Stefania, la vita di una studentessa fuorisede
di
BANANA JOE
genere
esibizionismo
Piccolina, mora con i capelli corti, occhi incantevoli e un corpo ben fatto con tutte le curve al posto giusto, Stefania studiava come fuorisede all’Università di Torino, facoltà di Lettere. Sognava di diventare una professoressa e aveva scelto Torino, lontana 400 chilometri da casa, perché offriva una preparazione migliore. Il problema erano le spese. La sua famiglia non aveva molti mezzi e le passava solo 250 euro al mese, soldi che non la aiutavano a coprire neanche l’affitto dell’alloggio che condivideva con altre tre ragazze. Aveva trovato un posto come cameriera la sera e nei weekend in un bar del centro, ma il gestore la pagava in nero e nemmeno tutti i mesi così, dopo poco, si era licenziata. La sua migliore amica Teresa lavorava in un night club e l’aveva convinta a provare anche lei. In fondo si trattava solo di spogliarsi nuda su un palco davanti a uomini arrapati che ogni tanto allungavano le mani a palpare seni e sederini delle ragazze. “Se poi vuoi integrare quello che guadagni basta che ti metti d’accordo con uno di quei morti di figa e ti fai scopare nelle salette di là” disse l’amica indicando delle stanze chiuse da tende di pailettes. La prima volta che salì sul palco Stefania in intimo sexy aveva le gambe che tremavano e si vergognava un po’. Ma quando partì la musica si lasciò andare ancheggiando sensuale sotto la luce del riflettore. “Ah belllaaa!” iniziò ad incitarla il pubblico maschile. “Tira fuori le tette fata!” Ancheggiando Stefania si voltò di spalle e sganciò il fermaglio del reggiseno. Poi di colpo si girò reggendo con le mani le coppe per coprire le tette. “Via le mani facci vedere le poppe!”. La ragazza li accontentò lasciando cadere il reggiseno e iniziando a giocare un po’ con le cioccie al vento. “Facci vedere il culetto troietta!”. “Ma certo – pensò Stefania – gli uomini in fondo sono dei bambini cresciuti, fagli vedere una donna nuda e crollano ai tuoi piedi”. Si voltò di nuovo di spalle e ancheggiando calò le mutandine scoprendo il suo bellissimo culetto sodo. Sculettò un poco avvicinandosi agli uomini in prima fila e sedendosi sulle gambe di quello che preferiva. Un uomo sulla cinquantina non bellissimo ma con occhi di chi prova qualcosa al di là del puro piacere sessuale di vederla spogliarsi. La ragazza strusciò il sedere sulla patta dei suoi pantaloni provocandogli l’indurimento del cazzo. Quando fece vedere a tutti anche la figa passeggiò un po’ avanti e indietro sul palco e con un inchino andò dietro le quinte. Con sua sorpresa la aspettava proprio quell’uomo sul cui grembo aveva ballato. “Sei bella come una dea, ti prego se pago ti fai scopare un po’?”. Stefania sorrise. “Okay sono 150 ma niente sedere, solo bocca e figa.”. L’uomo accetto immediatamente e Stefania lo prese per mano accompagnandolo nel bagno delle donne. Qui c’erano dei bidet messi apposta per lavare gli attrezzi dei clienti. Stefania lo fece spogliare e gli lavò accuratamente cazzo e palle facendoglielo venire bello duro. “Dai andiamo torello” gli sussurrò all’orecchio. Entrarono in una saletta vuota e qui la ragazza si esibì in un pompino da infarto senza preservativo, lento e salivoso con belle leccate alla cappella e al cazzo in tutta la sua lunghezza. Glielo lavorò di bocca con grande maestria senza tralasciare qualche bella succhiata ai coglioni gonfi di sborra. Dopodichè lui le chiese di impalarsi sul cazzo, cosa che lei fece iniziando a cavalcarlo con foga gemendo “dammi il cazzo così porco! Dai sfondami la passera!”. Lui la prese anche alla pecorina dopodichè le disse “inginocchiati guardando verso l’alto con la bocca aperta e la lingua fuori”. Venne schizzandola di sborra sul mento, un po’ in bocca e sulle tette. Stefania intascò i 150 euro e capì che quel mestiere poteva risolverle tanti problemi.
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