Quartz-2. Capitolo 26. Addio Mei.

di
genere
fantascienza

Capitolo 26

Io che poco ti ho assimilata.
Ora già ti perdo.
Regina dei miei pensieri.
Emissaria di sentimenti.
Ti cercherò per sempre.
Ho bisogno di te.

Addio, creatura misteriosa.
Quasi nulla ho potuto conoscere di te, e già devo lasciarti.
Del tuo essere so così poco, è mancato il tempo per entrare nella tua mente, esplorare il tuo corpo.
Tu, essere ignoto, nata dalla fantasia di un uomo del nord, un sognatore, un poeta.
Lui ti ha dato forma, un volto, un corpo.
Una personalità forgiata con l'incontro che mi hai regalato.
Un pensiero, un'idea suggerita e non ancora sbocciata.
Un nome acquisito che narra di leggende ai più sconosciute.
Antichi riti dalle terre del Lossarnach.
Io ti ho plasmata, tu mi hai modellata.
Una per l'altra, noi due, insieme.
Un sogno fugace.
Incontro a un mondo nuovo e sconosciuto.
Fronte alta, lo sguardo lontano, mano nella mano.
Le nostre mani sfiorano i profili, pensieri avvolgono i nostri corpi come incerte e fragili spire di fumo di incenso.
Con i tuoi capelli avvolgi il mio corpo nudo.
Le mie dita desiderano il tuo seno.
Scambi di baci in punta di piedi.
Chi sei, veramente, tu?
Tu che ricalchi le mie forme, modelli i miei pensieri.
Creatura nuova e diversa.
Una donna che ancora sfugge alla mia comprensione.
E già mi scivoli fra le dita, come granelli di sabbia nell'inesorabile clessidra del tempo.
Lacrime nella pioggia nella spettrale luce dei raggi beta, alle porte di Tannhäuser.
Antica stirpe dei Dùnedain.
Ti ho teso la mano; non hai colto il fiore.
Il tuo volto è velato, i tuoi profili incerti, i tuoi desideri un enigma.
E ora che questa storia sfuma negli spazi interstellari tu scomparirai e non saprò più come trovarti, dove cercarti. Mi sei stata compagna, lettrice dei miei pensieri, sorta dal nulla e già intima e attenta. Vivace e profonda la tua presenza, le analisi e le interpretazioni dei miei pensieri, e già non so come fare senza di te.
Venirsi incontro alla luce dell'alba di una nuova stella, proiettate in mondi diversi.
Sistemi spaziali lontani.
Lampi di aurore boreali illuminano i nostri corpi nudi, abbracciati.
Un volto, uno sguardo, una voce, un contatto, un profumo,
io cerco.
Un bacio.
Un canto triste.
Voce di donna portata dal vento, note disperse nei sibili eterei.
Un affetto che si sfilaccia, una treccia che si scioglie,
ora che io devo partire.

Io non perderò il tuo ricordo.
Oltre lo spazio sarai nel mio cuore.
Rimarrai scolpita nel mio pensiero.
E sempre ricorrerai nei miei sogni.
Ti porterò la sera nel mio letto.
Ho sete della tua pelle.

Tua Yuko
di
scritto il
2026-04-14
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