L'Arte dell'Erotismo Fallito
di
Fuuka
genere
comici
Fuuka e Martina erano sedute sul letto, circondate da una distesa apocalittica di patatine, due lattine di Coca Zero e il portatile di Martina che rischiava di morire di batteria. Fuori pioveva quel tipo di pioggia milanese che sembra prendersela personalmente con te.
«Senti» disse Martina, con l’aria di chi ha appena avuto un’illuminazione geniale dopo tre ore di YouTube, TikTok e stronzate varie, «scriviamo un racconto erotico. Insieme. Tipo sfida.»
Fuuka, che stava mangiando la quarta manciata di patatine, si fermò con la mano a mezz’aria. «Erotic… cosa? Ma noi due?»
«Esatto. Sarà comico. O tragico. O tragicomico. Comunque sarà virale su Wattpad.»
Fuuka alzò un sopracciglio. «Tu hai mai scritto qualcosa di erotico che non fosse “lui le sfiorò la coscia e lei arrossì”?»
«No. Ma ho letto tanto. E poi, quanto può essere difficile? È solo… roba di corpi. E sospiri. E… liquidi.»
Fuuka rise così forte che sputò una patatina sul lenzuolo. «Liquidi. Madonna, già parti forte.»
Martina aprì un documento Word nuovo, lo intitolò “CAPOLAVORO_EROTICO_V1.docx” e scrisse la prima frase ad alta voce:
«Il suo torace muscoloso si alzava e si abbassava come onde dell’oceano in tempesta.»
Silenzio di tre secondi.
Fuuka: «…Torace muscoloso? Ma chi è, un modello di Calvin Klein o un muratore sotto steroidi?»
«Zitta, è solo l’inizio. Dobbiamo scaldarci.»
Martina continuò a digitare:
«Le sue mani forti afferrarono i fianchi morbidi di lei, attirandola a sé con passione selvaggia.»
Fuuka si sporse. «Fianchi morbidi? Sembriamo due brioche. E poi “passione selvaggia”? Sembra la didascalia di un documentario su Discovery Channel.»
Martina cancellò tutto ridendo. «Ok, ok. Facciamo più realistico. Tu detta, io scrivo.»
Fuuka si schiarì la voce, cercando di sembrare seria.
«Lei lo guardò negli occhi. Erano occhi… color nocciola. No, aspetta, color caffè bruciato. No, color… merda di piccione dopo la pioggia.»
Martina sbatté la fronte sulla tastiera. «Fuuka, ti prego.»
«Che c’è? È poetico!»
Dopo dieci minuti di risate isteriche riuscirono a produrre la prima scena vera.
Scena 1 – Il Bacio Incandescente
Le loro labbra si incontrarono in un bacio famelico. La lingua di lui esplorò la bocca di lei come un esploratore in una caverna sconosciuta, attento a non sbattere contro i denti. Lei gemette piano, un suono che ricordava vagamente un gatto che sta per vomitare un gomitolo.
Martina si fermò. «Un gatto che vomita? Fuuka, ma che cazzo.»
«Era per dire che era un gemito spontaneo! Non da film porno!»
«Sembra che lei abbia la nausea. Cancella.»
Provarono di nuovo.
Le loro lingue danzarono insieme in una sinfonia di saliva e desiderio. Il sapore di lei era dolce, come fragole e… dentifricio alla menta. Lui pensò che forse aveva appena mangiato un kebab, ma decise di non farci caso.
Fuuka stava ridendo così tanto che aveva le lacrime. «Dentifricio alla menta e kebab! È l’odore di ogni discoteca alle tre di notte!»
Martina, con gli occhi lucidi dal ridere: «Ok, questa la teniamo. È realistica.»
Passarono alla seconda scena. Martina aveva l’ambizione di fare roba hot.
Scena 2 – Il Tocco Proibito
Le dita di lui scivolarono lentamente lungo la pelle vellutata del suo ventre, scendendo verso il monte di Venere già umido di anticipazione.
Fuuka lesse ad alta voce e quasi si strozzò. «Monte di Venere? Ma siamo nel 2026 o nel 1789? Chi cazzo dice ancora “monte di Venere”?»
«Io! È elegante!»
«È da ginecologo dell’Ottocento. Scrivi “figa”. O “patata”. O qualcosa di normale.»
Martina arrossì. «Non riesco a scrivere “figa” in un racconto serio.»
«Ma non è serio! È il nostro capolavoro erotico fallito!»
Alla fine scrissero:
Le sue dita scesero più in basso, trovando il punto esatto dove lei era già bagnata come una fontana di piazza Duomo durante un nubifragio.
«Bagnata come una fontana di piazza Duomo» ripeté Fuuka, morta. «Perfetto. Poesia milanese.»
Martina continuò, ormai inarrestabile:
Lui inserì un dito, poi due, muovendoli con maestria da pianista. Lei inarcò la schiena, gemendo: «Oh sì… proprio lì… no, un po’ più a sinistra… no, troppo… ecco, lì! Sì!»
Fuuka stava letteralmente urlando dal ridere sul letto. «Ma è una sessione di fisioterapia! Gli manca solo di chiederle se sente dolore da 1 a 10!»
«Zitta che è realistico!» gridò Martina tra le lacrime. «A nessuna viene l’orgasmo alla prima botta come nei porno!»
Decisero di osare di più. Terza scena.
Scena 3 – L’Unione Carnale
Il suo membro turgido e pulsante premeva contro l’ingresso del suo sesso caldo e accogliente. Con un affondo deciso la penetrò fino in fondo, riempiendola completamente.
Fuuka lesse e rimase in silenzio per cinque secondi buoni.
Poi: «“Membro turgido e pulsante”. Martina. Amore mio. Sembra la descrizione di un salsicciotto sotto il sole di agosto.»
Martina si coprì la faccia con il cuscino. «Oddio ho usato “membro”. Sono una delusione per il genere femminile.»
«Riscriviamo.»
Il suo cazzo duro come il marmo di Carrara entrò dentro di lei con decisione. Lei sentì ogni centimetro, ogni vena, ogni…
«Ogni vena?!» urlò Fuuka. «Ma che schifo! Sembra che stia mappando le autostrade della Lombardia!»
Martina rideva piegata in due. «Va bene, va bene! Niente vene!»
Provò ancora:
Lui la penetrò con forza e cominciò a muoversi ritmicamente. I loro corpi sbattevano uno contro l’altro producendo un suono umido e ritmico tipo ciabatte infradito su pavimento bagnato.
Fuuka: «Ciabatte infradito. Abbiamo appena trasformato il sesso in un pomeriggio al Lido di Ostia.»
A quel punto erano entrambe distrutte dal ridere. Il documento Word era un disastro di cancellature, commenti e frasi tipo “no questo fa schifo”, “troppo volgare”, “troppo da Harmony”, “sembra una perizia medica”.
Martina, asciugandosi gli occhi: «Sai qual è la cosa più erotica che abbiamo scritto finora?»
«Cosa?»
«Quando lui ha dovuto fermarsi perché gli era venuto un crampo alla coscia e lei gli ha portato il Voltaren.»
Fuuka annuì solennemente. «Quello sì che è realismo estremo.»
Decisero di scrivere la scena finale, quella dell’orgasmo simultaneo.
Scena Finale – L’Apice del Piacere
I loro movimenti si fecero più frenetici. Lui sentiva che stava per venire, lei anche. Gridarono insieme, i corpi scossi da spasmi di piacere incontenibile. Il mondo intorno a loro scomparve. Esistevano solo loro due, fusi in un unico essere di pura estasi.
Silenzio.
Fuuka: «…Sembra la fine di un film della Marvel.»
Martina: «Con tanto di colonna sonora epica e slow motion.»
Aggiunsero l’ultima riga:
Poi lui rotolò di lato, ansimando. «Tutto bene?»
Lei, con gli occhi chiusi: «Sì… però mi è venuto un principio di crampo al polpaccio.»
Lui: «Vuoi un Voltaren anche tu?»
Chiusero il documento.
Martina lo salvò come “CAPOLAVORO_EROTICO_V1_FINAL_DEFINITIVO.docx”
Fuuka la guardò. «Quindi… lo carichiamo da qualche parte?»
Martina ci pensò tre secondi. «Nah. Lo teniamo come promemoria di quanto siamo brave a scrivere porno.»
«O di quanto siamo brave a non scrivere porno.»
Risero ancora, fino a farsi male alla pancia. Fuori aveva smesso di piovere. Sullo schermo del portatile c’era ancora aperta la frase:
«Il suo torace muscoloso si alzava e si abbassava come onde dell’oceano in tempesta.»
Fuuka chiuse il portatile con un gesto definitivo.
«Andiamo a mangiarci un kebab. Almeno quello è onesto.»
«Senti» disse Martina, con l’aria di chi ha appena avuto un’illuminazione geniale dopo tre ore di YouTube, TikTok e stronzate varie, «scriviamo un racconto erotico. Insieme. Tipo sfida.»
Fuuka, che stava mangiando la quarta manciata di patatine, si fermò con la mano a mezz’aria. «Erotic… cosa? Ma noi due?»
«Esatto. Sarà comico. O tragico. O tragicomico. Comunque sarà virale su Wattpad.»
Fuuka alzò un sopracciglio. «Tu hai mai scritto qualcosa di erotico che non fosse “lui le sfiorò la coscia e lei arrossì”?»
«No. Ma ho letto tanto. E poi, quanto può essere difficile? È solo… roba di corpi. E sospiri. E… liquidi.»
Fuuka rise così forte che sputò una patatina sul lenzuolo. «Liquidi. Madonna, già parti forte.»
Martina aprì un documento Word nuovo, lo intitolò “CAPOLAVORO_EROTICO_V1.docx” e scrisse la prima frase ad alta voce:
«Il suo torace muscoloso si alzava e si abbassava come onde dell’oceano in tempesta.»
Silenzio di tre secondi.
Fuuka: «…Torace muscoloso? Ma chi è, un modello di Calvin Klein o un muratore sotto steroidi?»
«Zitta, è solo l’inizio. Dobbiamo scaldarci.»
Martina continuò a digitare:
«Le sue mani forti afferrarono i fianchi morbidi di lei, attirandola a sé con passione selvaggia.»
Fuuka si sporse. «Fianchi morbidi? Sembriamo due brioche. E poi “passione selvaggia”? Sembra la didascalia di un documentario su Discovery Channel.»
Martina cancellò tutto ridendo. «Ok, ok. Facciamo più realistico. Tu detta, io scrivo.»
Fuuka si schiarì la voce, cercando di sembrare seria.
«Lei lo guardò negli occhi. Erano occhi… color nocciola. No, aspetta, color caffè bruciato. No, color… merda di piccione dopo la pioggia.»
Martina sbatté la fronte sulla tastiera. «Fuuka, ti prego.»
«Che c’è? È poetico!»
Dopo dieci minuti di risate isteriche riuscirono a produrre la prima scena vera.
Scena 1 – Il Bacio Incandescente
Le loro labbra si incontrarono in un bacio famelico. La lingua di lui esplorò la bocca di lei come un esploratore in una caverna sconosciuta, attento a non sbattere contro i denti. Lei gemette piano, un suono che ricordava vagamente un gatto che sta per vomitare un gomitolo.
Martina si fermò. «Un gatto che vomita? Fuuka, ma che cazzo.»
«Era per dire che era un gemito spontaneo! Non da film porno!»
«Sembra che lei abbia la nausea. Cancella.»
Provarono di nuovo.
Le loro lingue danzarono insieme in una sinfonia di saliva e desiderio. Il sapore di lei era dolce, come fragole e… dentifricio alla menta. Lui pensò che forse aveva appena mangiato un kebab, ma decise di non farci caso.
Fuuka stava ridendo così tanto che aveva le lacrime. «Dentifricio alla menta e kebab! È l’odore di ogni discoteca alle tre di notte!»
Martina, con gli occhi lucidi dal ridere: «Ok, questa la teniamo. È realistica.»
Passarono alla seconda scena. Martina aveva l’ambizione di fare roba hot.
Scena 2 – Il Tocco Proibito
Le dita di lui scivolarono lentamente lungo la pelle vellutata del suo ventre, scendendo verso il monte di Venere già umido di anticipazione.
Fuuka lesse ad alta voce e quasi si strozzò. «Monte di Venere? Ma siamo nel 2026 o nel 1789? Chi cazzo dice ancora “monte di Venere”?»
«Io! È elegante!»
«È da ginecologo dell’Ottocento. Scrivi “figa”. O “patata”. O qualcosa di normale.»
Martina arrossì. «Non riesco a scrivere “figa” in un racconto serio.»
«Ma non è serio! È il nostro capolavoro erotico fallito!»
Alla fine scrissero:
Le sue dita scesero più in basso, trovando il punto esatto dove lei era già bagnata come una fontana di piazza Duomo durante un nubifragio.
«Bagnata come una fontana di piazza Duomo» ripeté Fuuka, morta. «Perfetto. Poesia milanese.»
Martina continuò, ormai inarrestabile:
Lui inserì un dito, poi due, muovendoli con maestria da pianista. Lei inarcò la schiena, gemendo: «Oh sì… proprio lì… no, un po’ più a sinistra… no, troppo… ecco, lì! Sì!»
Fuuka stava letteralmente urlando dal ridere sul letto. «Ma è una sessione di fisioterapia! Gli manca solo di chiederle se sente dolore da 1 a 10!»
«Zitta che è realistico!» gridò Martina tra le lacrime. «A nessuna viene l’orgasmo alla prima botta come nei porno!»
Decisero di osare di più. Terza scena.
Scena 3 – L’Unione Carnale
Il suo membro turgido e pulsante premeva contro l’ingresso del suo sesso caldo e accogliente. Con un affondo deciso la penetrò fino in fondo, riempiendola completamente.
Fuuka lesse e rimase in silenzio per cinque secondi buoni.
Poi: «“Membro turgido e pulsante”. Martina. Amore mio. Sembra la descrizione di un salsicciotto sotto il sole di agosto.»
Martina si coprì la faccia con il cuscino. «Oddio ho usato “membro”. Sono una delusione per il genere femminile.»
«Riscriviamo.»
Il suo cazzo duro come il marmo di Carrara entrò dentro di lei con decisione. Lei sentì ogni centimetro, ogni vena, ogni…
«Ogni vena?!» urlò Fuuka. «Ma che schifo! Sembra che stia mappando le autostrade della Lombardia!»
Martina rideva piegata in due. «Va bene, va bene! Niente vene!»
Provò ancora:
Lui la penetrò con forza e cominciò a muoversi ritmicamente. I loro corpi sbattevano uno contro l’altro producendo un suono umido e ritmico tipo ciabatte infradito su pavimento bagnato.
Fuuka: «Ciabatte infradito. Abbiamo appena trasformato il sesso in un pomeriggio al Lido di Ostia.»
A quel punto erano entrambe distrutte dal ridere. Il documento Word era un disastro di cancellature, commenti e frasi tipo “no questo fa schifo”, “troppo volgare”, “troppo da Harmony”, “sembra una perizia medica”.
Martina, asciugandosi gli occhi: «Sai qual è la cosa più erotica che abbiamo scritto finora?»
«Cosa?»
«Quando lui ha dovuto fermarsi perché gli era venuto un crampo alla coscia e lei gli ha portato il Voltaren.»
Fuuka annuì solennemente. «Quello sì che è realismo estremo.»
Decisero di scrivere la scena finale, quella dell’orgasmo simultaneo.
Scena Finale – L’Apice del Piacere
I loro movimenti si fecero più frenetici. Lui sentiva che stava per venire, lei anche. Gridarono insieme, i corpi scossi da spasmi di piacere incontenibile. Il mondo intorno a loro scomparve. Esistevano solo loro due, fusi in un unico essere di pura estasi.
Silenzio.
Fuuka: «…Sembra la fine di un film della Marvel.»
Martina: «Con tanto di colonna sonora epica e slow motion.»
Aggiunsero l’ultima riga:
Poi lui rotolò di lato, ansimando. «Tutto bene?»
Lei, con gli occhi chiusi: «Sì… però mi è venuto un principio di crampo al polpaccio.»
Lui: «Vuoi un Voltaren anche tu?»
Chiusero il documento.
Martina lo salvò come “CAPOLAVORO_EROTICO_V1_FINAL_DEFINITIVO.docx”
Fuuka la guardò. «Quindi… lo carichiamo da qualche parte?»
Martina ci pensò tre secondi. «Nah. Lo teniamo come promemoria di quanto siamo brave a scrivere porno.»
«O di quanto siamo brave a non scrivere porno.»
Risero ancora, fino a farsi male alla pancia. Fuori aveva smesso di piovere. Sullo schermo del portatile c’era ancora aperta la frase:
«Il suo torace muscoloso si alzava e si abbassava come onde dell’oceano in tempesta.»
Fuuka chiuse il portatile con un gesto definitivo.
«Andiamo a mangiarci un kebab. Almeno quello è onesto.»
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