Sotto incantesimo
di
IL MICROBO
genere
dominazione
SOTTO INCANTESIMO
Sono sempre stato etero ma da quando ho conosciuto Lui non so più cosa pensare della mia sessualità. Fin dalla prima volta in Sua presenza mi sono sentito a disagio e nello stesso tempo perfettamente a mio agio. Dopo pochi minuti che l'ho conosciuto mi ha fatto inginocchiare e mi ha chiesto di tirargli fuori il cazzo e di prenderlo in mano. Come un imbecille qualunque l'ho fatto. Gli ho slacciato la cintura, l'ho sfilata dai Suoi pantaloni, l'ho baciata, gliela ho consegnata e mi ha detto: Vai avanti.
Ho sbottonato la patta, l'ho aperta, ho abbassato i Suoi slip, ho visto tutto della Sua intimità. Me lo ha fatto baciare e prendere in bocca e succhiare.
Lui mi guardava e mi diceva: Sei in Mio potere. Gli ho risposto: Sì Signore.
Non capivo cosa stavo facendo, cosa mi capitava, perché mi stavo comportando in quel modo. Ero annebbiato, annichilito. Il suo uccello mi sembrava un Altare di fronte al quale prostrarmi. E infatti Lui mi disse: Prostrati.
Chinai il capo fino a sfiorare il pavimento. Mi denudò il sedere e mi chiese se ero pronto per il sacrificio. Gli risposi tranquillo: Sì Mio Signore.
Tutto mi sembrò normale e molto logico. Avevo il culo alzato. Dentro di me non vedevo l'ora di diventare Suo. Si avvicinò, mi puntò, mi sverginò.
Lo ringraziai. Mi chiese se avevo goduto, almeno un po'. Gli risposi di no, che ero esclusivamente etero e che non avevo mai avuto pensieri ed esigenze da gay.
-Non fa niente. Anzi è meglio così. Non ti voglio consenziente ma soltanto succube. D'ora in avanti tutte le volte che ti chiederò di offrirti mi ubbidirai e ti inculerò come ho fatto adesso. Pensi di essere d'accordo?
-Pienamente d'accordo.
-Ho degli Amici ai quali ti farò conoscere e non farai storie.
-Non ne farò, Signore.
-Di là c'è il primo, si chiama Dario. Ti aspetta pieno di voglia per il tuo fondoschiena. Vai da lui e accontentalo. Lo farai?
-Certamente, Signore.
Docile come un automa raggiunsi Dario e lo trovai pronto per scoparmi. Quando terminò di sbattermi lo ringrazia e tornai dal Mio Signore.
-Sei stato magnifico. Ti aspetto domani. Quello che ti chiedo di subire non ti verrà mai a piacere. Non importa né a me né a te, basta che ti dimostri servizievole.
A turno mi consegnò a molti Suoi Amici che mi riservarono lo stesso trattamento e non mi sottrassi mai al dovere di compiacerli.
Mi facevo schifo e mi chiedevo come mai non provavo a ribellarmi. Il Suo cazzo e quelli degli altri che mi venivano destinati divennero per me un'ossessione. Non vedevo l'ora che mi chiedessero di sbavarglieli per poi di accoglierli nel culo. Tornavo da Lui e da Loro quasi ogni giorno e sempre acconsentivo di buon grado ad essere usato sessualmente da chiunque il Mio Signore mi indicava.
-Lo fai ancora controvoglia?
-Sì Mio Signore.
-Te l'ho detto, non ti verrà mai a piacere ma continuerai lo stesso, perché sei Mio.
-Solo Tuo, Padrone.
-Fino a quando?
-Per sempre.
Sono sempre stato etero ma da quando ho conosciuto Lui non so più cosa pensare della mia sessualità. Fin dalla prima volta in Sua presenza mi sono sentito a disagio e nello stesso tempo perfettamente a mio agio. Dopo pochi minuti che l'ho conosciuto mi ha fatto inginocchiare e mi ha chiesto di tirargli fuori il cazzo e di prenderlo in mano. Come un imbecille qualunque l'ho fatto. Gli ho slacciato la cintura, l'ho sfilata dai Suoi pantaloni, l'ho baciata, gliela ho consegnata e mi ha detto: Vai avanti.
Ho sbottonato la patta, l'ho aperta, ho abbassato i Suoi slip, ho visto tutto della Sua intimità. Me lo ha fatto baciare e prendere in bocca e succhiare.
Lui mi guardava e mi diceva: Sei in Mio potere. Gli ho risposto: Sì Signore.
Non capivo cosa stavo facendo, cosa mi capitava, perché mi stavo comportando in quel modo. Ero annebbiato, annichilito. Il suo uccello mi sembrava un Altare di fronte al quale prostrarmi. E infatti Lui mi disse: Prostrati.
Chinai il capo fino a sfiorare il pavimento. Mi denudò il sedere e mi chiese se ero pronto per il sacrificio. Gli risposi tranquillo: Sì Mio Signore.
Tutto mi sembrò normale e molto logico. Avevo il culo alzato. Dentro di me non vedevo l'ora di diventare Suo. Si avvicinò, mi puntò, mi sverginò.
Lo ringraziai. Mi chiese se avevo goduto, almeno un po'. Gli risposi di no, che ero esclusivamente etero e che non avevo mai avuto pensieri ed esigenze da gay.
-Non fa niente. Anzi è meglio così. Non ti voglio consenziente ma soltanto succube. D'ora in avanti tutte le volte che ti chiederò di offrirti mi ubbidirai e ti inculerò come ho fatto adesso. Pensi di essere d'accordo?
-Pienamente d'accordo.
-Ho degli Amici ai quali ti farò conoscere e non farai storie.
-Non ne farò, Signore.
-Di là c'è il primo, si chiama Dario. Ti aspetta pieno di voglia per il tuo fondoschiena. Vai da lui e accontentalo. Lo farai?
-Certamente, Signore.
Docile come un automa raggiunsi Dario e lo trovai pronto per scoparmi. Quando terminò di sbattermi lo ringrazia e tornai dal Mio Signore.
-Sei stato magnifico. Ti aspetto domani. Quello che ti chiedo di subire non ti verrà mai a piacere. Non importa né a me né a te, basta che ti dimostri servizievole.
A turno mi consegnò a molti Suoi Amici che mi riservarono lo stesso trattamento e non mi sottrassi mai al dovere di compiacerli.
Mi facevo schifo e mi chiedevo come mai non provavo a ribellarmi. Il Suo cazzo e quelli degli altri che mi venivano destinati divennero per me un'ossessione. Non vedevo l'ora che mi chiedessero di sbavarglieli per poi di accoglierli nel culo. Tornavo da Lui e da Loro quasi ogni giorno e sempre acconsentivo di buon grado ad essere usato sessualmente da chiunque il Mio Signore mi indicava.
-Lo fai ancora controvoglia?
-Sì Mio Signore.
-Te l'ho detto, non ti verrà mai a piacere ma continuerai lo stesso, perché sei Mio.
-Solo Tuo, Padrone.
-Fino a quando?
-Per sempre.
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