Agenzia "essemme"

di
genere
sadomaso

Io e mia sorella abbiamo messo su una agenzia che si propone di far incontrare depravati e depravate.
Qualunque desiderio sessuale insolito abbia un nostro richiedente noi possiamo soddisfarlo.
Abbiamo una vasta conoscenza di depravati, pervertiti, sadici e sadiche, nonchè di territori dove e possibile trovare particolari esigenze sessuali.
Inoltre siamo disponibili ad offrire prestazioni personali per i clienti che c'è lo richiedano.
Appena aperta la nostra agenzia vediamo entrare il nostro primo cliente.
Si approccia timidamente alla nostra scrivania; noi lo invitiamo ad aprirsi esponendo apertamente i suoi desideri.
Lui dopo molti preamboli ci fa capire di essere un masochista sottomesso e che vorrebbe essere stuprato da negri e senzatetto.
Ovviamente abbiamo la soluzione per le sue esigenze; gli proponiamo due o tre luoghi dove avrebbe potuto trovare quanto desiderava.
Si trattava di casolari abbandonati abitati da indigenti ma pronti a stuprare chi vi fosse entrato.
Il porco spalancava gli occhi di entusiasmo per quella prospettiva.
Gli proponemmo il costo per quel trattamento base; dicendogli che lo avremmo abbandonato nel luogo dove sarebbe stato violentato, ma garantendogli che saremmo venuto a recuperarlo.
Quel porco si entusiasmava sempre di più!
Avvertendo la sua contentezza e la sua natura masochista gli ofrimmo un "pacchetto" più largo.
Poetavamo concedergli alcune ore di tortura prima dell incontro dove sarebbe quindi già arrivato come uno straccio.
Quel depravato era sempre più entusiasta delle nostre proposte che accetto tutte.
Stipulammo un contratto, che in realtà non aveva nessun valore legale, in cui veniva descritto in ogni dettaglio il martirio e la sottomissione a cui sarebbe stato sottoposto.
Come ogni brava puttana ci facemmo pagare in anticipo.
Poi proponemmo per il depravato il pomerggio sucessivo per cominciare la sua passione.
Lui come d'accordo si presentò il giorno dopo, pieno di eccitato entusiasmo, in piena puntualità al nostro studio.
Lo portammo nello scantinato dove avremmo la prima fase del nostro contratto.
Una volta spogiato lo legammo ad un gangio al soffitto, gli mettemmo dei morsetti ai capezzoli, ed uno alla punta del cazzo.
Poi lasciai mia sorella frustarlo, lei prese uno scudiscio e cominciò proffessionalmente il suo lavoro.
Mentre sentivo le urla di dolore dello stronzo risalii verso lo studio dove incontrai altri clienti.
Stipulai altri accordi con depravati; feci un pompino ad un cliente eccittato, che mi pagò subito in contanti.
Poi arrivata l'ora di chiusura abbassai la saracinesca dell'agenzia e tornai nello scantinato dove trovai mia sorella sudata ed esausta dopo aver frustato senza sosta per più di due ore, il cliente.
Le dissi di riposarsi e di lasciar fare a me; notai che la merda sotto lavoro si era pisciato e gagato addosso.
L'ho umiliai facendoli notare quelle debolezze, ma lui rispose in modo sconclusionato.
Cercai di capire se avrebbe potuto sopportare una altra dose di frustate prima della prossima fase di umiliazione.
Osservando come si lamentava e si agitava decisi di interrompere la fustigazione.
Gli diedi da bere e cercai di farlo riprendere.
Io e mia sorella ci sedemmo nude guardando quel corpo legato e martoriato, cominciammo a commentare come aveva sopportato le frustate, e chiedemmo alo stronzo se condivideva le nostre osservazioni.
Lui partecipava attivamente alla nostra discussione classsificando in modo molto tecnico tutte le frustate che aveva subito.
Apprezzammo molto quel riconoscimento del nostro lavoro.
Guardai l'orologio era il momento di far godere al succube la seconda parte del desiderio per cui aveva pagato.
Lo sciogliemmo dal legaccio a soffitto e gli legammo le mani dietro la schiana.
lo caricammo nudo e legato nel bagagliaio della nostra auto sistemata dietro la nostra agenzia, e ci avviammo per far vivere al pagante la seconda parte dei suoi desideri.
Arrivammò ad uno dei casolari a noi noti per essere occupati da negri e senzatetto.
Pagammo gli occupanti dicendoli che c'era un pezzo di carne da "lavorare"; scaricammo lo stronzo dal bagaglaio ed abbandonammo il corpo della merda davanti all'ingresso.
Aspettamo finchè non vedemmo dei negri raccogliere quel corpo dai cui occhi ci arrivava un chiaro sguardo di soddisfazione.
Ciò ci fece contente, felici di aver accontentato un cliente.
Stanche per una dura giornata di lavoro tornammo a casa e dopo aver fatto l'amore tra noi ci addormentammo esauste.
La mattina dopo andammo a recuperare il cliente.
Lo trovammo in mezzo al casolare, coperto di sporcizia, con ematomi aggiuntivi a quelli che gli avevamo fatto noi.
Doveva aver passato una bella nottata di violenza sessuale; quano gli chiedemmo come stava ci rispose a tratti, ma notammo una certa contentezza nella sua voce.
Lo portammo nello scantinato dell'agenzia dove lo slegammo e lo nutrimmo.
Mangiammo assieme una ricca merenda; lui mangiò prima lentamente e poi sempre più velocemente mentre si riprendeva.
Cominciò a raccontarci degli stupri e delle sevizie che aveva subito nella nottata.
Cazzi neri che lo avevano penetrato in ogni dove, botte e sputi, e pisciate, gli avevano fatto di tutto.
Io e mia sorella ci eravamo eccitate a sentirlo parlare della sua esperienza.
Finito di mangiare mi feci spompinare dallo stronzo dicendoli che era un bonus della ditta.
Lui ancora intontito, eseguì facendomi unosplendido pompino mentre mia sorella si masturbava guardando.
Poi, una volta rilassati facemmo recuperare allo stronzo i suoi vestiti e lo asciammo avviare verso casa mentre noi riprendemmo il nostro lavoro.

Per chi volesse commentare i meiei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".




scritto il
2026-04-21
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