Le dolci notti d'estate passate nei cassonetti

di
genere
feticismo

Sono riuscito a trovare una padrona, una padrona veramente perversa e straordinariamente fantasiosa che mi permette di esplorare stupende fantasie inusitate.
Dopo un primo periodo di prova nel quale Letizia ha valutato le mie disponibilità ed in cui io ho apprezzato la sua perversione; abbiamo deciso che mi sarei trasferito da lei per un certo periodo per diventare uno schiavo totale disponibile 24 ore al giorno e per ogni cosa.
A casa sua non mi era permesso di indossare indumenti; non avevo un letto un giaciglio, dovevo dormire per terra.
Appena arrivata la mattina dovevo andare in cucina a preparare il caffè e la briochè per Letizia.
Lei mi ricompensava mettendomi dei morsetti metallici ai capezzoli e poi dopo per nutrirmi con i deliziosi frutti del suo intestino, che costituvano il mio pasto quotidiano.
Durante la giornata dovevo pulire la casa, cucinare per lei e subire le sue angherie.
Venendo ricompensato delle mie fatiche, da bacchettate, sputi in bocca e da pisciate per dissetarmi.
Quanto ero felice!
Letizia era generosa e mi permeteva di masturbarmi, ma non voleva vedere quella che lei chiamava la mia "putrida escrezione" sporcare la sua casa; ed io dovevo pulire ogni goccia del mio sperma con la lingua.

Una sera mentre leccavo i piedi di una Letizia annoiata, che sfogliava svogliatamente una rivista, guardando una foto sul rotocalco, ebbe una intuizione sfolgorante.
Con grande enfasi, ed entusiasmo mi disse che voleva farmi provare una nuova attività che a lei sembrava molto interessante e che ad uno schifoso come me sarebbe senz'altro piaciuta.
Io ringrazai con devozione la mia padrona che si sforzava di trovare nuovi modi per umiliarmi e farmi soffrire.
Lei accetto con grande gradimento la mia devozione, mi sputò in faccia per dimostrare il suo apprezzamento e poi mi tirò per il guinzaglio che portavo perrenemmente.
Quanto ero contento stavo per provare una nuova fantasia della mia padrona; fremevo dall'eccitazione per quella novità che mi veniva proposta.
Letizia mi tirò per il guinzaglio; impazzii per la posa femminile con cui mi trasse a sè.
Ero veramente contento!
Non sapevo cosa mi aspettava ma ero talmente intontito dall'eccitazione che mi sarebbe piaciuto tutto.
Letizia tirandomi per il giuinzaglio mi portò nel cortile condominiale.
Mi obbligò a muovermi a quattro zampe.
All'aperto mi entusiasmai per essere nudo tenuto per un guinzaglio e trattato come un cane dalla mia padrona che invece era vestita elegantemente con una splendida maglietta e dei meravigliosi fuseaux neri; ed eccitatemente con i suoi splendidi piedini scalzi.
A quell'ora della sera nessuno poteva vederci attraversare il tratto del cortile che ci portava alla zona dei cassonetti della spazzatura ne tantomeno quel settore.
Arrivati alla zona della discarica rifiuti, Letizia mi ordinò di inginocchiarmi sul lurido e sporco selciato che attorniava i cassonetti.
Con pazienza Letizia mi descrisse ciò che già sapevo, ma con una nuov intento, che mi fù presto chiaro.
Mi disse: "ci sono, i cassonetti per la carta, quelli per la plastica ed il metallo, quelli per la spazzatura indiffirenziata, e quelli per il biologico."
"Adesso ed adesso in poi dovrai passare le tue nottate all'interno di uno di questi cassonetti".
Io rimasi sconvolto.
Ero imbarazzato perchè non comprendevo se fosse più forte la paura per quella nuova esperienza o l'eccittazione per provare quella novità.
Prevalse l'eccittazione e cominciai a masturbarmi; Letizia si accorse della cosa e si rallegrò che la cosa mi piacesse.
Effettivamente mi stavo entusiasmando per provare quella nuova esperienza, respiravo fortemente ed il mio cazzo si ingrossava sempre di più.
Letizia mi disse che essendo la prima volta mi avrebbe permesso di scegliere in quale cassonetto passare la notte.
Io con il cazzo in mano e la mente gà in pappa decisi a caso per il casssonetto della plastica e del metallo.
Detto fatto Letizia mi ordinò violentemente di entrare spingendomi a calci dentro il cassonetto.
Entrai in quello strano ambiente, puzzolente ma non troppo, Letizia mi getto addosso una sveglia regolata per le cinque del mattino da cui sarei dovuto uscire dal cassonetto.
Poi se ne andò.
Io mi immersi in quella immondizia godendo dalla sensazione che i sacchi di spazzatura mi procuravano sulla mia pelle.
Ero sempre più eccitato e cominciai a masturbarmi.
Era una sensazione straordinaria, stavo godendo immarso nella spazzatura.
Godetti come una bestia.
E poi mi assopii.
Venni svegliato da qualcuno che aveva aperto il coprchio del cassonnetto per gettare un altro sacco di spazzatura.
Io rimasi in silenzio per non rivelare la mia presenza ma mi eccittai ancora per sentirmi come un rifiuto a cui degli sconosciuti aggiungevano altri rifiuti.
Godetti ancora, masturbandomi in quello schifo.

La nottata passò tra momenti di sonno e momenti di veglia in cui mi masturbavo tra i sacchi di spazzatura.
Poi il suono della sveglia che mi aveva dato Letizia mi fece capire che era arrivata l'ora di uscire e di ritornare a casa prima che i condomini affollassero l'area.
Sporca come una merda e felice di eserlo mi avvia a casa.
Davanti alla porta chiusa capii che suonando avrei disturbato il sacro sonno della padrona, e non mi permisi di fare una simile oscinità; mi adagiai sullo zerbino davanti alla porta e mi masturbai per un'altra volta, sprofondando in un sonno profondo.

Venni svegliato da un calcio di Letizia che nella tarda mattinata si era svagliata e si era ricordata di recuperarmi.

Tra le bacchettate di Letizia corsi a prepararle la colazione; e mentre lei si nutriva sottto i miei occhi affamati mi chiese della mia serata.

Io le raccontai che avevo passato una nottata stupenda, straordinaria, in mezzo alla puzza ed allo schifo e che avevo continuato a masturbarmi fino allo sfinimento.
Lei parve contenta della sua iniziativa e cominciò a masturbarsi.
Le chiesi il permesso per masturbarmi anch'io, lei generosamentye me lo concesse.

Avevamo scoperto un nuovo divertimento.

Passammo una giornata in cui lei si divertì a seviziarmi in ogni modo.
Doveva essere veramente contenta per la sua nuova atività.
Apprezzai con rinnovato piacere il dolore e le umiliazioni imposte4mi da Letizia contento di dare contentezza a quel suo nuovo piacere.

La sera dopo Letizia riportò il mio corpo massacrato da ogni genere di sevizie al piazzalino dei cassonetti e molto generosamente mi chiese di dove passare la notte.

Ero deciso per qualcosa di forte e decisi per il biologico; il cassonetto era più piccolo degli altri ma sufficiente a farmi entrare e pernottare nello schifo.
Letizia apprezzò la mia scelta.
Io entrai nuda e con il corpo massacrato in quello schifo la cui puzza era di molto superiore a quella del cassonetto della notte precedente.
Letizia mi sputò in bocca e chiuse sulla mia faccia il lurido coperchio del cassonetto.
Il bidone era piutottosto stretto ma mi permetteva di masturbarmi.
Come di consueto arrivvò qualcuno dei condomini per gettare all'interno sulla mia faccia qualche sacchetto di schifezze.
Io stavo molto attento a non farmi rilevare e mi masturbavo solamente quando ero sicuro che non ci fosse più nessuno vicino.
Durante la notte tra una sega ed un altra ed un riposino, decisi di cambiare cassonetto.
Mi immersi in quello della carta; la puzza era molto minore ma i sacchi grattavano.
Mi masturbai anche in quello.
Che splendida vita mi stava facendo fare la mia padrona, vivere come un rifiuto tra i rifiuti.
Cosa mai potrò ottenere di più dalla vita.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".




scritto il
2026-07-11
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