La spia
di
Messalina
genere
confessioni
Con Adele e Pino ci furono altri incontri, sempre belli carichi di passione. Che avessero bisogno di me era un dato di fatto, se non c'ero io lui non andava in tiro. Anche solo laia presenza bastava a dargli l'input, fatto strano che non ha spiegazioni,almeno io non ne trovo . Da ché fu una chiavata occasionale divenne una routine terapeutica. In un certo srnso mi sentivo importante, una specie di guaritrice,si insomma una maga del cazzo. Nella mia fervida immaginazione di ragazzina immaginavo titoli di giornali, « A Napoli vive la famosa guaritrice di cazzi» e poi mi immagginavo con la folla fuori casa,gente che aspettsva il proprio turni per essere guarita. Non tutti pero guarivano allo stesso modo, cera chi guarita con la bocca , chi con la fessa e chi col culo, ma molto spesso le guarigioni avvenivano in un ciclo completo ,fessa culo bocca questa era la sequenza. Allora ero giovane e con un immaginazione cavalcante. Gli incontri si svolgevano dapprima iu un giorno fisso della settimana poi cominciarono ad essere più frequenti fino a diventare giornalieri. Credendo di avere piu libertà andavo io a casa loro, ma uscendo tutte le sere mio marito si insospetti ma non poteva seguirmi avrebbe dovuto portare la bambina con se. Chiese a un suo collega di seguirmi e di scattare foto, negli occhi di questi sembro apparire un lampo di gioia, un riflesso di incredulità, mi segui la sera stessa. Adele abitava in una palazzina adiacente il mio giardino una piccola villa unifamiliare con alcune finestre a livello di strada. E da quelle finestre che il collega di mio marito ci spio e da li fece alcune foto con me nuda in mezzo ai coniugi. Mi accorsi subito che qualcuno fotografava,si notava l'inutile flash . Decisa a vedere chi era il fotografo mi dicessi verso l'asportazione e nuda sulluscio lo invitai ad entrare. Lui voleva andare via ma intervenne Pino che era il doppio di lui e lo costrinse ad entrare.« E mo vedi la signora che vole» disse in romanesco. Gli chiesi il perché delle foto , non invento scuse subito si canto mio marito . Gli chiesi allora di farmi vedere le foto , aveva paura di Pino subito le mostro. Devo dire che ero davvero fotogenica con un viso che esprimeva tutto il mio piacere nel ricevere il cazzo a smorzacandela ma ache a pecorino. La mia fantasia parti : signoti ecco a voi l'astro nascente la futura diva del porno e tutto a scattare le foto di me nuda. Vedendo quelle foto mi eccitai e non mi accorsi che la mano parti da sola
Si fermo dsul cazzo del collega e comincio a fare una bella sega partendo dall'accarezzamento delle palle. Parve gradire subito ed alzo il tiro, io come un automa ,attirata dall'odore di quel cazzo mi avvicinai con la bocca e presi la cappella tra le labbra. Aveva un buon sapore di maschio un misto tra urina e saponetta vaniglia . In boccacrebbe ancora un po di più, era bello si ,ma io cercavo altro ed allora mi i.palai da Antoine agli occhi esterrefatti di adele e pino che guardavano increduli la naturalità con cui affrontavo la situazione . Mentre mi impalavo vidi Pino piegare Adele a 90° e sbatterglielo nel culo. Riuscii il ad allungarmi e ci baciammo mentre avevo la fessa piena e lei il culo . Che vario che ne usci pieno di passilne metntrd i cazzi facevano il loro dovere e le mani tormentavano seni e capezzoli. Esplodemmo insieme in un orgasmo profondo seguite dopo un po da loro. Non me ne accorsi presa dall'eccitazione che lii stava per sborrare cosi quando successe mise il suo marchio dentro di me. Ora sei mia disse io sorrisi se fossi appartenuta a ognuno che mi ha sborrato dentro avrei un esercito cin tutti i riservati come padrone. Quando fummo.prima di congedarlo mo feci fare una foto in primo piano con la fessa carica di sborra, ma col mio telefonino. Tornando a casa la inviai a Enzo con una dedica « Maritino mio questa è la sborra della tua spia grazie »
Si fermo dsul cazzo del collega e comincio a fare una bella sega partendo dall'accarezzamento delle palle. Parve gradire subito ed alzo il tiro, io come un automa ,attirata dall'odore di quel cazzo mi avvicinai con la bocca e presi la cappella tra le labbra. Aveva un buon sapore di maschio un misto tra urina e saponetta vaniglia . In boccacrebbe ancora un po di più, era bello si ,ma io cercavo altro ed allora mi i.palai da Antoine agli occhi esterrefatti di adele e pino che guardavano increduli la naturalità con cui affrontavo la situazione . Mentre mi impalavo vidi Pino piegare Adele a 90° e sbatterglielo nel culo. Riuscii il ad allungarmi e ci baciammo mentre avevo la fessa piena e lei il culo . Che vario che ne usci pieno di passilne metntrd i cazzi facevano il loro dovere e le mani tormentavano seni e capezzoli. Esplodemmo insieme in un orgasmo profondo seguite dopo un po da loro. Non me ne accorsi presa dall'eccitazione che lii stava per sborrare cosi quando successe mise il suo marchio dentro di me. Ora sei mia disse io sorrisi se fossi appartenuta a ognuno che mi ha sborrato dentro avrei un esercito cin tutti i riservati come padrone. Quando fummo.prima di congedarlo mo feci fare una foto in primo piano con la fessa carica di sborra, ma col mio telefonino. Tornando a casa la inviai a Enzo con una dedica « Maritino mio questa è la sborra della tua spia grazie »
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