Tempesta di cuori
di
IL MICROBO
genere
corna
TEMPESTA DI CUORI
Ho tradito la mia ragazza con la sua migliore amica, che ha pensato bene di andarglielo a spiattellare, quasi vantandosene.
-Non sai quanto mi hai fatto sentire umiliata, non solo per il tuo tradimento ma anche perché lo hai consumato con una persona a cui tenevo molto. Siete due esseri spregevoli.
-Ti prego, è stato un momento di follia. Lo sai quanto ti amo.
-Lo so.
-Indicami un modo per farmi perdonare.
-Dovresti provare qualcosa di molto degradante, solo così capiresti quanto mi hai mortificata.
Frugai nei meandri del mio cervello e con uno slancio senz'altro eccessivo mi candidai per una esperienza orribile, che di sicuro mi avrebbe fatto schifo.
-Succhierò l'uccello ad un maschio e mi lascerò anche inculare. Vuoi questo? Ti basta?
I suoi occhi lampeggiarono. Raccolse la sfida.
-Mi basterebbe sì.
-Cercamene uno che sia davvero laido, a cui mi offrirò senza discutere.
-Lo farai?
-Lo farò.
Mise in rete un appello (etero da punire bisognoso di succhiare uccello e prenderlo in culo). Si fece avanti un uomo molto arrogante. Fu fissato l'appuntamento in casa della mia quasi ex fidanzata. Mi feci trovare nudo come da accordi presi. Lei volle presenziare. Il tipo si apri i pantaloni e mi fece entrare fra le sue gambe. Glielo presi in bocca e gli diedi qualche succhiata. Basta così, disse lei, passiamo alla fase due. Con una manata egli mi girò e me lo spinse dove mai e poi mai avrei voluto. Aveva iniziato a incularmi come un finocchio qualsiasi, quando lei si ribellò e lo cacciò via, mandandolo al diavolo.
-Rivestiti. Sono pentita di quello che ti ho chiesto.
-Amore, farei la stessa cosa un milione di volte pur di riconquistarti.
-Guardiamo al futuro.
-Al nostro futuro, insieme.
-Sì.
Per una settimana rimasi ferito nell'orgoglio. Non mi tirava più. Dovevo metabolizzare. Finché mezzo brillo non bussai alla sua porta e gli urlai: Ho voglia di fica, ho voglia di te.
Lei si levò le mutandine, mi aprì le gambe e gridò: Ho voglia di cazzo. Solo del tuo. Anche in culo se ti fa piacere.
-In culo basta e avanza che lo abbia preso io.
Ci facemmo una grossa risata e scopammo con tanta di quella passione che, orgasmo dopo orgasmo, mi rimase incinta, e non andò via molto che la portai all'altare.
Tutto è bene quel che finisce bene. La vita a due è una corsa ad ostacoli, l'importante è riuscire a ritrovarsi per tagliare uniti il traguardo.
Ho tradito la mia ragazza con la sua migliore amica, che ha pensato bene di andarglielo a spiattellare, quasi vantandosene.
-Non sai quanto mi hai fatto sentire umiliata, non solo per il tuo tradimento ma anche perché lo hai consumato con una persona a cui tenevo molto. Siete due esseri spregevoli.
-Ti prego, è stato un momento di follia. Lo sai quanto ti amo.
-Lo so.
-Indicami un modo per farmi perdonare.
-Dovresti provare qualcosa di molto degradante, solo così capiresti quanto mi hai mortificata.
Frugai nei meandri del mio cervello e con uno slancio senz'altro eccessivo mi candidai per una esperienza orribile, che di sicuro mi avrebbe fatto schifo.
-Succhierò l'uccello ad un maschio e mi lascerò anche inculare. Vuoi questo? Ti basta?
I suoi occhi lampeggiarono. Raccolse la sfida.
-Mi basterebbe sì.
-Cercamene uno che sia davvero laido, a cui mi offrirò senza discutere.
-Lo farai?
-Lo farò.
Mise in rete un appello (etero da punire bisognoso di succhiare uccello e prenderlo in culo). Si fece avanti un uomo molto arrogante. Fu fissato l'appuntamento in casa della mia quasi ex fidanzata. Mi feci trovare nudo come da accordi presi. Lei volle presenziare. Il tipo si apri i pantaloni e mi fece entrare fra le sue gambe. Glielo presi in bocca e gli diedi qualche succhiata. Basta così, disse lei, passiamo alla fase due. Con una manata egli mi girò e me lo spinse dove mai e poi mai avrei voluto. Aveva iniziato a incularmi come un finocchio qualsiasi, quando lei si ribellò e lo cacciò via, mandandolo al diavolo.
-Rivestiti. Sono pentita di quello che ti ho chiesto.
-Amore, farei la stessa cosa un milione di volte pur di riconquistarti.
-Guardiamo al futuro.
-Al nostro futuro, insieme.
-Sì.
Per una settimana rimasi ferito nell'orgoglio. Non mi tirava più. Dovevo metabolizzare. Finché mezzo brillo non bussai alla sua porta e gli urlai: Ho voglia di fica, ho voglia di te.
Lei si levò le mutandine, mi aprì le gambe e gridò: Ho voglia di cazzo. Solo del tuo. Anche in culo se ti fa piacere.
-In culo basta e avanza che lo abbia preso io.
Ci facemmo una grossa risata e scopammo con tanta di quella passione che, orgasmo dopo orgasmo, mi rimase incinta, e non andò via molto che la portai all'altare.
Tutto è bene quel che finisce bene. La vita a due è una corsa ad ostacoli, l'importante è riuscire a ritrovarsi per tagliare uniti il traguardo.
3
voti
voti
valutazione
3
3
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Lui ed io
Commenti dei lettori al racconto erotico