Sabina, la vacca tettona, si racconta: 17) Gemellaggio con la palestra

di
genere
dominazione

Esco da quella palestra di boxe come un animale abbattuto, con le gambe che tremano così tanto che quasi non riesco a stare in piedi. Il mio corpo è un disastro: ho la pelle segnata, i capezzoli gonfi e pulsanti per le torture di Vincenzo, e sento lo sperma di tutti quegli uomini che cola lento e viscoso dalla mia fica e dal mio culo, lasciando scie umide e appiccicose lungo le cosce. Sono distrutta, svuotata, ma dentro di me brucia ancora un fuoco perverso.

Quando rientro in camera, l'odore di sesso e sudore che porto addosso riempie l'ambiente. Guardo Antonio. E’ distrutto, si è seduto e si è addormentato di colpo. Lo osservo e un brivido di eccitazione mi attraversa la schiena: l'idea che sia diventato un gran cornuto mi fa bagnare ancora di più. È così patetico, così imbranato, mentre io sono stata appena usata come un giocattolo da innumerevoli bestie, e lui guardava come un coglione, masturbandosi il suo cazzetto.

Mi trascino in doccia e apro l'acqua calda. Mentre il getto lava via lo sperma biancastro che scivola via dai miei buchi, chiudo gli occhi e rivivo ogni secondo. Sento l'odore nauseabondo e dominante del Vecchio Porco. Geme di piacere il mio corpo mentre mi strofino le tettone, immaginando di essere ancora sotto di loro.

Dormo fino a tarda mattinata, avvolta in un torpore di sfinimento e lussuria. Quando finalmente mi sveglio, mi preparo per andare in spiaggia. Scelgo un costumino che è più un invito che un indumento: un pezzo di tessuto microscopico che fatica a contenere le mie mammelle enormi. I capezzoli, ancora sensibili e turgidi per le torture della notte prima, spingono contro il tessuto, quasi pronti a saltare fuori a ogni respiro.

Appena arrivo al bar, sento gli sguardi. I maschi si fermano, i loro occhi scavano nelle mie scollature, i commenti osceni sussurrati tra di loro arrivano alle mie orecchie come musica. Mi sento una preda esposta, una vacca pronta per il macello.

Ci sediamo al tavolino e, come se fosse un appuntamento programmato, arrivano loro. Il Vecchio Porco e Vincenzo si siedono di fronte a noi, luridi, puzzolenti di grasso e tabacco, con quegli sguardi perversi che mi spogliano in un istante. Poco dopo, arrivano anche i due bagnini. I loro muscoli tatuati sembrano esplodere sotto la pelle e i loro ghigni sono predatori.

Antonio è interdetto, imbarazzato. Cerca di mantenere un tono civile, ma loro non gliela danno vinta.
"Ma guarda che roba," esclama Vincenzo, fissando le mie tettone con una fame animalesca. "Queste mammelle hanno bisogno di essere soddisfatte da uomini veri, non da ragazzini che pregano il rosario."

Antonio arrossisce, balbettando: "Per favore, non siate volgari..."
Il Vecchio Porco scoppia in una risata sguaiata, quasi un grugnito. "Volgari? Ragazzino, tu non sai nemmeno cosa significhi avere tra le mani una vacca come Sabina, ieri hai soltanto visto e assaporato qualcosa. Chi non sa far godere una troia così tettona non può che essere un gran cornuto!"

Sento una scarica elettrica tra le gambe. Le contrazioni di piacere iniziano a scuotermi l'interno della fica, che diventa immediatamente una fontana di umori. Arrossisco violentemente, ma non riesco a nascondere l'eccitazione: i miei capezzoli si induriscono all'istante, tendendo il tessuto del costume in modo scandaloso.

Loro lo notano subito. I bagnini si scambiano uno sguardo complice, un sorriso crudele.
"Vedi come reagisce, Antonio?" ringhia uno dei bagnini, la voce bassa e dominante. "Il suo corpo urla che vuole essere presa a schiaffi e scopata a fondo."

Antonio è pallido come un cencio, suda a fontana, completamente sopraffatto dalla loro presenza. Il barista interviene con un tono che non ammette repliche.
"A proposito, i miei nipoti lavorano in una palestra della zona, gemellata con quella del pugilato. Stasera c'è una festicciola con tutti i ragazzi del centro. Sono tutti tipi molto... prestanti. Molto palestrati," aggiunge sogghignando. "Voi siete invitati. Sabina, ovviamente, sarà la nostra ospite d'onore."

Antonio prova a farfugliare qualcosa, un debole tentativo di rifiuto, ma Vincenzo lo zittisce con un gesto della mano.
"Per ravvivare la festa, però, è opportuno che Sabina si vesta in modo... attraente."
Uno dei bagnini estrae una busta chiusa e la posa sul tavolo con un colpo secco. "Qui dentro c'è l'abito che vorremmo che indossassi, troia."

Antonio è pietrificato. Il Vecchio Porco gli dà una pacca violenta sulla spalla, ridendo sguaiatamente.
"Stanotte sarà molto interessante per te, Antonio! Ti insegneremo un sacco di cose su come si gestisce una vacca tettona!"

Io resto lì, tremante, con il cuore che batte all'impazzata e la vagina che pulsa di desiderio, fissando quella busta come se contenesse il mio destino più oscuro.

[P.S.: per commenti federicoesabina@hotmail.it oppure https://federicoesabina.wixsite.com/sabina]
scritto il
2026-08-16
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