Clienti
di
Spidey
genere
gay
Il tizio vuole essere sverginato da me.
Avrà più di trent'anni se non quaranta, mi pare strano che non lo abbia mai preso anche perché me lo ciuccia senza respiro. Questo ha esperienza di cazzi ma il cliente ha sempre ragione e per me ha il culo vergine. Gioco a fare l'attivo. Lo serro alla testa, sbatto il cazzo in gola e lo maltratto come sogna d'essere usato uno che ti racconta che ha il culo vergine.
Per me però è un problema. Ha la pelle bianca, peli sottili neri e, diciamola tutta, è flaccido come una mozzarella. Non sono come Lucio, il mio amico di Foggia, a lui viene duro a comando o forse ce l'ha sempre duro, lui fa felici anche i settantenni. Io gioco facile, succhio e lo prendo in culo.
Okay, m'impegno e mi concentro, chiudo gli occhi, fingo una scopata, ma non è giornata, non mi viene abbastanza duro nemmeno per metterci il guanto. E poi il tipo sotto fa la puttana, 'Violentami' dice e me lo ammoscia senza speranza. Per eccitarmi metto le mani sotto, stringo un cazzetto a punta e palle molli e pelose. Mi viene da piangere.
'Aspetta un momento.'
Esco, vado in cucina, c'è Estella la trans argentina che mi son trovato in questo appartamento. 'Come va?' Mi chiede.
'Questa città è una merda.'
Cerco di rilassarmi, Estella si lascia ciucciare l'uccello, è moscio stanco come il mio. Penso a quello di Micaela, l'Anaconda Nera, non so nemmeno in che città sia. Mi viene duro.
Torno in camera, m'infilo il preservativo davanti a lui, lo giro, due dita unte in culo e lo inchiappetto. Questo è meno vergine di me. Gode come una checca. Gli regalo dieci minuti di kamasutra in culo, anche con baci in bocca che sono una pena ma che mi fanno incazzare di più il cazzo.
Poi, chi lo capisce questo?, mi scappa via!
Si riveste in fretta e se ne va di corsa chiedendo scusa. Boh, rimango di sasso col cazzo duro nel preservativo.
E non fa bene rimanere con la sborra nei coglioni, sono nervoso.
Me lo tiro abbandonato sul letto. Non penso a nulla.
Suona il cellulare. È quasi un miracolo in questa città.
'Lo prendi in culo, siamo in due.'
La voce ha un accento strano. È albanese o slavo.
Gli dico che si può fare, sono duecento per una bella festa in tre.
'No cinquanta, c'interessa solo culo.'
Cerco di trattare ma il tipo vuole riattaccare.
'Okay, ma in culo solo con preservativo.'
'Se non è tuo il culo in foto c'incazziamo di bestia.'
'Tranquillo, è il mio.'
Cazzo, ma almeno non è una giornata del tutto persa.
Finisco di tirarmi la sega, me lo sego che è duro da far male. Mi schizzo addosso.
Devo far presto, tra dieci minuti arrivano.
Me la sfango senza troppi casini. Sono due stradali in giubbotti e pantaloni arancioni con le bande rifrangenti. Sono anche simpatici, bestemmiano quando mi vedono il culo e sono di parola, interessa solo quello. Non si spogliano nemmeno. Steso pancia in giù e gambe larghe li lascio sfogarsi in culo. È comunque una sudata impegnativa, prima uno e poi l'altro, una ripassata in piena regola. Uno è un fumatore.
Se ne vanno scaricati e soddisfatti. Non serve che li saluti con bacetti o moine, non pensano già più a me, parlano che domani devono riparare un tombino.
Io corro in bagno per un doccino. Avevano il preservativo ma non si sa mai. E mi faccio pure una bella doccia. Mi metto una felpa e vado in cucina, c'è puzza di fritto, Estella mi ha preparato la milanesa argentina che è poi una milanese senza osso. Mi sta aspettando, vuole vedermi mangiare, per lei non mangio mai abbastanza. Lei ha già mangiato, stasera va in strada per recuperare qualcuno.
No io stanotte non voglio uscire.
E spengo il cellulare.
milano3687@proton.me
Avrà più di trent'anni se non quaranta, mi pare strano che non lo abbia mai preso anche perché me lo ciuccia senza respiro. Questo ha esperienza di cazzi ma il cliente ha sempre ragione e per me ha il culo vergine. Gioco a fare l'attivo. Lo serro alla testa, sbatto il cazzo in gola e lo maltratto come sogna d'essere usato uno che ti racconta che ha il culo vergine.
Per me però è un problema. Ha la pelle bianca, peli sottili neri e, diciamola tutta, è flaccido come una mozzarella. Non sono come Lucio, il mio amico di Foggia, a lui viene duro a comando o forse ce l'ha sempre duro, lui fa felici anche i settantenni. Io gioco facile, succhio e lo prendo in culo.
Okay, m'impegno e mi concentro, chiudo gli occhi, fingo una scopata, ma non è giornata, non mi viene abbastanza duro nemmeno per metterci il guanto. E poi il tipo sotto fa la puttana, 'Violentami' dice e me lo ammoscia senza speranza. Per eccitarmi metto le mani sotto, stringo un cazzetto a punta e palle molli e pelose. Mi viene da piangere.
'Aspetta un momento.'
Esco, vado in cucina, c'è Estella la trans argentina che mi son trovato in questo appartamento. 'Come va?' Mi chiede.
'Questa città è una merda.'
Cerco di rilassarmi, Estella si lascia ciucciare l'uccello, è moscio stanco come il mio. Penso a quello di Micaela, l'Anaconda Nera, non so nemmeno in che città sia. Mi viene duro.
Torno in camera, m'infilo il preservativo davanti a lui, lo giro, due dita unte in culo e lo inchiappetto. Questo è meno vergine di me. Gode come una checca. Gli regalo dieci minuti di kamasutra in culo, anche con baci in bocca che sono una pena ma che mi fanno incazzare di più il cazzo.
Poi, chi lo capisce questo?, mi scappa via!
Si riveste in fretta e se ne va di corsa chiedendo scusa. Boh, rimango di sasso col cazzo duro nel preservativo.
E non fa bene rimanere con la sborra nei coglioni, sono nervoso.
Me lo tiro abbandonato sul letto. Non penso a nulla.
Suona il cellulare. È quasi un miracolo in questa città.
'Lo prendi in culo, siamo in due.'
La voce ha un accento strano. È albanese o slavo.
Gli dico che si può fare, sono duecento per una bella festa in tre.
'No cinquanta, c'interessa solo culo.'
Cerco di trattare ma il tipo vuole riattaccare.
'Okay, ma in culo solo con preservativo.'
'Se non è tuo il culo in foto c'incazziamo di bestia.'
'Tranquillo, è il mio.'
Cazzo, ma almeno non è una giornata del tutto persa.
Finisco di tirarmi la sega, me lo sego che è duro da far male. Mi schizzo addosso.
Devo far presto, tra dieci minuti arrivano.
Me la sfango senza troppi casini. Sono due stradali in giubbotti e pantaloni arancioni con le bande rifrangenti. Sono anche simpatici, bestemmiano quando mi vedono il culo e sono di parola, interessa solo quello. Non si spogliano nemmeno. Steso pancia in giù e gambe larghe li lascio sfogarsi in culo. È comunque una sudata impegnativa, prima uno e poi l'altro, una ripassata in piena regola. Uno è un fumatore.
Se ne vanno scaricati e soddisfatti. Non serve che li saluti con bacetti o moine, non pensano già più a me, parlano che domani devono riparare un tombino.
Io corro in bagno per un doccino. Avevano il preservativo ma non si sa mai. E mi faccio pure una bella doccia. Mi metto una felpa e vado in cucina, c'è puzza di fritto, Estella mi ha preparato la milanesa argentina che è poi una milanese senza osso. Mi sta aspettando, vuole vedermi mangiare, per lei non mangio mai abbastanza. Lei ha già mangiato, stasera va in strada per recuperare qualcuno.
No io stanotte non voglio uscire.
E spengo il cellulare.
milano3687@proton.me
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