Annette e zia Susy
di
EroticamenteVostro-a69
genere
saffico
Amicizie scolastiche.
Decidemmo di vederci una sera così mi diressi da Annette, era una serata in amicizia senza secondi scopi, tra amici.
Una volta arrivato, però a casa di Annette fu inevitabile parlare della splendida serata di qualche settimana fa.
- Proprio una bella serata ed a parte il sesso avuto con Stefania l'ho trovata una ragazza simpaticissima.
Ho riso tantissimo dopo, cavolo sono morto soprattutto quando raccontava le gag della scuola che ti interessavano.
- Ahahahah, sì è proprio matta. Lo è sempre stata. Anche se mi fece quello che mi fece, le ho sempre voluto un bene della madonna. Per quello non mi sarei mai aspettata una violenza così.
Rimasi un po' perplesso in effetti, pensai, “chissà cosa è scattato nella mente di quella ragazza per arrivare a fare un gesto simile … ok me lo sarei aspettato da quei tre delinquenti ma da lei, avendola conosciuta, ma a dire il vero anche dagli altri alunni che non fecero niente per aiutare la loro prof.
- Ma dimmi, Annette sai che non so dove insegnavi?
- Sì, vero. Insegnavo all'Istituto Tecnico Statale Volta. (il nome dell'istituto è puramente un'invenzione, quindi se dovesse esistere realmente, i personaggi descritti non riguardano assolutamente i docenti della scuola)
- Il Volta hai detto?
- Sì.
- Mia Zia insegnava li.
Tu hai detto che hai insegnato li fino a quindici anni fa più o meno.
- Vero.
- Lei ha insegnato li per circa dieci anni ed è andata in pensione, dieci anni fa.
Mi guarda è con un'espressione di compiacimento mi disse:
- Davvero? Magari la conosco.
Pensai un attimo se il periodo poteva corrispondere poi dissi:
- Sì, in effetti il periodo era quello magari vi siete conosciute.
- Aaaah, è facile sai tesoro. Io giravo molte classi e magari avevamo le stesse sezioni.
Come si chiama tua zia?
- Susanna, io la chiamavo Susy, come del resto facevano tutti.
Mi guardo sgomenta, andò verso la camera da letto e tornò indietro con una foto.
- E' lei?
- Chi? La Stefania? Sì, sembrerebbe lei.
- No. Semotto! Questa qui dietro di me sulla mia destra.
- Oddio non … Ehh sì è lei, cavolo è sempre stata bella.
Quindi la conoscevi.
- Sì, eravamo noi le due insegnanti di supporto di quel viaggio che facemmo a Barcellona.
Vidi cambiare il volto di Annette. Stava ricordando l'accaduto a scuola.
- Tutto bene Annette?
Dissi un po' allertato.
- Sì sì caro, scusami. - La vidi rinvenire da quel pensiero assorto e proseguì:
- Donna fantastica tua zia, mi ha aiutato moltissimo ad uscire da quel baratro.
Fu lei a trovarmi sdraiata ancora nuda sulla scrivania, con solo la camicetta che mi tenevo stretta a coprirmi i seni per la vergogna.
Non mi vide dopo che tutti i miei alunni erano usciti, aspettò un po' pensando che forse stavo correggendo dei compiti in classe, poi preoccupata venne nella mia aula e mi vide li in lacrime.
Potevo solo immaginare quella la scena. Se il racconto della violenza raccontatami da Annette in quel modo e mentre mi masturbava, ebbe tutt'altro effetto, il dopo mi stava un po' stringendo lo stomaco.
- Arrivò di corsa ed iniziò ad urlare che gliela avrebbe fatta pagare a tutti.
Ma non so perché la fermai e la pregai di non dire niente e che ci avrei pensato io.
Mi chiedo come potesse pensare Annette di risolvere quella questione così, da sola.
Sicuramente mia zia, conoscendo il suo carattere, sarebbe stata capace di rivoltare come un calzino tutti quei bastardi e chi avrebbe provato a proteggerli.
Ma non so come e perché si fece convincere da Annette a lasciarla fare.
Zia Susy, aiuto Annette a rivestirsi dicendogli:
- Andiamo Annie. - così la chiamava la zia. - Ora ti porto a caso e poi ti aiuto a farti una doccia.
Continuò Annette:
- Mi fece uscire dal retro della scuola, timbrò lei il mio cartellino e poi uscimmo.
Fortunatamente avevamo le auto li, e non diedi nell'occhio.
Mi sentivo uno straccio e per tutto il tragitto verso casa, rimasi appoggiata con la testa al finestrino. Era estate ma stava piovendo, perfetto come atmosfera per quello che mi era accaduto, cavolo!
Guardai annette, aveva un po' lo sguardo nel vuoto come a ricordare meglio quell'evento.
- Una volta arrivati salimmo in casa, io sempre appoggiata a lei con la testa china sulla sua spalla …. stavo malissimo cazzo!
Entrammo in casa e mi sdraiò sul divano, iniziai a piangere con dei grossi singhiozzi. Spaventata come non mai.
- Immagino Annie, immagino. - Iniziai anche io a chiamarla così come la zia.
Sorrise ricordandola mentre la aiutava.
- E' stata proprio un amore, sai?
Quello che ha fatto per me quel giorno e nei giorni successivi è impagabile.
Fece una pausa, di nuovo con lo sguardo nel vuoto e aggiunse:
- Non Appena mi vide piangere si mise accanto a me sul divano, e mi prese in braccio lasciandomi le gambe distese.
- …. cavolo sai che aveva proprio due belle tette?
- Cavolo Annette è mia zia!
Ci mettemmo a ridere poi dissi.
- Sì lo so.
- Eheheh, porcellone mio.
Scusami volevo sdrammatizzare un po'.
- Ma va là Annie. Figurati.
Riprese il suo racconto:
- Comunque quel seno morbido mi dava sicurezza, come una bambina in braccio alla sua mamma, anche se è vero che io ero più vecchia di lei di cinque anni.
Ridemmo.
- Mi accarezzò la testa per un po' per farmi rilassare, cosa che fece. Poi si scansò da me e si diresse in bagno.
- Ti ho preparato la vasca da bagno cara, bisogna che ti levi di dosso tutto quello schifo.
E così mi prese per le mani e mi aiuto ad andare in bagno.
- Fermati li. Mi disse - Ora faccio tutto io.
-Mentre la vasca si riempiva iniziò a spogliarmi, aveva poi poco da togliermi, sai.
Perizoma e calze a rete erano andate, quei bastardelli mi avevano lasciato solo reggiseno camicetta e la gonna. Anche una scarpa era andata persa. Per me se la prese uno di loro come trofeo.
Continuavo ad ascoltare il suo racconto rapito, come al solito, e la guardavo mentre stava semidistesa sulla tavola della sala, piegata a novanta gradi di fronte a me, in chinino con una gamba sulla sedia e con l'altra che toccava per terra.
- E' sempre stata una persona generosa con tutti zia Susy, non faccio fatica a credere che ti abbia aiutata.
- Sì, e non sai quanto, ma sai in quel momento io ero catatonica in piedi davanti alla vasca, e non riuscivo a muovere un muscolo.
Così mi aiutò a spogliarmi. Mi levò camicetta e gonna e poi, appoggiandosi col petto a me e passandomi le braccia dietro la schiena, mi sganciò il reggiseno.
Feci un sospirone immaginando la scena, doveva essere proprio eccitante.
- Fu strano. - Disse Annette. - Perché mi sembrò di sentire un sospiro profondo, carico di emozione quasi di vergogna. Proprio come quello che hai fatto tu il mio bel porcellone. Ma nel tuo di vergogna ce n'è ben poca . Ahahaha.
“Cazzo mi ha scoperto”. Pensai e mi misi a ridere.
- Ma sai io in quel momento non capivo proprio un cazzo. Così mi lasciai fare. Ero al sicuro con lei.
- Poco ma sicuro Annie. Con lei sei sempre in una botte di ferro.
Riprese il suo racconto:
- Bhe, a quel punto mi infilai nella vasca sdraiandomi e rimasi ferma per almeno dieci minuti.
- Ce la fai? Mi chiese Susy. Ma mi voltai verso di lei ed iniziai a piangere.
- Ho capito tesoro mio. Stai mo ferma li che adesso ci penso io.
E cominciò a spogliarsi per non bagnarsi i vestiti e rimase in reggiseno e mutandine.
Cavolo tesoro mio, ricordo che era bellissima tua zia; e così mi lasciai lavare da lei.
Ripensai alla zia e a quante volte l'avevo vista in costume anche io.
- Prese la spugna, ci versò sopra un po' di bagnoschiuma ed iniziò a strofinarmi delicatamente.
- Iniziò dalle braccio, poi il collo e poi la schiena.
- Ricordo ancora il suo seno appoggiato alla mia spalla destra mentre mi teneva sollevata la schiena per pulirla.
Poi passò alle gambe.
Dissi scherzosamente con Annette:
- Ma perché mi hai messo in mente quell'immagina di mia zia bagnata con te nuda appoggiata a lei … Ti odio.
Annette si mise a ridere e disse :
- Eeeehh mio caro sapessi!
No scherzo. Comunque al quel punto mi fece alzare in piedi, mi girò ed iniziò a risciacquarmi le spalle fin giù il sedere.
Si prese una pausa e poi disse:
- Mi accorsi che mentre mi sciacquava il sedere, sospirava profondamente, quasi quanto prima, quando fece per slacciarmi il reggiseno.
- Ok Cocca, girati. - Mi disse. - Forse li davanti e meglio se ti lavi tu.-
Pensai, strano mia zia non è mai stata una persona pudica. Non pensavo si sarebbe messa dei problemi ad aiutare una amica così in difficoltà, rifiutandosi di lavarle il seno. Ma forse quello che la disturbava, inconsciamente, era questo contatto donna verso donna così contrario alle regole puritane della nostra società.
- Come puoi ben capire, la mia testa era da un'altra parte, infatti fece per mettermi in mano due volte la spugna ma io la lasciavo cadere ogni volta.
Così mi disse:
- Va bene ho capito …. faccio io.
Riprese la spugna ed iniziò a lavarmi, dapprima le spalle, poi scese delicatamente sui seni; e qui il suo respiro si fece più intenso.
La guardai girando appena il volto e la vidi rosa in volto, sembrava una bambina emozionata.
Ebbi un sorriso amorevole mentre ascoltavo, pensando a mia zia che si emozionava.
- Io puoi, figurarti, ero sempre mezza rimbambita che fissavo il vuoto.
Poi sentì la sua mano fermarsi sul mio addome che non scendeva.
E mi disse:
- Tesoro, io non ….
Bhe non fece in tempo a finire la frase che le presi la mano; la guardai sempre con quello sguardo perso e le lacrime che mi scendevano.
Poi iniziai a massaggiarmi l'addome in tondo sempre più in basso, e sempre con la sua mano sotto la mia arrivai alla vagina. Spinsi forte in quel punto mi stavo eccitando, ma anche tua zia lo stava facendo.
Spalancò gli occhi e la bocca incredula.
Annette si prese una pausa e vidi una lacrima scenderle sul viso.
- Le stavo davanti a due centimetri; poi con un movimento veloce la cinsi con il braccio sinistro e la portai verso me.
Cavolo, tesoro mio, le nostre due quarte si stavano schiacciando l'una contro l'altra. La fissai e la baciai intensamente.
A quel punto capì.
- Fu bellissimo per me. Rassicurante anche.
Ma anche per lei fu emozionante ne sono sicura, perché non accennò mai ad allontanarmi anzi il suo respiro si fece molto intenso ed i baci profondi.
Ci guardammo in volto. Mi sorrise dolcemente con quello sguardo accigliato di conforto. Mi prese la mano e gli dissi.
- Eri tu! … Eri tu quella donna. Mi aveva raccontato in confidenza di un amore saffico. Di quella donna alla quale stette accanto in un momento tragico della sua vita e della quale credette di perdere la testa.
- Sì tesoro …. ero io. Sapevo anche cosa avesse provato per me. Ma come dicesti tu prima forse era troppo pudica per poter ammettere un amore così. E poi come poteva spiegarlo al marito o ai figli?
Allungai la mano verso il volto di Annette, sorrise e me lo appoggiò sul palmo.
La accarezzai fin dietro i capelli e la baciai dolcemente.
Una lacrima le scese dal volto, felice di essersi liberata anche di questa storia.
Mi disse di aver rivisto in un paio di occasioni zia Susy, ma sempre e solo da amiche. Ma non l'ultima volta.
Ma questa è un'altra storia.
Fine.
Decidemmo di vederci una sera così mi diressi da Annette, era una serata in amicizia senza secondi scopi, tra amici.
Una volta arrivato, però a casa di Annette fu inevitabile parlare della splendida serata di qualche settimana fa.
- Proprio una bella serata ed a parte il sesso avuto con Stefania l'ho trovata una ragazza simpaticissima.
Ho riso tantissimo dopo, cavolo sono morto soprattutto quando raccontava le gag della scuola che ti interessavano.
- Ahahahah, sì è proprio matta. Lo è sempre stata. Anche se mi fece quello che mi fece, le ho sempre voluto un bene della madonna. Per quello non mi sarei mai aspettata una violenza così.
Rimasi un po' perplesso in effetti, pensai, “chissà cosa è scattato nella mente di quella ragazza per arrivare a fare un gesto simile … ok me lo sarei aspettato da quei tre delinquenti ma da lei, avendola conosciuta, ma a dire il vero anche dagli altri alunni che non fecero niente per aiutare la loro prof.
- Ma dimmi, Annette sai che non so dove insegnavi?
- Sì, vero. Insegnavo all'Istituto Tecnico Statale Volta. (il nome dell'istituto è puramente un'invenzione, quindi se dovesse esistere realmente, i personaggi descritti non riguardano assolutamente i docenti della scuola)
- Il Volta hai detto?
- Sì.
- Mia Zia insegnava li.
Tu hai detto che hai insegnato li fino a quindici anni fa più o meno.
- Vero.
- Lei ha insegnato li per circa dieci anni ed è andata in pensione, dieci anni fa.
Mi guarda è con un'espressione di compiacimento mi disse:
- Davvero? Magari la conosco.
Pensai un attimo se il periodo poteva corrispondere poi dissi:
- Sì, in effetti il periodo era quello magari vi siete conosciute.
- Aaaah, è facile sai tesoro. Io giravo molte classi e magari avevamo le stesse sezioni.
Come si chiama tua zia?
- Susanna, io la chiamavo Susy, come del resto facevano tutti.
Mi guardo sgomenta, andò verso la camera da letto e tornò indietro con una foto.
- E' lei?
- Chi? La Stefania? Sì, sembrerebbe lei.
- No. Semotto! Questa qui dietro di me sulla mia destra.
- Oddio non … Ehh sì è lei, cavolo è sempre stata bella.
Quindi la conoscevi.
- Sì, eravamo noi le due insegnanti di supporto di quel viaggio che facemmo a Barcellona.
Vidi cambiare il volto di Annette. Stava ricordando l'accaduto a scuola.
- Tutto bene Annette?
Dissi un po' allertato.
- Sì sì caro, scusami. - La vidi rinvenire da quel pensiero assorto e proseguì:
- Donna fantastica tua zia, mi ha aiutato moltissimo ad uscire da quel baratro.
Fu lei a trovarmi sdraiata ancora nuda sulla scrivania, con solo la camicetta che mi tenevo stretta a coprirmi i seni per la vergogna.
Non mi vide dopo che tutti i miei alunni erano usciti, aspettò un po' pensando che forse stavo correggendo dei compiti in classe, poi preoccupata venne nella mia aula e mi vide li in lacrime.
Potevo solo immaginare quella la scena. Se il racconto della violenza raccontatami da Annette in quel modo e mentre mi masturbava, ebbe tutt'altro effetto, il dopo mi stava un po' stringendo lo stomaco.
- Arrivò di corsa ed iniziò ad urlare che gliela avrebbe fatta pagare a tutti.
Ma non so perché la fermai e la pregai di non dire niente e che ci avrei pensato io.
Mi chiedo come potesse pensare Annette di risolvere quella questione così, da sola.
Sicuramente mia zia, conoscendo il suo carattere, sarebbe stata capace di rivoltare come un calzino tutti quei bastardi e chi avrebbe provato a proteggerli.
Ma non so come e perché si fece convincere da Annette a lasciarla fare.
Zia Susy, aiuto Annette a rivestirsi dicendogli:
- Andiamo Annie. - così la chiamava la zia. - Ora ti porto a caso e poi ti aiuto a farti una doccia.
Continuò Annette:
- Mi fece uscire dal retro della scuola, timbrò lei il mio cartellino e poi uscimmo.
Fortunatamente avevamo le auto li, e non diedi nell'occhio.
Mi sentivo uno straccio e per tutto il tragitto verso casa, rimasi appoggiata con la testa al finestrino. Era estate ma stava piovendo, perfetto come atmosfera per quello che mi era accaduto, cavolo!
Guardai annette, aveva un po' lo sguardo nel vuoto come a ricordare meglio quell'evento.
- Una volta arrivati salimmo in casa, io sempre appoggiata a lei con la testa china sulla sua spalla …. stavo malissimo cazzo!
Entrammo in casa e mi sdraiò sul divano, iniziai a piangere con dei grossi singhiozzi. Spaventata come non mai.
- Immagino Annie, immagino. - Iniziai anche io a chiamarla così come la zia.
Sorrise ricordandola mentre la aiutava.
- E' stata proprio un amore, sai?
Quello che ha fatto per me quel giorno e nei giorni successivi è impagabile.
Fece una pausa, di nuovo con lo sguardo nel vuoto e aggiunse:
- Non Appena mi vide piangere si mise accanto a me sul divano, e mi prese in braccio lasciandomi le gambe distese.
- …. cavolo sai che aveva proprio due belle tette?
- Cavolo Annette è mia zia!
Ci mettemmo a ridere poi dissi.
- Sì lo so.
- Eheheh, porcellone mio.
Scusami volevo sdrammatizzare un po'.
- Ma va là Annie. Figurati.
Riprese il suo racconto:
- Comunque quel seno morbido mi dava sicurezza, come una bambina in braccio alla sua mamma, anche se è vero che io ero più vecchia di lei di cinque anni.
Ridemmo.
- Mi accarezzò la testa per un po' per farmi rilassare, cosa che fece. Poi si scansò da me e si diresse in bagno.
- Ti ho preparato la vasca da bagno cara, bisogna che ti levi di dosso tutto quello schifo.
E così mi prese per le mani e mi aiuto ad andare in bagno.
- Fermati li. Mi disse - Ora faccio tutto io.
-Mentre la vasca si riempiva iniziò a spogliarmi, aveva poi poco da togliermi, sai.
Perizoma e calze a rete erano andate, quei bastardelli mi avevano lasciato solo reggiseno camicetta e la gonna. Anche una scarpa era andata persa. Per me se la prese uno di loro come trofeo.
Continuavo ad ascoltare il suo racconto rapito, come al solito, e la guardavo mentre stava semidistesa sulla tavola della sala, piegata a novanta gradi di fronte a me, in chinino con una gamba sulla sedia e con l'altra che toccava per terra.
- E' sempre stata una persona generosa con tutti zia Susy, non faccio fatica a credere che ti abbia aiutata.
- Sì, e non sai quanto, ma sai in quel momento io ero catatonica in piedi davanti alla vasca, e non riuscivo a muovere un muscolo.
Così mi aiutò a spogliarmi. Mi levò camicetta e gonna e poi, appoggiandosi col petto a me e passandomi le braccia dietro la schiena, mi sganciò il reggiseno.
Feci un sospirone immaginando la scena, doveva essere proprio eccitante.
- Fu strano. - Disse Annette. - Perché mi sembrò di sentire un sospiro profondo, carico di emozione quasi di vergogna. Proprio come quello che hai fatto tu il mio bel porcellone. Ma nel tuo di vergogna ce n'è ben poca . Ahahaha.
“Cazzo mi ha scoperto”. Pensai e mi misi a ridere.
- Ma sai io in quel momento non capivo proprio un cazzo. Così mi lasciai fare. Ero al sicuro con lei.
- Poco ma sicuro Annie. Con lei sei sempre in una botte di ferro.
Riprese il suo racconto:
- Bhe, a quel punto mi infilai nella vasca sdraiandomi e rimasi ferma per almeno dieci minuti.
- Ce la fai? Mi chiese Susy. Ma mi voltai verso di lei ed iniziai a piangere.
- Ho capito tesoro mio. Stai mo ferma li che adesso ci penso io.
E cominciò a spogliarsi per non bagnarsi i vestiti e rimase in reggiseno e mutandine.
Cavolo tesoro mio, ricordo che era bellissima tua zia; e così mi lasciai lavare da lei.
Ripensai alla zia e a quante volte l'avevo vista in costume anche io.
- Prese la spugna, ci versò sopra un po' di bagnoschiuma ed iniziò a strofinarmi delicatamente.
- Iniziò dalle braccio, poi il collo e poi la schiena.
- Ricordo ancora il suo seno appoggiato alla mia spalla destra mentre mi teneva sollevata la schiena per pulirla.
Poi passò alle gambe.
Dissi scherzosamente con Annette:
- Ma perché mi hai messo in mente quell'immagina di mia zia bagnata con te nuda appoggiata a lei … Ti odio.
Annette si mise a ridere e disse :
- Eeeehh mio caro sapessi!
No scherzo. Comunque al quel punto mi fece alzare in piedi, mi girò ed iniziò a risciacquarmi le spalle fin giù il sedere.
Si prese una pausa e poi disse:
- Mi accorsi che mentre mi sciacquava il sedere, sospirava profondamente, quasi quanto prima, quando fece per slacciarmi il reggiseno.
- Ok Cocca, girati. - Mi disse. - Forse li davanti e meglio se ti lavi tu.-
Pensai, strano mia zia non è mai stata una persona pudica. Non pensavo si sarebbe messa dei problemi ad aiutare una amica così in difficoltà, rifiutandosi di lavarle il seno. Ma forse quello che la disturbava, inconsciamente, era questo contatto donna verso donna così contrario alle regole puritane della nostra società.
- Come puoi ben capire, la mia testa era da un'altra parte, infatti fece per mettermi in mano due volte la spugna ma io la lasciavo cadere ogni volta.
Così mi disse:
- Va bene ho capito …. faccio io.
Riprese la spugna ed iniziò a lavarmi, dapprima le spalle, poi scese delicatamente sui seni; e qui il suo respiro si fece più intenso.
La guardai girando appena il volto e la vidi rosa in volto, sembrava una bambina emozionata.
Ebbi un sorriso amorevole mentre ascoltavo, pensando a mia zia che si emozionava.
- Io puoi, figurarti, ero sempre mezza rimbambita che fissavo il vuoto.
Poi sentì la sua mano fermarsi sul mio addome che non scendeva.
E mi disse:
- Tesoro, io non ….
Bhe non fece in tempo a finire la frase che le presi la mano; la guardai sempre con quello sguardo perso e le lacrime che mi scendevano.
Poi iniziai a massaggiarmi l'addome in tondo sempre più in basso, e sempre con la sua mano sotto la mia arrivai alla vagina. Spinsi forte in quel punto mi stavo eccitando, ma anche tua zia lo stava facendo.
Spalancò gli occhi e la bocca incredula.
Annette si prese una pausa e vidi una lacrima scenderle sul viso.
- Le stavo davanti a due centimetri; poi con un movimento veloce la cinsi con il braccio sinistro e la portai verso me.
Cavolo, tesoro mio, le nostre due quarte si stavano schiacciando l'una contro l'altra. La fissai e la baciai intensamente.
A quel punto capì.
- Fu bellissimo per me. Rassicurante anche.
Ma anche per lei fu emozionante ne sono sicura, perché non accennò mai ad allontanarmi anzi il suo respiro si fece molto intenso ed i baci profondi.
Ci guardammo in volto. Mi sorrise dolcemente con quello sguardo accigliato di conforto. Mi prese la mano e gli dissi.
- Eri tu! … Eri tu quella donna. Mi aveva raccontato in confidenza di un amore saffico. Di quella donna alla quale stette accanto in un momento tragico della sua vita e della quale credette di perdere la testa.
- Sì tesoro …. ero io. Sapevo anche cosa avesse provato per me. Ma come dicesti tu prima forse era troppo pudica per poter ammettere un amore così. E poi come poteva spiegarlo al marito o ai figli?
Allungai la mano verso il volto di Annette, sorrise e me lo appoggiò sul palmo.
La accarezzai fin dietro i capelli e la baciai dolcemente.
Una lacrima le scese dal volto, felice di essersi liberata anche di questa storia.
Mi disse di aver rivisto in un paio di occasioni zia Susy, ma sempre e solo da amiche. Ma non l'ultima volta.
Ma questa è un'altra storia.
Fine.
3
voti
voti
valutazione
1
1
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Annette 03
Commenti dei lettori al racconto erotico