Un magnifico twink etero

di
genere
gay

Fine lockdown. Sabato mattina. In metro verso il centro per vedere finalmente un po' di gente, sedili distanziati e mascherine. Sale un ragazzo, vent'anni o forse meno, magro e tonico, jeans stracciati e canotta bianca della Nike morbida sul torso. Ciuffo sulla fronte che scende sexy sulla mascherina nera, spalle nude, si tiene al palo di fianco a me con la mano mezza altezza, braccialetti di cuoio al polso. Un tipino tosto, longilineo ma con una bella muscolatura, uno che quest'inverno s'è fatto la palestra in camera per tenersi in forma. È appena stato al mare, è abbronzato che è una meraviglia. È leggermente sudato, fuori fa un cazzo di caldo, ha le braccia lucide e i capelli bagnati sul collo. Mi piacciono le sue cosce, sono forti, gli tendono i jeans e mammamia il pacco mi risveglia tutti gli ormoni. Sono seduto davanti a lui, a un solo metro di distanziamento sociale, la tentazione di baciargli il rigonfiamento fa sudare anche a me la nuca.
S'accorge che lo fisso. Ma non sono un bavoso sessantenne. Ho forse dieci anni più di lui e fisicamente non sono affatto male. Fa finta di nulla e s'aggrappa al maniglione in alto e la maglietta si solleva magicamente scoprendo tre centimetri di pelle nuda sotto l'ombelico. Ha un cinturone nero di cuoio, l'elastico emporioarmani ben in vista, non gli vedo l'ombelico, ma il ventre teso è da infarto. Sta' calmo, mi dico, significa solo che il ragazzo sa di essere una meraviglia e che gli piace mostrare il suo fisico. Sta' a cuccia.
Abbasso lo sguardo sul cellulare e cerco di pensare. Chi è? Cosa fa? Mi sento grande, io alla sua età ero la puttana di grindr, ma lui? È uno sveglio, questo è sicuro, uno che se ne fotte degli altri, meravigliosamente giovane e libero. Per me è uno che non si incazza se ci tento, anzi, è uno che gli piacerebbe essere abbordato da un uomo e non è un fighetto castrante come ce ne sono a migliaia, con le sopracciglia curate e i capelli appena usciti dal parrucchiere, lui li tiene da sportivo, corti dietro e col ciuffo in fronte, è uno che ci tiene a passare per figo ma non è un fighetto. E, minchia, mi sembra di annusare il suo testosterone. Poi che ci stia o no è un altro problema, ma se non ci tento non lo saprò mai.
Lo colgo che mi fissa il cellulare. È un curiosità involontaria o mi stava guardando tra le gambe?
Mi alzo. 'Io scendo alla prossima.' Gli dico con le mascherine a venti centimetri. Gli occhi castani sono sorpresi. Fa un passo indietro.
'Vuoi un caffè?'
Non capisce. L'ho spaventato.
Il treno è in frenata. Gioco sporco e gli vado addosso. Tiro un'annusata sopra la sua spalla, ma non lo palpo anche se potrebbe essere la mia ultima occasione.
'Dai scendi! Un caffè, non lo vuoi?'
Cazzo, scende anche lui!
Ci presentiamo, una formale stretta di mano, ma di pugno, all'americana. Lui è Gabry ed ho indovinato, ha vent'anni. Attacco con le mie cazzate, lo intontisco di risate, ci so fare io e con Gabry mi sento ubriaco. Su dalle scale ci leviamo le maledette mascherine. Troppo bello per essere vero, se quelle labbra non mi si chiudono sul cazzo mi uccido. Ma intanto parliamo di serie tv, Tiger king.
Il caffè lo prendiamo in piedi all'aperto. Gabry è ora molto più rilassato, finge di imbarazzarsi quando gli faccio i complimenti per il fisico da sportivo ma gli fa piacere. E, cazzo, si fa toccare il bicipite teso e scoppia a ridere.
Camminiamo a zonzo affiancati, tiene lo zainetto su una spalla a mo' di sacca. Ma lo tiene sulla spalla lontana da me. Si scioglie, si capisce che quanto meno ha ciucciato qualche cazzo in vita sua e che non gli è dispiaciuto, io per queste cose ho un sesto senso. O una fissazione.
Arrischio battute piuttosto esplicite sulla sua vita sessuale. Non s'offende, anzi ride ed è più bello ancora, ma abbassa la voce per non farsi sentire, lui non è gay che ma non ha nulla contro i gay. Ci manca solo che mi dica che ha amici gay! Le solite cazzate che si dicono. Questo ha una voglia matta di ciucciarmi il cazzo.
E io sono messo peggio, dopo sei mesi di mascherina glielo voglio toccare lì in strada.
'Non seigay? Peccato, perché, ma io ho qui un bel calippo.' Dico.
Si blocca. Ride troppo nervoso.
Gli punto il dito sulla spalla nuda e lo spingo avanti. Riprendiamo a camminare. 'Non ti va?'
È il momento delle spiegazioni, quello più castrante. Giura che gli sono simpatico e, sì, sono anche un bel tipo ma lui proprio non... solo una volta da ragazzo ma ora non più, non gli interessano i maschi. Gli dispiace per me, non devo prendermela.
Io capisco solo che ha voglia ed ha bisogno di una spinta per buttarsi. Al primo angolo lo stampo contro un muro. 'Posso almeno toccartelo?'
Guarda prima a destra e a sinistra, poi nei miei occhi e fa sì.
Ci premo a mano aperta contro il pacco e massaggio qualcosa di non completamente molle a parte i coglioni sotto. Il ragazzo gradisce strizzando le labbra. 'Smettila ci vedono.' mormora.
'Ti voglio nudo.'
Infilo la mano la mano sotto la canottiera e gliela sollevo sul ventre piatto. Un caldo e liscio ragazzo etero da fare l'amore.
Se la tira giù. 'Tu sei uno pericoloso, ahah!' e scappa via.
'Dove vai?'
Lo rincorro, lo afferro per la nuca. Si piega abbassandosi, si rigira per liberarsi e mi dà una manata. Siamo due cretini che giocano davanti a tutti. Ci calmiamo, torniamo seri, camminiamo di nuovo affiancati.
Allarga un poco il braccio, davanti a me, e mi sente il pacco.
“L'ho ciucciato solo una volta... ad un compagno.' Mi ripete.
Leva la mano, dietro un angolo è spuntata una che ci viene incontro, appena passa oltre me lo ritocca più pesantemente. Con questo ragazzo rischio la galera, ho l'impulso di violentarlo in strada.

Mi rifaccio all'indietro otto stazioni della metropolitana. Ma con Gabry.
Sorridiamo sotto le mascherine dondolando in piedi, il vagone è semideserto, non ci va di sederci lontani sui posti alternati e non teniamo la distanza d'ordinanza di un metro. Gabry telefona agli amici che stamattina non c'è, la scusa è che ha incontrato dei vecchi compagni. Io me lo mangio con gli occhi e lui si diverte essere spogliato con lo sguardo. I ragazzi etero sono pieni di sorprese.
Mi stuzzica, mi s'appoggia contro, jeans contro jeans, solo il tempo giusto per farmi sentire che ce l'ha duro anche lui e si tira indietro.
Io me lo tiro contro palpandogli il culo.
'Tno, questo te lo scordi.'
'Te lo mordo.' Prometto.
E c'inventiamo qualcosa da dire per non saltarci addosso.

Lo facciamo sulle scale del mio palazzotto, quattro piani a piedi, ci saltiamo addosso sul primo pianerottolo mezza rampa. Lo spingo nell'angolo, ci tocchiamo impazienti come non potevamo fare in metro, ci annusiamo le spalle le mani impazzite sotto, muti come ladri per non svegliare il palazzo. E saliamo di corsa per altre due rampe per fermarci su quello dopo. Gabry m'infila la mano nei pantaloni, 'Ma che cazzo hai!!!', dice piano e fa per inginocchiare. Lo tiro su e corriamo per altre due rampe, sull'ultima tappa, e qui va molto meglio, Gabry mi regala le labbra, ci conosciamo con la lingua, ha la bocca dolce, le guance lisce quasi come una ragazza, appena ruvide per ricordarmi che è un meraviglioso maschietto.
Lo limono all'angolo palpandolo come si deve, con la mano decisa gli premo cazzo e palle e la spingo sotto fino a palpargli il culo dietro. Stringe le cosce dal piacere e mi mugola in bocca. Sì, va molto meglio, mi stringe il culo con le unghie, una mano s'infila sotto la cintura per sentirmi la chiappa nuda.
Non può andare meglio per un frocio come me, attivo al settanta per cento e passivo al cento per cento: Gabry prende l'iniziativa da maschietto alfa, mi gira all'angolo, s'aggrappa due mani al mio pacco e mi strofina il cazzo sotto il culo. Svengo, godo da troia e poco importa se è ancora inesperto e mi castra le palle, mi piacciono quelli focosi.

Chiudo la porta ed è come spegnere un interruttore. Gabry si spegne, rimane immobile, fissa la porta e non sa cosa fare. Lo capisco, siamo chiusi in casa, abbiamo finito di giocare, adesso si dovrebbe fare sul serio.
'Vuoi un caffè?'
Scuote di no con la testa, la muove di pochi millimetri. Meglio così, ho solo due tazzine scompagnate. Rifletto su cosa fare, se no questo qui mi scappa. Non devo lasciargli il tempo. Sono di fronte al lui, sollevo la cinghia dello zainetto e lo lascio cadere sulla poltrona, è alto qualche centimetro più di me, non mi guarda negli occhi, senza nemmeno sfiorarlo pizzico l'orlo della canottiera e gliela sfilo via. Ne viene fuori un twink da copertina, torso nudo che è un'opera d'arte. Smetto di riflettere, bacio carezzo e lecco sempre più in basso. Ci vado piano, pianissimo per non scandalizzarlo, lo sento respirare e fremere quando lo mordicchio. Sempre più in basso. Strofino il viso, gli sfilo il cinturone, strofino la bocca e slaccio il bottone, lo stringo in vita contro il mio viso e apro la zip dura, di metallo. Il mio Gabry non fa nulla, è paralizzato.
Gli abbasso i jeans sui fianchi. Elastico nero emporioarmani, oggi s'è messo i boxer della festa, grigio mélange, il fusto del cazzo in rilievo verso sinistra. Sono un feticista dei boxer elaticizzati, m'inginocchio comodo e me li godo alla grande bocca e mani, stringo chiappe tonde, morbide ma muscolose, lecco il cotone dalle palle alla cappella. Gabry gode, una macchia scura di precum bagna i boxer, vuole che gli ritocchi gli addominali mentre mi strofino il viso sul pacco.
Il cazzo salta fuori da solo, bello, rosa, giovanissimo. Un bel cazzotto più largo alla base, gli regalo una succhiata che stende tutti i maschi etero, chiudo le labbra sulla cappella, arrotolo per due secondi la lingua e tiro una succhiata che me lo risucchio fino alle palle.
Ha un gemito, s'afferra alla mia testa, mi tira il colletto della polo, mi strappa via la maglia, mi tocca le spalle nude. Mi pompa in gola, io abbraccia il sui culo nudo, tende le natiche mentre spinge il cazzo, è un maschietto perfetto, liscio e caldo. Ci va pesante da inesperto, ho un conato ed interrompo il pompino. Mi dedico ai coglioni tesi, li lecco e succhio, seguo con le dita il segno bianco dell'abbronzatura e quando me lo riprendo in bocca schizza la prima sborrata. Whoww, era eccitato forte il mio Gabry. Schizza a ripetizione aggrappandosi alla testa, il cazzo che mi batte sul palato e poi scende in gola.
È sudato e imbarazzato. S'è finalmente scaricato e da vero maschio svuotato vuole levarsi dalle palle. Me lo lascia pulire un poco ma poi si rialza i boxer e fa per allacciarsi la cintura. Questo mi vola via.
Mi rialzo senza sfiorarlo. Mi guarda negli occhi, mi spia le labbra bagnate, mi dice uno stupidissimo 'grazie'.
Se non ci faccio l'amore non sono più io.
'Non fare lo stupido.'
Mi seggo sul divano, allargo le gambe.
Se non hai mai avuto un twink così, torso nudo tra le gambe, il ciuffo sulla fronte e le guance che si incavano succhiando non sai cosa vuol dire avere il cazzo duro. Mi fa un pompino da troia navigata, per natura i ragazzi lo ciucciano meglio delle ragazze. Ci dà dentro con passione, sorride felice, si sente libero e gli piace da morire stringere il mio cazzone in mano. Bacia le palle e succhia la cappella, con calma, un poco alla volta impara e ingoiarlo sempre qualche centimetro di più. Poi desiste, si leva con gli occhioni lucidi da soffocone ma continua a menarmelo lungo. Ho il cazzo che mi pulsa paralizzato. Ritrovato il respiro, Gabry inghiotte saliva e ritenta, solo una volta ho sentito i denti, succhia fin dove può e mi palpa, le mani mi sfregano cosche e addome, mi cercano le natiche, io gli carezzo la schiena nuda. Mi trattengo quanto posso ma non resisto più, lo avviso e si toglie. Una schizzata che sarebbe arrivata al soffitto lo colpisce in pieno volto. Sorride divertito, inclina le testa e struscia le labbra sull'asta mentre le altre schizzate gli cadono sulla spalla. Mi si appanna la vista, lui è bellissimo con le labbra rosse bagnate e il gocciolone di sborra che s'allunga dal ciuffo.
Ha un attimo d'esitazione etero e poi si contorce per leccarsi il gocciolone sulla spalla. È fatta! E io non ho più nulla da insegnargli.
Gabry sa benissimo che il primo organo erogeno è la bocca, mi s'allunga sopra e mi bacia, sempre più avidamente, si pulisce il viso sul mio e bacia sborra.

Continuiamo sul lettone spogliandoci nudi lungo il percorso.
È il liberatutti.
Gabry è meno timido di un pornattore, mi si offre nudo bello com'è e si diverte troppo quando lo metto ginocchioni e gli lavoro di lingua coglioni e buchetto mentre gli mungo il cazzo. Ha un culetto con uno spacco da urlo, le natiche muscolose ben separate e il cordoncino che parte dall'ano e gli arriva alle palle che è un invito allo stupro. Ci tuffo il viso facendolo godere da cagna lingua in culo.
Finge di deprimersi quando tiene i cazzi uniti in mano, 'Cazzo Mirko, tu c'hai una bestia!' Non gli do retta e godo con le palle contro le sue.
La sua seconda sborrata è nel mio culo e non è frettolosa come la prima, mi scopa per un'eternità, con foga e metodo, cazzo duro che mi scava in culo in tutte le posizioni in cui riusce a piegarmi. In certi momenti mi pare d'essere la puttana d'un bastardo arrapato recuperato in rete e non di un meraviglio twink.
La mia seconda sborrata se la beve direttamente, steso lungo su di me il cazzo duro che mi scopa in gola. Non se ne parla, in culo non lo vuole, ma figa se gode con le dita nel buchetto.
Una scopata che s'allunga fino al pomeriggio, si dormicchia con la tv su netflix, le cosce incastrate, il respiro caldo, il pene in bocca, le mani che massaggiano le palle e poi si riprende. Gabry scopa come un torello.
Avvisa casa che mangia fuori e andiamo sotto la doccia, non mi perdo un centimetro di pelle, gli piace farsi toccare, sa di essere uno schianto di boy, faccio un primo tentativo in piedi contro il suo corpo bagnato, è grosso non vuole. Pazienza.
In cucina faccio insalata di pasta. Mentre aspetta mi spazzola il frigo di formaggi e salumi, ha una fame da lupi, mastica il pane che fa venir fame a me, ogni tanto si alza e mi si struscia contro, s'è rimesso i boxer che mi fanno impazzire, si fa carezzare il culo ma preferisce farsi toccare il cazzo.
Io sto nudo. Mi carezza l'uccello penzoloni, ride, dice porcate per di più ridere, mi va dietro, mi abbraccia in vita aggrappato ai coglioni e finge di picchiarmelo in culo. Perché fingere? Spingo indietro le braccia e gli abbasso i boxer. Me lo picchia in culo e mi tiene inchiodato contro il lavello. Mi chiede quando è pronta la pasta.
La scolo, la mischio con tonno pomodorini e mozzarella. Non mi dimentico i capperi. Gabry ha una fame da lupi, spazzola il primo piatto e mi unge l'uccello mentre gliene verso altra. Vuole la maionese. Me la spalmo sull'uccello e scoppia a ridere e poi ci fa scarpetta sul cazzo.

Non c'è nulla di più deprimente delle preoccupazioni. Io di mio mi sento ipersicuro, faccio analisi regolari e per tutto il covid non ho battuto quasi chiodo e sempre protetto, ma una certa preoccupazione mi viene alla quarta sborrata in culo. Ma sento che posso fidarmi di Gabry. Comunque è una nuvola nera passeggera che si dissolve quando mi si sfila e mi entra aria fresca in caverna.
Io ci tento di continuo, Gabry gode da paura con la cappella contro l'ano ma poi sfugge spaventato. L'alternativa allo stupro è rilassarlo, convincerlo, ammorbidirlo con lingua e dita, andarci piano, uso anche un dildo a candela che non ricordavo nemmeno più d'averlo. Un pomeriggio di sofferenze per me che se non me lo inculo muoio e per lui che vuole essere sverginato ma senza culo rotto. Poi finalmente la cappella si apre la strada nell'ano che cede morbido, Gabry geme soltanto, bestemmia che è una figata, io non mi muovo, gli tengo solo le natiche ben larghe. Spinge lui, piano, ci mette forse un minuto, osservo il mio palo sparire nel suo culo. Si ferma, va avanti un poco e spinge di nuovo contro, avanti e indietro, un centimetro per volta, io non mi muovo, il ragazzo si deve godere al massimo il suo primo cazzo in culo. L'ano mi scorre sul cazzo sempre un po' di più, io cazzo paralizzato, le tempie che mi sudano, lo accompagno soltanto con le mani sui fianchi. Quando arriva a fine corsa e i coglioni si toccano mi lascio cadere in avanti schiacciandolo, lo blocco alle spalle e... cazzo se mi deve questa inculata!

E' sabato sera, sono al giapponese delle mie amiche. M'arriva un suo messaggio.
'Mi fa ancora male.'
'Non dirlo a me!'
Non scherzo, oggi Gabry m'ha trivellato il culo da paura.
Mi manda tre faccine che ridono e 'A parte gli scherzi mi brucia. È normale sentirlo ancora?'
'Tranqui, domani sei come nuovo. Non sei allenato.'
Altre faccine. 'Non certo come te.' Faccine.
'Dove sei?'
'Casa, non sono uscito. La mia tipa s'è incazzata.'
'La consoli domani.'
'Senti ci penso da ore. Posso farti una domanda?'
'Dimmi.'
'Io non sono gay ma tu sei innamorato?'
'Solo del tuo culo.'
Mi arrivano tre righe di faccine che ridono. 'Sabato prox ci sei?' Mi chiede.
'Okay'Ti chiamo.'
Devo ricordarmi di passare prima al supermercato.

Invece cambia programma, non resiste, già domenica pomeriggio mi suona alla porta. Me lo tocca prima di salutare,'Ma oggi non in culo, non mi va.'
'Sì, sì. Entra.'
Gli inchiodo il culo contro la porta.

Per critiche suggerimenti, collaborazioni e cazzate
milano3687@proton.me
di
scritto il
2026-06-06
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