Al maneggio con Zia Luisella 4, Mirna
di
Jack Off
genere
incesti
Due ore alla festa della nonna.
Non mia nonna, la nonna di mio cugino, mamma di suo padre, mio zio Carlo.
A proposito? Dove cazzo è finito quel frocetto di mio cugino Fabrizio?
È da quando siamo arrivati che non lo vedo. Si certo sono stato molto impegnato a farmi Diana e Giancarla, le sorelle dello zio, due vacche da monta che te le regalo. Una trombata con la sorella maggiore Diana, una doppia, anale compreso con Ginny-Giancarla.
Se contiamo anche la mezza cosa con zia Luisella posso dire di essermi fatto tre vacche in un giorno…mica male per la mia autostima.
Stanco vado a cercare la mia camera. Mi spoglio completamente e mi sdraio sul letto. Qualche ora di riposo mi farà bene se stanotte voglio tornare operativo.
Si ma con chi?
Zia Luisella ha programmato questo viaggio a casa della suocera nei minimi particolari. Si è anche messa le autoreggenti da troia e ha promesso che appena il marito crollerà per il vino e la mangiata che farà stasera passeremo la notte insieme.
Ma c’è anche Giancarla o Ginny, come lei preferisce, dopo la seconda inculata mi ha spiegato bene quale è la sua stanza e che mi attende con gioia.
E poi c’è Diana, la sorella maggiore, la scopata nella stalla è stata un buon antipasto ma era ovvio che avremmo fatto il bis se non ci avessero interrotto. Non mi ha dato le coordinate precise come la sorella ma anche lei mi aspetta stanotte, così ha detto.
Che fare? Chi scegliere? Dio mio non so decidere. Sono tutte e tre delle belle tardone, belle porcone da monta. Forse dovrei proporgli di fare una orgetta così le soddisferei tutte.
Secondo me sono così troie che direbbero di si.
Ovviamente fare queste riflessioni non mi contempla il sonno anzi me lo fa venire duro e poi ho sete, cazzo se ho sete. Saranno i chili di sudore che ho perso con le tre vacche.
Mi infilo le braghe del pigiama che poi in realtà è una mezza tuta nera che mi infilo quando devo uscire dalla stanza visto che a me piace dormire nudo.
Non ho nemmeno pensato di portarmi delle ciabatte…ma cazzo.
Cammino piano, i pavimenti sono di legno, non levigatissimi. Se becco una scheggia di legno sono fottuto.
In qualche modo zompettando alla meglio arrivo giù in cucina.
C’è la padrona di casa, onnipresente nel suo ambiente naturale da massaia, Mirna, 71 anni portati davvero bene. Piccolina, capelli bianchi, begli occhioni chiari. Longilinea, poco seno, le gambe non saprei dire perché la gonna nera coi rombi le arriva quasi alla caviglia, calze nere di nylon forse collant? chi lo sa.
“O caro hai ancora fame? Ma è presto per la cena. Ho ancora la torta in forno”.
“No io, avrei solo un po’ sete signora…”
Lesta si volta e apre il frigo “un bel bianchino toglie la sete” e prende una bottiglia di vino e due bicchieri dal lavello.
“No mai io… acqua…”.
“Fidati che questo è meglio dell’acqua” e ne versa due bicchieri come nulla fosse.
Quando si avvicina al frigo mi accorgo per la prima volta che non l’avevo mai vista di schiena. Non che abbia un gran culo, anzi, è persino un po’ piatta e senza chiappe ma la gonna che da davanti sembrava un totale ostacolo, da dietro ha uno spacco che è una meraviglia.
Praticamente è bastato che si chinasse sul frigorifero per mostrarmi sia un pezzo di mutande (nere) sia l’attacco del reggicalze con le calze nere.
Che bella visione.
Mi porge il bicchiere, lo prendo, beviamo.
Allunga il bicchiere “con cin” ridacchia.
Poggio il bicchiere al suo “tanti auguri signora”.
“Ma no chiamami Mirna come fanno tutti o anche nonna. Potresti benissimo essere il mio nipotino anche tu”.
“È si magari” sorrido.
Lei con due golate si fa fuori il bianco. “Ancora un bicchiere?” domanda.
“Sto a metà di questo, grazie”.
“A si, certo” annuisce e se ne versa un altro che fa fuori con una veloce golata. Poi lo appoggia, vuoto, mi fissa strano, sembra bella allegra, forse lo era già prima, mi sa che la mezza bottiglia che mancava l’ha bevuta prima da sola. “Senti ma spiegami una cosa..”.
“Cosa signor…cioè Mirna”.
“Perché hai il pisello duro?”.
“Cosa?” sbotto io come se fossi stupito e la fisso.
E ora cosa le dico? Che pensavo alla monta con le sue figlie, a quella con sua nuora o alle sue calze nere che ho appena spiato?
Ma la sua non era una domanda era una affermazione. Allunga una mano, mi abbassa la tuta. L’uccello durissimo schizza dritto in alto. La meridiana segna mezzogiorno in punto.
La vecchietta si porta le mani a coppa sul volto sgranando gli occhi dietro alle spesse lenti “ooooooo ma che meraviglia”.
“Grazie”.
“Abbiamo davvero un gran bel tronco d’albero qui” sorride e lesta me lo afferra con la mano rugosa. Decisa inizia a farmi una sega come niente fosse.
“Ti piace nè?”.
“Ummm siiii”
Si avvicina, struscia il suo corpo minuto addosso a me, la mano sempre più decisa lavora avanti e indietro. Non resisto dalla curiosità, le sbottono la camicetta, il miniscolo reggiseno salta subito dopo svelando due tettine da seconda con dei capezzoli che paiono bottoni.
Le afferro una tetta per mano e inizio a massaggiarle con un movimento ondulatorio. La nonnetta apre la bocca, mi si poggia contro, le sue labbra rugose contro le mie.
Mi bacia, mi infila tutta la lingua, io ricambio.
La sua mano sempre più decisa sul mio uccello di marmo.
Mi viene da allungarle una mano sollevando la gonna. Le mutandine sono già umide.
Sente il mio dito contro la vulva e le piace, sorride. Prende l’iniziativa, si stacca dalla mia bocca, mi bacia il petto nudo, mi lecca i capezzoli e scende ancora.
Mi leva del tutto i pantaloni della tuta, si china piano piano, lo tiene sempre in mano ma ora se lo porta alla bocca. Pare quasi si lecchi le labbra quando la spalanca per bene e lo ingoia.
“Cazzzzz” gemo al contatto della sua bocca calda che mi spompina divinamente.
Cazzo le sborro in bocca mi sa….
E poi eccola, anzi eccole “To visto lo sapevo” urla Giancarla.
“Mamma ma dai” fa eco Diana.
Luisella non dice nulla, scuote solo la testa.
La nonnina molla la pompa (purtroppo) e si alza in piedi “Ecco le ragazze, siete in anticipo per la cena”.
“Si ma…” obietta Giancarla.
“Ma cosa?” chiede la nonnina come nulla fosse.
“Mamma gli stavi facendo una pompa cavolo” aggiunge Diana.
“E quindi? -domanda la vegliarda- pensavi di poterglieli fare solo tu”.
“Ma che dici?” arrossisce Diana.
“Prima, nelle stalle? Non te lo sei forse ripassato? E tu -aggiunge rivolta a Giancarla - non ti sei fatta una bella monta al laghetto? E tu -punta zia Luisella- mi pare ovvio che te lo fai infilare da chissà quanto tempo”.
“Io non ho detto nulla” ribatte imbarazzata Luisella.
“E hai fatto bene considerato che vai a letto con mia figlia ogni volta che viene qui”.
Ora gli occhi li sgrano io “Zia?”.
Diana scuote la testa come a dire che non c’entra nulla.
“Sai anche questo mamma?” ribatte invece Giancarla con la coda di paglia.
“Erano solo giochini innocenti” aggiunge la zia.
“A lo so, li faccio anche io i giochi innocenti vero Diana” sorride la vecchia.
Diana arrossisce ancora di più.
“Vai a letto con la mamma?” sbotta Giancarla guardando la sorella.
“L’hai detto tu che sono giochi innocenti” risponde lei a tono.
Io intanto sono ancora lì col cazzo fuori a fissare le tettine della vecchia.
“E comunque la cucina con le padelle sul fuoco è il posto peggiore per fare certi discorsi, andiamo in salotto” comanda la vecchia senza che nessuna faccia obiezione.
Mi prende letteralmente per il cazzo come se fosse un manico e mi guida di la, Diana ci segue buona buona, Giancarla fissa zia Luisella “scusa se mi sono fatta tuo nipote”.
Luisella sorride “ma figurati, chi può biasimarti” e la abbraccia ficcandole la lingua in bocca.
Appena in salotto la nonna Mirna si siede sul divano dopo essersi levata la gonna. Ora ha addosso solo un reggicalze ricamato che le circonda l’esile vitino piatto e che regge delle bellissime calze nere di nylon oltre, ovviamente alle mutande.
Si mette comoda, mi fa stare in piedi davanti a lei e ricomincia la pompa da dove aveva interrotto.
“E se arriva Carlo?”.
“L’ho mandato con Fabrizio dal Nestore a prendere del rosso buono per la serata, ci metteranno almeno un’ora” ribatte la nonnina interrompendo per un attimo la pompa.
“Ma ne abbiamo dieci bottiglie giù in cantina di quello buono” obietta Diana.
“Si lo so benissimo” annuisce con un sorrisetto trionfante la vecchia.
La troia aveva programmato tutto mi sa…
Intanto dall’altro lato del divano Giancarla è già senza gonna e mutande (che forse nemmeno indossava” zia Luisella l’ha fatta sdraiare, l’ha spogliata e ora che sta a gambe larghe le si è tuffata dritta in fica. La lingua vorace di Luisella lecca che è un piacere. Giancarla le accarezza i capelli e le da il ritmo.
E chi lo immaginava che la zia amasse tanto la fica? Certo avevamo già fatto una cosa a tre con la sua amica Ines e si erano fatte un bel 69 mentre le montavo ma credevo fosse solo parte del gioco a tre. Invece, pensa un po’ a mia zia Luisella piace tanto la fica quanto il cazzo…
Diana si siede accanto a sua madre, la vecchia che lo tiene con una mano se lo toglie dalla bocca e glielo porge “qui c’è ne per tutte” commenta.
Detto fatto ora madre e figlia hanno tutte e due la lingua fuori e mi lucidano l’asta che è un piacere…
Giancarla si è denudata del tutto, Luisella le scivola sopra, le munge le tette con le mani, le solletica la fica piena di saliva con la mano.
Giancarla inizia a spogliarla piano piano.
Io ogni tanto lancio delle occhiate, è meglio che guardare un porno…
Mirna si spoglia restano solo il reggicalze intorno alla vita e le calze nere sexy da morire.
La sua vecchia fica pelosa è bellissima, con le labbra un po’ sporgenti deliziosamente eccitante.
Si sdraia sul divano, mi tuffo fra le sue gambe e deciso inizio a leccarle la fica con tutte le mie forze. Diana mi sta accanto, mi accarezza la testa eccitata e mi da il ritmo mentre praticamente le scopo la mamma con la lingua a martello. Mi viene da allungare una mano sulla bionda, le accarezzo la bella coscia liscia, lei già eccitata inizia a calare la gonna.
Mirna squirta con un sonoro “urka!” un discreto spruzzo che mi lava il viso.
Non resisto oltre, mi sollevo in avanti e con un colpo secco le entro dentro deciso fino alle palle.
Afferro le sue natiche strette, le strizzo ben bene e la tiro a me iniziando un ritmico avanti e indietro a tutta velocità… L’ansia di fotterla per bene mi esalta e i gemiti della vecchia ancor di più.
Diana si toglie tutto, resta nuda con le tettazze in bella vista, la afferro con una mano, la tiro verso di me e senza smettere di fotterle la madre le lecco la fica.
Zia Luisella e Giancarla sono già a buon punto. Nuda una e in autoreggenti l’altra si sono messe in un perfetto 69 con la zia sotto e Giancarla sopra.
Ci danno come matte, si leccano le fiche, si annusano i culi, si strusciano le tettone a vicenda…
Lo estraggo bello umido e duro dalla vecchia, lo offro alla figlia.
Diana siede sul divano accanto alla madre e coi loro corpi nudi che si sfregano uno accanto all’altro le due troie iniziano a leccarmelo per tutta la sua lunghezza. Le loro lingue leccano l’asta e allo stesso tempo si sfiorano svelando il piacere lesbico delle due vacche.
“Spaccami” urla zia Luisella e a gambe spalancate lascia che Giancarla le ficchi tutte le dita che può fra le gambe. La lesbicona prende a masturbare la zia con tutte le sue forze mentre le sue tette finte dondolano ritmicamente e il suo culo mi dondola davanti ammaliante. Sarei quasi tentato di piantarglielo dentro ma ho altre sue clienti da soddisfare.
Diana si mette a novanta sul pavimento di fronte a sua madre.
La vecchia Mirna spalanca le gambe da cui ormai cola di tutto.
Diana senza esitare le ficca la bocca nella vulva e inizia a farle un lavoretto.
Io approfitto della posizione, apro appena appena i glutei di Diana e glielo ficco diretto nel culo.
Prova a lamentarsi, non se lo aspettava lì dietro ma la madre le schiaccia ancor di più la testa fra le sue gambe perché limoni con la sua vecchia fica e Diana non ha nemmeno il fiato per lamentarsi della inaspettata sodomizzazione.
Zia Luisella squirta che è un piacere. Giancarla beve tutto con piacere poi offre a sua volta la fica alla zia che le ricambia il piacere. Si afferra una delle grosse tettone, la guida con entrambe le mani e le passa il capezzolone duro nella vulva.
Giancarla sente lo stimolo del capezzolo, geme, afferra la testa della zia e cerca di baciarla in bocca chinandosi più che può.
Cambio buco, lo metto nella fica a Diana. La vecchia Mirna pare divertita dallo studiarsi la figlia impalata con tanta decisone. Allunga una mano, palpa le tette di Diana e le strizza un po’.
Me la lascia fottere per un po’ poi reclama il suo turno.
Mi fa sedere sul divano, mi siede in grembo strisciandomi le tettine sul petto. La sua vecchia fica assorge il cazzo come una idrovora.
Con una forza di anche inaspettata la vecchia inizia a cavalcarmi su e giù a tutto spiano.
“O siiii quanto mi mancava un cazzo così…” rise beata mentre la figlia, per aumentare il suo piacere chiamata da dietro le lecca il culo.
Zia Luisella e Giancarla si avvicinano. La zia fa alzare Diana e inizia a lesbicare con lei. Prima in piedi poi sul divano con le loro lingue che si contorcono e le loro tettone che si sfiorano una con l’altra. Le loro mani una nella fica dell’altra smanettano a tutto spiano.
Giancarla intanto aiuta la madre a sollevarsi dal mio cazzo. La vecchia le cede il posto malvolentieri ma è subito attratta dal lesbismo di Luisella e Giancarla a cui si unisce abbracciandole entrambe per palpare bene i loro culi.
SFLOP! Giancarla è dentro.
Se lo è fatto entrare decisa mentre mi sta in braccio strofiandomi le tettazze sul petto.
Le metto le mani sotto al culo, la aiuto a fare su e giù per impalarla meglio e portarla al piacere assoluto.
Quando gode cola la sua sbroda così calda che mi sembra di averlo infilato in una tazza di the.
Non resisto, sborro anche io.
Senza ritegno le faccio il pieno gemendo e ululando con la bocca attaccata al suo capezzolo destro e le mani che le stringono il sederone piantadole le unghie sulle chiappe.
“Sborrroooooooooooo!!”.
Non mia nonna, la nonna di mio cugino, mamma di suo padre, mio zio Carlo.
A proposito? Dove cazzo è finito quel frocetto di mio cugino Fabrizio?
È da quando siamo arrivati che non lo vedo. Si certo sono stato molto impegnato a farmi Diana e Giancarla, le sorelle dello zio, due vacche da monta che te le regalo. Una trombata con la sorella maggiore Diana, una doppia, anale compreso con Ginny-Giancarla.
Se contiamo anche la mezza cosa con zia Luisella posso dire di essermi fatto tre vacche in un giorno…mica male per la mia autostima.
Stanco vado a cercare la mia camera. Mi spoglio completamente e mi sdraio sul letto. Qualche ora di riposo mi farà bene se stanotte voglio tornare operativo.
Si ma con chi?
Zia Luisella ha programmato questo viaggio a casa della suocera nei minimi particolari. Si è anche messa le autoreggenti da troia e ha promesso che appena il marito crollerà per il vino e la mangiata che farà stasera passeremo la notte insieme.
Ma c’è anche Giancarla o Ginny, come lei preferisce, dopo la seconda inculata mi ha spiegato bene quale è la sua stanza e che mi attende con gioia.
E poi c’è Diana, la sorella maggiore, la scopata nella stalla è stata un buon antipasto ma era ovvio che avremmo fatto il bis se non ci avessero interrotto. Non mi ha dato le coordinate precise come la sorella ma anche lei mi aspetta stanotte, così ha detto.
Che fare? Chi scegliere? Dio mio non so decidere. Sono tutte e tre delle belle tardone, belle porcone da monta. Forse dovrei proporgli di fare una orgetta così le soddisferei tutte.
Secondo me sono così troie che direbbero di si.
Ovviamente fare queste riflessioni non mi contempla il sonno anzi me lo fa venire duro e poi ho sete, cazzo se ho sete. Saranno i chili di sudore che ho perso con le tre vacche.
Mi infilo le braghe del pigiama che poi in realtà è una mezza tuta nera che mi infilo quando devo uscire dalla stanza visto che a me piace dormire nudo.
Non ho nemmeno pensato di portarmi delle ciabatte…ma cazzo.
Cammino piano, i pavimenti sono di legno, non levigatissimi. Se becco una scheggia di legno sono fottuto.
In qualche modo zompettando alla meglio arrivo giù in cucina.
C’è la padrona di casa, onnipresente nel suo ambiente naturale da massaia, Mirna, 71 anni portati davvero bene. Piccolina, capelli bianchi, begli occhioni chiari. Longilinea, poco seno, le gambe non saprei dire perché la gonna nera coi rombi le arriva quasi alla caviglia, calze nere di nylon forse collant? chi lo sa.
“O caro hai ancora fame? Ma è presto per la cena. Ho ancora la torta in forno”.
“No io, avrei solo un po’ sete signora…”
Lesta si volta e apre il frigo “un bel bianchino toglie la sete” e prende una bottiglia di vino e due bicchieri dal lavello.
“No mai io… acqua…”.
“Fidati che questo è meglio dell’acqua” e ne versa due bicchieri come nulla fosse.
Quando si avvicina al frigo mi accorgo per la prima volta che non l’avevo mai vista di schiena. Non che abbia un gran culo, anzi, è persino un po’ piatta e senza chiappe ma la gonna che da davanti sembrava un totale ostacolo, da dietro ha uno spacco che è una meraviglia.
Praticamente è bastato che si chinasse sul frigorifero per mostrarmi sia un pezzo di mutande (nere) sia l’attacco del reggicalze con le calze nere.
Che bella visione.
Mi porge il bicchiere, lo prendo, beviamo.
Allunga il bicchiere “con cin” ridacchia.
Poggio il bicchiere al suo “tanti auguri signora”.
“Ma no chiamami Mirna come fanno tutti o anche nonna. Potresti benissimo essere il mio nipotino anche tu”.
“È si magari” sorrido.
Lei con due golate si fa fuori il bianco. “Ancora un bicchiere?” domanda.
“Sto a metà di questo, grazie”.
“A si, certo” annuisce e se ne versa un altro che fa fuori con una veloce golata. Poi lo appoggia, vuoto, mi fissa strano, sembra bella allegra, forse lo era già prima, mi sa che la mezza bottiglia che mancava l’ha bevuta prima da sola. “Senti ma spiegami una cosa..”.
“Cosa signor…cioè Mirna”.
“Perché hai il pisello duro?”.
“Cosa?” sbotto io come se fossi stupito e la fisso.
E ora cosa le dico? Che pensavo alla monta con le sue figlie, a quella con sua nuora o alle sue calze nere che ho appena spiato?
Ma la sua non era una domanda era una affermazione. Allunga una mano, mi abbassa la tuta. L’uccello durissimo schizza dritto in alto. La meridiana segna mezzogiorno in punto.
La vecchietta si porta le mani a coppa sul volto sgranando gli occhi dietro alle spesse lenti “ooooooo ma che meraviglia”.
“Grazie”.
“Abbiamo davvero un gran bel tronco d’albero qui” sorride e lesta me lo afferra con la mano rugosa. Decisa inizia a farmi una sega come niente fosse.
“Ti piace nè?”.
“Ummm siiii”
Si avvicina, struscia il suo corpo minuto addosso a me, la mano sempre più decisa lavora avanti e indietro. Non resisto dalla curiosità, le sbottono la camicetta, il miniscolo reggiseno salta subito dopo svelando due tettine da seconda con dei capezzoli che paiono bottoni.
Le afferro una tetta per mano e inizio a massaggiarle con un movimento ondulatorio. La nonnetta apre la bocca, mi si poggia contro, le sue labbra rugose contro le mie.
Mi bacia, mi infila tutta la lingua, io ricambio.
La sua mano sempre più decisa sul mio uccello di marmo.
Mi viene da allungarle una mano sollevando la gonna. Le mutandine sono già umide.
Sente il mio dito contro la vulva e le piace, sorride. Prende l’iniziativa, si stacca dalla mia bocca, mi bacia il petto nudo, mi lecca i capezzoli e scende ancora.
Mi leva del tutto i pantaloni della tuta, si china piano piano, lo tiene sempre in mano ma ora se lo porta alla bocca. Pare quasi si lecchi le labbra quando la spalanca per bene e lo ingoia.
“Cazzzzz” gemo al contatto della sua bocca calda che mi spompina divinamente.
Cazzo le sborro in bocca mi sa….
E poi eccola, anzi eccole “To visto lo sapevo” urla Giancarla.
“Mamma ma dai” fa eco Diana.
Luisella non dice nulla, scuote solo la testa.
La nonnina molla la pompa (purtroppo) e si alza in piedi “Ecco le ragazze, siete in anticipo per la cena”.
“Si ma…” obietta Giancarla.
“Ma cosa?” chiede la nonnina come nulla fosse.
“Mamma gli stavi facendo una pompa cavolo” aggiunge Diana.
“E quindi? -domanda la vegliarda- pensavi di poterglieli fare solo tu”.
“Ma che dici?” arrossisce Diana.
“Prima, nelle stalle? Non te lo sei forse ripassato? E tu -aggiunge rivolta a Giancarla - non ti sei fatta una bella monta al laghetto? E tu -punta zia Luisella- mi pare ovvio che te lo fai infilare da chissà quanto tempo”.
“Io non ho detto nulla” ribatte imbarazzata Luisella.
“E hai fatto bene considerato che vai a letto con mia figlia ogni volta che viene qui”.
Ora gli occhi li sgrano io “Zia?”.
Diana scuote la testa come a dire che non c’entra nulla.
“Sai anche questo mamma?” ribatte invece Giancarla con la coda di paglia.
“Erano solo giochini innocenti” aggiunge la zia.
“A lo so, li faccio anche io i giochi innocenti vero Diana” sorride la vecchia.
Diana arrossisce ancora di più.
“Vai a letto con la mamma?” sbotta Giancarla guardando la sorella.
“L’hai detto tu che sono giochi innocenti” risponde lei a tono.
Io intanto sono ancora lì col cazzo fuori a fissare le tettine della vecchia.
“E comunque la cucina con le padelle sul fuoco è il posto peggiore per fare certi discorsi, andiamo in salotto” comanda la vecchia senza che nessuna faccia obiezione.
Mi prende letteralmente per il cazzo come se fosse un manico e mi guida di la, Diana ci segue buona buona, Giancarla fissa zia Luisella “scusa se mi sono fatta tuo nipote”.
Luisella sorride “ma figurati, chi può biasimarti” e la abbraccia ficcandole la lingua in bocca.
Appena in salotto la nonna Mirna si siede sul divano dopo essersi levata la gonna. Ora ha addosso solo un reggicalze ricamato che le circonda l’esile vitino piatto e che regge delle bellissime calze nere di nylon oltre, ovviamente alle mutande.
Si mette comoda, mi fa stare in piedi davanti a lei e ricomincia la pompa da dove aveva interrotto.
“E se arriva Carlo?”.
“L’ho mandato con Fabrizio dal Nestore a prendere del rosso buono per la serata, ci metteranno almeno un’ora” ribatte la nonnina interrompendo per un attimo la pompa.
“Ma ne abbiamo dieci bottiglie giù in cantina di quello buono” obietta Diana.
“Si lo so benissimo” annuisce con un sorrisetto trionfante la vecchia.
La troia aveva programmato tutto mi sa…
Intanto dall’altro lato del divano Giancarla è già senza gonna e mutande (che forse nemmeno indossava” zia Luisella l’ha fatta sdraiare, l’ha spogliata e ora che sta a gambe larghe le si è tuffata dritta in fica. La lingua vorace di Luisella lecca che è un piacere. Giancarla le accarezza i capelli e le da il ritmo.
E chi lo immaginava che la zia amasse tanto la fica? Certo avevamo già fatto una cosa a tre con la sua amica Ines e si erano fatte un bel 69 mentre le montavo ma credevo fosse solo parte del gioco a tre. Invece, pensa un po’ a mia zia Luisella piace tanto la fica quanto il cazzo…
Diana si siede accanto a sua madre, la vecchia che lo tiene con una mano se lo toglie dalla bocca e glielo porge “qui c’è ne per tutte” commenta.
Detto fatto ora madre e figlia hanno tutte e due la lingua fuori e mi lucidano l’asta che è un piacere…
Giancarla si è denudata del tutto, Luisella le scivola sopra, le munge le tette con le mani, le solletica la fica piena di saliva con la mano.
Giancarla inizia a spogliarla piano piano.
Io ogni tanto lancio delle occhiate, è meglio che guardare un porno…
Mirna si spoglia restano solo il reggicalze intorno alla vita e le calze nere sexy da morire.
La sua vecchia fica pelosa è bellissima, con le labbra un po’ sporgenti deliziosamente eccitante.
Si sdraia sul divano, mi tuffo fra le sue gambe e deciso inizio a leccarle la fica con tutte le mie forze. Diana mi sta accanto, mi accarezza la testa eccitata e mi da il ritmo mentre praticamente le scopo la mamma con la lingua a martello. Mi viene da allungare una mano sulla bionda, le accarezzo la bella coscia liscia, lei già eccitata inizia a calare la gonna.
Mirna squirta con un sonoro “urka!” un discreto spruzzo che mi lava il viso.
Non resisto oltre, mi sollevo in avanti e con un colpo secco le entro dentro deciso fino alle palle.
Afferro le sue natiche strette, le strizzo ben bene e la tiro a me iniziando un ritmico avanti e indietro a tutta velocità… L’ansia di fotterla per bene mi esalta e i gemiti della vecchia ancor di più.
Diana si toglie tutto, resta nuda con le tettazze in bella vista, la afferro con una mano, la tiro verso di me e senza smettere di fotterle la madre le lecco la fica.
Zia Luisella e Giancarla sono già a buon punto. Nuda una e in autoreggenti l’altra si sono messe in un perfetto 69 con la zia sotto e Giancarla sopra.
Ci danno come matte, si leccano le fiche, si annusano i culi, si strusciano le tettone a vicenda…
Lo estraggo bello umido e duro dalla vecchia, lo offro alla figlia.
Diana siede sul divano accanto alla madre e coi loro corpi nudi che si sfregano uno accanto all’altro le due troie iniziano a leccarmelo per tutta la sua lunghezza. Le loro lingue leccano l’asta e allo stesso tempo si sfiorano svelando il piacere lesbico delle due vacche.
“Spaccami” urla zia Luisella e a gambe spalancate lascia che Giancarla le ficchi tutte le dita che può fra le gambe. La lesbicona prende a masturbare la zia con tutte le sue forze mentre le sue tette finte dondolano ritmicamente e il suo culo mi dondola davanti ammaliante. Sarei quasi tentato di piantarglielo dentro ma ho altre sue clienti da soddisfare.
Diana si mette a novanta sul pavimento di fronte a sua madre.
La vecchia Mirna spalanca le gambe da cui ormai cola di tutto.
Diana senza esitare le ficca la bocca nella vulva e inizia a farle un lavoretto.
Io approfitto della posizione, apro appena appena i glutei di Diana e glielo ficco diretto nel culo.
Prova a lamentarsi, non se lo aspettava lì dietro ma la madre le schiaccia ancor di più la testa fra le sue gambe perché limoni con la sua vecchia fica e Diana non ha nemmeno il fiato per lamentarsi della inaspettata sodomizzazione.
Zia Luisella squirta che è un piacere. Giancarla beve tutto con piacere poi offre a sua volta la fica alla zia che le ricambia il piacere. Si afferra una delle grosse tettone, la guida con entrambe le mani e le passa il capezzolone duro nella vulva.
Giancarla sente lo stimolo del capezzolo, geme, afferra la testa della zia e cerca di baciarla in bocca chinandosi più che può.
Cambio buco, lo metto nella fica a Diana. La vecchia Mirna pare divertita dallo studiarsi la figlia impalata con tanta decisone. Allunga una mano, palpa le tette di Diana e le strizza un po’.
Me la lascia fottere per un po’ poi reclama il suo turno.
Mi fa sedere sul divano, mi siede in grembo strisciandomi le tettine sul petto. La sua vecchia fica assorge il cazzo come una idrovora.
Con una forza di anche inaspettata la vecchia inizia a cavalcarmi su e giù a tutto spiano.
“O siiii quanto mi mancava un cazzo così…” rise beata mentre la figlia, per aumentare il suo piacere chiamata da dietro le lecca il culo.
Zia Luisella e Giancarla si avvicinano. La zia fa alzare Diana e inizia a lesbicare con lei. Prima in piedi poi sul divano con le loro lingue che si contorcono e le loro tettone che si sfiorano una con l’altra. Le loro mani una nella fica dell’altra smanettano a tutto spiano.
Giancarla intanto aiuta la madre a sollevarsi dal mio cazzo. La vecchia le cede il posto malvolentieri ma è subito attratta dal lesbismo di Luisella e Giancarla a cui si unisce abbracciandole entrambe per palpare bene i loro culi.
SFLOP! Giancarla è dentro.
Se lo è fatto entrare decisa mentre mi sta in braccio strofiandomi le tettazze sul petto.
Le metto le mani sotto al culo, la aiuto a fare su e giù per impalarla meglio e portarla al piacere assoluto.
Quando gode cola la sua sbroda così calda che mi sembra di averlo infilato in una tazza di the.
Non resisto, sborro anche io.
Senza ritegno le faccio il pieno gemendo e ululando con la bocca attaccata al suo capezzolo destro e le mani che le stringono il sederone piantadole le unghie sulle chiappe.
“Sborrroooooooooooo!!”.
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