Una suocera vogliosa 2
di
Ounegni
genere
voyeur
Susanna esce dalla vasca, si asciuga, non ne ne vedo il viso, sembra essere naturale. Si riveste lì dentro, non so che fare, se farmi trovare lì inginocchiato o no. Mi sollevo, mi sposto. Lei esce dal bagno un attimo dopo, viene in soggiorno, guarda l’orario:
“Emma torna a breve giusto?” Mi chiede se sua figlia tornerà in breve tempo da lavoro.
“Si.” Rispondo.
Susanna prende il suo borsone, lo porta con sé in camera da letto e chiude la porta alle sue spalle, esce poco dopo vestita con jeans e maglietta. Susanna mi ignora, i suoi atteggiamenti indicano che non mi ha sentito, che ciò che ha fatto era solo una masturbazione privata, come se non avesse voluto mostrarsi, sono confuso.
Emma torna, la giornata prosegue, con Susanna non vivo altre situazioni.
Sono passati due anni da quell’esperienza trasgressiva vissuta oltre la porta del bagno e sono giunto a casa dei miei suoceri per trascorrervi una settimana.
In questi giorni c’è tensione tra me e loro in quanto come sempre si intromettono nel rapporto tra me e la loro figlia.
È mattina, sono passati alcuni giorni da quando siamo arrivati. Sono sceso al piano inferiore dove vi è il balcone per la mia routine quotidiana, in casa dormono tutti.
Rientro in soggiorno e vedo Susanna in cucina, prepara un caffè. Ci salutiamo educatamente poi vado in bagno e dopodiché torno in soggiorno. Susanna mi raggiunge con la cesta dei vestiti bagnati appena usciti dalla lavatrice, inizia a stenderli e la osservo. Indossa una vestaglia bianca trasparente con la quale ha dormito, non ha il reggiseno, ha le mutande. Il mio occhio cade sul suo corpo, sui suoi seni dondolanti mentre si china, mi butta un’occhiata andando via.
La giornata scorre, ogni tanto mi sento osservato ma limito i pensieri cattivi.
È sera, sono seduto sul divano da solo a finire di vedere una partita di calcio, da poco mio suocero è andato a letto, mia moglie e mia suocera erano al piano superiore.
Sono le 22.30 circa, la partita volge al termine, Susanna entra in soggiorno mentre bevo il mio bicchiere di vino.
Indossa la stessa vestaglia del mattino, deduco sia il suo pigiama.
“Bevo un bicchiere anche io.” Mi dice versando il contenuto della bottiglia.
Si siede sulla poltrona di fianco al divano, inizia a guardare il telefono. Con la coda dell’occhio la osservo, ha gli occhiali, vedo i seni oltre la veste, vedo i capezzoli e ripenso a quando ci siamo masturbati oltre la porta del bagno. Susanna alza lo sguardo, mi becca mentre la guardo, mi sorride poi inizia a parlarmi cercando di influenzarmi nelle scelte familiari, rigetto le sue proposte.
Mentre le parlo i miei occhi cadono sui seni, è più forte di me e lei lo sa, con l’avambraccio spinge uno dei seni facendolo sollevare e schiacciare sull’altro, mi parla in modo delicato, sento dentro me il desiderio di farci sesso e credo che il mio volto mostri lo stesso ma resto fermo al mio posto a riempire ancora il bicchiere.
Susanna si alza, va in cucina, torna poco dopo, meno di un minuto, si siede ancora sulla poltrona accavallando le gambe e tirandosi nel movimento la veste; la coscia è tutta fuori, intravedo la fine del gluteo floscio. Non parliamo.
La partita è finita, il mio sguardo verso il telefono, i miei occhi verso lei che sento mi osserva così come faccio io.
“Riempi il bicchiere?” Mi chiede, lo faccio.
Susanna posa il telefono e si allunga per prendere il bicchiere, mi sorride nel farlo. Poi lo posa, si alza, va vicino al televisore a guardare dentro ad una anta del mobile, guarda prima sopra, poi sotto chinandosi, piegandosi con grande elasticità muscolare, sollevandosi il vestito spudoratamente e mostrandomi nel mezzo del sedere la vagina, ha tolto le mutande, probabilmente quando era andata in cucina. Resta piegata diversi secondi, mi lascia guardare, sa che voglio vederla. Si risolleva, il vestito è rimasto un po’ piegato sui fianchi, una parte di sedere è fuori.
“Vado in bagno.” Mi dice.
Perché me lo dice? Un pensiero immediato mi avvolge, vuole che la spio. Va prima in cucina, poi nel bagno del piano inferiore, un bagno di servizio. Sento la porta chiudersi e dopo qualche secondo la raggiungo, mi chino e sbircio.
Il bagno è piccolo, appena dentro vi è il lavandino poi il water, senza bidet, con il doccino. Susanna è ferma di fronte alla serratura, la sua vagina a venti centimetri dal buco, si massaggia, la situazione è chiara. Con le dita si allarga le labbra vaginali consapevole che guardo, il mio respiro si fa più affannato, il mio membro duro.
Si volta di spalle mi lascia guardare il sedere floscio mentre le sue mani lo palpano, è un chiaro invito, faccio un lieve rumore toccando la porta e resto a spiare. Voglio che capisca che ci sono.
Il suo vestito si abbassa, lei lo aggiusta, l’imbarazzo mi avvolge, la porta si apre e scatto in piedi facendo un passo verso la cucina, mi immagino rosso in viso, sono accaldato. Susanna esce dal bagno, io faccio altri passi dandole le spalle.
Non parla, non parlo neanche io, sento i passi e mi volto vedendola camminare verso il soggiorno, la raggiungo.
È chinata con la veste sollevata sopra i fianchi, il sedere mi è offerto, penso sia il momento, vado verso lei, determinato e le poggio una mano tra i glutei. Susanna si solleva:
“No no.” Si lascia scivolare la veste sul corpo e si allontana tornando in camera sua.
Una provocazione spudorata culminata con un rifiuto.
Vado a letto eccitato e umiliato.
Al mattino mi sveglio presto, ho dormito poco e male, mi sono masturbato in piena notte.
Dopo la routine sento dei rumori, sento qualcuno che scende per le scale.
“Buongiorno.” Mi dice lei con lo sguardo assonato, la veste e le mutande. Ricambio e resto sul divano. Passano pochi minuti, sento che prepara il suo cappuccino con latte montato automaticamente, poi mi raggiunge bevendolo.
“Non ricordavo ti svegliassi sempre così presto?” Mi dice.
“Non è casa mia, non sono a mio agio.”
Susanna beve sorseggiando la sua bevanda, mi butta occhiate ma non dice niente di inerente al giorno prima, alla sera prima. Io ricambio alle occhiate, ci scambiamo sorrisi e lascio che noti che le guardo i seni.
È una situazione acconsenziente, senza parlarne.
Susanna termina il cappuccino, torna in camera e si copre di più.
Scorre anche questa giornata durante la quale evitiamo qualsiasi contatto e sguardo come se ci fossimo accordati sul nostro gioco segreto. La sera come sempre mi trattengo con mio suocero finché lui cede e va a letto . È tardi, più tardi di ieri, è mezzanotte. Sono solo da ormai una ventina di minuti, domani ripartirò e tornerò a casa.
Sono nel silenzio, la tv è spenta, mi godo gli ultimi bicchieri di vino avanti al telefono. Quando sento dei passi sulla scala, attendo. Non ho visuale sulla cucina, dovrei sollevarmi e non lo faccio, sento i rumori, sento qualcosa ma non so cosa poi i passi vengono verso me ed entra in stanza Susanna.
“Non dormi?” Mi chiede.
“Tra un po’.” Ci sorridiamo e la guardo: Solita veste da notte, seni visibili, forse senza intimo ma non ne sono certo. Dopo avermi parlato torna indietro e sento che si chiude in bagno, non perdo tempo e vado ancora a spiare.
Si è seduta sul water, le vedo il corpo e il viso, lei guarda verso la porta, verso la serratura ed è ferma. Di proposito faccio un rumore contro la porta, delicato, giusto per farle capire che ci sono ed inizia lo show.
Susanna sorride, ha in mano una zucchina di grosse dimensioni, si sfila i seni uscendoli oltre il collo della veste, poi la stessa la tira su ed allargando le gambe inizia a penetrarsi. I movimenti sono lenti e il suo viso costantemente verso me. Il mio membro è duro e inizio a masturbarmi silenziosamente, terrorizzato dall’essere scoperto da chi riposa al piano superiore.
Passano un paio di minuti così, delicati, poi Susanna solleva una gamba e poggiando il piede sul lavandino la tiene sollevata, continua a masturbarsi infilandosi l’ortaggio dentro e fuori la vulva , il suo respiro è più forte, il suo viso voglioso, il suo ventre morbido. Si ferma quando credo raggiunga l’orgasmo, dopo aver mosso con movimenti ritmici il bacino e l’addome poi si raddrizza sul water e infine si solleva ricomponendosi, lo spettacolo è finito, il mio membro è duro, continuo a masturbarmi. Ho la testa poggiata alla porta, ci sbatto piano, non spio più , sento il rubinetto aperto ma non spio, lascio lo sperma sbattere contro la porta.
Mi alzo, vado a prendere della carta a pochi metri di distanza e mentre mi pulisco il membro lei esce dal bagno. Non mi imbarazzo, continuo a pulirmi, lei si avvicina guardandomi, poggia la zucchina dinanzi a me, di fianco al rotolo, poi ne prende alcuni fogli e va a pulire sulla porta mentre io la osservo.
Mi passa ancora vicino, allunga la mano chiedendomi la carta da me usata e dopo averla avuta butta tutto nell’immondizia. Ci sorridiamo, non capisco più nulla, lei prende un bicchiere, lo riempie con del vino e sorseggia. Siamo a pochi metri, lei mi dà le spalle, si volta un attimo e vede che la osservo, passano pochi secondi e si solleva il vestito, desidera essere desiderata, mi invita e non mi guarda. Il suo sedere è scoperto, è morbido, è maturo.
Prendo ancora coraggio, mi avvicino ma non la tocco, le resto a pochi centimetri di distanza, siamo in silenzio, lei è avanti a me che si tiene a veste all’altezza dei fianchi, il mio membro pulsa, mi avvicino ancora e lo poggio da sotto ancora coperto oltre mutande e pantaloncino, mentre la mia bocca si avvicina al suo collo oltre i suoi capelli corti.
Susanna spinge il sedere contro me, il contatto è spinto, poggia il bicchiere sulla cucina e di conseguenza le mani mentre io poggio le mie sui suoi fianchi, scorro poggiandole fino si seni e li stringo. Appena i suoi seni vengono stretti lei si lascia andare ad un respiro, butta fuori l’aria trattenuta in quei secondi e inizia a fare dei movimenti leggeri di spinta del bacino contro me. I nostri respiri sono più forti, le mie mani le stringono i seni, il mio membro è irrigidito.
“No,no.” Esorta Susanna.
Continuo a stringerla con una mano mentre con l’altra scivolo tra le sue gambe, sorpasso il ventre e le mie dita si perdono nella vulva, la massaggio, le sono addosso, i respiri sono più intensi.
Vengo spinto dal suo corpo.
“No, no, stop.” Mi dice e abbassandosi la veste si sposta, senza guardarmi in viso e sale su per le scale.
Sono in cucina, la sua zucchina poggiata sul mobile, il membro in piena erezione.
Il cuore si fa sentire, l’adrenalina, la tensione, mi sposto quindi in soggiorno e cerco di rilassarmi.
Ricevo un messaggio sul telefono.
“Non spezziamo il gioco.”
Rispondo con “ok.”
Passano un paio di minuti, sento di nuovo i passi sulla scala, attendo.
Susanna entra in soggiorno dove sono seduto sul divano, ha in mano la veste ed è totalmente nuda. Cammina avanti a me, senza guardarmi, si lascia guardare, si ferma avanti alla tv dandomi le spalle e finge di cercare qualcosa lasciandomi spazio per osservare il suo corpo non perfetto.
Due intensi minuti trascorrono, durante i quali ho uscito il membro e ho iniziato a masturbarmi mentre lei mi da le spalle, poi si volta mi guarda e sorride quando nota il mio membro fuori e sfila verso la cucina:
“Cancella i messaggi”. Mi dice, lo faccio.
Sono rimasto solo in soggiorno, lei in cucina, ho capito che non posso fare mosse, devo solo godermi lo show che mi offre.
“Emma torna a breve giusto?” Mi chiede se sua figlia tornerà in breve tempo da lavoro.
“Si.” Rispondo.
Susanna prende il suo borsone, lo porta con sé in camera da letto e chiude la porta alle sue spalle, esce poco dopo vestita con jeans e maglietta. Susanna mi ignora, i suoi atteggiamenti indicano che non mi ha sentito, che ciò che ha fatto era solo una masturbazione privata, come se non avesse voluto mostrarsi, sono confuso.
Emma torna, la giornata prosegue, con Susanna non vivo altre situazioni.
Sono passati due anni da quell’esperienza trasgressiva vissuta oltre la porta del bagno e sono giunto a casa dei miei suoceri per trascorrervi una settimana.
In questi giorni c’è tensione tra me e loro in quanto come sempre si intromettono nel rapporto tra me e la loro figlia.
È mattina, sono passati alcuni giorni da quando siamo arrivati. Sono sceso al piano inferiore dove vi è il balcone per la mia routine quotidiana, in casa dormono tutti.
Rientro in soggiorno e vedo Susanna in cucina, prepara un caffè. Ci salutiamo educatamente poi vado in bagno e dopodiché torno in soggiorno. Susanna mi raggiunge con la cesta dei vestiti bagnati appena usciti dalla lavatrice, inizia a stenderli e la osservo. Indossa una vestaglia bianca trasparente con la quale ha dormito, non ha il reggiseno, ha le mutande. Il mio occhio cade sul suo corpo, sui suoi seni dondolanti mentre si china, mi butta un’occhiata andando via.
La giornata scorre, ogni tanto mi sento osservato ma limito i pensieri cattivi.
È sera, sono seduto sul divano da solo a finire di vedere una partita di calcio, da poco mio suocero è andato a letto, mia moglie e mia suocera erano al piano superiore.
Sono le 22.30 circa, la partita volge al termine, Susanna entra in soggiorno mentre bevo il mio bicchiere di vino.
Indossa la stessa vestaglia del mattino, deduco sia il suo pigiama.
“Bevo un bicchiere anche io.” Mi dice versando il contenuto della bottiglia.
Si siede sulla poltrona di fianco al divano, inizia a guardare il telefono. Con la coda dell’occhio la osservo, ha gli occhiali, vedo i seni oltre la veste, vedo i capezzoli e ripenso a quando ci siamo masturbati oltre la porta del bagno. Susanna alza lo sguardo, mi becca mentre la guardo, mi sorride poi inizia a parlarmi cercando di influenzarmi nelle scelte familiari, rigetto le sue proposte.
Mentre le parlo i miei occhi cadono sui seni, è più forte di me e lei lo sa, con l’avambraccio spinge uno dei seni facendolo sollevare e schiacciare sull’altro, mi parla in modo delicato, sento dentro me il desiderio di farci sesso e credo che il mio volto mostri lo stesso ma resto fermo al mio posto a riempire ancora il bicchiere.
Susanna si alza, va in cucina, torna poco dopo, meno di un minuto, si siede ancora sulla poltrona accavallando le gambe e tirandosi nel movimento la veste; la coscia è tutta fuori, intravedo la fine del gluteo floscio. Non parliamo.
La partita è finita, il mio sguardo verso il telefono, i miei occhi verso lei che sento mi osserva così come faccio io.
“Riempi il bicchiere?” Mi chiede, lo faccio.
Susanna posa il telefono e si allunga per prendere il bicchiere, mi sorride nel farlo. Poi lo posa, si alza, va vicino al televisore a guardare dentro ad una anta del mobile, guarda prima sopra, poi sotto chinandosi, piegandosi con grande elasticità muscolare, sollevandosi il vestito spudoratamente e mostrandomi nel mezzo del sedere la vagina, ha tolto le mutande, probabilmente quando era andata in cucina. Resta piegata diversi secondi, mi lascia guardare, sa che voglio vederla. Si risolleva, il vestito è rimasto un po’ piegato sui fianchi, una parte di sedere è fuori.
“Vado in bagno.” Mi dice.
Perché me lo dice? Un pensiero immediato mi avvolge, vuole che la spio. Va prima in cucina, poi nel bagno del piano inferiore, un bagno di servizio. Sento la porta chiudersi e dopo qualche secondo la raggiungo, mi chino e sbircio.
Il bagno è piccolo, appena dentro vi è il lavandino poi il water, senza bidet, con il doccino. Susanna è ferma di fronte alla serratura, la sua vagina a venti centimetri dal buco, si massaggia, la situazione è chiara. Con le dita si allarga le labbra vaginali consapevole che guardo, il mio respiro si fa più affannato, il mio membro duro.
Si volta di spalle mi lascia guardare il sedere floscio mentre le sue mani lo palpano, è un chiaro invito, faccio un lieve rumore toccando la porta e resto a spiare. Voglio che capisca che ci sono.
Il suo vestito si abbassa, lei lo aggiusta, l’imbarazzo mi avvolge, la porta si apre e scatto in piedi facendo un passo verso la cucina, mi immagino rosso in viso, sono accaldato. Susanna esce dal bagno, io faccio altri passi dandole le spalle.
Non parla, non parlo neanche io, sento i passi e mi volto vedendola camminare verso il soggiorno, la raggiungo.
È chinata con la veste sollevata sopra i fianchi, il sedere mi è offerto, penso sia il momento, vado verso lei, determinato e le poggio una mano tra i glutei. Susanna si solleva:
“No no.” Si lascia scivolare la veste sul corpo e si allontana tornando in camera sua.
Una provocazione spudorata culminata con un rifiuto.
Vado a letto eccitato e umiliato.
Al mattino mi sveglio presto, ho dormito poco e male, mi sono masturbato in piena notte.
Dopo la routine sento dei rumori, sento qualcuno che scende per le scale.
“Buongiorno.” Mi dice lei con lo sguardo assonato, la veste e le mutande. Ricambio e resto sul divano. Passano pochi minuti, sento che prepara il suo cappuccino con latte montato automaticamente, poi mi raggiunge bevendolo.
“Non ricordavo ti svegliassi sempre così presto?” Mi dice.
“Non è casa mia, non sono a mio agio.”
Susanna beve sorseggiando la sua bevanda, mi butta occhiate ma non dice niente di inerente al giorno prima, alla sera prima. Io ricambio alle occhiate, ci scambiamo sorrisi e lascio che noti che le guardo i seni.
È una situazione acconsenziente, senza parlarne.
Susanna termina il cappuccino, torna in camera e si copre di più.
Scorre anche questa giornata durante la quale evitiamo qualsiasi contatto e sguardo come se ci fossimo accordati sul nostro gioco segreto. La sera come sempre mi trattengo con mio suocero finché lui cede e va a letto . È tardi, più tardi di ieri, è mezzanotte. Sono solo da ormai una ventina di minuti, domani ripartirò e tornerò a casa.
Sono nel silenzio, la tv è spenta, mi godo gli ultimi bicchieri di vino avanti al telefono. Quando sento dei passi sulla scala, attendo. Non ho visuale sulla cucina, dovrei sollevarmi e non lo faccio, sento i rumori, sento qualcosa ma non so cosa poi i passi vengono verso me ed entra in stanza Susanna.
“Non dormi?” Mi chiede.
“Tra un po’.” Ci sorridiamo e la guardo: Solita veste da notte, seni visibili, forse senza intimo ma non ne sono certo. Dopo avermi parlato torna indietro e sento che si chiude in bagno, non perdo tempo e vado ancora a spiare.
Si è seduta sul water, le vedo il corpo e il viso, lei guarda verso la porta, verso la serratura ed è ferma. Di proposito faccio un rumore contro la porta, delicato, giusto per farle capire che ci sono ed inizia lo show.
Susanna sorride, ha in mano una zucchina di grosse dimensioni, si sfila i seni uscendoli oltre il collo della veste, poi la stessa la tira su ed allargando le gambe inizia a penetrarsi. I movimenti sono lenti e il suo viso costantemente verso me. Il mio membro è duro e inizio a masturbarmi silenziosamente, terrorizzato dall’essere scoperto da chi riposa al piano superiore.
Passano un paio di minuti così, delicati, poi Susanna solleva una gamba e poggiando il piede sul lavandino la tiene sollevata, continua a masturbarsi infilandosi l’ortaggio dentro e fuori la vulva , il suo respiro è più forte, il suo viso voglioso, il suo ventre morbido. Si ferma quando credo raggiunga l’orgasmo, dopo aver mosso con movimenti ritmici il bacino e l’addome poi si raddrizza sul water e infine si solleva ricomponendosi, lo spettacolo è finito, il mio membro è duro, continuo a masturbarmi. Ho la testa poggiata alla porta, ci sbatto piano, non spio più , sento il rubinetto aperto ma non spio, lascio lo sperma sbattere contro la porta.
Mi alzo, vado a prendere della carta a pochi metri di distanza e mentre mi pulisco il membro lei esce dal bagno. Non mi imbarazzo, continuo a pulirmi, lei si avvicina guardandomi, poggia la zucchina dinanzi a me, di fianco al rotolo, poi ne prende alcuni fogli e va a pulire sulla porta mentre io la osservo.
Mi passa ancora vicino, allunga la mano chiedendomi la carta da me usata e dopo averla avuta butta tutto nell’immondizia. Ci sorridiamo, non capisco più nulla, lei prende un bicchiere, lo riempie con del vino e sorseggia. Siamo a pochi metri, lei mi dà le spalle, si volta un attimo e vede che la osservo, passano pochi secondi e si solleva il vestito, desidera essere desiderata, mi invita e non mi guarda. Il suo sedere è scoperto, è morbido, è maturo.
Prendo ancora coraggio, mi avvicino ma non la tocco, le resto a pochi centimetri di distanza, siamo in silenzio, lei è avanti a me che si tiene a veste all’altezza dei fianchi, il mio membro pulsa, mi avvicino ancora e lo poggio da sotto ancora coperto oltre mutande e pantaloncino, mentre la mia bocca si avvicina al suo collo oltre i suoi capelli corti.
Susanna spinge il sedere contro me, il contatto è spinto, poggia il bicchiere sulla cucina e di conseguenza le mani mentre io poggio le mie sui suoi fianchi, scorro poggiandole fino si seni e li stringo. Appena i suoi seni vengono stretti lei si lascia andare ad un respiro, butta fuori l’aria trattenuta in quei secondi e inizia a fare dei movimenti leggeri di spinta del bacino contro me. I nostri respiri sono più forti, le mie mani le stringono i seni, il mio membro è irrigidito.
“No,no.” Esorta Susanna.
Continuo a stringerla con una mano mentre con l’altra scivolo tra le sue gambe, sorpasso il ventre e le mie dita si perdono nella vulva, la massaggio, le sono addosso, i respiri sono più intensi.
Vengo spinto dal suo corpo.
“No, no, stop.” Mi dice e abbassandosi la veste si sposta, senza guardarmi in viso e sale su per le scale.
Sono in cucina, la sua zucchina poggiata sul mobile, il membro in piena erezione.
Il cuore si fa sentire, l’adrenalina, la tensione, mi sposto quindi in soggiorno e cerco di rilassarmi.
Ricevo un messaggio sul telefono.
“Non spezziamo il gioco.”
Rispondo con “ok.”
Passano un paio di minuti, sento di nuovo i passi sulla scala, attendo.
Susanna entra in soggiorno dove sono seduto sul divano, ha in mano la veste ed è totalmente nuda. Cammina avanti a me, senza guardarmi, si lascia guardare, si ferma avanti alla tv dandomi le spalle e finge di cercare qualcosa lasciandomi spazio per osservare il suo corpo non perfetto.
Due intensi minuti trascorrono, durante i quali ho uscito il membro e ho iniziato a masturbarmi mentre lei mi da le spalle, poi si volta mi guarda e sorride quando nota il mio membro fuori e sfila verso la cucina:
“Cancella i messaggi”. Mi dice, lo faccio.
Sono rimasto solo in soggiorno, lei in cucina, ho capito che non posso fare mosse, devo solo godermi lo show che mi offre.
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