La piscina di Ines 3

di
genere
incesti

Diciamo subito che in città ci sono più di una piscina pubblica che sono di certo più meritevoli della tinozza che sta nel giardino della signora Ines.
Una roba tre metri e mezzo per tre e mezzo con l’acqua che ti arriva alla vita non so neanche se si possa chiamare piscina.
Mi sono fatto personalmente il culo per montarla, lei era tutta contenta, a me non diceva gran che ma far spogliare la signora Ines, saltarle addosso, scoparla e incularla a tutto spiano nel prato accanto alla tinozza vale la pena.
Quindi, oggi, torno a casa di Ines con un certo entusiasmo tanto più che mi portò dietro il mio buon amico Paul, fans come me delle milfone, ben dotato e sempre pronto a tappare un buco. Ovvio perciò che quando arriviamo da loro abbiamo già i cazzi abbastanza gonfi e più che voglia di fare un bagno abbiamo voglia di fotterci la padrona di casa.
Sento l’acqua che scroscia, qualcuno ci sta già nuotando dentro, sento delle risate.
La mamma e il figlio, magari già nudi, stanno facendo un po’ di preliminari.
Mi viene l’idea di fare subito i porconi e dare un buon inizio al pomeriggio di sesso.
Facciamo il giro da dietro la casa, lì c’è un piccolo portoncino che non usano mai e che arriva dritto al giardino.
So che la serratura è arrugginita da anni e lo tengono chiuso con un palo di legno posato sopra. Non una cosa che richieda Fantomas per essere scardinata. Basta passare la punta del piede sotto al cancello di ferro, spingere bene, il palo cade nell’erba, via libera.
A questo punto strizzo l’occhio a Paul “levati tutto presentiamoci a dovere”.
Lui ride, la porcata lo stuzzica e ci leviamo velocemente gli short e la canotta restando nudi, giusto le croks ai piedi.
Cazzi già decisamente duri che fanno certamente la loro bella figura… 1,2,3 spalanco il portoncino con un unico colpo. “Ta daaa sorpresona!”.
Pensavo di vedere la signora Ines sbavare per i cazzi duri o sorprendersi per l’entrata in adamitico e invece quello che resta a bocca aperta sono io o meglio noi perché anche Paul ha un attimo di smarrimento.
Non c’è Ines!
O per meglio dire, lei c’è ma non è sola. Accanto alla piscina prefabbricata in cui sta nuotando Marco ci sono tre sedie a sdraio. Tre sdraio e tre donne.
Una è Ines, col suo costume a due pezzi rosa che avevo già visto e già aiutato a togliere.
Accanto a lei una signora bionda, più o meno della sua età. Grossi occhiali da sole a specchio, costume da bagno due pezzi nero non molto più coprente di quello di Ines. Credo ci stia guardando ma con gli occhiali a specchio chi può dirlo.
Alla loro destra una signora più matura. Andrà per i settanta minimo. Grassottella, pacioccona, anche lei con un costume due pezzi blu che non nasconde il suo pancione grasso. Lei ci sta guardando di sicuro perché ha spalancato così tanto la bocca che potresti parcheggiarci dentro una utilitaria.
Ines si alza di botto, ci corre incontro. Non per abbracciarmi come vorrei ma per mettersi davanti a noi e coprire i cazzi duri agli sguardi degli altri due.
Mi si piazza giusto davanti. Così vicina che la mia cappella gonfia le sfiora il buco del culo sotto al costume e quella altrettanto gonfia di Paul le sfiora la gamba.
“Eeeem questi sono gli amichetti di Marco”.
“Si si miei amici” urla il ragazzo da dentro la piscina.
“E perché sono nudi?” sbotta la vecchia.
“Già -sussurra Ines sottovoce- perché caspita siete nudi?”.
“Volevamo farti una sorpresa”.
“Senti che cazzo duro” sussurra Paul spingendo forte sulla coscia della vacca.
Ines si schiarisce la voce “Ma sai come sono questi giovani. Nuotano nudi io non ci faccio neanche caso -cerca di sorridere come se la cosa fosse normale- vero Marco che nuotate nudi?”.
Lui coglie al volo l’imput della madre, si leva al volo il costume “si mamma ormai si usa”.
“Questi giovani….” Borbotta la vecchia ma poi sembra perdere interesse per la cosa.
Ci avviciniamo. Ines ce le presenta “ecco lei è mia zia Franca e lei mia cugina Miriam, la figlia”.
“Tanto piacere” sorridiamo sempre sventolando a dovere i cazzi come due aste da bandiera.
La vecchia annuisce con la testa poi torna a sfogliare la rivista che ha sul grembo, la cugina invece toglie gli occhiali da sole e a occhi sgranati studia il cazzo di Paul e poi il mio.
Ines se ne accorge “forse è meglio che andate in piscina” suggerisce sperando che nell’acqua si smolli un po’.
“Madonna che nerchie!” sbotta Miriam.
Di botto la vecchia, che probabilmente non vede bene lontano, alza lo sguardo. Siccome mi sono messo proprio accanto a lei appena lo ciondolo un po’ le va praticamente a sfiorare una guancia.
“Ma non è possibile? È un pene o un braccio?” sbotta la nonna ma noto subito uno strano sorrisetto sul suo volto.
“Scusate, scusate tanto” mormora Ines imbarazzata.
Ma la cugina non pare affatto in imbarazzo, anzi… sorride fissando Paul.
“È il mio non ti piace?” la provoca lui.
“Scommetto che l’odore non te lo ricordi nemmeno più vero mamma?” ridacchia la bionda grattandosi un improvviso prurito fra le gambe e annusando la cappella di Paul che le sta praticamente in faccia.
“È sono secoli che tuo padre non mi fa annusare nulla” ribatte lei.
“Ormai saprà solo di formaggio” ribatte la figlia.
“Mi sa…” sussurra la vecchia befana mentre piano piano lo prende con una mano. Sembra voglia farmi un lavoretto e invece se lo porta davvero al naso. Lo poggia sulla cappella e inspira.
“Ummm che profumo inebriante”.
Preso dalla cosa allungo una mano, le palpo una tettona.
Lei apre subito il reggiseno, lo sfila dalla testa senza nemmeno sganciarlo.
BOING! Due perone molli ma belle grosse si parano davanti a me.
“Ti piacciono caro?”.
Ci metto la bocca sopra, le succhio un capezzolo “divine”.
Presa dal piacere la vecchia porca lo stringe più forte. In un attimo la stretta diventa una sega.
“Ma dai zia…” arrossisce Ines.
“Ma lasciala fare povera donna, avrà pur diritto di togliersi qualche sfizio” rimbecca Miriam che, senza farsi tanti problemi si leva il costume e mostra le belle tette e la fica biondiccia a Paul.
Intanto Marco si avvicina, anche lui ha il cazzetto visibilmente duro dopo che ha visto la cugina nuda per la prima volta.
Miriam afferra il cazzo a Paul “sei capace di togliermi un prurito o fai solo scena?”.
Lui fissa le tette di Miriam, piccole ma carine, sbircia la sua passera col pelo biondo.
“Faccio tutto ciò che vuole bella signora” mormora il ragazzo con la voce carica di emozione per la sega che Miriam ha iniziato a tirargli.

Intanto la vecchia Franca passa dalla mano alla bocca.
Ha un risucchio da paura.
Non gli piace solo l’odore del cazzo ne adora anche il gusto.

Ines sgrana gli occhi sconvolta. La sua vecchia zia che mi spompina, sua cugina che succhia Paul e Marco che la guarda e se lo sega di brutto.
E non solo è choccata è eccitata da tutto questo porcaio. La sua indole da troia non ce la farà a restare celata a lungo.

Le mie mani scorrono sul corpo grasso e grinzoso della vecchia Franca. La palpo tutta, le strizzo le maniglie dell’amore, le massaggio le cosce, voglio vederle la fica.
Lei continua, pompa e lecca, sembra affamata di cazzo peggio di una ventenne.
Afferro gli slip del costume, li scosto un po’, mi vedo davanti un ficone senza pelo bello grassoccio.
Lei smette per un anno di succhiare, mi sorride “aspetta che le tolgo” e con due movimenti ben studiati resta nuda per il mio piacere.
“Ti piace?”.
“È bellissima signora. Ma si depila?”.
“È si, ormai avevo così poco pelo che faceva solo disordine. Meglio pelata ti pare?”.
“Più comoda da leccare…” annuisco.
“Ma che galante. Vuoi?”.
“Posso?”.
Allarga le gambe ben bene “è tutta tua caro”.

Miriam smette di segare Paul, lo disse tenedoglielo in mano “e tu lo sai fare un lavoro di lingua?”.
“È ci provo se vuole…” sorride lui che lecca fiche più di me.
Miriam spalanca le gambe. Una ficona bionda col pelo lungo esce allo scoperto.
La donna si mette le mani sulle ginocchia per tenere le gambe belle aperte “dai dacci dentro campione”
Il mio amico si china, tira fuori la lingua e fa del suo meglio.

Intanto Marco cerca di afferrare sua madre “anche io voglio scopare mamma”.
La donna ormai capisce che è inutile fingere “va bene, aspetta che mi giro e mi monti come al solito”.
“O siiiii” ride Marco tutto gasato.

“Ummm come sei bravo”.
“Grazie -slap slap- molte grazie”.
“I giovani di solito sono irrequieti invece tu sai leccare ben bene e con calma, bravo” dice la vecchia mentre mi accarezza i capelli.
“La verità è che a me il succo di fica piace da morire” sorrido e torno al lavoro.
“E allora dissetati caro, lecca fino a consumarla se vuoi”.

“Argh!” urla Miriam e di riflesso viene in bocca a Paul. Lui per nulla turbato si tuffa a pesce dritto alla meta. Lecca alla grande, adora il succo come me.

“Ma cosa è il nuovo record?“ sbotta Ines
“Scusa mamma” abbassa la testa Marco col pisello che si sta già contraendo molliccio e colante.
“Ma neanche due minuti” sbuffa la padrona di casa.
“Non è colpa mia mamma ero troppo eccitato”.
Lei da madre amorevole gli sorride “Tranquillo non sei andato male, mi hai fatto venire un bel formicolio” e per premio glielo prende in mano e lo sega con decisone baciandogli di tanto in tanto la cappella sperando che torni duro.

Franca prende l’iniziativa, mi fa alzare in piedi, mi prende per mano e ci allontaniamo di qualche passo.
Si getta sul prato di fianco “prendimi tesoro sapessi che voglia”
“Sapesse io signora” dico scivolandole alle spalle.
Inizio ad armeggiare con la mano, lei allarga le gambe, me la offre bella calda.
“Umm si ci sono signora…”.
“Tesoro visto che mi stai trombando dammi almeno del tu”.
Annuisco, lo spingo nella sua ficona pelata e rovente. Un colpo secco dentro dalla cappella alle palle “Francaaaaaaaaaaaa”.
“O madonnaaaaa” urla la vecchia vacca.

“Cazzzzzz” urla Paul.
Il segone di Miriam non gli da tregua. Non ce la fa. Sborra.
Lei capisce al volo, ride, lo tiene secco come fosse un tubo per innaffiare e lo punta verso Ines che sta lì accanto sconvolta da tutta la monta.
Parte una decisa sparata di sperma. Un ettolitro di sborra arriva addosso a Marco e a sua madre su dalle guance fino alle tette e alla pancia.
“Cavolo mi hai lavata!”
“Ha sborrato anche me, che schifo” si lamenta il figliolo.
“Ines almeno abbiamo trovato una scusa per farti levare quel costume e mostrare le belle tette” commenta Miriam.
In effetti Ines era l’unica con ancora qualcosa addosso.

Deve essere piena d’aria la vecchia perché ad ogni pompata le partono delle scorregge vaginali rumorosissime. SQUEK SQUEK SQUEK!
La stringo forte aggrappato a una tettona, una gamba a fare da perno, il cazzo che lavora a tutta forza “godo, godo, godo” mormora la vecchia befana.
“Si, si godi, godiamo assieme” la incito dandole anche qualche sonoro schiaffone sul culo.
“Dai tesoro che vengo”.
“Si, si veniamo assieme” annuisco spingendo più forte.

Ines si spoglia lenta e pudica. Miriam la guarda e ride “e non fare la santarellina ti conosco fin da ragazza lo so quanto sei troia”.
“No ma io”.
Marco guarda la madre, gli si alza un po’ e se lo sega deciso.
“Si dai impegnati Marco” ride la zia per incentivarlo.
“Si, si adesso la spacco in due” si fa coraggio lui.
“Più parole che fatti” sbuffa Ines
Miriam ride. Lo sguardo del ragazzo dice più di mille parole. È ovvio che ormai ha fatto il suo.

“Oddio, oddio, pietà, pietà” geme Franca.
Mi fermo “Che hai bella nonnina”.
Mi sorride e mi accarezza il viso “tesoro tu sei un toro ma io ho quasi settant’anni non sono più abituata a tutta sta ginnastica”.
Glielo sfilo piano piano e durissimo, le bacio la schiena, le massaggio i seni molli “un attimo di pausa”.
“O caro ma come sei dolce a farmi le coccole ma lo so che ti sta scoppiando” sorride toccandomi il mattarello.
Alza gli occhi, guarda Ines “allora che aspetti? Forza dammi il cambio”.
Ines esita “zia io…”.
“E basta fare la Santa, ti sentivo farti i grilletti già da ragazzina. Dai forza fatti la tua parte che con tuo figlio hai concluso ben poco”.
Marco, colto sul vivo, se lo sega come un pazzo ma fa solo scena…

Ines si lascia andare.
E così ci troviamo tutti sul prato. Ines a pecora e io che la monto da dietro, Miriam sdraiata sotto, gambe spalancate, Paul sopra di lei come un toro che pompa deciso.
La vecchia Franca ci guarda, si trastulla piano piano il grilletto, si gode lo spettacolo. Marco ancora un po’ se lo stacca per quanto lo mena forte…

“Vengooooo” urla Paul.
“Ummm si anche io, siiii” geme Miriam.
“Sborroooooo” gli faccio eco io.
“Sfondami” mormora Ines.
Veniamo, tutti e quattro, in sincrono.
Pompiamo tutti e due litri di sborra nelle fiche delle due cugine.

Paul e io ci accasciamo sul prato a riprendere le forze. Le due donne si alzano in piedi. Si spostano di qualche passo e pisciano decise una accanto all’altra.
Ines si rende conto che sta pisciando un liquame misto a sborra. Guarda Miriam perplessa.
“Oddio è se restiamo incinte?”.
“Ma non dire stronzate” ridacchia Miriam pisciando allegra a tutto spiano…
Jackoffstorie@yahoo.com
scritto il
2026-05-29
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