Al maneggio con Zia Luisella, gran finale
di
Jack Off
genere
incesti
Sul pavimento uno speccacolare trenino.
La nonna a pancia sopra tiene le gambe spalancate con la berbarda oscenamente aperta, sopra di lei la figlia Diana a pecorina, tette a penzoloni le lecca la fica come una matta, dietro, sulla sua schiena, zia Luisella con la mano nella fica di Diana la sgrilletta a tutto spiano mentre le struscia le tettone sulla schiena.
Uno spettacolo così divinamente perverso che non ho nemmeno il tempo di farmelo venire molle.
Giudicando la zia già nella posizione giusta inizio a sbattermela prendendola da dietro. La mia spinta nella sua fica da il ritmo a tutta la comitiva. Lei spinge più forte il suo corpo su Diana e Diana a sua volte delizia la vecchia Mirna come una pazza.
Giancarla, intanto, riprese un po’ le forze e sentendosi esclusa decide di chinarsi sopra la faccia della madre. La vecchia sembra gradire, tira fuori la lingua e le fa un lavoretto.
Scopiamo così in un tutt’uno di piacere fin che proprio Giancarla, non riesce a tenersi “o Cristo!” urla e incontenibile le parte un getto di piscia bello fluente che inonda la vecchia.
Mirna all’inizio tossicchia un po’ ma subito si riprende e come nulla fosse lecca e beve anche la piscia della figlia come se fosse nettare.
Altro cambio di posizione. Mirna ha ancora voglia si cazzo e le tre più giovani cedono il turno alla decana che a novanta sul divano pretende che la impali come una cagna mentre le due figlie e la zia si danno ad altre stimolazioni vaginali reciproche con bocca e mani.
Dopo un po’ che la monto, a forza di toccare le sue chiappette e accarezzare il buchino la vecchia intuisce che ho voglia di una bella impalata.
Senza fare storie mi sussurra, “dai dai prova l’altro buco lo so che lo vuoi”.
Ovviamente non esito un secondo, lo tiro fuori dalla ficona lercia e già bello lubrificato dai suoi orgasmi glielo pianto nel culo con decisione.
“Aaaaaaaa quanto mi mancava nel culo” geme soddisfatta la vecchia pronta a farselo sfondare senza pietà…
Le tre milfone assetate di cazzo si godono la scena della matrona che si fa spanare il culo con piacere, si eccitano, si toccano e presto si uniscono a noi.
La zia Luisella, per prima, si accuccia alla destra della nonnina poggiata in avanti sullo schienale del divano, in ginocchio col suo bel culone bello teso. Eccitatato, senza perdere il ritmo della monta, le dò un paio di schiaffoni.
Le due sorelle si mettono anche loro nella stessa posizione alla sinistra della vecchia madre.
Portentoso.
La visione è così eccitante che per un attimo interrompo la monta della vecchia per fare qualche passo indietro e ammirare questo bel quadretto.
La zia col culone e le sexy calze da vacca, accanto Ines la nonnina coi suoi lunghi pelazzi della fica bianchi che escono e fanno capolino sul culetto, Diana con culo flaccido ma pronto e infine Giancarla con le sue belle chiappe sode e rifatte.
Una accanto all’altra pronte alla monta.
Di istinto prendo la macchina fotografica con cui dovevamo fare le foto della festa e faccio qualche istantanea di questo quartetto di troie a culo aperto.
Questa scena va immortalata.
Riprendo la monta. Le quattro si danno reciproco piacere con la mano e con la bocca e io, da dietro, instancabile le ripasso a turno scegliendo di volta in volta il buco che più mi piace mentre con le mani palpo i corpi delle due che affiancano quella che lo sta prendendo.
Vado avanti così fin che mi reggono le gambe. Qui ci vuole davvero uno stallone da monta.
Alla fine, sazio, sborro nel culo alla nonna Mirna. Del resto è lei la festeggiata.
La donna ulula quando il mio seme rovente le sale su dallo sfintere, un misto indecifrabile di dolore e piacere.
E così eccoci alla fine. Con quattro fighe rosse come pomodori, quattro buchi del culo aperti come gallerie, un colare di miscugli vari da vagine e ani. Quattro corpi sudati ed esausti, quattro paia di tette che dondolano e io, con le gambe a pezzi e il mio bel pisellone che ciondola molle e appiccicoso chiedendo pietà…
Oggi gli ho davvero chiesto l’impossibile.
Un ultimo piacere per gli occhi arriva in bagno quando tutt’e e quattro sono ansiose di pisciare.
Due pisciano nella vasca da bagno, una cerca di farla nel lavandino tenendosi la vulva a V con le dita per prendere la mira e la vecchia Mirna dirige il tutto seduta nuda sulla tazza con le gambe larghe e il suo liquido giallo che spruzza fuori.
La guardo eccitato. In un altro momento l’avrei già duro. La vecchia baldracca mi chiede se devo farla anche io.
Ovviamente si.
“Vuoi farmela addosso?” domanda.
“O siii o mi piacerebbe davvero” annuisco e così le piscio in faccia e sulle tette senza riguardo.
Lei per nulla turbata, lasciando le figlie sconvolte, apre la bocca e beve parte del mio piscio come se fosse nettare.
“E chi lo sapeva che la mamma era così vacca” esclama Giancarla.
“Beh io un po’ lo sapevo” ribatte la sorella Diana.
“Da qualcuna avete preso” ride zia Luisella ciondolando le tettone.
Il tempo di ripulirci e ripulire la casa e arrivano lo zio e mio cugino col famoso vino nero.
Loro due sono gli unici davvero festaioli. Tutte e quattro le donne si muovono a fatica. Una zoppica, una non riesce a stare seduta, una continua a massaggiarmi la fica indolenzita.
E io ho un sonno che abbaio.
In qualche modo arriviamo faticosamente alla torta di compleanno, Mirna spegne le candeline con un sorriso, mangiamo il dolce veloci e in pochi attimi le quattro donne e io con loro c’è ne andiamo alla chetichella lasciando lo zio e mio cugino a sfondarsi da soli con vino e grappa.
“Sono distrutta” sussurra Diana salendo le scale.
“Mi sembra di essere la galleria di un treno” ribatte Giancarla.
“Amore per quella cosa che dovevamo fare stanotte non so se…” mi sussurra piano zia Luisella.
La guardo, sotto la gonna si intravvedono le belle calze di nylon sexy che ha indossato apposta per la scopata notturna che dovevamo farci mentre lo zio ronfava.
Le accarezzo una coscia tanto per gustare il nylon sotto la pelle ma ne io ne lei stanotte saremmo in grado di fare qualcosa di bello, lo so.
Ci diamo un bacio casto sulla guancia e buonanotte.
“Non preoccuparti ci rifaremo presto” mi sussurra prima di entrare nella sua camera.
Annuisco e sorrido. Ne sono più che sicuro.
Dormo praticamente 12 ore. Al mattino sono un uomo nuovo.
Appena sceso in cucina vedo la nonna Mirna chinata a preparare la colazione.
Anche lei sembra in forma. Sbircio sotto la gonna, non ha le mutande ma le calze nere si.
Qualcosa mi si smuove fra le gambe. Anche il mio uccello è tornato operativo.
Ho una mezza tentazione di farmela qui contro il fornello se non fosse che da fuori arriva mio zio tutto pimpante.
“Allora dormiglione alla fine ti sei alzato”.
“La campagna mi contempla il sonno” ribatto mentre cerco di non guardare più sua madre per non avere erezioni a sorpresa.
“Si anche tua zia me l’ha detto. Pensa che si è alzata un quarto d’ora fa”.
Mi pare ovvio, penso, con tutto quello che le ho fatto fare.
“Dai fai colazione che poi partiamo” sorride lo zio.
“Peccato non poterci fermare più a lungo” dico mentre la nonnina mi serve del caffè latte.
“Peccato si” ammicca la vecchietta sorridendo.
“Ma torneremo presto no?” dico.
Lo zio fa un mezzo si vago con la testa.
“Non vedo l’ora” sorride la vecchia troia e fissandomi si passa la lingua sulle labbra come una troia ansiosa di prenderlo in bocca.
Cazzo devo assolutamente tornare qui al maneggio delle vacche, penso, e possibilmente senza mio zio fra i coglioni…
La nonna a pancia sopra tiene le gambe spalancate con la berbarda oscenamente aperta, sopra di lei la figlia Diana a pecorina, tette a penzoloni le lecca la fica come una matta, dietro, sulla sua schiena, zia Luisella con la mano nella fica di Diana la sgrilletta a tutto spiano mentre le struscia le tettone sulla schiena.
Uno spettacolo così divinamente perverso che non ho nemmeno il tempo di farmelo venire molle.
Giudicando la zia già nella posizione giusta inizio a sbattermela prendendola da dietro. La mia spinta nella sua fica da il ritmo a tutta la comitiva. Lei spinge più forte il suo corpo su Diana e Diana a sua volte delizia la vecchia Mirna come una pazza.
Giancarla, intanto, riprese un po’ le forze e sentendosi esclusa decide di chinarsi sopra la faccia della madre. La vecchia sembra gradire, tira fuori la lingua e le fa un lavoretto.
Scopiamo così in un tutt’uno di piacere fin che proprio Giancarla, non riesce a tenersi “o Cristo!” urla e incontenibile le parte un getto di piscia bello fluente che inonda la vecchia.
Mirna all’inizio tossicchia un po’ ma subito si riprende e come nulla fosse lecca e beve anche la piscia della figlia come se fosse nettare.
Altro cambio di posizione. Mirna ha ancora voglia si cazzo e le tre più giovani cedono il turno alla decana che a novanta sul divano pretende che la impali come una cagna mentre le due figlie e la zia si danno ad altre stimolazioni vaginali reciproche con bocca e mani.
Dopo un po’ che la monto, a forza di toccare le sue chiappette e accarezzare il buchino la vecchia intuisce che ho voglia di una bella impalata.
Senza fare storie mi sussurra, “dai dai prova l’altro buco lo so che lo vuoi”.
Ovviamente non esito un secondo, lo tiro fuori dalla ficona lercia e già bello lubrificato dai suoi orgasmi glielo pianto nel culo con decisione.
“Aaaaaaaa quanto mi mancava nel culo” geme soddisfatta la vecchia pronta a farselo sfondare senza pietà…
Le tre milfone assetate di cazzo si godono la scena della matrona che si fa spanare il culo con piacere, si eccitano, si toccano e presto si uniscono a noi.
La zia Luisella, per prima, si accuccia alla destra della nonnina poggiata in avanti sullo schienale del divano, in ginocchio col suo bel culone bello teso. Eccitatato, senza perdere il ritmo della monta, le dò un paio di schiaffoni.
Le due sorelle si mettono anche loro nella stessa posizione alla sinistra della vecchia madre.
Portentoso.
La visione è così eccitante che per un attimo interrompo la monta della vecchia per fare qualche passo indietro e ammirare questo bel quadretto.
La zia col culone e le sexy calze da vacca, accanto Ines la nonnina coi suoi lunghi pelazzi della fica bianchi che escono e fanno capolino sul culetto, Diana con culo flaccido ma pronto e infine Giancarla con le sue belle chiappe sode e rifatte.
Una accanto all’altra pronte alla monta.
Di istinto prendo la macchina fotografica con cui dovevamo fare le foto della festa e faccio qualche istantanea di questo quartetto di troie a culo aperto.
Questa scena va immortalata.
Riprendo la monta. Le quattro si danno reciproco piacere con la mano e con la bocca e io, da dietro, instancabile le ripasso a turno scegliendo di volta in volta il buco che più mi piace mentre con le mani palpo i corpi delle due che affiancano quella che lo sta prendendo.
Vado avanti così fin che mi reggono le gambe. Qui ci vuole davvero uno stallone da monta.
Alla fine, sazio, sborro nel culo alla nonna Mirna. Del resto è lei la festeggiata.
La donna ulula quando il mio seme rovente le sale su dallo sfintere, un misto indecifrabile di dolore e piacere.
E così eccoci alla fine. Con quattro fighe rosse come pomodori, quattro buchi del culo aperti come gallerie, un colare di miscugli vari da vagine e ani. Quattro corpi sudati ed esausti, quattro paia di tette che dondolano e io, con le gambe a pezzi e il mio bel pisellone che ciondola molle e appiccicoso chiedendo pietà…
Oggi gli ho davvero chiesto l’impossibile.
Un ultimo piacere per gli occhi arriva in bagno quando tutt’e e quattro sono ansiose di pisciare.
Due pisciano nella vasca da bagno, una cerca di farla nel lavandino tenendosi la vulva a V con le dita per prendere la mira e la vecchia Mirna dirige il tutto seduta nuda sulla tazza con le gambe larghe e il suo liquido giallo che spruzza fuori.
La guardo eccitato. In un altro momento l’avrei già duro. La vecchia baldracca mi chiede se devo farla anche io.
Ovviamente si.
“Vuoi farmela addosso?” domanda.
“O siii o mi piacerebbe davvero” annuisco e così le piscio in faccia e sulle tette senza riguardo.
Lei per nulla turbata, lasciando le figlie sconvolte, apre la bocca e beve parte del mio piscio come se fosse nettare.
“E chi lo sapeva che la mamma era così vacca” esclama Giancarla.
“Beh io un po’ lo sapevo” ribatte la sorella Diana.
“Da qualcuna avete preso” ride zia Luisella ciondolando le tettone.
Il tempo di ripulirci e ripulire la casa e arrivano lo zio e mio cugino col famoso vino nero.
Loro due sono gli unici davvero festaioli. Tutte e quattro le donne si muovono a fatica. Una zoppica, una non riesce a stare seduta, una continua a massaggiarmi la fica indolenzita.
E io ho un sonno che abbaio.
In qualche modo arriviamo faticosamente alla torta di compleanno, Mirna spegne le candeline con un sorriso, mangiamo il dolce veloci e in pochi attimi le quattro donne e io con loro c’è ne andiamo alla chetichella lasciando lo zio e mio cugino a sfondarsi da soli con vino e grappa.
“Sono distrutta” sussurra Diana salendo le scale.
“Mi sembra di essere la galleria di un treno” ribatte Giancarla.
“Amore per quella cosa che dovevamo fare stanotte non so se…” mi sussurra piano zia Luisella.
La guardo, sotto la gonna si intravvedono le belle calze di nylon sexy che ha indossato apposta per la scopata notturna che dovevamo farci mentre lo zio ronfava.
Le accarezzo una coscia tanto per gustare il nylon sotto la pelle ma ne io ne lei stanotte saremmo in grado di fare qualcosa di bello, lo so.
Ci diamo un bacio casto sulla guancia e buonanotte.
“Non preoccuparti ci rifaremo presto” mi sussurra prima di entrare nella sua camera.
Annuisco e sorrido. Ne sono più che sicuro.
Dormo praticamente 12 ore. Al mattino sono un uomo nuovo.
Appena sceso in cucina vedo la nonna Mirna chinata a preparare la colazione.
Anche lei sembra in forma. Sbircio sotto la gonna, non ha le mutande ma le calze nere si.
Qualcosa mi si smuove fra le gambe. Anche il mio uccello è tornato operativo.
Ho una mezza tentazione di farmela qui contro il fornello se non fosse che da fuori arriva mio zio tutto pimpante.
“Allora dormiglione alla fine ti sei alzato”.
“La campagna mi contempla il sonno” ribatto mentre cerco di non guardare più sua madre per non avere erezioni a sorpresa.
“Si anche tua zia me l’ha detto. Pensa che si è alzata un quarto d’ora fa”.
Mi pare ovvio, penso, con tutto quello che le ho fatto fare.
“Dai fai colazione che poi partiamo” sorride lo zio.
“Peccato non poterci fermare più a lungo” dico mentre la nonnina mi serve del caffè latte.
“Peccato si” ammicca la vecchietta sorridendo.
“Ma torneremo presto no?” dico.
Lo zio fa un mezzo si vago con la testa.
“Non vedo l’ora” sorride la vecchia troia e fissandomi si passa la lingua sulle labbra come una troia ansiosa di prenderlo in bocca.
Cazzo devo assolutamente tornare qui al maneggio delle vacche, penso, e possibilmente senza mio zio fra i coglioni…
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