Il Daddy Master, oltrepassando i limiti

di
genere
sadomaso

Sono segretamente bisex, nessuno tra i miei conoscenti può minimamente immaginare le mie perversioni ne tantomeno mia moglie, con la quale sotto mia richiesta ho vissuto pazzesche esperienze cuckold.
Sono passivo, adoro palpare e assaggiare grossi membri soprattutto di uomini maturi. Provo un immenso piacere a sentirmi sottomesso, umiliato, e dentro me cova da sempre il desiderio di essere punito, di sentirmi un oggetto, di essere uno schiavo.

Sono iscritto ad una app per incontri gay, in genere la utilizzo per sfoghi occasionali. È l’una di notte, sono solo a casa, chatto con un uomo, l’immagine profilo mostra un corpo con abbigliamento di pelle, il viso non si vede, il nickname è daddy. Ha 60 anni, iniziamo a scambiare pensieri sul modo di giocare e lui mi invia delle foto di fruste, lettino da massaggi, e dildo. Mi chiede di mostrargli il mio viso e dopo aver valutato mi invia l’indirizzo, prendo un taxi e lo raggiungo.
Mi attende all’angolo della strada, capelli grigi, barba lunga grigia, più basso di me, un metro e sessanta circa, mi invita a seguirlo. Entriamo nel suo appartamento, piccolo in un nuovo stabile, mi offre da bere un po’ d’acqua poi mi invita a denudarmi e sdraiarmi sul lettino, lo faccio e mentre mi sdraio gli chiedo se sarebbe opportuno abbassare la tapparella, lui declina, mi lascia solo in cucina, dove giaccio sul lettino e torna poco dopo con un frustino.
Il lettino ha un buco per il viso e un buco per il membro.
Sento la prima frustata sul sedere, mi eccito, la seconda, la terza… sono leggere, non è aggressivo, ha esperienza. Gli chiedo di legarmi, non se lo fa ripetere, prende delle corde, inizia dalle caviglie, poi i polsi, infine il membro. Non mi aspettavo minimamente che esistessero pratiche dov’è il membro viene legato eppure appena quelle corde hanno cominciato a stringere sul pene e i testicoli un’eccitazione immensa mi ha avvolto. Le corde accarezzano e stringono il mio pene l’eccitazione prende il sopravvento, provo un piacere diverso, indefinibilmente bello.
Il Daddy riprende a frustarmi, io resisto alla frequenza e potenza sempre più intense di quelle attrezzature, poi gli chiedo la gag in bocca e vengo accontentato. Daddy infila la palla in una busta di plastica e poi nella mia bocca, che bella sensazione. Passano pochi secondi le frustate ricominciano, adesso è una frusta con catene, le sento graffiarmi il sedere, le sento sbattere contro i miei glutei quasi innocenti, fanno male, sono le frustate più dolorose dall’inizio della sessione.
Daddy cambia le fruste con frequenza, andando a prenderle sempre dalla camera da letto. Torna l’ennesima volta, io lo guardo, ha preso una paletta, mi guarda, mi si avvicina e non so da dove prende qualcosa per bendarmi e allo stesso tempo mi libera la bocca chiedendomi come mi sento.
Il mio sedere sente piacere, un piacere immane, chiedo ancora di punirmi e lui lasciando la mia bocca libera mi chiede di contare.
Poco dopo il primo colpo con la paletta, un dolore assurdo, uno schiaffo enorme sul mio culo e io che dico “uno!”
Poi il secondo, “due”! Poi ancora e ancora. Dal decimo conto lagnandomi e stringendo i denti e al ventesimo sento un colpo fortissimo che spinge fuori dalla mia gola un urlo di dolore. Sono immobilizzato, il mio membro è incredibilmente eccitato, la mia voce tremante, i miei occhi lacrimano.
“Mi fermo?” Mi chiede.
“No, continua, ti prego.” Rispondo.
Daddy si sposta, sento i passi, poi delle mani che mi tappano ancora la bocca con il gag e un attimo dopo qualcosa di freddo, un liquidò, un gel passarmi tra le natiche e un dito inoltrarsi nel mio prepuzio. Istintivamente faccio dei movimenti con il bacino e sento lui ordinarmi di non muovermi e un attimo dopo una frustata colpirmi sulla schiena, la prima dall’inizio della sessione. Un forte dolore mi attraversa il corpo, poi ne arriva una seconda e una terza accompagnati dalla voce che mi impone di non muovermi. Stringo la palla in bocca, e sento qualcosa penetrarmi, non un dito, un oggetto. Si fa spazio tra le mie natiche, sento dolore, strozzo urla, e d’improvviso mi sento riempire, una parte di me vuole svenire ma desisto.
Muovo ancora il bacino e ricevo altri colpi con la paletta che colpiscono allo stesso tempo come un martello l’oggetto conficcatomi dentro e a quel punto una mano mi tocca il membro, lo accarezza e masturba, mi lascio andare ad una venuta pazzesca, indescrivibile.
Resto sul lettino a pancia in giù, immobilizzato, con la bocca tappata e gli occhi coperti mentre sento nel mio sedere il giocattolo per diversi minuti.
Non so cosa succeda intorno, attendo.
Sento Daddy, mi chiede se voglio fermarmi e faccio un movimento negativo con la testa, sento quindi una mano poggiarsi sul sedere, palparmi e poi il dildo essere sfilato, sentendomi improvvisamente svuotato. Daddy inizia a slegarmi, non capisco il motivo ma lascio fare. Mi libera di tutto e si complimenta con me, capisco quindi che la sessione è terminata, forse un incomprensione ma va bene così.

Mi rivesto e iniziamo a parlare, daddy mi mostra la camera da letto, precisamente l’armadio, un numero infinito di fruste di vario genere, dildo di grandezze esagerate per un sedere umano,attrezzatura Bdsm da vero esperto. Sono attratto, desidero ancora vivere momenti forti e ci promettendoci un nuovo incontro gli parlo delle mie immense fantasie riguardanti il mio desiderio di sentirmi schiavo, di essere uno schiavo, di essere sottomesso, usato e punito, di voler raggiungere i miei limiti e lui mi mostra i dildo enormi che ha acquistato, enormi.
“Li hai davvero usati?” Gli chiedo.
“Si.”
Faccio fatica a crederci, dildo Monster, forme naturali e fantasiose, li desidero ma ho paura.
Ci salutiamo stringendoci la mano e promettendoci ancora di rincontrarci.
Torno a casa, mi guardo allo specchio. Ho il sedere rosso con segni rialzati e delle gocce di sangue, desidero rifarlo, desidero di più.
scritto il
2026-06-28
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