La figlia piccola 16
di
William E
genere
incesti
La pioggia fuori continuava a scendere con una lentezza costante, come se avesse deciso di non avere fretta di finire la giornata.
In casa, Wendy era seduta al tavolo della cucina circondata dai suoi appunti. Non c’era caos, non più. Aveva iniziato a mettere ordine nei fogli, nei concetti, persino nei suoi pensieri, come se anche quelli finalmente si fossero lasciati sistemare.
Scriveva, si fermava, rileggeva. Ogni tanto si appoggiava allo schienale della sedia e chiudeva gli occhi per qualche secondo, poi riprendeva da dove aveva lasciato. Era concentrata in un modo diverso da qualche settimana prima, meno ossessivo e più stabile, come se lo studio non fosse più un ostacolo
William era sul divano con un libro aperto sulle gambe. Non stava davvero leggendo. Se ne era accorto quasi subito. All’inizio aveva provato a costringersi a seguire le righe, a mantenere l’attenzione su qualcosa che non fosse lei, ma era stato inutile. Ogni tanto alzava lo sguardo senza nemmeno rendersene conto.
Pensava a quanto fosse meravigliosamente bella.. ai suoi capelli biondi e i suoi occhi azzurri, quelle labbra carnose che tante volte gli avevano dato piacere
Wendy si mordicchiava il labbro quando un passaggio non le tornava, e quel gesto minuscolo, quasi insignificante, gli catturava l’attenzione più di qualsiasi pagina scritta. Poi sbuffava piano, si sistemava i capelli, riprendeva a scrivere come se niente fosse.
A un certo punto si fermò e lo guardò si morse il labbro in maniera sensuale...
«Che hai da fissare?» chiese, senza aggressività, ma carica di malizia
William sorrise appena, come se fosse stato colto in qualcosa di banale.
William: «Non ti sto fissando.»
Wendy: «Credevo mi stessi fissando la bocca papino»
William: «no tesoro ero sovrappensiero.»
Wendy si alzò dal tavolo e si sciolse i capelli per poi legarli di nuovo in una coda piú alta.
Wendy: «sono tornata la ragazza studiosa di qualche tempo fa ma rimango sempre anche la bambina a chi piace tanto rendere felice il proprio papino.»
William chiuse lentamente il volume e lo lasciò sul tavolino senza fretta, come se anche quel gesto non avesse importanza.
E tornò a guardarla mentre si avvicina a con un energia sessuale devastante ma priva di quella fame nervosa di qualche giorno prima, quella necessità continua di essere al centro del suo mondo oppure di sentirsi incompleta.
Era cambiato qualcosa, e non sapeva dire quando.
Forse era iniziato tutto proprio quando lei aveva smesso di orbitare intorno a lui in modo costante, quando aveva iniziato a studiare davvero, a riprendersi i suoi spazi, a vivere anche quando lui non era il pensiero principale della sua giornata.
E adesso, paradossalmente, lui la guardava di più.
Ma in un modo diverso.
Non era più la sensazione di possesso o di richiamo costante. Era attenzione. Presenza. Qualcosa che non gli chiedeva nulla in cambio.
Wendy si inginocchiò fra le gambe di William e cominciò a sbottonarli i pantaloni e a strusciare la sua piccola mano sul suo cazzo in erezione accarezza dolo attraverso le mutande... Poi lo tirò fuori e cominciò con una lenta sega quasi nostalgica.. cominciò a leccare la cappella e ad assaporare il liquido preseminale... Dopodiché lo prese in bocca e cominciò na succhiare con vigore ma senza la foga di prima... Era tutto studiato, ogni movimento era perfetto... E quando stavo per venire...lei si fermò
Wendy: «Non così in fretta papino»
Wendy si alzò in piedi e si abbassò i pantaloncini del pigiama... Gia era senza mutandine
Wendy: «riempimi papá»
Wendy si sedette su di me e il Lio cazzo entrò in lei facilmente perché la.sua fighetta era completamente zuppa
Cominciò a cavalcarmi e a baciarmi come non aveva mai fatto prima, il nostro rapporto aveva raggiunto un nuovo livello, piú maturo, piú vero...meno forzato
Quando vidi che si stava stancando presi le redini della situazione, la misi giù a pecora e li vidi il mio regalo... Il plug che gli avevo regalato qualche settimana fa
Wendy passò una mano sulla pietra a cuoricino del plug
William: «Non credevo lo stessi usando»
Wendy: «non lo ho mai tolto... mi sto preparando per il tuo compleanno»
William: «sará un bellissimo regalo »
E mentre continuavo a... A... A fare l'amore con lei... Le dissi
William: «Ti amo bambina mia»
Wendy: «Ti amo papà»
In arrivo la parte 17
In casa, Wendy era seduta al tavolo della cucina circondata dai suoi appunti. Non c’era caos, non più. Aveva iniziato a mettere ordine nei fogli, nei concetti, persino nei suoi pensieri, come se anche quelli finalmente si fossero lasciati sistemare.
Scriveva, si fermava, rileggeva. Ogni tanto si appoggiava allo schienale della sedia e chiudeva gli occhi per qualche secondo, poi riprendeva da dove aveva lasciato. Era concentrata in un modo diverso da qualche settimana prima, meno ossessivo e più stabile, come se lo studio non fosse più un ostacolo
William era sul divano con un libro aperto sulle gambe. Non stava davvero leggendo. Se ne era accorto quasi subito. All’inizio aveva provato a costringersi a seguire le righe, a mantenere l’attenzione su qualcosa che non fosse lei, ma era stato inutile. Ogni tanto alzava lo sguardo senza nemmeno rendersene conto.
Pensava a quanto fosse meravigliosamente bella.. ai suoi capelli biondi e i suoi occhi azzurri, quelle labbra carnose che tante volte gli avevano dato piacere
Wendy si mordicchiava il labbro quando un passaggio non le tornava, e quel gesto minuscolo, quasi insignificante, gli catturava l’attenzione più di qualsiasi pagina scritta. Poi sbuffava piano, si sistemava i capelli, riprendeva a scrivere come se niente fosse.
A un certo punto si fermò e lo guardò si morse il labbro in maniera sensuale...
«Che hai da fissare?» chiese, senza aggressività, ma carica di malizia
William sorrise appena, come se fosse stato colto in qualcosa di banale.
William: «Non ti sto fissando.»
Wendy: «Credevo mi stessi fissando la bocca papino»
William: «no tesoro ero sovrappensiero.»
Wendy si alzò dal tavolo e si sciolse i capelli per poi legarli di nuovo in una coda piú alta.
Wendy: «sono tornata la ragazza studiosa di qualche tempo fa ma rimango sempre anche la bambina a chi piace tanto rendere felice il proprio papino.»
William chiuse lentamente il volume e lo lasciò sul tavolino senza fretta, come se anche quel gesto non avesse importanza.
E tornò a guardarla mentre si avvicina a con un energia sessuale devastante ma priva di quella fame nervosa di qualche giorno prima, quella necessità continua di essere al centro del suo mondo oppure di sentirsi incompleta.
Era cambiato qualcosa, e non sapeva dire quando.
Forse era iniziato tutto proprio quando lei aveva smesso di orbitare intorno a lui in modo costante, quando aveva iniziato a studiare davvero, a riprendersi i suoi spazi, a vivere anche quando lui non era il pensiero principale della sua giornata.
E adesso, paradossalmente, lui la guardava di più.
Ma in un modo diverso.
Non era più la sensazione di possesso o di richiamo costante. Era attenzione. Presenza. Qualcosa che non gli chiedeva nulla in cambio.
Wendy si inginocchiò fra le gambe di William e cominciò a sbottonarli i pantaloni e a strusciare la sua piccola mano sul suo cazzo in erezione accarezza dolo attraverso le mutande... Poi lo tirò fuori e cominciò con una lenta sega quasi nostalgica.. cominciò a leccare la cappella e ad assaporare il liquido preseminale... Dopodiché lo prese in bocca e cominciò na succhiare con vigore ma senza la foga di prima... Era tutto studiato, ogni movimento era perfetto... E quando stavo per venire...lei si fermò
Wendy: «Non così in fretta papino»
Wendy si alzò in piedi e si abbassò i pantaloncini del pigiama... Gia era senza mutandine
Wendy: «riempimi papá»
Wendy si sedette su di me e il Lio cazzo entrò in lei facilmente perché la.sua fighetta era completamente zuppa
Cominciò a cavalcarmi e a baciarmi come non aveva mai fatto prima, il nostro rapporto aveva raggiunto un nuovo livello, piú maturo, piú vero...meno forzato
Quando vidi che si stava stancando presi le redini della situazione, la misi giù a pecora e li vidi il mio regalo... Il plug che gli avevo regalato qualche settimana fa
Wendy passò una mano sulla pietra a cuoricino del plug
William: «Non credevo lo stessi usando»
Wendy: «non lo ho mai tolto... mi sto preparando per il tuo compleanno»
William: «sará un bellissimo regalo »
E mentre continuavo a... A... A fare l'amore con lei... Le dissi
William: «Ti amo bambina mia»
Wendy: «Ti amo papà»
In arrivo la parte 17
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