Nuda nella flora
di
Maktero
genere
esibizionismo
Nella natura selvaggia, prossima al mare, nel lido di Tirrenia, presso l'ex spiaggia libera, posso trovare luoghi in cui girare nuda, in totale libertà, scoprendo sensazioni di benessere primordiale.
Arrivata all'ingresso della pineta mi privo dei pochi indumenti che mi ricoprono; li sepolgo sotto la sabbia per ritrovarli alla fine del mio giro.
Completamente nuda con il mio corpo giovanile, bianco e liscio, mi avviò desiderosa per gli intricati sentieri della pineta.
Sono un labirinto di percorsi sabbiosi avvolti da una fitta vegetazione che si sviluppano indefinivamente.
In quei tunnel vegetali, solo sprazzi vivaci di sole tra le fronde mosse dal vento e grida di uccelli movimentano l'ambiente.
Mentre il caldo dell'estate ricopre il mio corpo nudo mi addentro spassionata in quei misteriosi e attraenti recessi.
E' come entrare in un altro mondo in cui il mio corpo ed i suoi sensi cominciano ad entrare in contatto con, un altro mondo, la fauna e la terra.
I miei piedi scalzi ricevono continue sensazioni stimolanti dal terreno; le mie braccia, il mio petto, la mia schiena, vengono continuamente acarezzate, sverzate delle piante che circondano strettamente i percorsi.
Dalle sensazione che ricevo comincio a sentirmi in sintonia, anzi in amore con la natura, visto che il mio cazzo si sta eccitando.
Continuo a camminare perdendomi, svagatamente, con il cazo eretto, in quel dedalo di sentieri.
Entusiasmandomi dallo stimolo straordinario che provavo con l'interazione con la terra.
La mia sensazione di simbiosi con la natura diviene via via più forte; e la mia eccittazione segue quello stato mentale.
Con il cazzo eretto comincio a penetrare la fitta vegetazione; mi spingo con il mio corpo nudo verso le piante sentendo il loro abbraccio, i loro amorosi graffi sulla mia pelle; sento le foglie quelle più morbide e quelle più dure accarezzare o ferire il mio cazzo.
Faccio l'amore con la natura con il fogliame.
Penetro quella verzura ed ella reagisce come un amante.
Godo; godo enormemente e il mio sperma si sparge sulle piante magari fecondando nuove specie.
Mi riposo estatica, sulla nuda sabbia, circondata dalla mia amante.
Contenta che lei mi abbia soddisfatta.
Poi riprendo il mio cammino estatico; mi perdo inconsapevole nella selva; faccio ancora l'amore con lei una e più volte.
E poi quando il cielo comincia ad imbrunire mi avvio verso l'uscita.
Solo a metà nottata riesco a trovare l'uscita da quel labirinto e recuperati i miei indumenti riesco a tornare a casa.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Arrivata all'ingresso della pineta mi privo dei pochi indumenti che mi ricoprono; li sepolgo sotto la sabbia per ritrovarli alla fine del mio giro.
Completamente nuda con il mio corpo giovanile, bianco e liscio, mi avviò desiderosa per gli intricati sentieri della pineta.
Sono un labirinto di percorsi sabbiosi avvolti da una fitta vegetazione che si sviluppano indefinivamente.
In quei tunnel vegetali, solo sprazzi vivaci di sole tra le fronde mosse dal vento e grida di uccelli movimentano l'ambiente.
Mentre il caldo dell'estate ricopre il mio corpo nudo mi addentro spassionata in quei misteriosi e attraenti recessi.
E' come entrare in un altro mondo in cui il mio corpo ed i suoi sensi cominciano ad entrare in contatto con, un altro mondo, la fauna e la terra.
I miei piedi scalzi ricevono continue sensazioni stimolanti dal terreno; le mie braccia, il mio petto, la mia schiena, vengono continuamente acarezzate, sverzate delle piante che circondano strettamente i percorsi.
Dalle sensazione che ricevo comincio a sentirmi in sintonia, anzi in amore con la natura, visto che il mio cazzo si sta eccitando.
Continuo a camminare perdendomi, svagatamente, con il cazo eretto, in quel dedalo di sentieri.
Entusiasmandomi dallo stimolo straordinario che provavo con l'interazione con la terra.
La mia sensazione di simbiosi con la natura diviene via via più forte; e la mia eccittazione segue quello stato mentale.
Con il cazzo eretto comincio a penetrare la fitta vegetazione; mi spingo con il mio corpo nudo verso le piante sentendo il loro abbraccio, i loro amorosi graffi sulla mia pelle; sento le foglie quelle più morbide e quelle più dure accarezzare o ferire il mio cazzo.
Faccio l'amore con la natura con il fogliame.
Penetro quella verzura ed ella reagisce come un amante.
Godo; godo enormemente e il mio sperma si sparge sulle piante magari fecondando nuove specie.
Mi riposo estatica, sulla nuda sabbia, circondata dalla mia amante.
Contenta che lei mi abbia soddisfatta.
Poi riprendo il mio cammino estatico; mi perdo inconsapevole nella selva; faccio ancora l'amore con lei una e più volte.
E poi quando il cielo comincia ad imbrunire mi avvio verso l'uscita.
Solo a metà nottata riesco a trovare l'uscita da quel labirinto e recuperati i miei indumenti riesco a tornare a casa.
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