Il mio papà

di
genere
confessioni

I giorni passavano e mamma sempre in ospedale ed io mi facevo carico di tutta la famiglia . Le mani di papà erano a pezzi, non potevo lavorare per diversi giorni. Gliele lavavo io, le ripulivo con disinfettante non certo acqua,poi gli passavo una pomata e le fasciato. Evitava di guardarmi aveva paura di incrociare i suoi occhi con i miei. Potevo approfittare ,ma le cose forzate non mi son mai piaciuti,quello che succede in un rapporto deve essere scelta comune, condivisione non imposizione. Lasciai correre dunque aspettando che gli eventi maturassero.
Dalla sarta ormai andavo tutti i giorni quasi sempre dovevo aspettare che rincasasse,andava a prendere le solite misure nel frattempo studiavo colorito ed ogni tanto mi dava la sua misura. Mi procuro dei libri scolastici e me li fece portare a casa on modo che io potessi studiare anche da sola a tempo libero . A casa era un casino da quando papà aveva le mani così mi dovevo alzare presto per preparare la colazione, la nota positiva era che anche Biagio veniva in cucina a darmi una mano. In effetti io speravo mi mettesse due mani sul culo e me lo palpasse ma restava un sogno. A volte mi bloccavo ,sognavo ad occhi aperti, mi immagginavo o miei fratelli in fila,per fottermi il culo csborrarmi in bocca. M i riportava alla triste realtà una pacca sul culo« sveglia no è ora di sognare » e rideva mentre io restavo Indispettito. A volte però facevo finta , mi piaceva quella pacca sul culetto mi bagnato tutta e mente loro prendevano il latte io in bagno mi speravo un veloce ditale. Quando andavano.a lavoro uscendo di casa mi davano un bacetto sulla guancia,Biagio usciva per ultimo.e quando si allungava per darmi il bacetto io mi giravo e mettevo il muso poi non ci fu più bisogno di girami lui puntava direttamente al muso. Per me fu una conquista meravigliosa. Sbrigavo le faccende velocemente e mi facevo bella per lui,perché a ora di pranzo veniva a casa per prendere il cibo per se e i fratelli. Lo so non c'era tempo non speravo di fare qualcosa in quei frangenti ma volevo far colpo su di lui , man mano dovevo sgretolare quella roccia.comociai a cacciare un po' di lingua,solo la punta tra le labbra , lui solo un bacetto veloce. Poi mise anche lui un po' di lingua tra le sue labbra, che brivido mi venne ,fremente tutta mi ritrovai in una pozza di umori.
Il pomeriggio sul letto in camera mia un po' fantasticavo un po' studiavo. Ogni tanto veniva il mio gemellino , entrava si appoggiava dietro mi incilava senza dire niente e se ne andava . Nessuno dei due parlava solo gemiti e rantoli e null'altro . Non un ti voglio non un ancora ,niente ,neanche il permesso ,no veniva a cazzo duro me lo sbatteva dentro uno avanti prima poi in culo dove puntualmente sborrava ,zitto lui zitta io. Divenne una prassi una pratica da sbrigare tutti i giorni, quando tardiva a venire facevo chiasso per fargli capire che ero in stanza allora lui correva e ancora col fiatone mi fotteva. Non parlavamo.vero ma ci volevamo ed io pensavo sono diventata una vera troia e mi compiacevo di questa situazione
Dopo il rapporto sotto la doccia pensavo a mio fratello Biagio e a papà avrei voluto mi fottessero insieme ma per ora era soltanto un sogno alimentato dalle dita nella mia vagina. La sera dopo cena curavo le mani di papà, cercava di distrarsi, di guardare altrove chiamava ora l'uno ora un altro figlio solo per distoglierea lo sguardo dal mio seno che sebbene in erba cominciava a farsi carino.
Cercavo in tutti i modi di.provocarlo , ma lui teneva duro .avrei preferito che avesse altro duro e me lo mettesse nella fessa. Stava diventando un chiodo fisso finché una notte non mi misi accanto a lui mentre dormiva . Gli presi la mano me la misi sulla fessa lui fra veglia e sonno disse « Teresa come sei bagnata devi aver voglia» e mise due dita dentro . Potevo imbrogliare ma non lo feci dissi« papà sono Anna non sono la mamma» mi scaccio in malo modo mi chiusi in bagno e piansi a lungo. Mentre piangevo si apri la porta ,a casa mia le porte non hanno i chiavistelli ,era lui «Dai non piangere vuoi capire che è immorale? Tu sei.mia figlia io non posso»
«Perché? Quale legge lo vieta?» chiesi «abbiamo lo stesso sangue» « ebbene? Mica dobbiamo fare un figlio,noi una chiavata dobbiamo fare.» lui continuava a dire no no allora tentai di baciarlo e mentre diceva ancora no riuscii a mettergli la lingua in bocca fu la scintilla che fece scoppiare la passione duo fu meraviglio so mi penetrava la fessa divinamente il suo cazzo strusciava tra le pareti dandoni un godimento esagerato. Poi me lo mise in culo , non mi ascolto io lo volevo forte un solo colpo ,lui mi volle entrare piano, facendomi assaporare ogni centimetro che entrava. Ci mise un po' per entrare tutto ms quando fu tutto bdentro venni di culo,una sensazione nuova ,mai provata. Si tolse «la bocca presto prepara la bocca» .la spalancai bi sborro in gola non ce la facevo a berne tanta qualcosa andò perso.«Sappi che non si ripeterà un'altra volta» Sorrisi e lo baciai mentre lo baciavo pensavo a Biagio.
scritto il
2026-06-11
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