Corna ed amicizia
di
Ingorda 18
genere
corna
Io, Cinzia e Giovanni eravamo amici sin dalle medie, poi come spesso capita perdemmo un po’ di vista Giovanni, io e Cinzia inseparabili.Poi ci eravamo ritrovati all’università. Cinzia e Giovanni presero a frequentarsi, e poi non si lasciarono più. Continuava comunque una frequentazione assidua tra me e Cinzia, uscivamo spesso a 4, io con il ragazzo di turno, lei sempre con Giovanni. Un giorno mi confessò che aveva un cazzo magnifico e che la faceva godere tantissimo , per quello non lo avrebbe mai lasciato. Inoltre andavano molto d’accordo. Passarono almeno 20 anni, Cinzia mi confidò che il sesso tra lei e Giovanni, che si erano sposati e che avevano avuto 2 figli, era improvvisamente calato. Non c’era più quella voglia da parte di Giovanni. Poi un giorno, mi confessò di aver tradito Giovanni con l’allenatore di Basket del figlio. Giovanni lo aveva scoperto e il loro rapporto era ai minimi storici. Per lei era stato solo sesso, visto che a casa non si trombava più. Non voleva perdere Giovanni. Se solo lui l’avrebbe tradita a sua volta, avrebbe pareggiato la cosa e sarebbero passati oltre. Mi guardò e mi chiese di sedurre Gio. Solo una volta, mi disse. Di te mi fido, non me lo ruberesti, sarebbe solo una chiavata. Io ero sconvolta, non poteva chiedermi una cosa del genere.
Passò qualche settimana e non tornammo sull’argomento. Io mi ritrovai a fantasticare sul cazzo di Giovanni, sempre tanto esaltato dalla mia amica. Giovanni era sempre stato un bel ragazzo, ma adesso che aveva superato i qasi 40 anni lo consideravo molto più sexy. Gli erano venute delle rughe d’espressione attorno agli occhi ed aveva i capelli leggermente brizzolati sulle tempie. La mia auto ebbe dei problemi e dovevo portarla dal meccanico, Gio si offrì di accompagnarmi. Io convivevo ma lui era spesso via per lavoro. Ero consapevole che Davide non si faceva scappare le occasioni con altre donne, in quei viaggi, ma erano singole avventure senza conseguenze, tornava, mi trattava da principessa e mi riempiva di attenzioni. Quindi me lo facevo andar bene, a quasi 40anni ero stanca della ricerca del partner perfetto. Quando era in città mi dedicava ogni attenzione e mi andava bene così. Giovanni nel viaggio di ritorno iniziò a parlare dei suoi problemi con Cinzia. Ma mentre parlava non potevo non notare il suo sguardo che si soffermava sulla scollatura e sulla cintura che mi passava attraverso al seno. Avevo messo un vestitino che non era corto, ma che sedendomi in auto aveva lasciato scoperte le cosce. Mentre cambiava le marce mi sfiorò le gambe, scusandosi, ma io non spostai la coscia e lui lo notò. Quello stuzzicarci mi eccitava. Che stavo facendo? Poi mi ricordai della supplica di Cinzia. Beh avevo la sua benedizione. Pensai a Davide, beh un bel paio di corna per vendetta se le meritava pure lui. Invitai Gio ad entrare in casa per continuare il discorso, gli offrii una birra e ne presi una anch’io. Mi confidò del tradimento di Cinzia, dei loro problemi a letto. Ma tu sai, lei ti avrà detto. Annuii prendendo altra birra. Mentre bevevo direttamente dalla bottiglia notai che continuava a guardarmi il collo e la scollatura. Poi mi disse che aveva una confessione da farmi. Aveva fatto un sogno erotico molto vivido in cui faceva sesso con me. Da quel giorno continuava a fantasticare su di me. Mi disse che non riusciva più ad avvicinarsi a Cinzia, il pensiero di lei che scopava con un’altro lo frenava. Magari se avesse pareggiato i conti… così dicendo aveva iniziato ad accarezzarmi il collo con il collo della bottiglia. Quando vide che non avevo reazione mi leccò direttamente il collo, risalendo verso l’orecchio e discendendo. Mi scappò un gemito, allora mi mise la lingua in bocca e ci baciammo a lungo, poi mi sbottonò il vestito che aveva dei bottoni davanti , mi abbassò il reggiseno senza toglierlo ed iniziò a stuzzicarmi e a mordicchiare i capezzoli, strinsi le gambe mentre mi bagnavo sempre di più, sentivo la voglia crescere e il bisogno del cazzo di Giovanni per farmela passare. Cominciai ad accarezzargli la patta, il cazzo era quasi pronto, gli tolsi i pantaloni e lui mi lasciò fare, era solo in mutande che non nascondevano la vistosa erezione. Cinzia aveva ragione, aveva un gran cazzo. Gli abbassai gli slip e mi ritrovai la sua verga davanti in tutta la sua lunghezza. Aveva davvero un bel cazzo con la cappella grossa. Cominciai a baciarlo e leccarlo, io ero ancora con il vestito slacciato, lui mi tolse del tutto il vestito mentre stavo inginocchiata davanti a lui e mi tenne la testa mentre mi faceva arrivare il cazzo in gola. Sì così bravissima. Sì sì, poi mi fece alzare di scatto, non voleva venire troppo presto. Mi disse che per fortuna si era segato prima di accompagnarmi, o con quella bocca l’avrei fatto venire in fretta, era da troppo che non scopava. Lo trascinai in camera da letto e mi buttò sul letto senza preamboli, iniziò a leccarmi la figa, mi penetrò con la lingua e poi continuò a leccarmi le pareti e a succhiare i miei umori finché non venni sconvolta dal tremito dell’orgasmo. Allora mi penetrò con le dita facendomi bagnare di nuovo, mentre mi mordeva e leccava i capezzoli. Ero di nuovo eccitatissima, allora mi penetrò alla missionaria, tutti la trovano noiosa, ma a me piace, soprattutto se un uomo ha un bel cazzo e nello scopare sa stimolare a dovere anche il monte di Venere. Sentii quella grande verga penetrarmi con decisione ed emisi un grido di godimento, poi iniziò a spingere con ritmo, muovendo il bacino in modo fantastico. Alzai bene le pelvi per fargli sentire la mia fica fino in fondo, mi baciò di nuovo e poi gli misi le gambe sulle mie spalle, nella foga il reggiseno era rimasto abbassato e le mutande erano state sfilate solo da una gamba, penzolando adesso dalla mia caviglia alla sua spalla. Cominciò a spingere più veloce, le palle che sbattevano e io suo cazzo che mi picchiava fino in fondo. La mia figa sgocciolava dí godimento mentre gridavo di piacere, sentivo gli orgasmi scuotermi, era un orgasmo multiplo, era partito come un’onda in crescendo. Si ancora si così non fermarti, come godo come godo gridavo. Poi uscì dalla fica spruzzandomi la sborra calda in faccia con il primo getto, aprii la bocca e finì di svuotarsi con altri due getti nella mia bocca. Venne pure lui gridando, aveva tantissima sborra, e finì per colare lungo il collo. Mi aiutò a pulirmi e ci tenemmo un po’ abbracciati. Che facciamo adesso? Mi chiese. Niente, risposi, tu ami tua moglie ed io amo Davide. Ci siamo solo vendicati un po’. Ma possiamo scopare ancora? Ho voglia del tuo bel culo. Gli guardai il cazzo già pronto. Solo se mi metti questo in fica, risposi allungandomi e prendendo un vibratore a forma di cazzo dal cassetto del comodino. Allora mi infilò il cazzo finto nella figa, vibrava dandomi piacere, poi mi girò e puntò la punta della grossa cappella contro il mio buchetto, lo allargò un pochino con due dita, poi entrò secco, senza troppe cerimonie. Gridai per il dolore, mentre spingeva facendo strada con il suo grosso cazzo, poi uscì e rientrò, stavolta era solo piacevole, cominciò a pomparmi il culo con decisione, mentre mi diceva chissà quel cornuto di Davide cosa direbbe, e quella troia di Cinzia, cornuti oh sì come li stiamo cornificando bene, da tutti i buchi. Io ero pienissima tra il suo grosso cazzo e il mio vibratore da 20 cm in fica. Gli orgasmi mi partivano dal culo dalla fica e dal clito che intanto mi toccavo, non capivo più un cazzo. Continuavo a spruzzare finché non sentii Gio aumentare la velocità come un indemoniato fino a venirmi nel culo, mentre sentivo la sua sborra riempirmi venni di nuovo dal culo. Che porca, che scopata, Dio… diceva Giovanni buttandosi accanto a me. Si guardò il cazzo sporco di merda e di sborra mia e sua. Ci facemmo la doccia assieme e poi tornò a casa. Ogni tanto quando ha tensioni a casa e Davide è in trasferta ci facciamo una sana scopata, lui torna a casa più rilassato ed ha ricominciato a scopare sua moglie per bene. Anch’io mi sento meglio,adesso che il mio rapporto con Davide è alla pari. Insomma siamo tutti cornuti e contenti
Passò qualche settimana e non tornammo sull’argomento. Io mi ritrovai a fantasticare sul cazzo di Giovanni, sempre tanto esaltato dalla mia amica. Giovanni era sempre stato un bel ragazzo, ma adesso che aveva superato i qasi 40 anni lo consideravo molto più sexy. Gli erano venute delle rughe d’espressione attorno agli occhi ed aveva i capelli leggermente brizzolati sulle tempie. La mia auto ebbe dei problemi e dovevo portarla dal meccanico, Gio si offrì di accompagnarmi. Io convivevo ma lui era spesso via per lavoro. Ero consapevole che Davide non si faceva scappare le occasioni con altre donne, in quei viaggi, ma erano singole avventure senza conseguenze, tornava, mi trattava da principessa e mi riempiva di attenzioni. Quindi me lo facevo andar bene, a quasi 40anni ero stanca della ricerca del partner perfetto. Quando era in città mi dedicava ogni attenzione e mi andava bene così. Giovanni nel viaggio di ritorno iniziò a parlare dei suoi problemi con Cinzia. Ma mentre parlava non potevo non notare il suo sguardo che si soffermava sulla scollatura e sulla cintura che mi passava attraverso al seno. Avevo messo un vestitino che non era corto, ma che sedendomi in auto aveva lasciato scoperte le cosce. Mentre cambiava le marce mi sfiorò le gambe, scusandosi, ma io non spostai la coscia e lui lo notò. Quello stuzzicarci mi eccitava. Che stavo facendo? Poi mi ricordai della supplica di Cinzia. Beh avevo la sua benedizione. Pensai a Davide, beh un bel paio di corna per vendetta se le meritava pure lui. Invitai Gio ad entrare in casa per continuare il discorso, gli offrii una birra e ne presi una anch’io. Mi confidò del tradimento di Cinzia, dei loro problemi a letto. Ma tu sai, lei ti avrà detto. Annuii prendendo altra birra. Mentre bevevo direttamente dalla bottiglia notai che continuava a guardarmi il collo e la scollatura. Poi mi disse che aveva una confessione da farmi. Aveva fatto un sogno erotico molto vivido in cui faceva sesso con me. Da quel giorno continuava a fantasticare su di me. Mi disse che non riusciva più ad avvicinarsi a Cinzia, il pensiero di lei che scopava con un’altro lo frenava. Magari se avesse pareggiato i conti… così dicendo aveva iniziato ad accarezzarmi il collo con il collo della bottiglia. Quando vide che non avevo reazione mi leccò direttamente il collo, risalendo verso l’orecchio e discendendo. Mi scappò un gemito, allora mi mise la lingua in bocca e ci baciammo a lungo, poi mi sbottonò il vestito che aveva dei bottoni davanti , mi abbassò il reggiseno senza toglierlo ed iniziò a stuzzicarmi e a mordicchiare i capezzoli, strinsi le gambe mentre mi bagnavo sempre di più, sentivo la voglia crescere e il bisogno del cazzo di Giovanni per farmela passare. Cominciai ad accarezzargli la patta, il cazzo era quasi pronto, gli tolsi i pantaloni e lui mi lasciò fare, era solo in mutande che non nascondevano la vistosa erezione. Cinzia aveva ragione, aveva un gran cazzo. Gli abbassai gli slip e mi ritrovai la sua verga davanti in tutta la sua lunghezza. Aveva davvero un bel cazzo con la cappella grossa. Cominciai a baciarlo e leccarlo, io ero ancora con il vestito slacciato, lui mi tolse del tutto il vestito mentre stavo inginocchiata davanti a lui e mi tenne la testa mentre mi faceva arrivare il cazzo in gola. Sì così bravissima. Sì sì, poi mi fece alzare di scatto, non voleva venire troppo presto. Mi disse che per fortuna si era segato prima di accompagnarmi, o con quella bocca l’avrei fatto venire in fretta, era da troppo che non scopava. Lo trascinai in camera da letto e mi buttò sul letto senza preamboli, iniziò a leccarmi la figa, mi penetrò con la lingua e poi continuò a leccarmi le pareti e a succhiare i miei umori finché non venni sconvolta dal tremito dell’orgasmo. Allora mi penetrò con le dita facendomi bagnare di nuovo, mentre mi mordeva e leccava i capezzoli. Ero di nuovo eccitatissima, allora mi penetrò alla missionaria, tutti la trovano noiosa, ma a me piace, soprattutto se un uomo ha un bel cazzo e nello scopare sa stimolare a dovere anche il monte di Venere. Sentii quella grande verga penetrarmi con decisione ed emisi un grido di godimento, poi iniziò a spingere con ritmo, muovendo il bacino in modo fantastico. Alzai bene le pelvi per fargli sentire la mia fica fino in fondo, mi baciò di nuovo e poi gli misi le gambe sulle mie spalle, nella foga il reggiseno era rimasto abbassato e le mutande erano state sfilate solo da una gamba, penzolando adesso dalla mia caviglia alla sua spalla. Cominciò a spingere più veloce, le palle che sbattevano e io suo cazzo che mi picchiava fino in fondo. La mia figa sgocciolava dí godimento mentre gridavo di piacere, sentivo gli orgasmi scuotermi, era un orgasmo multiplo, era partito come un’onda in crescendo. Si ancora si così non fermarti, come godo come godo gridavo. Poi uscì dalla fica spruzzandomi la sborra calda in faccia con il primo getto, aprii la bocca e finì di svuotarsi con altri due getti nella mia bocca. Venne pure lui gridando, aveva tantissima sborra, e finì per colare lungo il collo. Mi aiutò a pulirmi e ci tenemmo un po’ abbracciati. Che facciamo adesso? Mi chiese. Niente, risposi, tu ami tua moglie ed io amo Davide. Ci siamo solo vendicati un po’. Ma possiamo scopare ancora? Ho voglia del tuo bel culo. Gli guardai il cazzo già pronto. Solo se mi metti questo in fica, risposi allungandomi e prendendo un vibratore a forma di cazzo dal cassetto del comodino. Allora mi infilò il cazzo finto nella figa, vibrava dandomi piacere, poi mi girò e puntò la punta della grossa cappella contro il mio buchetto, lo allargò un pochino con due dita, poi entrò secco, senza troppe cerimonie. Gridai per il dolore, mentre spingeva facendo strada con il suo grosso cazzo, poi uscì e rientrò, stavolta era solo piacevole, cominciò a pomparmi il culo con decisione, mentre mi diceva chissà quel cornuto di Davide cosa direbbe, e quella troia di Cinzia, cornuti oh sì come li stiamo cornificando bene, da tutti i buchi. Io ero pienissima tra il suo grosso cazzo e il mio vibratore da 20 cm in fica. Gli orgasmi mi partivano dal culo dalla fica e dal clito che intanto mi toccavo, non capivo più un cazzo. Continuavo a spruzzare finché non sentii Gio aumentare la velocità come un indemoniato fino a venirmi nel culo, mentre sentivo la sua sborra riempirmi venni di nuovo dal culo. Che porca, che scopata, Dio… diceva Giovanni buttandosi accanto a me. Si guardò il cazzo sporco di merda e di sborra mia e sua. Ci facemmo la doccia assieme e poi tornò a casa. Ogni tanto quando ha tensioni a casa e Davide è in trasferta ci facciamo una sana scopata, lui torna a casa più rilassato ed ha ricominciato a scopare sua moglie per bene. Anch’io mi sento meglio,adesso che il mio rapporto con Davide è alla pari. Insomma siamo tutti cornuti e contenti
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