci saranno tante altre scopate. Ti faccio scopare anche la mia amica»
A quel punto accettai, l'offerta era troppo allettante e poi volevo sborrare, era tutto il giorno che mi provocava e avevo il cazzo che mi stava per esplodere.
Francesca scese dal mio cazzo e lo afferrò in mano tirandomi verso la camera dove stava dormendo Giada. Prima entrò solo lei, per accertarsi che la sorella stesse dormendo, poi venne a prendermi, tirandomi ancora per il cazzo.
Giada era lì che dormiva a pancia in sù, indossando solo le mutandine e una canottiera larga. Francesca si piegò su di lei, le alzò la maglietta, mettendo in mostra i suoi piccoli seni e poi si mise con le mani oltre di lei per sostenersi.
«Vai» mi sussurrò.
Il suo culo nudo era in bella mostra davanti a me ed ero troppo eccitato per farmi scrupoli. Mi avvicinai lentamente e glielo puntai sulla fica, per poi penetrarla lentamente, perché non volevo fare rumori che svegliassero Giada.
Man mano che scopavo Francesca e il piacere aumentava, mi ritrovai a fissare i capezzoli di Giada e ormai preso dall' eccitazione, decisi che dovevo almeno assaggiarli, così mi abbassai e le leccai leggermente un capezzolo, giusto per farlo. Francesca mi guardò sorpresa e sussurrò «Anche la fica»
Lo feci, ma non perché me lo aveva detto Francesca, volevo farlo, volevo solo assaggiare la fica della mia migliore amica. Solo una volta, poi mai più.
Sfilai il cazzo da Francesca, poi andai ad abbassare le mutandine di Giada, facendo intravedere prima un pochino di peli, poi finalmente la sua fica. Lentamente mi avvicinai con la lingua, la poggiai pianissimo e ancora più piano la spinsi dentro la sua vagina. Nessuna reazione da lei, per fortuna. Adesso che avevo il suo sapore sulla lingua, bastava così, stavo per scoppiare, le rimisi le mutandine a posto e tornai a scopare sua sorella. Diedi poche altre spinte poi mi sfilai, puntai il cazzo su Giada e schizzai il primo getto sulla sua faccia e poi sulle tette. Francesca mi guardò contentissima e continuò a masturbarsi fino a venire, mentre guardava la sorella ricoperta di sborra.
Prese il telefono e mi disse di fotografare mentre la puliva. Ubbidii e, la fotografai mentre “puliva" la sorella, cioè leccava via il mio sperma dalla sua faccia, dalle sue labbra e infine dalle tette. Finito lo spettacolo, tornammo nella sala e lei mi disse «Grazie!» dandomi un bacetto sulla guancia.
«Adesso puoi fare di me quello che vuoi»
E così feci. Francesca si lasciò fare davvero tutto quello che volevo, le scopai la bocca, le tette, la fica ed infine il culo, me l'ero meritato.
Arrivò la sera e già a cena Francesca aveva cercato di far bere più vino che poteva alla sorella. Loro due dormivano nella stessa stanza, quindi se voleva fare sesso doveva metterla fuori gioco. Dopocena continuammo a ridere a scherzare, facendo bere Giada fino al punto in cui disse «Io non ce la faccio più, vado a dormire» e si coricò nel suo letto.
Aspettammo una quindicina di minuti per assicurarci che Giada fosse addormentata, poi Francesca mi saltò addosso.
«Adesso possiamo giocare per bene»
Mi infilò la lingua in bocca e incominciammo a limonare forte. La sua lingua si strusciava sulla mia e di lì a poco si sarebbe strusciata sul mio cazzo. Andammo avanti parecchio tempo, poi Francesca mi sfilò i pantaloni e iniziò a leccarmi il cazzo e a bagnarlo per bene. Si alzo e si mise sopra di me, infilandoselo dentro. Lei era bollente, doveva essere eccitatissima e io non ero da meno, ma non si mosse, si avvicinò alle mie orecchie, le leccò e sussurrò «voglio che mi aiuti a realizzare una fantasia che ho da tanto»
«Qualsiasi cosa!» risposi eccitato.
«So che è strano, ma poi puoi scoparmi tutta la notte, anche il culo»
«Ok, basta che non ti vuoi scopare il mio, di culo»
«No no, voglio che mi scopi vicino a mia sorella mentre dorme»
Rimasi un attimo interdetto. Lei si spiegò meglio:
«Tranquillo, non devi scopare con lei, non le farai niente. Voglio solo che alla fine, quando stai per sborrare, lo tiri fuori e schizzi sulla sua faccia e sulle tette»
Non riuscivo a crederci:
«Perchè?»
«È una mia fantasia, voglio che si becchi la sborra che spetta a me. E poi ho un amica con cui faccio delle sfide come questa, e stavolta è il mio turno e devo fare questo»
«Francesca non devi farlo per forza»
«Ma io voglio farlo! Dai che poi mi puoi scopare come vuoi»
Tentennai. Mi stava provocando, sapeva che volevo scoparla,ero già dentro di lei e faticavo a resisterle, ma questo era troppo rischioso e non me la sentivo.
«Dai, fai il bravo e ci saranno tante altre scopate. Ti faccio scopare anche la mia amica»
A quel punto accettai, l'offerta era troppo allettante e poi volevo sborrare, era tutto il giorno che mi provocava e avevo il cazzo che mi stava per esplodere.
Francesca scese dal mio cazzo e lo afferrò in mano tirandomi verso la camera dove stava dormendo Giada. Prima entrò solo lei, per accertarsi che la sorella stesse dormendo, poi venne a prendermi, tirandomi ancora per il cazzo.
Giada era lì che dormiva a pancia in sù, indossando solo le mutandine e una canottiera larga. Francesca si piegò su di lei, le alzò la maglietta, mettendo in mostra i suoi piccoli seni e poi si mise con le mani oltre di lei per sostenersi.
«Vai» mi sussurrò.
Il suo culo nudo era in bella mostra davanti a me ed ero troppo eccitato per farmi scrupoli. Mi avvicinai lentamente e glielo puntai sulla fica, per poi penetrarla lentamente, perché non volevo fare rumori che svegliassero Giada.
Man mano che scopavo Francesca e il piacere aumentava, mi ritrovai a fissare i capezzoli di Giada e ormai preso dall' eccitazione, decisi che dovevo almeno assaggiarli, così mi abbassai e le leccai leggermente un capezzolo, giusto per farlo. Francesca mi guardò sorpresa e sussurrò «Anche la fica»
Lo feci, ma non perché me lo aveva detto Francesca, volevo farlo, volevo solo assaggiare la fica della mia migliore amica. Solo una volta, poi mai più.
Sfilai il cazzo da Francesca, poi andai ad abbassare le mutandine di Giada, facendo intravedere prima un pochino di peli, poi finalmente la sua fica. Lentamente mi avvicinai con la lingua, la poggiai pianissimo e ancora più piano la spinsi dentro la sua vagina. Nessuna reazione da lei, per fortuna. Adesso che avevo il suo sapore sulla lingua, bastava così, stavo per scoppiare, le rimisi le mutandine a posto e tornai a scopare sua sorella. Diedi poche altre spinte poi mi sfilai, puntai il cazzo su Giada e schizzai il primo getto sulla sua faccia e poi sulle tette. Francesca mi guardò contentissima e continuò a masturbarsi fino a venire, mentre guardava la sorella ricoperta di sborra.
Prese il telefono e mi disse di fotografare mentre la puliva. Ubbidii e, la fotografai mentre “puliva" la sorella, cioè leccava via il mio sperma dalla sua faccia, dalle sue labbra e infine dalle tette. Finito lo spettacolo, tornammo nella sala e lei mi disse «Grazie!» dandomi un bacetto sulla guancia.
«Adesso puoi fare di me quello che vuoi»
E così feci. Francesca si lasciò fare davvero tutto quello che volevo, le scopai la bocca, le tette, la fica ed infine il culo, me l'ero meritato.
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