Uccelli e cazzi
di
Spidey
genere
gay
Sono per stradine col mio piaggio.
Potrei andare alla spiaggetta per nudisti sul fiume ma là a quest'ora becco i soliti tre. Oggi mi sta bene un bel giro in moto e poi magari vado al campetto di pallavolo a giocare.
Una panda telecom con la scala di alluminio sul portapacchi è parcheggiata col muso tra gli alberi. Il tipo è fuori, in piedi gambe larghe, lo vedo di schiena. Sta per pisciare. Mi prende un brivido, come una scossa all'inguine. Ha la schiena ampia, la maglietta rossa gli cade libera ma è tesa sulle spalle rotonde e i bermuda gli arrivano alle ginocchia, cosce da calciatore, vedo solo il muscolo dei polpacci, scarponcini alla caviglia. Si sta sbottonando. Forse trent'anni. Registro tutto questo in un solo istante.
Rallento e mi fermo.
Si volta indietro.
'Hai bisogno?'
'No.'
Mi guarda meglio. Forse capisce. Sono in canottierina nike e calzoncini.
'Allora?' Mi fa.
'Posso guardare?' Dico e non ci credo nemmeno io d'aver avuto il coraggio.
Mi fissa un secondo, ha il viso simpatico, barbetta nera e occhi furbi, abbronzatissimo, dev'essere meridionale. Si volta e fa spallucce.
Infilo la ruota dello scooter nei cespugli, spengo e, mani sul manubrio, mi piego in avanti. Quello che vedo mi fa sciogliere. Ha in mano un uccello carnoso, spesso e pesante, gli si piega sulle dita. Figa quelli della spiaggetta ce l'hanno così solo da duro. Non respiro, aspetto con ansia che pisci. Lo tiene con la sinistra, con le dita lo solleva un poco in punta e parte la pisciata. L'arco dorato bagna le foglie a un metro.
Mi tira un coppino, una sberla dietro al collo.
'Ti piacciono gli uccelli, ahah?'
Faccio sì con la testa senza levare gli occhi dal suo uccello.
'Come ti chiami?' Mi massaggia al collo.
'Mirko.'
'Io Carlo.'
Cazzo gli si sta ingrossando mentre piscia. O sono io che sogno, l'uccello è ancora molle, gli pesa in mano.
'Sei maggiorenne?'
'Ho vent'anni.'
'Non sembra.' Mi dice.
Ha finito, ancora due spruzzi che sgocciolano appena davanti.
'Posso?' Gli chiedo.
Lascia l'uccello e il mio collo e si porta le mani dietro la nuca come per stirarsi la schiena. Lascio cadere il piaggio di lato e mi lancio fra le sue gambe. Si tira indietro di un metro ridendo. 'Cazzo, lì è bagnato!'
L'uccello in mano è caldo e morbido, arrotolo la lingua sotto il prepuzio, sa di piscio, succhio. Mi s'ingrossa in bocca, sto incollato col naso al pube e lascio che il cazzo mi scenda in gola. Carlo ride, 'Avevi proprio fame!', ma poi mi mette le mani sui capelli, 'Ciucciamelo.'
Lo faccio godere, si lamenta, gli fa male quanto gliel'ho fatto diventare duro. Se lo lascia spompinare beato, ma ogni tanto deve scoparmi in gola, qualche spinta e mi lascia subito e io glielo ciuccio aspirandolo.
'Mammmamia se ci sai fare, ragazzo! Lo prendi in culo?'
Mi rialzo. Lo annuso al collo. Faccio la puttanella contro lui. Tremo davvero, quel cazzo in culo
Mi palpa a due mani, sotto il culo e sul pacco. Ci va pesante che mi sento mancare. Intreccia le dita sotto, tra le cosce, e mi stacca da terra che è una pestata di coglioni. 'Io ti violento, porcod*!'
Mi porta di peso verso la panda. Ho i coglioni maciullati che sento nelle orecchie, ma per fortuna mi lascia giù.
'Non ho il preservativo.' Dice.
'Mi fido.' Dico, non ho voglia di andare a prenderli dalla sella.
S'è calmato, mi palpa sotto i calzoncini, fa scivolare le mani sui miei boxer. 'Ma senti che bel culo c'hai!!!'
Fa una cosa bellissima, mi bacia da dietro, a succhiotto sul collo, sotto la guancia. Gli twerko contro, mi godo il suo cazzo, voglio sentire anche i suoi coglioni contro il culo. Il bacio diventa un morso che mi blocca e una mano mi strappa in giù i boxer. Sputo sulle dita e me le ficco d'urgenza nel buchetto. Finalmente mi apre il culo col suo cazzone nodoso e mi risale tutto in culo.
Whowww, mi ha riempito.
Si punta con le mani alle mie spalle. 'Tu c'hai una figa!'
Ma poi non ha più voglia di ridere e scherzare. Mi fa il culo come un cinghiale infoiato. Grugnisce e cerca di rompermi il culo con botte da paura. Godo da troia, sono su un piede solo, l'altro sul cofano della panda ma tira botte che mi staccano da terra. E mi stringe il cazzo, mi preme i coglioni, mi scava il culo.
È uno corretto, all'ultimo si sfila e mi schizza su chiappe e schiena. Pazienza, l'avrei voluta in culo. Ma non ha finito, mi abbraccia da dietro e mi finisce del tutto con una sega frenetica, me lo mena lungo che mi colpisce le palle. Schizzo sul parabrezza.
Poi non succede quello che succede sempre. Non se ne va come un ladro.
Si pulisce con un kleneex e me li passa, vuole parlare. Chiede di me mentre si riabbottona e mi guarda rimettermi i calzoncini. Dico il minimo indispensabile.
Mi passa il cellulare. 'Ora devo scappare, ma noi due dobbiamo vederci ancora.'
Gli digito il mio numero mentre mi palpa la chiappa.
E' stato fantastico ed avrei ancora voglia. Sulla stradina sterrata il culo spanato mi sussulta sulla sella. No, vado al campetto di pallavolo.
Invece mi ritrovo nella spiaggetta nudisti. La chiamano per nudisti ma ci sono solo gay ed etero che vogliono ciucciare un cazzo. Incateno il piaggio ad un albero e mi trovo un angoletto tranquillo. Mi stendo nudo sul piccolo asciugamano.
Mi lasciano in pace, mi addormento anche, forse mezzora. Mi rivolto sulla pancia e prendo il sole sul culetto.
Due mi passano vicino e vanno dietro me tra gli alberi. si segano. Quello a destra ha in mano un bel cazzo.
Controllo al cellulare, c'è un sms di Carlo.
'Cazzo Mirko m hai devastato!!!!!! ci vediamo ancora???'
'Forse' e ci metto tre faccine che ridono.
'Non t è piaciuto?!!!!'
Carlo mi fa morire. 'Abbastanza.' scrivo
'Non ci credo.'
'La volevo in culo.'
'Cazzo stasera non posso ho la tipa. Puoi domani?'
'Dove?'
'Casa mia. ti metto incinta.'
'Mmm'
'Ti chiamo dopo, ora lavoro.'
Mi alzo, sono nudo uccello moscio, piego i calzoncini nell'asciugamano e stringo in mano i preservativi. Vado verso i due nel boschetto.
Per critiche suggerimenti, collaborazioni o solo cazzate
milano3687@proton.me
Potrei andare alla spiaggetta per nudisti sul fiume ma là a quest'ora becco i soliti tre. Oggi mi sta bene un bel giro in moto e poi magari vado al campetto di pallavolo a giocare.
Una panda telecom con la scala di alluminio sul portapacchi è parcheggiata col muso tra gli alberi. Il tipo è fuori, in piedi gambe larghe, lo vedo di schiena. Sta per pisciare. Mi prende un brivido, come una scossa all'inguine. Ha la schiena ampia, la maglietta rossa gli cade libera ma è tesa sulle spalle rotonde e i bermuda gli arrivano alle ginocchia, cosce da calciatore, vedo solo il muscolo dei polpacci, scarponcini alla caviglia. Si sta sbottonando. Forse trent'anni. Registro tutto questo in un solo istante.
Rallento e mi fermo.
Si volta indietro.
'Hai bisogno?'
'No.'
Mi guarda meglio. Forse capisce. Sono in canottierina nike e calzoncini.
'Allora?' Mi fa.
'Posso guardare?' Dico e non ci credo nemmeno io d'aver avuto il coraggio.
Mi fissa un secondo, ha il viso simpatico, barbetta nera e occhi furbi, abbronzatissimo, dev'essere meridionale. Si volta e fa spallucce.
Infilo la ruota dello scooter nei cespugli, spengo e, mani sul manubrio, mi piego in avanti. Quello che vedo mi fa sciogliere. Ha in mano un uccello carnoso, spesso e pesante, gli si piega sulle dita. Figa quelli della spiaggetta ce l'hanno così solo da duro. Non respiro, aspetto con ansia che pisci. Lo tiene con la sinistra, con le dita lo solleva un poco in punta e parte la pisciata. L'arco dorato bagna le foglie a un metro.
Mi tira un coppino, una sberla dietro al collo.
'Ti piacciono gli uccelli, ahah?'
Faccio sì con la testa senza levare gli occhi dal suo uccello.
'Come ti chiami?' Mi massaggia al collo.
'Mirko.'
'Io Carlo.'
Cazzo gli si sta ingrossando mentre piscia. O sono io che sogno, l'uccello è ancora molle, gli pesa in mano.
'Sei maggiorenne?'
'Ho vent'anni.'
'Non sembra.' Mi dice.
Ha finito, ancora due spruzzi che sgocciolano appena davanti.
'Posso?' Gli chiedo.
Lascia l'uccello e il mio collo e si porta le mani dietro la nuca come per stirarsi la schiena. Lascio cadere il piaggio di lato e mi lancio fra le sue gambe. Si tira indietro di un metro ridendo. 'Cazzo, lì è bagnato!'
L'uccello in mano è caldo e morbido, arrotolo la lingua sotto il prepuzio, sa di piscio, succhio. Mi s'ingrossa in bocca, sto incollato col naso al pube e lascio che il cazzo mi scenda in gola. Carlo ride, 'Avevi proprio fame!', ma poi mi mette le mani sui capelli, 'Ciucciamelo.'
Lo faccio godere, si lamenta, gli fa male quanto gliel'ho fatto diventare duro. Se lo lascia spompinare beato, ma ogni tanto deve scoparmi in gola, qualche spinta e mi lascia subito e io glielo ciuccio aspirandolo.
'Mammmamia se ci sai fare, ragazzo! Lo prendi in culo?'
Mi rialzo. Lo annuso al collo. Faccio la puttanella contro lui. Tremo davvero, quel cazzo in culo
Mi palpa a due mani, sotto il culo e sul pacco. Ci va pesante che mi sento mancare. Intreccia le dita sotto, tra le cosce, e mi stacca da terra che è una pestata di coglioni. 'Io ti violento, porcod*!'
Mi porta di peso verso la panda. Ho i coglioni maciullati che sento nelle orecchie, ma per fortuna mi lascia giù.
'Non ho il preservativo.' Dice.
'Mi fido.' Dico, non ho voglia di andare a prenderli dalla sella.
S'è calmato, mi palpa sotto i calzoncini, fa scivolare le mani sui miei boxer. 'Ma senti che bel culo c'hai!!!'
Fa una cosa bellissima, mi bacia da dietro, a succhiotto sul collo, sotto la guancia. Gli twerko contro, mi godo il suo cazzo, voglio sentire anche i suoi coglioni contro il culo. Il bacio diventa un morso che mi blocca e una mano mi strappa in giù i boxer. Sputo sulle dita e me le ficco d'urgenza nel buchetto. Finalmente mi apre il culo col suo cazzone nodoso e mi risale tutto in culo.
Whowww, mi ha riempito.
Si punta con le mani alle mie spalle. 'Tu c'hai una figa!'
Ma poi non ha più voglia di ridere e scherzare. Mi fa il culo come un cinghiale infoiato. Grugnisce e cerca di rompermi il culo con botte da paura. Godo da troia, sono su un piede solo, l'altro sul cofano della panda ma tira botte che mi staccano da terra. E mi stringe il cazzo, mi preme i coglioni, mi scava il culo.
È uno corretto, all'ultimo si sfila e mi schizza su chiappe e schiena. Pazienza, l'avrei voluta in culo. Ma non ha finito, mi abbraccia da dietro e mi finisce del tutto con una sega frenetica, me lo mena lungo che mi colpisce le palle. Schizzo sul parabrezza.
Poi non succede quello che succede sempre. Non se ne va come un ladro.
Si pulisce con un kleneex e me li passa, vuole parlare. Chiede di me mentre si riabbottona e mi guarda rimettermi i calzoncini. Dico il minimo indispensabile.
Mi passa il cellulare. 'Ora devo scappare, ma noi due dobbiamo vederci ancora.'
Gli digito il mio numero mentre mi palpa la chiappa.
E' stato fantastico ed avrei ancora voglia. Sulla stradina sterrata il culo spanato mi sussulta sulla sella. No, vado al campetto di pallavolo.
Invece mi ritrovo nella spiaggetta nudisti. La chiamano per nudisti ma ci sono solo gay ed etero che vogliono ciucciare un cazzo. Incateno il piaggio ad un albero e mi trovo un angoletto tranquillo. Mi stendo nudo sul piccolo asciugamano.
Mi lasciano in pace, mi addormento anche, forse mezzora. Mi rivolto sulla pancia e prendo il sole sul culetto.
Due mi passano vicino e vanno dietro me tra gli alberi. si segano. Quello a destra ha in mano un bel cazzo.
Controllo al cellulare, c'è un sms di Carlo.
'Cazzo Mirko m hai devastato!!!!!! ci vediamo ancora???'
'Forse' e ci metto tre faccine che ridono.
'Non t è piaciuto?!!!!'
Carlo mi fa morire. 'Abbastanza.' scrivo
'Non ci credo.'
'La volevo in culo.'
'Cazzo stasera non posso ho la tipa. Puoi domani?'
'Dove?'
'Casa mia. ti metto incinta.'
'Mmm'
'Ti chiamo dopo, ora lavoro.'
Mi alzo, sono nudo uccello moscio, piego i calzoncini nell'asciugamano e stringo in mano i preservativi. Vado verso i due nel boschetto.
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