Come amo troieggiare nuda al sexy shop e fare nuovi simpatici incontri

di
genere
dominazione

Ogni nuovo giorno al sexy shop è un giorno di felicità.
Gioiosamente giro nuda per negozio, oddiò, non completamnte nuda ma coperta nella mia maggiore intimità da una cintura di castità.
Sono orgogliosa del mio giovane corpo perfettamente depilato, tonico ed attraente; sono veramente felice della mia giovinezza e di esporla così apertamente.
Con un grande sorriso e disponibilità assisto i clienti e le clienti, che non esitano a toccarmi nelle mie parti intime, con mio grande piacere, mentre io rispondo alle loro curiosità sugli articoli in vendita.
Adoro quelle attenzioni per il mio corpo che mi fanno sentire apprezzata, amata.
Sono ancora più contenta quando uomini e donne dietro i miei consigli comprano abbastanza da poter guadagnare il bonus del negozio.
Ovvero me! di cui potranno approffittarsi nello stanzino accanto alla cassa; aperto agli occhi della cassiera; Stefania che mi guarda con una espressione incerta tra l'invidia e la compassione o forse del desiderio.
Stefania è un mistero per me.
I clienti, che sguardando attraverso la cassa, rimangono entusiasmati e spesso chiedono alla cassiera quanto devono ancora spendere per poter approfittare di un simile bonus.
Poi corrono ad acquistare qualcosa per ragiungere la quota bonus.
Quanto amo questa mia attività, passo la mia metà del tempo a troieggiare nuda nel negozio e l'altra metà ad essere inculata nello stanzino, da uomini e donne armate con gli strapon del negozio.
Poi arrivò Alberto.
Anche lui raggiunse la quota bonus e dopo avermi penetrata nello stanzino mi chiese di scaricargli il suo sperma dal mio culo alla sua bocca.
Mi eccittai per una simile richiesta, e mentre lui si inginocchiava con la bocca aperta verso il mio culo gli scaricai in bocca il suo sperma commisto ai resti di altri clienti e piccoli pezzi di merda.
Guardai la cassiera che incrociò i miei occhi e cominciò a toccarsi; rimasi contenta da aver fatto eccitare la cassiera era la prima volta che osservavo una simile situazione che mi entusiasmava.
Stefania è una ragazza molto bella, non ha mai voluto mai avere rapporti con me; probabilmente mi considera troppo troia e schifosa, o forse ha paura di me, o forse troppo provocante per lei e si rifiuta a cedere a certe sue sensazioni depravate, che io sono certa che lei prova nei miei confronti.
Mentre io ragionavo sulla cassiera, quello schifoso di Alberto ingoiava la melma che usciva dal mio culo godendo spaventosamente una seconda volta.
Si accasciò per terra per qualche istante, mentre mi accorsi che la cassiera continuava a toccarsi sempre più freneticamente.
Ad un certo punto vidi Stefania, che evidentemente aveva superato il suo limite, che con una mano all'interno dei suoi fuseaux si precipitò verso lo sgabuzzino, come una furia si abbassò i fuseaux e mi impose la sua figa fradicia sulla mia bocca.
Io sorpresamente contenta di quella uscita che desideravao da tempo mi avventai a succhiare la figa di Stefania come una pompa ed a lavorarla di lingua per cercare di farla godere il più possibile.
Abittuata ai cazzi dovetti sforzarmi per affrontare una figa, soprattutto perchè volevo fare bella figura e dare il mio meglio per impressionare la tizia che mi stimolava da tempo.
Riuscii con la bocca a far godere Stefania freneticamente, certo non potevo usare il mio cazzo racchiuso dalla cintura di castità che solo i proprietari del negozio potevano liberarmi
Fui entusiasta di aver fatto godere così ampliamente la cassiera; ci accorgemmo che alcuni clienti alla cassa guardando quanto facevamo nello stanzino si erano messi ad applaudire ed ad incitare rumorasamente.
Stefania sentendosi colpevole di aver abbandonato la cassa, corse verso il banco, dove venne accolta da un coro di complimenti.
Ero magnificamente entusiasta che Stefania sia diventata una splendida protagonista del negozio che superassa la banalità della sua attività di cassiera.
Lei, arrivavndo al banco, arrossendo ringraziò per i complimenti e dopo essersi ricomposta cominciò a battere proffessionalmente gli scontrini per i clienti.
Intanto Alberto si riprese, e mi chiese se poteva portarmi a casa per utilizzarmi lì a casa sua.
Io gli risposi che non ero libera di disporre del mio corpo, e che avrebbe dovuto chiedere ai miei padroni, i proprietari del negozio.
Alberto si recò alla cassa da Stefania dicendole che avrebbe pagato bene per portarmi a casa sua; la cassiera disse che avrebbe chiamato i proprietari e si attacco al telefono per contattarli.
Quando loro risposero chiesero solamente quanto il tizio sarebbe stato disposto a pagare;
Stefania domando per la cifra e lui propose un buonissimo prezzo.
I proprietari dissero a Stefania che per quella cifra Alberto avrebbe potuto portarmi via alla fine dell'orario del negozio ma che avrebbe dovuto riportarmi indietro per l'apertura alle 10 del giorno dopo.
Non si posero nessuna domando su cosa Alberto avrebbe fatto di me; gli importavano solamente i soldi e si raccomandarono con Stefania di farsi pagare in anticipo.
La cassiera si fece dare i soldi e poi disse ad Alberto che mi avrebbe potuto prelevare sul retro del negozio alle ore 11, alla chiusura del negozio.
Io passai il resto delle poche ore che mancavano alla chiusura del sexy shop pensierosa per cosa mi sarebbe successo nella notta con Alberto.
Questi pensieri non peggiorarono i miei rapporti con i clienti ed il pomeriggiò e la serata continuarono come di consueto.
Tra sorrisi e toccatine con i clienti inculate e pompini nello stanzino.
Poi verso le 11 Stefania servito l'ultimo cliente che avevo spompinato nello stanzino.
Chiuse la saracinesca del negozio, mi diede da bere un poco d'acqua, ero assetata dopo tutti quei pompini ed inculate.
Poi la cassiera spense la luce e spinse il mio inerte corpo nudo verso l'uscita sul retro.
Uscite nel cortile sul retro sentii il fresco della notte sul mio corpo nudo; la prima sensazione spiacevole di freddo si trasformò in una piacevole consapevolezza di essere completamente nuda nella notta.
Mi eccitava.
Stefania chiusa la porta sul retro mi spinse come se fossi un burattino sull'orlo del cortile; vedemmo la macchina di Alberto che si avvicinò.
Alberto abbassò il finestrino e Stefania gli ricordò i termini dell'accordo secundo cui avrebbe dovuto riportarmi qui per le 10 del mattino e che non avrebbe dovuto riportarmi troppo menomato.
Alberto la rassicurò che avrebbe rispettato i patti e chiese alla cassiera di caricarmi nel bagagliao della macchina.
Stefania ubbidii, mi fece entrare nel bagagliaio e mi augurò buona fortuna dopo avermi sputato in bocca.
Quanto apprezzai quello sputo, che mi dava la familiare certezza della realtà che stavo abbandonado, e che mi confortava sul mio incerto destino con Alberto.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
scritto il
2026-06-30
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