Il successo dell'agenzia "EsseEmme".

di
genere
sadomaso

La nostra agenzia di incontri tra depravati sta avendo sempre più successo.
Riusciamo a far incontrare porci e poche con ciò che desiderano e contenti sono ben lieti di pagare il nostro onorario.
Inoltre agli utenti piace moltissimo il fatto che noi ci proponiamo di partecipare alla realizzazione dei loro desideri.
I clienti sembrano provare un particolare piacere a vedere noi agenti, manager amministrativi, partecipare alle loro pratiche.
Probabilmente lo considerano una liberazione ufficiale, burocratica dele loro perversioni.
Noi lo facciamo con piacere, perchè in fondo non siamo meno depravati dei nostri clienti.

Quando il nostro primo cliente, noto con il soprannome di "Merda" si ripresenta dopo essersi ripreso dalle sevizie che gli avevamo garantito lo accogliamo con piacere.
Gli offriamo da bere e ci lasciamo andare a chiacchierare del più e del meno.
Poi dopo i convenevoli arriviamo al punto; lui vorrebbe un trattamento ai capezzoli, un trattamento molto duro.
Vorrebbe vedere i suo capezzoli presi a mertellate fino a farli sanguinare, straziare sanguinare; noi gli diciamo che non c'è problema ad accontentarlo.
Però lui aggiunge che vorrebbe farlo assieme a me.
Prova piacere al pensiero che io possa subire le stesse sevizie e quindi vorrebbe che ci facessimo massacrare i capezzoli assieme.
Io mi eccito all'idea, ma mi trattengo di manifestarglierlo per ricavare il giusto compenso facendogli credere un mio sacrificio da pagare bene.
Lui non fà problemi di prezzo e conveniamo per il compenso.
Molto generoso devo dire; conveniamo su come farlo; avremmo impiegato una sadica al nostro soldo e mia sorella avrebbe filmato tutto quanto, stabilimmo l'appuntammento e ricevemmo il pagamento anticipato.
Uscito il depravato io dissi a mia sorella che mi ero eccitata mi recai nello stanzino del retro per masturbarmi.
Mia sorella annuì e mentre riceveva altri clienti buttava un occhio su quanto io stavo godendo a quella prostettiva.

Arrivo il giorno dell'appuntamento; io e mia sorella con la sua telecamera eravamo pronti davanti ala portone della sadica che avevamo precedentemente istrtuito.
Lo stronzo arrivo in orario, rosso ed eccitato.
Salimmo nel "laboratorio" della sadica, "Gaia", una donna di esperienza che venne pagata con una parte del compenso che la merda aveva dato a noi.
Rimembrammo alla sadica cosa ci avrebbe dovuto fare e lei confermò che avrebbe saputo accontentarci.
Io e "merda" ci spogliammo, anche mia sorella si spogliò perchè diceva che voleva essere pronta a masturbarsi.
La sadica invece rimase coperta da una tunichina che la copriva appena.
Gaia ci presentò le seggiole su cui avremmo dovuto accomodarci; ci chiese se volevamo qualcosa nel culo.
Merda tutto entusiasmato rispose subito di sì ed io non potei negarli la soddisfazione di essere penetrato come lui.
Gaia ci penetrò con dei falli e ci legò strettamente alle seggiole mentre mia sorella filmava tutto quanto.
Io e "merda" venimmo poste davanti ad un grezzo tavolo di legno.
Ero eccittatissma nuda, legata ad una seggiola con un cazoo finto che mi riempiva il culo eroa pronta a subire lo strazio dei capezzoli, il mio cazzo era eretto.
Lo stresso valeva per "merda" e mia sorella documentava con la sua telecamera la nostra situazione, non vedevo l'ora di iniziare.
Il tavolo davanti a noi era molto corto e ci permetteva di avvicinare le nostre bocche per baciarci, passammo parecchio tempo a baciarci mentre con la coda dell'occhio vedemmo Gaia cominciare a preparare i ferri del nostro tormento.
Gaia, mise in una ciotola piena di alcol dei chiodi ad archetto e dopo averli mescolati e senza tante esitazioni ci allontanò le bocche; prese uno di quei chiodi e lo punto sui capezzoli di Merda e poi lo prese a martelate.
Merda cominciò ad urlare come una bestia per il dolore, Gaia indifferente alle urla martellò fino a quando il capezzolo non venne completamente trafitto e schiacciato sul legno del tavolo.
Poi proseguì sul capezzolo succesivo, crudelmente indifferente della sofferenza di Merda.
Terminato l'nchiodamento dei capezoli di Merda, Gaia ci lasciò qualche istante per baciarci ancora.
Poi bruscamente ancora una volta allontanò le nostre bocche e con decisioe pose un chiodo sul mio capezzolo e cominciò a conficcarmelo nella carne a martellate.
Il dolore era sublime ed io urlai di dolore e piacere.
Poi Gaia passò all'altro capezzolo inchiodando anche quello al tavolo.
Mia sorella riprendeva con passione il nostro tormento; insistendo nelle riprese sui nostri volti contorti dal dolore e dalle lacrime e facendo dei primi piani sui nostri capezzolli inchiodati.
Gaia dopo aver permesso a mia sorella di effetuare le sue riprese, la allontanò dicendo che lo spasso stava per iniaziare.
Notai nello sguardo di Gaia un scintillio di piacere mentre alzava il martello e lo scagliava con violenza sul capezzolo destro di Merda straziandolo completamente.
Merda si contorce sulla sua sedia mentre il suo capezzolo completamente distrutto sprizzava sangue.
Io ero quasi intontita dalla scena; roteavo la testa nell'attesa di poter provare un simile dolore.
Quando vidi il martello di Gaia alzarsi per colpirmi, attesi con speranza quei pochi istanti che mi separavano dal colpo.
Quando questo arrivvò spaccandomi il capezzolo sent'ì come una scossa elettrica di dolore, di piacere e di contentezza.
Urlai di dolore e di felicità
Intanto Gaia si stava occupando dell'altro capezzolo di Merda che urlava con gioia come avevo fatto io.
Poi si occuppo del mio altro capezzolo, colpendolo con violenza squanciandolo.
Provai la stessa scoassa eletrica di piacere per il dolore e guardando quel pezzo di carne del mio carne squaraciato sono sempre più eccitata.
Mia sorella entusiasta registra il nostro tormento, passando la telecamera dai nostri volti sofferenti e gioiosi ai primi piani sui nostri capezzoli squarciati.
Gaia da barva professionista continua a martellarci i capezzolli finoa distruggercili completamente.
Io e Merda urliamo dal dolore, mentre Gaia ci tormenta con le martellate.
Io preso da quel dolore sono arrivata spropositamente senza bisogno di toccarmi; lo stesso è successo per Merda.
A quel punto visto che non c'era più carne da martoriare e che noi abbiamo goduto, Gaia decide che ha finito il suo lavoro.
Lei prende una pinza , ci estrae i chiodi da quel sottilissimo lembo di pelle che ancora è rimasto attacato al tavolo; ci slega dalle sedie e ci fà sdraiare esauste mentre emettiamo dal culo i cazzi finti che ci hanno tormentato.
Quella troia di mia sorella ha filamato totalmente il nosro tormento godendo per la nostra soffernza.
Gaia prima di lasciarci andare visto lo stato dei nostri capezzoli ci propone o di recarci la pronto soccorso oppure di farci curare da lei che è una infermiera.
Per quella prestazione vuole un supplemento di pagamento.
Io e Merda accettiamo perchè non vogliamo andare al pronto soccorso con i capezzoli straziati adducendo chissà quali assurde spiegazioni.
Mia sorella paga Gaia che ci cura i capezzoli.
Terminata la medicazione usciamo dal "laboratorio" di Gaia.
All'esterno io e Merda diciamo che siamo ancora eccitate per il dolore e che vorremmo provare qualcossa di particolare.
Mia sorella ci propone di portarci in campagna ed abbandonarci legate in fosso, l'idea ci eccita e ci dichiaramo disponibili.
Mia sorella ci porta in macchina in aperta campagna presso un fosso pieno di acqua marcia.
Lega i nostri corpi nudi e martoriati e poi ci getta nel fosso assicurandoci che sarebbe venutra a prenderci in giornata.
Noi finiamo nell'acqua puzzolente con le nostre piaghe doloranti agintandoci per la sofferenza sperando che quella troia di mia sorella venga a riprnderci.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".








scritto il
2026-04-24
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