Appagati e fusi

di
genere
gay

Sapevo che Erminio non sarebbe stato una preda facile. C’era sempre stato quel muro di timidezza e rispetto tra noi, ma quella sera ho deciso di abbatterlo. Quando finalmente sono riuscito a convincerlo a seguirmi in camera, l’aria è diventata elettrica. Sentivo il suo imbarazzo, la sua irrequietezza, ma anche la sua curiosità. Quando la porta si è chiusa dietro di lui, ho capito che non si sarebbe più tornati indietro.
​Volevo che mi guardasse. Mi sono piazzato davanti a lui, mentre lui sedeva rigido sul bordo del letto. Senza dire una parola, ho iniziato a sbottonarmi, a spogliarmi lentamente, tenendo i miei occhi fissi nei suoi. Volevo il controllo totale. Ho iniziato a masturbarmi davanti a lui, con calma, con sfrontatezza.
"Guarda bene, Erminio," gli ho sussurrato. "Se sono eccitato, è per la tua presenza." Lui era pietrificato, le nocche bianche mentre stringeva le lenzuola, ma i suoi occhi non hanno mai lasciato il mio corpo. Sono venuto così, sotto il suo sguardo sbarrato, sporcandomi l'addome e facendogli vedere ogni singola goccia del mio piacere.
​Erminio era sconvolto. Gli ho lanciato la sfida definitiva: "Vuoi che la faccia pure a te?". Ha risposto con un cenno del capo, un assenso silenzioso e disperato. Mi sono avvicinato, ho sentito il suo calore attraverso i pantaloni e, finalmente, glielo ho preso in mano. Era bollente. L’ho portato al limite, ma prima di farlo finire, ho siglato il patto per il giorno dopo: "Oggi te la faccio io, ma domani me la fai tu da dietro, nudo, sfregandoti sul mio culo... e dopo potrai fare quello che vuoi". Mentre il suo seme mi bagnava la mano, lui ha accettato. La sfida era lanciata.
​L’indomani la tensione era insopportabile. Eravamo entrambi nudi. Lui mi ha abbracciato da dietro, baciandomi il collo, senza fretta. Sentivo il suo cazzo teso premere tra le mie natiche. Io subivo passivamente, muovendo il culo contro di lui per stuzzicarlo, sentendo il suo respiro farsi rovente sulla mia nuca.
​Ci siamo sdraiati sul fianco sinistro, io davanti e lui dietro. Quando finalmente ha preso il mio cazzo in mano, ho sentito un brivido violentissimo. Mi masturbava con vigore mentre continuava a sfregarsi contro di me. Era bellissimo, ma il meglio doveva ancora venire. Erminio era titubante sul finale, non sapeva se avesse capito bene la mia offerta. Allora ho preso l'iniziativa: ho bagnato un dito con il mio stesso sperma, mi sono lubrificato bene il canale e ho guidato il suo cazzo proprio lì.
"Ora spingi," ho ordinato.
​Lui è entrato. Un affondo deciso, profondo, che mi ha tolto il fiato. Mi sono goduto ogni centimetro di lui dentro di me, grato di aver trovato un partner di cui potessi finalmente fidarmi. Mi ha fatto venire mentre mi possedeva, tenendo il ritmo con la mano e con il bacino, per poi svuotarsi dentro di me in un’esplosione di calore.
Quello che non avevo previsto era il fuoco che covava sotto la sua pelle. Quel giorno, Erminio si è inginocchiato davanti a me con una determinazione nuova. Mi ha guardato negli occhi, ha afferrato le mie cosce per tirarmi a sé e me lo ha preso in bocca con una foga mai vista. Sentivo il calore della sua gola e il ritmo esperto della sua lingua; mi stava studiando, stava assaporando il potere che aveva su di me in quel momento.
​Quando si è staccato, con le labbra lucide e il fiato corto, mi ha sussurrato quella richiesta che ha cambiato tutto: "Voglio il tuo cazzo... ora tocca a me sentirti dentro."
​Ci siamo sdraiati, incastrandoci in un 69 perfetto. I nostri sessi erano a pochi centimetri dai nostri volti, un groviglio di gambe e desideri. Mentre lui tornava a succhiarmi con passione, io mi sono concentrato su di lui. Con una mano lo tenevo fermo, mentre con l’altra, abbondantemente bagnata di saliva e del mio stesso piacere, ho iniziato a esplorarlo.
​Ho infilato un dito, poi due, sentendo la sua resistenza iniziale sciogliersi sotto il mio tocco. Erminio ha emesso un gemito soffocato contro la mia pelle, inarcando la schiena mentre lo preparavo con cura, massaggiando le pareti calde del suo canale. Volevo che il mio ingresso fosse perfetto, volevo che mi sentisse senza dolore, solo con una pienezza assoluta.
​Poi, il momento della verità. L'ho fatto girare e mi sono piazzato sopra di lui. Quando ho spinto per penetrarlo, ho sentito la sua stretta accogliermi come un guanto. Erminio ha affondato il viso nel cuscino, offrendosi a me con una fiducia totale. Ogni mia spinta era un "grazie" per quella resa; ogni centimetro di me dentro di lui era la conferma che ormai eravamo una cosa sola.
​Ma il cerchio non era ancora chiuso. Dopo averlo goduto, con il cuore che batteva all'impazzata, ci siamo scambiati di nuovo. Mi sono messo davanti a lui, offrendogli il mio culo ancora caldo della nostra intesa.
​"Prendimi, Erminio," gli ho detto.
​Lui non se lo è fatto ripetere. È entrato con una forza e una precisione che mi hanno fatto gridare. Sentire lui dentro di me, dopo che io ero stato dentro di lui, è stata l'esperienza più intensa della mia vita. Era uno scambio di fluidi, di calore, di anime. Mentre lui mi possedeva con colpi sordi e profondi, io allungavo la mano all'indietro per stringere la sua, sigillando quell'unione che ormai aveva abbattuto ogni etichetta e ogni pudore.
​Quando siamo crollati esausti, eravamo un groviglio di sudore e piacere. Non c'erano più ruoli, non c'era più chi dava e chi riceveva. C'eravamo solo noi, svuotati l'uno nell'altro, consapevoli che da quel momento in poi ogni nostra notte sarebbe stata una nuova scoperta.
scritto il
2026-04-10
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