Ultimo dell'anno ad Amsterdam #3

di
genere
confessioni

Rientrammo in camera e l'impatto fu un caldo umido che ci investì in faccia. La stanza era un casino di roba buttata ovunque: i trolley aperti, i vestiti del giorno prima a terra, le nostre nuove borse per lo shopping sfatte su una sedia. La moquette invitava comunque a stare scalze. Faceva un caldo infernale, il termosifone sembrava un forno. Il bagno era una scatolina per formiche dove a malapena ci si girava.

Iniziammo i lenti preparativi per la notte di San Silvestro. "Io vado per prima a fare la doccia," annunciai, lasciando cadere il piumino a terra.

Dalla doccia sentivo le loro voci e i rumori dalla stanza. Marta, con la sua solita efficienza da alcolizzata organizzata, tirò fuori gli outfit scelti per la serata. Poi, per il caldo e perché l'alcol aveva già sciolto ogni inibizione, le due si sfilano tutto rimanendo in mutande e reggiseno. Sentii il rumore del vetro e del ghiaccio, poi Marta che urlava: "Vodka lemon super strong per le mie guerriere!" Subito dopo, il profumo acre dell'erba che Chiara stava rullando con cura.

Le sentivo ridere e dire cazzate. "Ma seriamente, chi se lo scopa uno con il cazzo piccolo?" era la voce di Chiara. "È come guidare una macchina senza sterzo, vai dritta contro un muro." "Non è vero," rispose Marta, "ma che cazzo c'entra la macchina?" Poi presero in giro me. "Silvia, ma sei pazza a uscire con questa minigonna? Stasera ti gelano le chiappe." E poi la battuta che mi fece ridere sotto l'acqua calda: "Vabbè, almeno la tua passera non partirà freddo, è così pelosa che ha già il suo cappotto invernale."

Uscii dalla doccia, avvolta in un asciugamano, ed entrò Chiara. Mi asciugai, mi sedetti sul letto e, senza problemi, restai nuda. Tra di noi era normale. Infilai il perizoma nero a filo, presi il vodka lemon che Marta mi porse e mi stesi sul letto, sentendo l'alcol che mi saliva subito alla testa. Chiara uscì dal bagno tutta nuda, già asciugata, e si mise a spalmarsi la crema sul corpo con calma. Chiara è bassa e magra, quasi ossuta, con la pelle bianca e lentigini ovunque. Ha un seno piccolo, con dei capezzoli piccoli e scuri. La sua fica è completamente depilata, una fessura liscia e rosa che si intravedeva quando si muoveva. Sulla schiena, in mezzo alle scapole, ha un tatuaggio di una piccola fata nera, e un anello nell'ombelico. Infilò le mutandine e si stese sul letto accanto a me, anch'essa pronta per il cocktail.

La camera era sempre più un casino. Pochi minuti dopo, la voce di Marta dal bagno: "Silvia, amore, passami il rasoio che mi devo fare le gambe e le ascelle, sennò stanotte sembro una scimmia!". Quando uscì, si tolse l'asciugamano con un gesto teatrale. Marta è leggermente sovrappeso, con le curve morbide e un seno grande e pesante che le cade un po', con dei capezzoli grandi e color caffellatte. I capelli sono un castano scuro, riccio e selvaggio che le incornicia il viso tondo. Ha la fica con i peli scuri, non folta come la mia ma tagliata corta. I suoi piedi, invece, sono una meraviglia, piccoli e proporzionati, con le dita lunghe e curate, un contrasto strano con il resto del suo corpo disinvolto. Si sedette sul divanetto, restò completamente nuda e accavallò la gamba, continuando a bere il suo drink come se fosse la cosa più normale del mondo.

Non avevamo fretta. Fumammo la canna di Chiara, bevemmo il secondo drink, e solo dopo, con una lentezza esasperata, decidemmo di vestirci I nostri outfit erano più o meno simili: minigonne nere di pelle o jeans, collant neri spessi per proteggerci dal freddo, e maglioncini di lana a collo alto. Decidemmo di non mettere i tacchi, una mossa di intelligenza superiore. Io rinnovai i miei anfibi rosa, Chiara indossa i suoi soliti stivali neri al ginocchio e Marta un paio di Dr. Martens. Mi truccai in modo sobrio, solo un po' di mascara e un gloss.

Appena fummo pronte, ci guardammo. Eravamo un trio perfetto. Uscimmo dall'hotel e guardai l'orologio: erano già le 22:30. La notte era appena iniziata.
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2026-08-05
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