5. L’incontro con G – finalmente fuori dall’incubo

di
genere
confessioni

Terminata la coinvolgente e appagante esperienza trascorsa a scopare e godere con Luca, l’uomo grazie al quale avevo dato addio alla mia verginità, la mia vita sembrava scorrere serenamente e piacevolmente. E così fu per circa un anno, durante il quale mi godetti tanti cazzi.

Mi scopai vari uomini, qualcuno più interessante ed intrigante altri meno, ma nel complesso tutti più che soddisfacenti, sessualmente parlando. Certo, nessuno fu all’altezza di Luca e della sua spettacolare verga… ma non potevo lamentarmi… gli orgasmi e gli squirt non mancarono! Iniziai anche a lavorare, continuando a studiare.

Poi qualcosa iniziò a cambiare.

Senza rendermene nemmeno conto, lentamente ma inesorabilmente, il mio morale e l’autostima precipitarono. Anche i piaceri del sesso divennero sempre più rari, seppure li desiderassi ancora ardentemente. Nell’arco di pochi anni mi ritrovai a livelli bassissimi, in quel pericoloso stato che segna il confine ultimo e ci separa da una situazione di profonda depressione e rassegnazione, letteralmente ad un passo dal baratro psicologico…

Cosa mi era accaduto? Riflettendoci oggi, recuperati pienamente l’equilibrio psico-fisico e la serenità, posso senza dubbio affermare che all’origine di tutto ci fu l’insano desiderio di trovare un ragazzo ‘fisso’.

Forse fu per la sensazione del tempo che scorreva inesorabile, nonostante avessi poco più di 20 anni o forse perché vedevo tutte le mie amiche fidanzate. In effetti da single è difficile integrarsi e organizzare delle uscite piacevoli e serene quando sei circondata da coppie. Anche le più ‘care’ amiche (aggettivo ampiamente sopravvalutato!) diventano improvvisamente gelose dei propri ragazzi… fatto sta che mi feci prendere dall’ansia di trovare un ragazzo fisso, incamminandomi inconsapevolmente, ma colpevolmente, per una impervia e pericolosa strada…

In quegli anni ebbi tre storie, una peggiore dell’altra… le prime due con dei ragazzi insulsi ed egoisti. L’ultima, la più devastante, con un uomo maturo (ma solo anagraficamente), narcisista, depravato, egoista e stronzo… dimentico qualche epiteto? Ah, si: era anche un imbecille!!

Oggi mi domando come diamine abbia fatto a stare con questi esseri debosciati… evidentemente ero proprio scesa ai minimi termini…

Poi, in extremis, per mia immensa fortuna, arrivò nella mia vita G … ‘e quindi uscii a riveder le stelle’ !!! [Cit.]

Per descrivere la nascita della nostra conoscenza, ormai sono felicemente passati quasi otto anni, mi piace lasciare la parola a lui, riportando qui di seguito il racconto da lui stesso scritto.

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Eli. Una ragazza deliziosa. Giovane, piccola di statura, procace ma ben proporzionata, molto intelligente, solare, allegra, spiritosa ma anche sarcastica e pungente al momento giusto. Il suo sorriso solare, a volte malizioso, la rende sensuale e ancor più attraente. Tendenzialmente è timida, ma quando si accendono in lei il desiderio e la passione erotica diventa spudoratamente sfacciata e disinibita, una grandissima porcella!

Adora il sesso, preferibilmente con molti cazzi… scherzando, ma è vero, dice sempre che uno solo non le basta… essendo (aggiungo: meravigliosamente!) multi e pluri-orgasmica! Predilige gli uomini maturi come me (ho 25 anni più di lei!) perché, a suo dire, ci trova più ‘esperti’ e più attenti nel farla godere.

Ci siamo conosciuti su un sito di incontri e chat erotiche. Mi colpirono subito i racconti che aveva pubblicato. La sua scrittura fluida e avvincente, le sue narrazioni estremamente vivide e realistiche sono intriganti e coinvolgenti. Le sue parole e il suo fraseggio ti fanno vivere le emozioni e l’eccitazione dei momenti erotici che narra come se fossi li, immerso nella storia. Raccontava prevalentemente esperienze di sottomissione con lei protagonista sub dalle quali però traspariva un desiderio completamente diverso, la voglia di riappropriarsi della propria volontà, sottraendosi alla sottomissione, una rivalsa che diventava ribellione, riscatto e rivincita.
Le scrissi complimentandomi per i suoi racconti sottolineando questa mia sensazione. Apprezzò molto e iniziammo a scriverci scendendo in profondità nei suoi reconditi desideri sessuali.

In realtà il suo essere ‘sottomessa’ non era la sua vera indole, ma solo il frutto delle sue pessime esperienze precedenti, soprattutto l’ultima, molto negativa, con un uomo maturo, egoista e limitato, interessato solo a soddisfare i propri desideri di coercizione fisica e psicologica sulle donne. Mauro, così si chiamava, pensava solo a se stesso, senza preoccuparsi minimamente del piacere della partner.

Ne parlammo a lungo. Cercai di evidenziarle quanto secondo me dai suoi racconti di fantasia emergesse la sua reale natura ed indole, tutt’altro che remissiva. Eli, da ragazza molto intelligente quale è, capì rapidamente che quanto le dicevo era vero. Si rese ben presto conto che il suo stato era dovuto ad una sequenza di rapporti insoddisfacenti con uomini inetti, culminati nell’errore di essersi fidata di questo ultimo individuo, affetto sicuramente da narcisismo patologico compulsivo, senza neanche rendersene conto. Mauro aveva manipolato i forti desideri sessuali e la passione erotica di Eli, facendo leva anche sul prolungato periodo di astinenza dal quale lei veniva, per farle un vero e proprio lavaggio del cervello. L’aveva convinta che il vero piacere erotico per lei fosse quello di sottomettersi a lui e ai suoi perversi e meschini giochi sessuali.

Eli acquistò rapidamente la consapevolezza di ciò che le stava accadendo ed uscì da questo vortice negativo ritrovando la fiducia in se stessa, nella propria sensualità e sessualità, finalmente libera dal giogo mentale impostole da Mauro, nuovamente desiderosa di sperimentare, osare e godere come aveva fatto anni prima, all’inizio delle sue esperienze sessuali.

Scherzando le scrissi che da sottomessa si stava trasformando in una ‘Ramba’, la protagonista di un fumetto erotico degli anni ’90: una splendida donna, killer di professione, porca per passione… look stile Cat Woman, pelle nera e stivali altissimi. Ricordo che mi rispose subito eccitatissima: “La conosco benissimo! Qualche anno fa ho letto i suoi fumetti… Ramba è una gran porca, vorrei godermi anch’io tutti quegli enormi cazzi che si scopa e vorrei comprare un paio di stivali alti anch’io, mi piacciono moltissimo”.

Era passato circa un mese da quando ci eravamo conosciuti on-line e fino a quel momento non le avevo ancora chiesto di vederci. Non sono una persona invadente né insistente. Fu lei a proporre l’incontro “ma esisti o sei solo virtuale?!!” mi scrisse provocatoriamente. Ci demmo appuntamento vicino al suo luogo di lavoro, un negozio in centro, per andare a cena insieme. Arrivai in macchina. Mi avvisò che tardava qualche minuto. Aspettai un po’ e finalmente si presentò. L’avevo immaginata un po’ diversa, ma mi colpì subito, mi piaceva. Salì in auto e ci avviammo verso il ristorante che avevo prenotato.

Rompemmo subito il ghiaccio grazie ad una mia uscita maldestra, fortunatamente quasi comica: “stiamo andando al ristorante xxx, ti puoi fidare, non sono mica un serial killer!” mi venne da dire goffamente… “disse il serial killer che si fingeva una persona normale!” replicò lei. Scoppiammo a ridere!

Proseguimmo la piacevole conversazione tra una battuta piccante e un complimento. Parcheggiai vicino al locale, in una via laterale poco frequentata. La stupii subito con un regalo che le avevo preso. Le porsi una busta con dentro una grande scatola. “Spero ti piacciano” le dissi. Lei mi guardò sorpresa e incuriosita. “per me? Ma non dovevi!... cos’è?” rispose mentre apriva la scatola. Erano un paio di stivali stretch scamosciati, neri, alti a metà coscia, tacco a spillo 12. La sua taglia ero riuscito a scoprirla parlando degli stivali di Ramba!!

“Sono bellissimi!!... che regalone!!... posso metterli subito?”. Esclamò Eli felice. Le feci ovviamente cenno di si. Si tolse i tronchetti che portava e li indossò, infilandoli con grande sensualità e naturalezza, come se li avesse sempre portati. Le stavano divinamente. Nei suoi occhi brillava una luce particolare, un misto di sorpresa, soddisfazione e piacere. Mi baciò per ringraziarmi mettendomi la mano tra le gambe “ah però! Qui c’è qualcosa di interessante!”… disse fissandomi con uno sguardo sensuale e malizioso, da vera ‘gatta con gli stivali’!

“sei molto sensuale e questi stivali ti rendono ancor più eccitante!” Le risposi accarezzandole la coscia, partendo dallo stivale e poi salendo lentamente su, tra le gambe… non portava le mutandine ed era tutta bagnata… “Ehi! Niente male per il primo appuntamento… sei senza mutandine e tutta bagnata!!...” “…dici?!!” fece lei fingendosi sorpresa e aggiunse: “sarà l’effetto degli stivali… sono bellissimi e comodissimi, li sento come un guanto che mi accarezza le gambe e le cosce!!”.

Mi aprì i pantaloni, tirò fuori il mio cazzo già grosso e duro, ero molto eccitato. “però! Niente male… non mi ero sbagliata!” disse iniziando a masturbarmi. La fissai negli occhi ed iniziai a penetrarla in fica delicatamente con le dita, prima lentamente poi accelerando il movimento, stuzzicandole contemporaneamente il clitoride con il pollice. Sentivo il suo corpo fremere, appoggiò la testa all’indietro sul sedile, chiuse gli occhi iniziando a gemere di piacere, sempre più rapidamente, intensamente… la sua fica era fradicia. Con tutto il corpo cercava avidamente la mia mano e le mie dita che muovevo ritmicamente, attento a trovare il massimo sincronismo con il suo movimento pelvico per accompagnare e amplificare i suoi spasmi ed accrescere così il suo piacere… “Si, si… dai… si, si, così… continua, continua… è meraviglioso…si, si… si, si…. siiiiiiiii… ahhhhhh”…

Arrivò l’orgasmo, lunghissimo, intenso, accompagnato da un urlo di piacere che le tolse il respiro. Rimase qualche secondo immobile, riprese fiato, riaprì gli occhi sorridendo visibilmente soddisfatta… “wow, niente male come aperitivo!! Era una vita che non godevo così bene!... dopocena riprendiamo e approfondiamo il discorso!!” disse sorridendo maliziosamente tenendo sempre in mano il mio cazzo, “e lui? Resiste fino a dopo cena?” aggiunse con un pizzico di ironia. “certo, non ti preoccupare… lo ritroverai pronto per te… per farti godere…!!” “ci conto!!”… ci riassestammo e ci avviammo verso il ristorante…

Entrando nel ristorante ebbi la sensazione che volesse farsi notare. Ci stava! Dopo quel lungo periodo buio e triste, ero felice che avesse finalmente ritrovato la sicurezza in se stessa, anche mostrandosi con sfrontatezza e audacia per soddisfare il proprio ego a lungo represso.

In effetti non passò affatto inosservata. Tolto il giaccone, il titolare lo prese con galanteria per riporlo nel guardaroba, non senza averla squadrata estasiato da capo a piedi.

Eli indossava un tubino nero, corto, di maglia aderente che evidenziava meravigliosamente tutte le sue curve sensuali, compreso il suo splendido seno. Non portava reggiseno, non ne aveva alcun bisogno! Le sue grandi areole e i suoi capezzoli erano nitidamente disegnati sulla morbida maglia del tubino. Al collo un elegante doppio giro di perle illuminava deliziosamente il suo volto. Gli stivali erano perfetti con quel tubino, eleganti e sensuali. Arrivavano a sfiorare l’orlo del vestito che salendo leggermente ad suo ogni passo lasciava intravedere il pizzo delle calze autoreggenti che portava. Era bella ed eccitante da morire…

Il titolare ci fece strada accompagnandoci al piano rialzato dove c’era una piccola saletta con pochi tavoli. In sala era tutto prenotato e aveva apparecchiato lì un tavolo per noi. Eli camminava sicura e spavalda, incedendo con passo deciso e sinuoso, reso ancor più sensuale dal leggero ancheggiare dei fianchi, dovuto agli alti tacchi degli stivali, ma che lei accentuava maliziosamente per attirare l’attenzione. Mentre saliva i pochi gradini che portavano alla saletta il tubino salì mostrando il pizzo delle autoreggenti che sporgevano dagli stivali. Aveva gli occhi dei commensali su di se, tutti i maschi e anche molte donne la guardavano, incuriositi e ammirati. Non vi nascondo che ero orgoglioso e molto eccitato.

Il tavolo era lungo e stretto. Ci sedemmo l’uno accanto all’altra, sulla comoda panca addossata alla parete. Il titolare ci illustrò brevemente il menù, scegliemmo il vino e mandò la cameriera per l’ordinazione.

Eravamo entrambi estremamente felici ed eccitati. Più parlavamo, raccontandoci delle nostre esperienze, dei nostri desideri e fantasie e più forte si percepiva la sintonia tra di noi, nonostante la notevole differenza di età. Di persona è tutt’altra cosa… si instaura un feeling completamente diverso, più profondo e reale, fatto di sguardi, sorrisi, sensazioni… e molto altro.

La cena trascorse molto piacevolmente tra squisite portate di pesce, un ottimo Gewürztraminer ed eccitanti giochi sotto la lunga tovaglia… approfittammo subito del fatto di essere da soli nella saletta!

In attesa dell’antipasto, le feci avere un altro orgasmo. La sua deliziosa vulva era bagnatissima. Non potevo resistere alla tentazione! Le infilai indice e medio in fica masturbandola mentre col pollice le solleticavo il clitoride. Riuscii anche a penetrarla in culo col medio… venne in pochissimi secondi, dovette soffocare l’urlo che accompagna sempre il suo climax camuffandolo con un forte colpo di tosse… qualche orecchio attento nella sala di sotto non si sarà fatto ingannare!

Eli ricambiò tra antipasto e primo. Mi succhiò avidamente il cazzo, che già mi aveva tirato fuori appena seduti, facendomi un pompino strepitoso. Di solito duro molto, ma l’eccitazione e l’euforia per quella intrigante serata con quella splendida e sensuale ragazza mi fecero un brutto scherzo… Eli è un fenomeno a succhiare cazzi, accompagna i pompini con masturbazioni e massaggi ai testicoli, piccoli morsetti e leccate irresistibilmente eccitanti… ero impreparato a resistere ad un assalto così meravigliosamente impetuoso!

Le venni copiosamente in bocca. Temevo di averla messa in imbarazzo, sentendo la cameriera che si stava avvicinando con le portate. Invece Eli deglutì con naturalezza tutta la mia sborra, leccandosi anche le labbra con gusto. Appena in tempo per l’arrivo della cameriera… che secondo me intuì qualcosa, a giudicare dall’ampio sorriso stampato sul suo viso…

Terminata la cena ci accorgemmo che si era fatto tardi. Ci eravamo attardati a chiacchierare piacevolmente con Luca, il titolare del ristorante, che ci fece fare un giro del locale per mostrarci alcuni quadri che esponeva, opera di una pittrice sua amica. Durante la cena Eli era salita al piano superiore per andare alla toilette, non senza farsi notare nuovamente dai commensali, ne aveva notati alcuni sulle pareti che le erano piaciuti molto. Eli era affascinata dalle descrizioni di Luca. Ebbi la sensazione che se li avessi lasciati soli Eli se lo sarebbe scopato volentieri. Il pensiero mi eccitava molto, ma non le dissi nulla. Successivamente Eli mi confidò che non le sarebbe affatto dispiaciuto fare sesso con Luca. Non accadde mai, per vari motivi e non l’avrebbe certamente fatto quella sera, per rispetto nei miei confronti, mi disse. Ancora non sapeva quanto mi eccitasse vederla fare la porca con altri uomini!

I genitori le avevano già mandato un paio di sms per sapere quando sarebbe rientrata, comprensibilmente preoccupati per una figlia che viveva con loro, anche se ormai ventiseienne, uscita da sola la sera.

Non c’era tempo per rimanere insieme con tutta la calma e il tempo che avremmo voluto. Ci concedemmo una veloce, ma intensa, scopata sui sedili posteriori della mia macchina. I vetri oscurati e la via tranquilla dove avevo parcheggiato infondevano sicurezza. Mi sedetti dietro, Eli accanto a me, mi abbassò i pantaloni e mi succhio divinamente il cazzo e la cappella, accarezzandomi e leccandomi anche le palle. Me lo fece diventare durissimo e grosso. “Hai proprio un bel cazzo!” mi disse con lo sguardo da porca. Mi salì sopra a cavalcioni infilandoselo nella vulva. Era bagnatissima, di nuovo. Entrò tutto, fino alle palle. Iniziò ad andare su e giù, lentamente, soffermandosi qualche secondo quando saliva per sentire la mia cappella sulle sue piccole labbra. Le abbassai il tubino scoprendole quel suo meraviglioso seno, sodo e turgido. Lo accarezzi, lo palpai, lo baciai leccando e mordicchiando i capezzoli. Ci baciammo con passione. Le nostre lingue si intrecciavano con ardore e desiderio. Quella ragazza era fantastica, sensuale ed eccitante come poche… in realtà semplicemente unica!

Le accarezzai le gambe, ricoperte dagli stivali che le stavano divinamente e la rendevano ancor più sensuale e desiderabile. Salii con le mani lungo le sue cosce, fino al ventre. Con una iniziai a masturbarle il clitoride e con l’altra arrivai al suo seno per giocare di nuovo con i suoi capezzoli, diventati duri come chiodi. “si, così… fammi godere… dai, dai, sei fantastico…” mi incitava andando al galoppo sul mio cazzo. Si dimenava come se stesse cercando di domare un cavallo selvaggio. Io assecondavo i suoi movimenti pelvici accompagnandoli con altrettante spinte per farle sentire tutto il mio cazzo dentro di lei.

Sentivo il suo corpo vibrare, attraversato da fremiti e contrazioni, sempre più intense, più rapide… accelerò il galoppo… ansimava… poi rallentò spingendo con forza il suo ventre sul mio cazzo contraendo la vulva e le natiche in uno spasmo potente… quasi si fermò e urlò… un altro meraviglioso orgasmo, lungo e intenso…

Si accasciò esausta sul mio petto. Riprese fiato. “sei fantastica!” le dissi estasiato. “tu sei meraviglioso!” replicò con un filo di voce… ma visibilmente appagata e felice.

Il suono di un messaggio sul suo telefono ci richiamò all’ordine. Rispose mentre ci ricomponevamo.
Ci avviammo. Lungo il percorso volle tenermi il cazzo in mano mentre guidavo. Non ero venuto ed era ancora grosso e duro. Ogni tanto si avvicinava con la testa tra mie gambe e me lo succhiava divinamente, soprattutto quando vedeva qualche auto o camion che si affiancava… da brava porca, spudorata ed esibizionista! È estremamente difficile non distrarsi, ed è anche pericoloso, se ti fanno un pompino mentre guidi… ed Eli è bravissima ed eccitantissima!!

Riuscii a resistere, senza venire… sarebbe stato troppo pericoloso, mi sarei sicuramente distratto… Arrivammo sani e salvi sotto casa sua. Ci salutammo con bacio.

Fu l’inizio di un intenso e coinvolgente rapporto, erotico e umano che dura ancora. Oggi Eli è felicemente sposata con F, un ragazzo perfetto per lei, che ebbi la felice intuizione di presentargli al momento giusto della sua vita. F è un vero cuckold, la ama e l’adora, ricambiato da Eli, soprattutto quando lei si scopa tanti altri cazzi, in sua presenza o anche da sola… me compreso!

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nda.: gli stivali neri scamosciati (molto belli, eleganti e sensuali anche quelli!) del nostro primo incontro non sono i Louboutin, che G mi regalò non molto tempo dopo, per il mio compleanno.
scritto il
2026-06-30
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