Sabina, la vacca tettona, e i tre negroni sudati
di
Federico&Sabina
genere
corna
La sera successiva, Antonio rientrò dalla giornata di lavoro in camera d'hotel che era ormai notte fonda. Non aveva cenato, non aveva dormito quasi per nulla; l'unica cosa che lo teneva in vita era l'ossessione morbosa per quelle email, le email che aveva trovato di sua moglie ad una sua amica, dove confidava tutte le volte che lo aveva reso cornuto. Appena varcata la soglia, gettò le chiavi sul tavolo e si precipitò al computer, con il cazzo che tendeva i pantaloni in un'erezione dolente e pulsante. Il cuore gli batteva all'impazzata, un misto di angoscia e desiderio che lo faceva tremare. Sapeva che Sabina era sola a casa, in quel preciso momento, e l'idea che potesse essere impegnata in qualche altra oscenità mentre lui leggeva i suoi peccati passati lo portava sull'orlo di un esaurimento erotico.
Accese lo schermo con dita febbrili e aprì l'email successiva. Il titolo era semplice, ma il contenuto era una bomba di volgarità che lo travolse all'istante.
*"Cara amica mia, non posso ancora dimenticare quella mattina,"* scriveva Sabina, con quel tono di sfida e lussuria che Antonio ormai riconosceva. *"Ricordi il negrone, quel bestione sudato che mi aveva devastata? Beh, ha suonato di nuovo al campanello. Ma stavolta non era solo. Dietro di lui c'erano altri due compagni, altre due montagne di muscoli neri, lucidi di sudore e con sguardi che promettevano di distruggermi. Appena ho aperto la porta, l'odore di maschio, di sudore acre e di sesso imminente mi ha colpito come uno schiaffo. Ero vestita con quel completino di seta trasparente che Antonio ama, quello che lascia intravedere i capezzoli enormi e le mie tettone che quasi esplodono dal seno."*
Antonio emise un gemito, chiudendo gli occhi per visualizzare la scena. Poteva quasi sentire l'odore di quei tre uomini che invadevano la sua casa, il suo spazio sacro, per reclamare il corpo di sua moglie.
*"Non ho nemmeno detto una parola,"* continuava l'email. *"Mi sono inginocchiata all'istante, proprio lì sull'ingresso, come la troia che sono. I tre si sono sbottonati i pantaloni quasi in sincrono, e davanti a me sono apparsi tre cazzoni neri, enormi, venosi e già durissimi. Erano mostruosi, amica mia. Ho iniziato a leccarli tutti e tre con foga, passando dalla punta di uno all'altro, succhiando con avidità, cercando di inghiottire quanta più carne possibile. Mi sentivo piccola, insignificante, schiacciata dalla loro virilità prepotente."*
Antonio si stava masturbando con furia, le dita che stringevano il membro mentre leggeva la descrizione della sottomissione di Sabina.
*"Non sono stati gentili. Uno di loro mi ha afferrato per i capelli rossi, tirandoli all'indietro con violenza per costringermi a spalancare la bocca. Mi hanno usata come un cesso, a turno, spingendo quei cazzoni profondamente in gola, soffocandomi, mentre gli altri due ridevano e mi insultavano, chiamandomi 'vacca tettona' e 'puttana bianca'. Sentivo il sapore del loro sudore e del loro seme che gia' iniziava a fuoriuscire dale loro cappelle che mi colava in gola, mentre i miei seni oscillavano violentemente a ogni spinta brutale."*
Il respiro di Antonio era ormai un rantolo. La brutalità della scena lo eccitava a livelli insostenibili.
*"Poi, senza troppi complimenti, mi hanno trascinata per i capelli verso la camera da letto. Mi hanno buttata sul materasso come un sacco di carne, strappandomi i vestiti. È iniziata un orgia selvaggia, un massacro di piacere. Mentre uno mi apriva la fica con una violenza inaudita, spingendomi quel cazzone nero fino in fondo all'utero, un altro si era posizionato dietro di me, dilatandomi l'ano senza pietà. Ero una poltiglia di sesso, amica mia. Sentivo i loro corpi massicci e sudati schiacciare le mie tettone, le mani che le stringevano e le tormentavano mentre venivo sventrata da due lati contemporaneamente."*
Antonio stava per venire, l'immagine di Sabina travolsa da quei tre giganti che lo rendeva quasi folle.
*"Eravamo un groviglio di carne e sudore. Mi hanno girata, rivoltata, usata in ogni posizione possibile. Ogni spinta era un urto che mi faceva gridare, ogni insulto mi faceva venire orgasmi più sporchi e intensi. Alla fine, sono esplosi tutti e tre. Mi hanno riempita di sborra ovunque: in gola, in fica, nell'ano e su tutto il petto, coprendo le mie tettone di quel seme denso e bollente. Ero letteralmente ricoperta di sperma, un guscio vuoto e soddisfatto, mentre loro se ne andavano insultandomi, lasciandomi lì, tremante e devastata, con l'odore di tre maschi animali che impregnava ogni centimetro della mia pelle."*
Antonio esplose in un orgasmo violento, gridando nel silenzio della stanza d'hotel, mentre il seme gli schizzava addosso, sentendosi l'uomo più umiliato e, paradossalmente, più eccitato del mondo.
[P.S.: per commenti federicoesabina@hotmail.it oppure https://federicoesabina.wixsite.com/sabina]
Accese lo schermo con dita febbrili e aprì l'email successiva. Il titolo era semplice, ma il contenuto era una bomba di volgarità che lo travolse all'istante.
*"Cara amica mia, non posso ancora dimenticare quella mattina,"* scriveva Sabina, con quel tono di sfida e lussuria che Antonio ormai riconosceva. *"Ricordi il negrone, quel bestione sudato che mi aveva devastata? Beh, ha suonato di nuovo al campanello. Ma stavolta non era solo. Dietro di lui c'erano altri due compagni, altre due montagne di muscoli neri, lucidi di sudore e con sguardi che promettevano di distruggermi. Appena ho aperto la porta, l'odore di maschio, di sudore acre e di sesso imminente mi ha colpito come uno schiaffo. Ero vestita con quel completino di seta trasparente che Antonio ama, quello che lascia intravedere i capezzoli enormi e le mie tettone che quasi esplodono dal seno."*
Antonio emise un gemito, chiudendo gli occhi per visualizzare la scena. Poteva quasi sentire l'odore di quei tre uomini che invadevano la sua casa, il suo spazio sacro, per reclamare il corpo di sua moglie.
*"Non ho nemmeno detto una parola,"* continuava l'email. *"Mi sono inginocchiata all'istante, proprio lì sull'ingresso, come la troia che sono. I tre si sono sbottonati i pantaloni quasi in sincrono, e davanti a me sono apparsi tre cazzoni neri, enormi, venosi e già durissimi. Erano mostruosi, amica mia. Ho iniziato a leccarli tutti e tre con foga, passando dalla punta di uno all'altro, succhiando con avidità, cercando di inghiottire quanta più carne possibile. Mi sentivo piccola, insignificante, schiacciata dalla loro virilità prepotente."*
Antonio si stava masturbando con furia, le dita che stringevano il membro mentre leggeva la descrizione della sottomissione di Sabina.
*"Non sono stati gentili. Uno di loro mi ha afferrato per i capelli rossi, tirandoli all'indietro con violenza per costringermi a spalancare la bocca. Mi hanno usata come un cesso, a turno, spingendo quei cazzoni profondamente in gola, soffocandomi, mentre gli altri due ridevano e mi insultavano, chiamandomi 'vacca tettona' e 'puttana bianca'. Sentivo il sapore del loro sudore e del loro seme che gia' iniziava a fuoriuscire dale loro cappelle che mi colava in gola, mentre i miei seni oscillavano violentemente a ogni spinta brutale."*
Il respiro di Antonio era ormai un rantolo. La brutalità della scena lo eccitava a livelli insostenibili.
*"Poi, senza troppi complimenti, mi hanno trascinata per i capelli verso la camera da letto. Mi hanno buttata sul materasso come un sacco di carne, strappandomi i vestiti. È iniziata un orgia selvaggia, un massacro di piacere. Mentre uno mi apriva la fica con una violenza inaudita, spingendomi quel cazzone nero fino in fondo all'utero, un altro si era posizionato dietro di me, dilatandomi l'ano senza pietà. Ero una poltiglia di sesso, amica mia. Sentivo i loro corpi massicci e sudati schiacciare le mie tettone, le mani che le stringevano e le tormentavano mentre venivo sventrata da due lati contemporaneamente."*
Antonio stava per venire, l'immagine di Sabina travolsa da quei tre giganti che lo rendeva quasi folle.
*"Eravamo un groviglio di carne e sudore. Mi hanno girata, rivoltata, usata in ogni posizione possibile. Ogni spinta era un urto che mi faceva gridare, ogni insulto mi faceva venire orgasmi più sporchi e intensi. Alla fine, sono esplosi tutti e tre. Mi hanno riempita di sborra ovunque: in gola, in fica, nell'ano e su tutto il petto, coprendo le mie tettone di quel seme denso e bollente. Ero letteralmente ricoperta di sperma, un guscio vuoto e soddisfatto, mentre loro se ne andavano insultandomi, lasciandomi lì, tremante e devastata, con l'odore di tre maschi animali che impregnava ogni centimetro della mia pelle."*
Antonio esplose in un orgasmo violento, gridando nel silenzio della stanza d'hotel, mentre il seme gli schizzava addosso, sentendosi l'uomo più umiliato e, paradossalmente, più eccitato del mondo.
[P.S.: per commenti federicoesabina@hotmail.it oppure https://federicoesabina.wixsite.com/sabina]
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