Dalla stanza 204 in poi...

di
genere
etero

Tutto ebbe inizio nella hall dell'albergo, tra divani spostati e casse audio pesanti. Mentre trascinavamo un tavolo, guardai il mio migliore amico Marco e gli confessai il segreto che mi pesava: "Non sono mai stato con una ragazza. Mai". Marco si fermò, mi guardò con un mezzo sorriso e mi diede una pacca sulla spalla: "Non ti preoccupare, stasera risolviamo tutto. Fidati di me". Tra la folla vidi Giorgia; ero convinto di starle antipatico per quel suo sguardo distaccato e superiore. Non sapevo che quello sguardo era solo l'inizio di una sfida.
​Avevamo preso la stanza 204 per non guidare dopo i drink. Salii per una doccia veloce e, aprendo la porta, rimasi di sasso. Marco era nudo, in piedi, e stava possedendo Giorgia alla pecorina con una foga brutale. Feci per scappare, ma Marco urlò: "Resta qui! Guarda bene, che tra poco tocca a te!". Rimasi ipnotizzato, scoprendo che la stava prendendo anale. Quando Marco finì, si sfilò e mi passò accanto: "È tutta tua".
​Giorgia, con un sorriso malizioso, si rimise subito in posizione. "Allora, vergognoso... finisci il lavoro?". Mi svestii e puntai il mio cazzo direttamente sul suo culo. Grazie al "lavoro" di Marco, scivolò dentro come niente. La afferrai per i fianchi e iniziai a spingere con una forza primordiale. Mi ero già masturbato due volte quel giorno: sapevo che avrei fatto un figurone e che sarei durato all'infinito. Nello specchio vedevo i suoi seni penzolanti sussultare e la sua faccia stravolta. Volevo farle il culo in fiamme. Spinsi finché, con un’esplosione incredibile, venni dentro di lei facendola quasi urlare.
​Scesi alla festa cambiato, un uomo nuovo. Marco nel frattempo aveva puntato Paola, la compagna di stanza di Giorgia. Il piano scattò a fine serata: Marco portò Paola nella nostra stanza (la 204), mentre io seguii Giorgia nella sua camera. Eravamo finalmente soli. Prima di dormire, la scopai nella fica fino a farla impazzire di piacere, godendomi ogni centimetro della sua pelle senza testimoni.
​L’indomani mattina, il risveglio fu il capolavoro finale. Iniziai col cazzo nella fica, gustandomi il calore del mattino e la sua accoglienza umida. Poi, con un movimento fluido, la feci girare di nuovo. Passai nuovamente nel culo, spingendo con una foga cieca che la fece sussultare contro il materasso, finché non venni di nuovo con tutta la forza che avevo, svuotandomi completamente.
​Oggi, quella che sembrava antipatia è una storia duratura. Marco continua a cambiare ragazze come abiti, ma Giorgia è rimasta con me. Anche se l’ho vista per la prima volta mentre scopava col mio migliore amico, non riesco a lasciarla. Non è solo amore; è che se la lascio con chi scopo poi? Con questa intensità poi? Lei sa cosa voglio, io so cosa darle. Siamo legati da quel patto di carne iniziato nella 204 e sigillato nella sua stanza. Però ho sempre il dubbio che ogni tanto scopi con Marco.
scritto il
2026-03-30
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