La piscina di Ines 2
di
Jack Off
genere
incesti
Bisogna dire che la signora Ines sa come si dice grazie.
Per il lavoretto di montaggio della sua piscina all’aperto mi sono davvero fatto un culo così però adesso che stiamo sul prato nudi con lei su un fianco e io che la stringo da dietro strizzandole le tette e ficcandoglielo dentro a tutta forza mi sento davvero ripagato della fatica.
Sollevo una gamba a L per fare più forza, lei arcua appena il culo per farselo entrare meglio.
La giostra parte, la fotto che è una bellezza mentre geme e mugola ad ogni pompata e questo è solo l’antipasto.
Ci vuole un po’ di creatività per sfruttare le troie al meglio. Quando scopri che hai fra le mani una vacca cinquantenne che gode dal culo più che dalla fica bisogna sfruttarla a dovere.
Ammetto che là prima volta, quando si è praticamente pisciata addosso mentre la sodomizzavo sono rimasto un po’ stupito. Una pisciata da paura che però non era piscio, era sbroda, biancastra, dolciastra.
È si. Gli orgasmi vaginali di Ines non sono nulla di che anche se ne ha parecchi e a ripetizione ma gli orgasmi anali sono uno spettacolo.
Così mi piazzo seduto, gambe larghe, ginocchia piegate. La faccio sedere su di me come se fossi la sua sdraio. Il suo corpo minuto facilità la cosa.
Si mette comoda, la schiena sul mio petto, solleva le gambe, scavalca le mie che così le fanno anche da sostegno.
La gravità fa il resto. Le basta lasciarsi andare e SPROK il cazzone entra deciso nel suo culo spanato.
Da lì il grosso del lavoro lo deve fare lei, io mi limito a baciarle collo e schiena e a massaggiarle a dovere le tette e i capezzoli belli duri.
Si agita Ines, su e giù, su e giù, sempre più in fretta, sempre più veloce. Ad ogni colpo la mia enorme supposta di carne sembra entrarle più in fondo al culo.
Ogni colpo un urlo di piacere. Ogni colpo più veloce e deciso del precedente.
Sento il culo che inizia a inumidirsi, il cazzo le sguazza dentro felice…
Marco esce dalla piscina. Appena ha visto che gli trombavo la madre si è avvicinato arrapato.
So che se la fa anche lui ma probabilmente guardarla trombata gli da altrettanto gusto.
Si mette davanti a noi dove può vedere nitida la gnocca pelosa della madre aperta e umida mentre il palo che ha nel culo pompa più che mai.
Marco si sega beato, io lo guardo, sorrido. Poi la sento, ormai ho imparato i suoi segnali corporei, contrae in un modo particolare il buco del culo… è il momento.
“Mettile il cazzo davanti alla fica” urlo a Marco.
“Come…”.
“Non dentro, mettilo davanti e basta…”.
Lui sembra un po’ confuso ma obbedisce. Fa appena in tempo.
“Arghhhhhhhh” urla Ines è subito dopo ecco la sua pisciata orgasmica.
“Dio godooooo” mugola andando su e giù come un ossessa.
“Dai piscia…. Piscia troia” la incito io spingendo nel suo culo più forte che posso.
Il cazzo duro di Marco si becca una doccia calda. Pura roba di mamma al 100%.
“Occazz” scatta lui eccitato al massimo e inizia a scappellarsi sempre più forte. Il brodo rovente di sua madre lo stimola…sborra.
Parte lo spruzzo che finisce tutto sul petto e sulle tette della madre.
Lei ancora presa dal piacere che le fa bruciare il culo quasi non se ne rende conto.
Potremmo schizzarle addosso di tutto e continuerebbe comunque ad ancheggiare su e giù a tutto spiano per farsi scorrere il mio bastone su per il culo…
Quando sei tutta piena di sborra sia sul corpo che dentro nulla di meglio che buttarsi nella nuova piscina e lavarsi a dovere.
Ho la sensazione che questa piscina alla fine avrà sempre un ph spermatico molto alto…
Quando finisce di lavarsi ed esce suo figlio la aspetta a cazzo duro.
La sborrata sulle sue tette l’ha solo eccitato di più.
Anche io, nel mio piccolo, c’è l’ho di nuovo bello duro nonostante le abbia fatto un vero clistere di sborra.
Si avvicina tutta sorniona. Noi la guardiamo segandoci piano piano.
“Due assieme mamma mia che abbondanza” ride.
“Mamma ho una voglia di sbatterti che non immagini”.
“Porcello che sei” sorride lei prendendoglielo in mano delicatamente.
“Sarebbe ora che glielo sbattessi nel culo” dico.
Marco geme “ummm si che bello, nel culo a mamma ummm”.
Mi siedo per terra “dai salimi sopra che poi lui ti prende da dietro” propongo.
“Due assieme? Ma ci state” mormora lei dubbiosa mentre piano piano prende posizione sopra di me guidandoselo dentro con calma.
“Li facciamo stare vedrai” ribatto mentr con un colpo di reni glielo infilo fino in fondo all’utero.
Provo a dare il ritmo ma da sotto è tutta fatica mia, le metto le mani sul culo, le strizzo le chiappe, le faccio intendere che deve essere lei a muoversi se vuole godere.
Marco tentenna. Ha il cazzo giusto davanti al buco del culo di Ines ma perte tempo, lo struscia, le bacia le chiappe, la tocca.
“Guarda che sta solo appspettando che entri…” gli dico mentre faccio andare sua madre su e giù sul mio uccello.
Si decide. “O mamma arrivo” urla per darsi la carica e poi va giù di nerchia SPROK!
“Oia” urla lei.
Due cazzi dentro non sono poco specie quando uno è del diametro del mio bazooka.
Appena Marco entra sento il suo pisello duro sfregarsi sul mio. Il lembo di pelle che separa i due buchi è così sottile che ognuno può sentire l’uccello dell’altro.
La cosa, per me, è così piacevole che quando col mio amico Paul facciamo doppia penetrazione ci sincronizziamo riuscendo praticamente a masturbarci un pisello con l’altro.
Marco è alle prime armi. Non credo si possa arrivare a tanto oggi.
Carico di energie con l’ansia del principiante al suo primo rapporto anale pompa fuori sincrono con colpi rapidi e veloci, anche troppo.
“Aia cazzo” sbotta Ines.
“Che c’è?”.
“Glielo hai spinto storto così le spacchi qualcosa -dico- dai colpi più lenti ma più decisi. Segui il ritmo. Se andiamo fuori ritmo le spacchiamo davvero tutto”.
Inutile dirlo, per ogni cosa ci vuole il giusto allenamento.
“Sborro, cazzo, sborro” urla Marco.
“Umm si dai che viene anche la mamma” lo incita lei già in attesa del calore fluente dello sperma del figlio che le procurerà a sua volta un orgasmo.
Io cerco di sincronizzarmi con loro. Strizzo più forte le tette di Ines, mi sto caricando per bene. La cappella pulsa.
“Dai che lo facciamo in sincrono” dico a Marco.
“O si, vengo, cazzzo se vengooooo”.
“Si, bravo, daiii” rantolo anche io lasciandomi andare.
“Sborroooo”.
“Anche ioooooo” urlo
“Io pure” raglia la maiala.
Dai, dai, dai. Pompiamo decisi, ci svuotiamo tutti, domani avremo male alle gambe ma chi se ne frega. I nostri uccelli chiedono solo di svuotarsi dentro di lei…
“Ma mi sei venuto dentro?” sbotta Ines.
È nuda. Dalla fica le cola una roba bianca che va giù fluente lungo le gambe fino alle ginocchia. Mi pare una risposta scontata.
“È ma cavolo!” urla e se ne va in casa incazzata
“Ma che cazzo ha?”.
“Ha una paura bestiale di restare incinta, lo dice sempre anche a me quando lo facciamo. Voleva persino che per entrare mettessi il preservativo” spiega Marco.
“E l’hai messo?”.
“Si ma non riuscivo a godere bene”.
“Io col preservativo non sento un cazzo. Tanto vale che mi faccio una sega e poi della mia misura non li trovi facilmente”.
“Immagino”.
“Comunque credevo fosse già in menopausa”.
“No no. L’altra settimana aveva le mestruazioni, lo so perché non abbiamo potuto farlo”.
“Io l’avrei fatto lo stesso. Col ciclo ti brucia solo un po’ ma se vuoi lo fai. Comunque se non te la senti puoi sempre farlo nel culo come oggi”.
“Non avrei mai osato nel culo. Oggi mi hai proprio aperto una nuova strada”.
“O si, ha un culo così aperto tua madre che fa concorrenza al Gran San Bernardo” ridiamo.
Arriviamo in casa.
Ines è in bagno, porta aperta, gambe larghe sul bidet. Si vede tutto!
Sta armeggiando con una specie di bottiglia di vetro con un beccuccio e della roba giallastra dentro.
“Scusa Ines ma cosa staresti facendo?”.
Lei non alza nemmeno la testa tanto è concentrata “Aceto. La lavanda vaginale all’aceto ammazza tutti gli spermocosi”.
“Spermatozoi”.
“Si quelli”.
“Un rimedio molto casereccio”.
“Ma efficace fidati” sorride lei alzando la testa.
Quindi se ci metto il mio cetriolo in quella fica me lo trovo già condito” ridacchio.
Ride anche lei. Il clima si attenua un po’.
Dopo che si è riempita d’aceto, lavata e asciugata siamo in salotto. Nudi.
Io avrei una mezza idea per fare ancora un giretto su di lei e sono sicuro che anche al figlio non spiacerebbe. Comincio a toccarmelo un po’, a farglielo ballare davanti, a farle salire la voglia.
Ho quasi richiamato la sua attenzione e sono quasi certo che ne abbia voglia quanto me quando suonano il campanello.
Ines si agita e sottovoce esclama “via via andate di sopra, andate di sopra” mentre cerca frenetica qualcosa da mettersi addosso.
“Chi è?” urla.
“Ines sono Ugo posso entrare?”.
“Aspetta, sono in bagno sto arrivando”.
“Ma è chiuso a chiave” borbotta lui armeggiando con la maniglia.
Noi siamo già di sopra dove sentiamo senza che lui possa vederci.
Ines trova un lungo grembiule da cucina blu, se lo infila meglio che può badando di abbottonarlo nei punti giusti.
Sciabattando va ad aprire.
“O Ugo che sorpresa” sorride.
Lui entra “era chiuso a chiave” ribatte.
“Si certo”.
“Da quando ti chiudi a chiave?”.
“Ma sai i ladri, non si sa mai” sorride lei ingenua.
“E questo chi cazzo è?”.
“Mio zio Ugo, zio per modo di dire perché ha sposato la figlia della sorella di mamma”.
“Quindi è una specie di cugino acquisito”.
“Si ma lo chiamo zio e la cugina zia”.
“E la sorella di mamma come la chiami?”.
“Sempre zia” sorride lui mentre si mette i pantaloni.
“Ero passato per la piscina. Miriam mi ha detto che dovevi montare la piscina nuova”.
Lei gli sorride e lo guida verso il giardino “già fatto caro”.
“Si zio l’abbiamo già montata noi” fa eco Marco che intanto ha sceso le scale con me perfettamente vestito.
Lui ci guarda.
“L’abbiamo montata alla grande” ribatto sorridendo.
“E tu chi sei scusa?”.
“È un amichetto di Marco che ci ha dato una mano” minimizza Ines.
“Si ho dato una mano per il montaggio” annuisco.
Ugo esamina la piscina. “Si direi che avete fatto un buon lavoro”.
“Si l’abbiamo montata proprio bene” ribatto.
“Un perfetto montaggio” mi fa l’occhiolino Ines.
“Va bene, allora non servo. Quasi quasi vado che ho ancora un po’ di lavoro da fare”.
“Ti faccio un caffè Ugo?”.
“Ma no grazie tanto tra un’ora ceno. Grazie lo stesso Ines” dice l’uomo prendendo la porta.
“Grazie a te Ugo, passa quando vuoi”.
“Si magari passa quando abbiamo i pantaloni addosso” sussurro io.
“Allora ciao ragazzi, divertitevi con la piscina”.
“Grazie” sorride Marco.
“Ma cosa gliene frega a lui della piscina?” domando.
“In realtà è stata sua moglie, zia Miriam a comprarla però loro non hanno il giardino e la mettiamo qui”.
“A ok. Quindi la piscina la useranno anche loro?”.
“Si lui, la moglie e la figlia”.
“Merita la figlia?” domando subito.
“Mia cugina Nicole. O si. Vent’anni, bionda, tettona. In costume da bagno sarà bellissima”.
“Allora quasi quasi vengo a fare il bagno con loro così me la presenti”.
Marco scuote la testa “guarda che è una di quelle che vanno vergini al matrimonio”.
Mi passo una mano sul cazzo duretto sotto i jeans. “Forse è ora che vada anche io”.
“Te ne vai già…? Non resti per cena?” domanda Ines.
“Dipende da cosa offri”.
Mi sorride, mi fa un sorrisetto strano, poi si slaccia i tre bottoni inferiori del camicione. La sua ficona pelosa è lì in primo piano che mi fa ciao ciao.
“A una cena vegetariana” commento.
Lei non capisce.
“Una bella patata, una zucchina mia e magari un bel paio di mele”.
“E anche la mia carotina tanro che ci sei” sorride Marco.
“Forza allora andiamo a letto -ammicca Ines che intanto ha già levato il camicione restando nuda davanti a noi- però non si viene dentro capito?”.
Tutti e due le mimiamo un saluto militare “agli ordini signora”.
Jackoffstorie@yahoo.com
Per il lavoretto di montaggio della sua piscina all’aperto mi sono davvero fatto un culo così però adesso che stiamo sul prato nudi con lei su un fianco e io che la stringo da dietro strizzandole le tette e ficcandoglielo dentro a tutta forza mi sento davvero ripagato della fatica.
Sollevo una gamba a L per fare più forza, lei arcua appena il culo per farselo entrare meglio.
La giostra parte, la fotto che è una bellezza mentre geme e mugola ad ogni pompata e questo è solo l’antipasto.
Ci vuole un po’ di creatività per sfruttare le troie al meglio. Quando scopri che hai fra le mani una vacca cinquantenne che gode dal culo più che dalla fica bisogna sfruttarla a dovere.
Ammetto che là prima volta, quando si è praticamente pisciata addosso mentre la sodomizzavo sono rimasto un po’ stupito. Una pisciata da paura che però non era piscio, era sbroda, biancastra, dolciastra.
È si. Gli orgasmi vaginali di Ines non sono nulla di che anche se ne ha parecchi e a ripetizione ma gli orgasmi anali sono uno spettacolo.
Così mi piazzo seduto, gambe larghe, ginocchia piegate. La faccio sedere su di me come se fossi la sua sdraio. Il suo corpo minuto facilità la cosa.
Si mette comoda, la schiena sul mio petto, solleva le gambe, scavalca le mie che così le fanno anche da sostegno.
La gravità fa il resto. Le basta lasciarsi andare e SPROK il cazzone entra deciso nel suo culo spanato.
Da lì il grosso del lavoro lo deve fare lei, io mi limito a baciarle collo e schiena e a massaggiarle a dovere le tette e i capezzoli belli duri.
Si agita Ines, su e giù, su e giù, sempre più in fretta, sempre più veloce. Ad ogni colpo la mia enorme supposta di carne sembra entrarle più in fondo al culo.
Ogni colpo un urlo di piacere. Ogni colpo più veloce e deciso del precedente.
Sento il culo che inizia a inumidirsi, il cazzo le sguazza dentro felice…
Marco esce dalla piscina. Appena ha visto che gli trombavo la madre si è avvicinato arrapato.
So che se la fa anche lui ma probabilmente guardarla trombata gli da altrettanto gusto.
Si mette davanti a noi dove può vedere nitida la gnocca pelosa della madre aperta e umida mentre il palo che ha nel culo pompa più che mai.
Marco si sega beato, io lo guardo, sorrido. Poi la sento, ormai ho imparato i suoi segnali corporei, contrae in un modo particolare il buco del culo… è il momento.
“Mettile il cazzo davanti alla fica” urlo a Marco.
“Come…”.
“Non dentro, mettilo davanti e basta…”.
Lui sembra un po’ confuso ma obbedisce. Fa appena in tempo.
“Arghhhhhhhh” urla Ines è subito dopo ecco la sua pisciata orgasmica.
“Dio godooooo” mugola andando su e giù come un ossessa.
“Dai piscia…. Piscia troia” la incito io spingendo nel suo culo più forte che posso.
Il cazzo duro di Marco si becca una doccia calda. Pura roba di mamma al 100%.
“Occazz” scatta lui eccitato al massimo e inizia a scappellarsi sempre più forte. Il brodo rovente di sua madre lo stimola…sborra.
Parte lo spruzzo che finisce tutto sul petto e sulle tette della madre.
Lei ancora presa dal piacere che le fa bruciare il culo quasi non se ne rende conto.
Potremmo schizzarle addosso di tutto e continuerebbe comunque ad ancheggiare su e giù a tutto spiano per farsi scorrere il mio bastone su per il culo…
Quando sei tutta piena di sborra sia sul corpo che dentro nulla di meglio che buttarsi nella nuova piscina e lavarsi a dovere.
Ho la sensazione che questa piscina alla fine avrà sempre un ph spermatico molto alto…
Quando finisce di lavarsi ed esce suo figlio la aspetta a cazzo duro.
La sborrata sulle sue tette l’ha solo eccitato di più.
Anche io, nel mio piccolo, c’è l’ho di nuovo bello duro nonostante le abbia fatto un vero clistere di sborra.
Si avvicina tutta sorniona. Noi la guardiamo segandoci piano piano.
“Due assieme mamma mia che abbondanza” ride.
“Mamma ho una voglia di sbatterti che non immagini”.
“Porcello che sei” sorride lei prendendoglielo in mano delicatamente.
“Sarebbe ora che glielo sbattessi nel culo” dico.
Marco geme “ummm si che bello, nel culo a mamma ummm”.
Mi siedo per terra “dai salimi sopra che poi lui ti prende da dietro” propongo.
“Due assieme? Ma ci state” mormora lei dubbiosa mentre piano piano prende posizione sopra di me guidandoselo dentro con calma.
“Li facciamo stare vedrai” ribatto mentr con un colpo di reni glielo infilo fino in fondo all’utero.
Provo a dare il ritmo ma da sotto è tutta fatica mia, le metto le mani sul culo, le strizzo le chiappe, le faccio intendere che deve essere lei a muoversi se vuole godere.
Marco tentenna. Ha il cazzo giusto davanti al buco del culo di Ines ma perte tempo, lo struscia, le bacia le chiappe, la tocca.
“Guarda che sta solo appspettando che entri…” gli dico mentre faccio andare sua madre su e giù sul mio uccello.
Si decide. “O mamma arrivo” urla per darsi la carica e poi va giù di nerchia SPROK!
“Oia” urla lei.
Due cazzi dentro non sono poco specie quando uno è del diametro del mio bazooka.
Appena Marco entra sento il suo pisello duro sfregarsi sul mio. Il lembo di pelle che separa i due buchi è così sottile che ognuno può sentire l’uccello dell’altro.
La cosa, per me, è così piacevole che quando col mio amico Paul facciamo doppia penetrazione ci sincronizziamo riuscendo praticamente a masturbarci un pisello con l’altro.
Marco è alle prime armi. Non credo si possa arrivare a tanto oggi.
Carico di energie con l’ansia del principiante al suo primo rapporto anale pompa fuori sincrono con colpi rapidi e veloci, anche troppo.
“Aia cazzo” sbotta Ines.
“Che c’è?”.
“Glielo hai spinto storto così le spacchi qualcosa -dico- dai colpi più lenti ma più decisi. Segui il ritmo. Se andiamo fuori ritmo le spacchiamo davvero tutto”.
Inutile dirlo, per ogni cosa ci vuole il giusto allenamento.
“Sborro, cazzo, sborro” urla Marco.
“Umm si dai che viene anche la mamma” lo incita lei già in attesa del calore fluente dello sperma del figlio che le procurerà a sua volta un orgasmo.
Io cerco di sincronizzarmi con loro. Strizzo più forte le tette di Ines, mi sto caricando per bene. La cappella pulsa.
“Dai che lo facciamo in sincrono” dico a Marco.
“O si, vengo, cazzzo se vengooooo”.
“Si, bravo, daiii” rantolo anche io lasciandomi andare.
“Sborroooo”.
“Anche ioooooo” urlo
“Io pure” raglia la maiala.
Dai, dai, dai. Pompiamo decisi, ci svuotiamo tutti, domani avremo male alle gambe ma chi se ne frega. I nostri uccelli chiedono solo di svuotarsi dentro di lei…
“Ma mi sei venuto dentro?” sbotta Ines.
È nuda. Dalla fica le cola una roba bianca che va giù fluente lungo le gambe fino alle ginocchia. Mi pare una risposta scontata.
“È ma cavolo!” urla e se ne va in casa incazzata
“Ma che cazzo ha?”.
“Ha una paura bestiale di restare incinta, lo dice sempre anche a me quando lo facciamo. Voleva persino che per entrare mettessi il preservativo” spiega Marco.
“E l’hai messo?”.
“Si ma non riuscivo a godere bene”.
“Io col preservativo non sento un cazzo. Tanto vale che mi faccio una sega e poi della mia misura non li trovi facilmente”.
“Immagino”.
“Comunque credevo fosse già in menopausa”.
“No no. L’altra settimana aveva le mestruazioni, lo so perché non abbiamo potuto farlo”.
“Io l’avrei fatto lo stesso. Col ciclo ti brucia solo un po’ ma se vuoi lo fai. Comunque se non te la senti puoi sempre farlo nel culo come oggi”.
“Non avrei mai osato nel culo. Oggi mi hai proprio aperto una nuova strada”.
“O si, ha un culo così aperto tua madre che fa concorrenza al Gran San Bernardo” ridiamo.
Arriviamo in casa.
Ines è in bagno, porta aperta, gambe larghe sul bidet. Si vede tutto!
Sta armeggiando con una specie di bottiglia di vetro con un beccuccio e della roba giallastra dentro.
“Scusa Ines ma cosa staresti facendo?”.
Lei non alza nemmeno la testa tanto è concentrata “Aceto. La lavanda vaginale all’aceto ammazza tutti gli spermocosi”.
“Spermatozoi”.
“Si quelli”.
“Un rimedio molto casereccio”.
“Ma efficace fidati” sorride lei alzando la testa.
Quindi se ci metto il mio cetriolo in quella fica me lo trovo già condito” ridacchio.
Ride anche lei. Il clima si attenua un po’.
Dopo che si è riempita d’aceto, lavata e asciugata siamo in salotto. Nudi.
Io avrei una mezza idea per fare ancora un giretto su di lei e sono sicuro che anche al figlio non spiacerebbe. Comincio a toccarmelo un po’, a farglielo ballare davanti, a farle salire la voglia.
Ho quasi richiamato la sua attenzione e sono quasi certo che ne abbia voglia quanto me quando suonano il campanello.
Ines si agita e sottovoce esclama “via via andate di sopra, andate di sopra” mentre cerca frenetica qualcosa da mettersi addosso.
“Chi è?” urla.
“Ines sono Ugo posso entrare?”.
“Aspetta, sono in bagno sto arrivando”.
“Ma è chiuso a chiave” borbotta lui armeggiando con la maniglia.
Noi siamo già di sopra dove sentiamo senza che lui possa vederci.
Ines trova un lungo grembiule da cucina blu, se lo infila meglio che può badando di abbottonarlo nei punti giusti.
Sciabattando va ad aprire.
“O Ugo che sorpresa” sorride.
Lui entra “era chiuso a chiave” ribatte.
“Si certo”.
“Da quando ti chiudi a chiave?”.
“Ma sai i ladri, non si sa mai” sorride lei ingenua.
“E questo chi cazzo è?”.
“Mio zio Ugo, zio per modo di dire perché ha sposato la figlia della sorella di mamma”.
“Quindi è una specie di cugino acquisito”.
“Si ma lo chiamo zio e la cugina zia”.
“E la sorella di mamma come la chiami?”.
“Sempre zia” sorride lui mentre si mette i pantaloni.
“Ero passato per la piscina. Miriam mi ha detto che dovevi montare la piscina nuova”.
Lei gli sorride e lo guida verso il giardino “già fatto caro”.
“Si zio l’abbiamo già montata noi” fa eco Marco che intanto ha sceso le scale con me perfettamente vestito.
Lui ci guarda.
“L’abbiamo montata alla grande” ribatto sorridendo.
“E tu chi sei scusa?”.
“È un amichetto di Marco che ci ha dato una mano” minimizza Ines.
“Si ho dato una mano per il montaggio” annuisco.
Ugo esamina la piscina. “Si direi che avete fatto un buon lavoro”.
“Si l’abbiamo montata proprio bene” ribatto.
“Un perfetto montaggio” mi fa l’occhiolino Ines.
“Va bene, allora non servo. Quasi quasi vado che ho ancora un po’ di lavoro da fare”.
“Ti faccio un caffè Ugo?”.
“Ma no grazie tanto tra un’ora ceno. Grazie lo stesso Ines” dice l’uomo prendendo la porta.
“Grazie a te Ugo, passa quando vuoi”.
“Si magari passa quando abbiamo i pantaloni addosso” sussurro io.
“Allora ciao ragazzi, divertitevi con la piscina”.
“Grazie” sorride Marco.
“Ma cosa gliene frega a lui della piscina?” domando.
“In realtà è stata sua moglie, zia Miriam a comprarla però loro non hanno il giardino e la mettiamo qui”.
“A ok. Quindi la piscina la useranno anche loro?”.
“Si lui, la moglie e la figlia”.
“Merita la figlia?” domando subito.
“Mia cugina Nicole. O si. Vent’anni, bionda, tettona. In costume da bagno sarà bellissima”.
“Allora quasi quasi vengo a fare il bagno con loro così me la presenti”.
Marco scuote la testa “guarda che è una di quelle che vanno vergini al matrimonio”.
Mi passo una mano sul cazzo duretto sotto i jeans. “Forse è ora che vada anche io”.
“Te ne vai già…? Non resti per cena?” domanda Ines.
“Dipende da cosa offri”.
Mi sorride, mi fa un sorrisetto strano, poi si slaccia i tre bottoni inferiori del camicione. La sua ficona pelosa è lì in primo piano che mi fa ciao ciao.
“A una cena vegetariana” commento.
Lei non capisce.
“Una bella patata, una zucchina mia e magari un bel paio di mele”.
“E anche la mia carotina tanro che ci sei” sorride Marco.
“Forza allora andiamo a letto -ammicca Ines che intanto ha già levato il camicione restando nuda davanti a noi- però non si viene dentro capito?”.
Tutti e due le mimiamo un saluto militare “agli ordini signora”.
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