Giulia, alle terme: 6. La scelta di Giulia
di
Federico&Sabina
genere
trio
Giulia chiuse la porta della camera con un clic che risuonò come una sentenza. Rimase lì per qualche istante, appoggiata al legno freddo, con il cuore che le martellava nel petto e il respiro corto. Stringeva il pacchetto tra le mani, sentendo il calore della propria pelle contrastare con la carta regalo. Era un vortice di emozioni contrastanti: una parte di lei, quella timida e razionale, urlava di scappare, di strappare quel regalo e chiedere scusa a Mauro per non poterlo fare. Ma c'era un'altra parte, una zona d'ombra che stava emergendo con una forza prepotente, alimentata dallo sguardo predatore di Patrizio.
Amava Mauro, e sapere che lui fosse eccitato da lei era la forma più pura di amore. Ma l'eccitazione di Patrizio era diversa; non era amore, era perversione, era desiderio crudo, quasi violento. Giulia sapeva di non doverlo accettare, eppure l'idea di essere l'oggetto di quella brama oscena le provocava un brivido che le scendeva lungo la schiena fino a farle contrarre violentemente la vagina.
Con dita tremanti, aprì il pacchetto. Quando vide il contenuto, mozzò il fiato. Era un micro costumino bianco, un insieme di lembi di tessuto quasi trasparenti che non potevano riuscire a coprire le sue forme. Era letteralmente osceno. Quel pezzetto di stoffa era microscopico rispetto alle sue curve prorompenti; le sue tettone sarebbero state quasi completamente esposte, e il perizoma non avrebbe lasciato nulla all'immaginazione.
"Non posso... non posso mai metterlo," sussurrò a se stessa, mentre sentiva una goccia di piacere scivolarle tra le gambe. Ma mentre lo diceva, le sue mani stavano già sfilando il costume precedente. In un atto di sottomissione a un desiderio che non sapeva di avere, infilò il micro bikini.
Si guardò allo specchio e rimase senza fiato. Era oscena. Il bianco del tessuto esaltava la pelle e rendeva ancora più esplosive le sue curve. Le tette traboccavano dal reggiseno striminzito, i capezzoli duri che spingevano contro il tessuto sottile, mentre il sedere era quasi completamente scoperto. Si sentiva come una puttana in calore, una femmina pronta a essere presa e scopata da chiunque avesse il coraggio di farlo. "Non posso uscire così," ansimò, ma mentre parlava, sentì la propria fica bagnarsi ulteriormente, inzuppando l'estremità del perizoma. Il terrore di essere vista in quel modo si stava fondendo con un'eccitazione erotica devastante.
Nel frattempo, sul bordo della piscina, Mauro e Patrizio erano seduti vicini, immersi in una conversazione che era diventata rapidamente volgare.
"Hai visto come trema quando la guardi?" commentò Patrizio con un sorriso diabolico. "È una preda perfetta, Mauro. Ha un corpo fatto per essere usato, per essere posseduto senza pietà."
Mauro annuì, sentendo il sangue pompare verso il basso. "È sempre stata timida, ma sotto quella superficie c'è un fuoco che aspetta solo di essere acceso. Vedere quelle tette che sussultano mentre ha paura... mi fa impazzire."
I due uomini erano in perfetta sintonia, uniti da una complicità maschile e perversa, entrambi eccitati dall'idea di spingere Giulia oltre ogni suo limite.
Improvvisamente, Giulia apparve. Indossava un leggero vestitino coprisole bianco, che però non riusciva a nascondere il modo in cui camminava, incerta e imbarazzata. Si avvicinò a loro con lo sguardo basso, le guance di un rosso fuoco.
"Ecco... sono tornata," balbettò.
Senza dire una parola, con un gesto lento e quasi ipnotico, Giulia fece scivolare via il coprisole.
Il silenzio che seguì fu assoluto, rotto solo dal suono del respiro affannoso dei due uomini. Sotto il vestito, Giulia era uno spettacolo di oscenità pura. Il micro bikini bianco era ridicolo rispetto alla mole delle sue tette, che sembravano voler esplodere dal tessuto, e il perizoma era un filo invisibile che spariva tra le sue natiche.
L'effetto fu immediato. Sia Mauro che Patrizio sentirono i propri cazzi rizzarsi con una violenza inaudita. Sotto gli slip dei loro costumi, due erezioni enormi e pulsanti si manifestarono chiaramente, gonfiando il tessuto fino al limite della rottura. Giulia abbassò lo sguardo e vide quei due rilievi spaventosi puntati verso di lei; l'imbarazzo la travolse, ma vederli così eccitati dal suo corpo la fece sentire desiderata in modo quasi insostenibile.
"Grande Patrizio," esclamò Mauro, la voce roca. "Le hai regalato qualcosa di perfetto per lei."
Mauro si alzò in piedi, la sua erezione visibilmente spaventosa che tendeva il tessuto dello slip. Si avvicinò a Giulia, la prese per la vita e la baciò con passione sulle labbra, sussurrandole: "Sei bellissima così, amore mio! Sei una dea."
Patrizio si alzò a sua volta, il suo membro altrettanto imponente che premeva contro il costume. Con un movimento deciso e dominante, afferrò Giulia per i fianchi, stringendola a sé con forza, quasi a volerla schiacciare contro il proprio corpo. Le baciò la fronte con un gesto che era un misto di affetto e possesso, poi le parlò con quella voce ferma e autoritaria che la faceva tremare.
"Grazie di essertelo messo per noi, Giulia. Sei una favola," disse, fissando le sue tettone con uno sguardo predatorio. "E, come sicuramente hai notato, mi stai eccitando da impazzire. Sei la femmina più sexy del mondo."
[P.S.: per commenti federicoesabina@hotmail.it oppure https://federicoesabina.wixsite.com/sabina]
Amava Mauro, e sapere che lui fosse eccitato da lei era la forma più pura di amore. Ma l'eccitazione di Patrizio era diversa; non era amore, era perversione, era desiderio crudo, quasi violento. Giulia sapeva di non doverlo accettare, eppure l'idea di essere l'oggetto di quella brama oscena le provocava un brivido che le scendeva lungo la schiena fino a farle contrarre violentemente la vagina.
Con dita tremanti, aprì il pacchetto. Quando vide il contenuto, mozzò il fiato. Era un micro costumino bianco, un insieme di lembi di tessuto quasi trasparenti che non potevano riuscire a coprire le sue forme. Era letteralmente osceno. Quel pezzetto di stoffa era microscopico rispetto alle sue curve prorompenti; le sue tettone sarebbero state quasi completamente esposte, e il perizoma non avrebbe lasciato nulla all'immaginazione.
"Non posso... non posso mai metterlo," sussurrò a se stessa, mentre sentiva una goccia di piacere scivolarle tra le gambe. Ma mentre lo diceva, le sue mani stavano già sfilando il costume precedente. In un atto di sottomissione a un desiderio che non sapeva di avere, infilò il micro bikini.
Si guardò allo specchio e rimase senza fiato. Era oscena. Il bianco del tessuto esaltava la pelle e rendeva ancora più esplosive le sue curve. Le tette traboccavano dal reggiseno striminzito, i capezzoli duri che spingevano contro il tessuto sottile, mentre il sedere era quasi completamente scoperto. Si sentiva come una puttana in calore, una femmina pronta a essere presa e scopata da chiunque avesse il coraggio di farlo. "Non posso uscire così," ansimò, ma mentre parlava, sentì la propria fica bagnarsi ulteriormente, inzuppando l'estremità del perizoma. Il terrore di essere vista in quel modo si stava fondendo con un'eccitazione erotica devastante.
Nel frattempo, sul bordo della piscina, Mauro e Patrizio erano seduti vicini, immersi in una conversazione che era diventata rapidamente volgare.
"Hai visto come trema quando la guardi?" commentò Patrizio con un sorriso diabolico. "È una preda perfetta, Mauro. Ha un corpo fatto per essere usato, per essere posseduto senza pietà."
Mauro annuì, sentendo il sangue pompare verso il basso. "È sempre stata timida, ma sotto quella superficie c'è un fuoco che aspetta solo di essere acceso. Vedere quelle tette che sussultano mentre ha paura... mi fa impazzire."
I due uomini erano in perfetta sintonia, uniti da una complicità maschile e perversa, entrambi eccitati dall'idea di spingere Giulia oltre ogni suo limite.
Improvvisamente, Giulia apparve. Indossava un leggero vestitino coprisole bianco, che però non riusciva a nascondere il modo in cui camminava, incerta e imbarazzata. Si avvicinò a loro con lo sguardo basso, le guance di un rosso fuoco.
"Ecco... sono tornata," balbettò.
Senza dire una parola, con un gesto lento e quasi ipnotico, Giulia fece scivolare via il coprisole.
Il silenzio che seguì fu assoluto, rotto solo dal suono del respiro affannoso dei due uomini. Sotto il vestito, Giulia era uno spettacolo di oscenità pura. Il micro bikini bianco era ridicolo rispetto alla mole delle sue tette, che sembravano voler esplodere dal tessuto, e il perizoma era un filo invisibile che spariva tra le sue natiche.
L'effetto fu immediato. Sia Mauro che Patrizio sentirono i propri cazzi rizzarsi con una violenza inaudita. Sotto gli slip dei loro costumi, due erezioni enormi e pulsanti si manifestarono chiaramente, gonfiando il tessuto fino al limite della rottura. Giulia abbassò lo sguardo e vide quei due rilievi spaventosi puntati verso di lei; l'imbarazzo la travolse, ma vederli così eccitati dal suo corpo la fece sentire desiderata in modo quasi insostenibile.
"Grande Patrizio," esclamò Mauro, la voce roca. "Le hai regalato qualcosa di perfetto per lei."
Mauro si alzò in piedi, la sua erezione visibilmente spaventosa che tendeva il tessuto dello slip. Si avvicinò a Giulia, la prese per la vita e la baciò con passione sulle labbra, sussurrandole: "Sei bellissima così, amore mio! Sei una dea."
Patrizio si alzò a sua volta, il suo membro altrettanto imponente che premeva contro il costume. Con un movimento deciso e dominante, afferrò Giulia per i fianchi, stringendola a sé con forza, quasi a volerla schiacciare contro il proprio corpo. Le baciò la fronte con un gesto che era un misto di affetto e possesso, poi le parlò con quella voce ferma e autoritaria che la faceva tremare.
"Grazie di essertelo messo per noi, Giulia. Sei una favola," disse, fissando le sue tettone con uno sguardo predatorio. "E, come sicuramente hai notato, mi stai eccitando da impazzire. Sei la femmina più sexy del mondo."
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